{"id":20003,"date":"2025-10-09T13:21:47","date_gmt":"2025-10-09T11:21:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=20003"},"modified":"2025-10-09T13:22:17","modified_gmt":"2025-10-09T11:22:17","slug":"dilexi-te-non-e-beneficienza-ma-rivelazione-leone-xiv-e-il-magistero-dei-poveri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/dilexi-te-non-e-beneficienza-ma-rivelazione-leone-xiv-e-il-magistero-dei-poveri\/","title":{"rendered":"Dilexi te: \u00abNon \u00e8 beneficienza, ma Rivelazione\u00bb. Leone XIV e il magistero dei poveri"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/pellegrinaggio-banner-2-1024x574-1.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-19963\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/pellegrinaggio-banner-2-1024x574-1-300x168.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/pellegrinaggio-banner-2-1024x574-1-300x168.png 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/pellegrinaggio-banner-2-1024x574-1-768x431.png 768w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/pellegrinaggio-banner-2-1024x574-1.png 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il primo testo importante, con la firma di papa Leone, \u00e8 un documento incompiuto del suo predecessore, Francesco, che il successore ha recepito e largamente integrato. Potremmo considerare che pi\u00f9 della met\u00e0 del testo \u00e8 frutto di una nuova stesura.<\/p>\n<p>Il tema \u00e8 nel sottotitolo: <i>Sull\u2019amore verso i poveri. <\/i>E cos\u00ec viene giustificato al n. 3 del testo:<\/p>\n<pre><span style=\"font-size: large\"><span style=\"color: #000000\">\u00ab<\/span><span style=\"color: #000000\">in continuit\u00e0 con l\u2019Enciclica <\/span><span style=\"color: #000000\"><i>Dilexit nos<\/i><\/span><span style=\"color: #000000\">, Papa Francesco stava preparando, negli ultimi mesi della sua vita, un\u2019Esortazione apostolica sulla cura della Chiesa per i poveri e con i poveri, intitolata <\/span><span style=\"color: #000000\"><i>Dilexi te<\/i><\/span><span style=\"color: #000000\">, immaginando che Cristo si rivolga ad ognuno di loro dicendo: Hai poca forza, poco potere, ma \u00abio ti ho amato\u00bb (<\/span><span style=\"color: #000000\"><i>Ap<\/i><\/span><span style=\"color: #000000\"> 3,9). Avendo ricevuto come in eredit\u00e0 questo progetto, sono felice di farlo mio \u2013 aggiungendo alcune riflessioni \u2013 e di proporlo ancora all\u2019inizio del mio pontificato, condividendo il desiderio dell\u2019amato Predecessore che tutti i cristiani possano percepire il forte nesso che esiste tra l\u2019amore di Cristo e la sua chiamata a farci vicini ai poveri.<\/span><span style=\"color: #000000\">\u00bb (DT 3)<\/span><\/span><\/pre>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: large\"><b>a) <i>La struttura del testo e le parole chiave<\/i><\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: medium\">Il testo si articola in 5 capitoli. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: medium\">1. ALCUNE PAROLE INDISPENSABILI (4-15)<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: medium\">2. DIO SCEGLIE I POVERI (16-34)<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: medium\">3. UNA CHIESA PER I POVERI (35-81)<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: medium\">4. UNA STORIA CHE CONTINUA (82-102)<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: medium\">5. UNA SFIDA PERMANENTE (103-121)<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: medium\">Provo ora a presentare i contenuti pi\u00f9 rilevanti del documento. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: medium\">Anzitutto il ruolo dei poveri nell\u2019annuncio del Vangelo.<\/span><\/span><\/p>\n<pre><span style=\"font-size: large\"><span style=\"color: #000000\">\u00ab<\/span><span style=\"color: #000000\">Non siamo nell\u2019orizzonte della beneficenza, ma della Rivelazione: il contatto con chi non ha potere e grandezza \u00e8 un modo fondamentale di incontro con il Signore della storia. Nei poveri Egli ha ancora qualcosa da dirci.<\/span><span style=\"color: #000000\">\u00bb (DT 5)<\/span> <\/span><\/pre>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: medium\">Anche il nome del papa Francesco, scelto in relazione ai poveri, ci ricorda che quel \u00ab giovane Francesco rinacque dall\u2019impatto con la realt\u00e0 di chi \u00e8 espulso dalla convivenza\u00bb (DT7), cui si pu\u00f2 collegare la spiritualit\u00e0 del Concilio Vaticano II, con il padarigma del buon samaritano: <\/span><\/span><\/p>\n<pre><span style=\"font-size: large\">\u00abSono convinto che la scelta prioritaria per i poveri genera un rinnovamento straordinario sia nella Chiesa che nella societ\u00e0, quando siamo capaci di liberarci dall\u2019autoreferenzialit\u00e0 e riusciamo ad ascoltare il loro grido.\u00bb (DT 7)<\/span><\/pre>\n<p align=\"justify\">D\u2019altra parte occorre anche riconoscere che il termine \u201cpovert\u00e0\u201d si deve dire in molti modi:<\/p>\n<pre><span style=\"font-size: large\">\u00abSul volto ferito dei poveri troviamo impressa la sofferenza degli innocenti e, perci\u00f2, la stessa sofferenza del Cristo. Allo stesso tempo, dovremmo parlare forse pi\u00f9 correttamente dei numerosi volti dei poveri e della povert\u00e0, poich\u00e9 si tratta di un fenomeno variegato; infatti, esistono molte forme di povert\u00e0: quella di chi non ha mezzi di sostentamento materiale, la povert\u00e0 di chi \u00e8 emarginato socialmente e non ha strumenti per dare voce alla propria dignit\u00e0 e alle proprie capacit\u00e0, la povert\u00e0 morale e spirituale, la povert\u00e0 culturale, quella di chi si trova in una condizione di debolezza o fragilit\u00e0 personale o sociale, la povert\u00e0 di chi non ha diritti, non ha spazio, non ha libert\u00e0.\u00bb (DT 9)<\/span><\/pre>\n<p align=\"justify\">Per questo occorre salutare con favore l\u2019impegno dell\u2019ONU per sconfiggere la povert\u00e0 come uno degli obiettivi di Millennio (cfr. DT 10). Se i sistemi politici favoriscono i pi\u00f9 forti e accrescono il divario tra ricchi e poveri, allo stesso tempo le emozioni di sdegno diventano momentanee e le questioni strutturali vengono lasciate al margine (cfr. DT 11). Per questo \u00absulla povert\u00e0 non dobbiamo abbassare la guardia\u00bb (DT 12) e occorre dire con tutta la chiarezza necessaria che<\/p>\n<pre><span style=\"font-size: large\"><span style=\"color: #000000\">\u00ab<\/span><span style=\"color: #000000\">I poveri non ci sono per caso o per un cieco e amaro destino. Tanto meno la povert\u00e0, per la maggior parte di costoro, \u00e8 una scelta. Eppure, c\u2019\u00e8 ancora qualcuno che osa affermarlo, mostrando cecit\u00e0 e crudelt\u00e0<\/span><span style=\"color: #000000\">\u00bb (DT 14)<\/span><\/span><\/pre>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: medium\">Questo non riguarda solo il mondo, ma anche la Chiesa:<\/span><\/span><\/p>\n<pre><span style=\"font-size: large\">\u00abAnche i cristiani, in tante occasioni, si lasciano contagiare da atteggiamenti segnati da ideologie mondane o da orientamenti politici ed economici che portano a ingiuste generalizzazioni e a conclusioni fuorvianti.\u00bb (DT 15)<\/span><\/pre>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large\"><b>b) <i>Una storia del <\/i>magistero dei poveri<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Da queste \u201cparole indispensabili\u201d si passa alla delineazione di una \u201cteologia della povert\u00e0\u201d nel II capitolo. Si riparte dalla \u201copzione preferenziale per i poveri\u201d elaborata prima in America Latina e poi assunta dal magistero universale della Chiesa cattolica (Cfr. DT 16). Questo implica una rilettura dell\u2019AT e nel NT <i>sub specie paupertatis. <\/i>Il testo dice in modo sintetico:<\/p>\n<pre><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: large\">\u00ab<\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: large\">\u00c8 in questa condizione che si pu\u00f2 riassumere in maniera chiara la povert\u00e0 di Ges\u00f9. Si tratta della stessa esclusione che caratterizza la definizione dei poveri: essi sono gli esclusi dalla societ\u00e0. Ges\u00f9 \u00e8 la rivelazione di questo <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: large\"><i>privilegium pauperum<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: large\">. Egli si presenta al mondo non solo come Messia povero, ma anche come Messia dei poveri e per i poveri.<\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: large\">\u00bb (DT 19).<\/span><\/span><\/pre>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: medium\">L\u2019esame dei testi biblici di AT e NT, anzitutto di quelli riferiti a Ges\u00f9, mostrano una chiara rilevanza della povert\u00e0. Di qui una domanda pressante:<\/span><\/span><\/p>\n<pre><span style=\"font-size: large\">\u00abTante volte mi domando perch\u00e9, pur essendoci tale chiarezza nelle Sacre Scritture a proposito dei poveri, molti continuano a pensare di poter escludere i poveri dalle loro attenzioni.\u00bb (DT 23)<\/span><\/pre>\n<p align=\"justify\">A ci\u00f2 seguono altre considerazioni in cui, sulla scia di Francesco, Leone fa proprio lo stupore che di fronte a testi biblici cos\u00ec chiari ci sia talora lo sforzo di attenuarli o relativizzarli (cfr. DT 31). D\u2019altra parte le attestazioni riguardanti la chiesa primitiva sono molto limpide e hanno ispirato larga parte della storia successiva (cfr. DT 34)<\/p>\n<p align=\"justify\">Di qui inizia il capitolo terzo, che pu\u00f2 essere compreso come una grande storia della povert\u00e0 nella Chiesa. Da Paolo a Lorenzo, da Ambrogio a Sant\u2019Ignazio di Antiochia, \u00e8 evidente che:<\/p>\n<pre><span style=\"font-size: large\">\u00ab<\/span><span style=\"font-size: large\">La carit\u00e0 verso i bisognosi non era intesa come una semplice virt\u00f9 morale, ma come espressione concreta della fede nel Verbo incarnato.<\/span><span style=\"font-size: large\">\u00bb (DT 39)<\/span><\/pre>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Questo ha anche un riflesso nella comprensione della eucaristia. Citando il Crisostomo, il testo chiede la coerenza tra adorazione del Corpo di Cristo sull\u2019altare e il Corpo di Cristo che soffre il freddo:<\/span><\/p>\n<pre><span style=\"font-size: large\">\u00abVuoi onorare il corpo di Cristo? Non trascurare la sua nudit\u00e0; non onorarlo qui con vesti di seta, non trascurarlo fuori mentre \u00e8 consunto dal freddo e dalla nudit\u00e0 [\u2026]. [Il corpo di Cristo che sta sull\u2019altare] non ha bisogno di vesti, ma di un\u2019anima pura; quello invece ha bisogno di molta cura.\u00bb (Giovanni Crisostomo in DT 41)<\/span><\/pre>\n<p align=\"justify\">Per questo \u00abla carit\u00e0 non \u00e8 un percorso opzionale, ma il criterio del vero culto\u00bb (DT 42) Se per Ambrogio la elemosina \u00e8 \u00abgiustizia ristabilita\u00bb (DT 43), per Agostino \u00e8 purificazione del cuore (DT 46). Di qui Leone conclude con una frase di carattere programmatico:<\/p>\n<pre><span style=\"font-size: large\">\u00ab<\/span><span style=\"font-size: large\">si pu\u00f2 dire che la teologia patristica era pratica, puntando a una Chiesa povera e per i poveri, ricordando che il Vangelo \u00e8 annunciato correttamente solo quando spinge a toccare la carne degli ultimi e avvertendo che il rigore dottrinale senza misericordia \u00e8 un discorso vuoto.<\/span><span style=\"font-size: large\">\u00bb (DT 48)<\/span><\/pre>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Allo stesso modo si deve considerare lo sviluppo degli ordini moderni, maschili e femminili, di cura del malato (Fatebenefratelli, Camilliani, Vincenziane, Suore Ospedaliere\u2026) come emergenze di una antica evidenza:<\/span><\/p>\n<pre><span style=\"font-size: large\">\u00ab<\/span><span style=\"font-size: large\">Quando la Chiesa si inginocchia accanto a un lebbroso, a un bambino denutrito o a un morente anonimo, realizza la sua vocazione pi\u00f9 profonda: amare il Signore l\u00e0 dove Egli \u00e8 pi\u00f9 sfigurato.<\/span><span style=\"font-size: large\">\u00bb (DT 52)<\/span><\/pre>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Lo stesso si deve dire del monachesimo, come esperienza di povert\u00e0. Contro una tendenza, anche molto americana, a riscotruire il monachesimo in modo reazionario, Leone scrive:<\/span><\/p>\n<pre><span style=\"font-size: large\">\u00abNel corso del tempo, i monasteri benedettini divennero luoghi che contrastavano la cultura dell\u2019esclusione. I monaci coltivavano la terra, producevano cibo, preparavano medicine e le offrivano, con semplicit\u00e0, ai pi\u00f9 bisognosi. Il loro lavoro silenzioso era il lievito di una nuova civilt\u00e0, dove i poveri non erano un problema da risolvere, ma fratelli e sorelle da accogliere.\u00bb (DT 56)<\/span><\/pre>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Una rilettura del monachesimo equilibrata e senza chiusure permette di affermare:<\/span><\/p>\n<pre><span style=\"font-size: large\">\u00abLa tradizione monastica insegna in questo modo che preghiera e carit\u00e0, silenzio e servizio, celle e ospedali, formano un unico tessuto spirituale.\u00bb (DT 58)<\/span><\/pre>\n<p align=\"justify\">Una considerazione analoga vale per quella povert\u00e0 che consiste nell\u2019essere prigionieri e nell\u2019essere schiavi. Ordini religiosi sono nati lungo la storia per la \u201credenzione\u201d dei prigionieri. Questo non vale solo per il medioevo o per l\u2019et\u00e0 moderna, ma anche per l\u2019epoca contemporanea<\/p>\n<pre><span style=\"font-size: large\">\u00ab<\/span><span style=\"font-size: large\">La carit\u00e0 cristiana, quando si incarna, diventa liberatrice. E la missione della Chiesa, quando \u00e8 fedele al suo Signore, \u00e8 sempre quella di annunciare la liberazione. Ancora oggi, quando \u00abmilioni di persone \u2013 bambini, uomini e donne di ogni et\u00e0 \u2013 vengono private della libert\u00e0 e costrette a vivere in condizioni assimilabili a quelle della schiavit\u00f9\u00bb,<\/span><sup><span style=\"font-size: large\"><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\">1<\/a><\/span><\/sup><span style=\"font-size: large\"> tale eredit\u00e0 viene portata avanti da questi Ordini e da altre istituzioni e congregazioni che lavorano nelle periferie urbane, nelle zone di conflitto e nei corridoi migratori. Quando la Chiesa si inchina per spezzare le nuove catene che legano i poveri, diventa un segno pasquale.<\/span><span style=\"font-size: large\">\u00bb (DT 61)<\/span><\/pre>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Anche la nascita degli ordini mendicanti ha segnato la storia di una nuova lettura della povert\u00e0: <\/span><\/p>\n<pre><span style=\"font-size: large\">\u00abA differenza del modello monastico stabile, i mendicanti adottarono una vita itinerante, senza propriet\u00e0 personale o comunitaria, interamente affidati alla Provvidenza. Non si limitavano a servire i poveri: si facevano poveri con loro. Vedevano la citt\u00e0 come un nuovo deserto e gli emarginati come nuovi maestri spirituali.\u00bb (DT 63)<\/span><\/pre>\n<p align=\"justify\">Questo aspetto \u00e8 legato in modo stretto ad un problema assai vivo nel mondo contemporaneo:<\/p>\n<pre><span style=\"font-size: large\">\u00ab<\/span><span style=\"font-size: large\">Gli Ordini mendicanti furono quindi una risposta viva all\u2019esclusione e all\u2019indifferenza. Non proposero espressamente riforme sociali, ma una conversione personale e comunitaria alla logica del Regno. Per loro la povert\u00e0 non era una conseguenza della scarsit\u00e0 di beni, ma una libera scelta: farsi piccoli per accogliere i piccoli.<\/span><span style=\"font-size: large\">\u00bb (DT 67)<\/span><\/pre>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Anche sul tema della educazione, la cui mancanza \u00e8 una grave forma di povert\u00e0, Il sorgere degli ordini dedicati alla istruzione, a partire dagli Scolopi, con grandi sviluppi in ambito maschile e femminile, attesta una evidenza importante:<\/span><\/p>\n<pre><span style=\"font-size: large\">\u00abL\u2019educazione dei poveri, per la fede cristiana, non \u00e8 un favore, ma un dovere. I piccoli hanno diritto alla conoscenza, come requisito fondamentale per il riconoscimento della dignit\u00e0 umana.\u00bb ( DT 72)<\/span><\/pre>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Con le emigrazioni europee del XIX secolo nasce una nuova sensibilit\u00e0 per il fenomeno, come forma di povert\u00e0. Gli scalabriniani e Francesco Cabrini attestano il sorgere, gi\u00e0 nella Chiesa di allora, di quella attenzione per il Ges\u00f9 che dice \u201cero straniero e mi avete accolto\u201d. Perci\u00f2<\/span><\/p>\n<pre><span style=\"font-size: large\">\u00abLa Chiesa, come una madre, cammina con coloro che camminano. Dove il mondo vede minacce, lei vede figli; dove si costruiscono muri, lei costruisce ponti. Sa che il suo annuncio del Vangelo \u00e8 credibile solo quando si traduce in gesti di vicinanza e accoglienza. E sa che in ogni migrante respinto \u00e8 Cristo stesso che bussa alle porte della comunit\u00e0.\u00bb (DT 75)<\/span><\/pre>\n<p align=\"justify\">La vicinanza, comunque, agli ultimi di Santa Teresa o di Santa Dulce e di tante altre forme di accuratezza verso le periferie esistenziali.<\/p>\n<pre><span style=\"font-size: large\">\u00ab<\/span><span style=\"font-size: large\">Ognuno, a modo suo, ha scoperto che i pi\u00f9 poveri non sono solo oggetto della nostra compassione, ma maestri del Vangelo. Non si tratta di \u201cportar loro\u201d Dio, ma di incontrarlo presso di loro...La Chiesa, quindi, quando si china a prendersi cura dei poveri, assume la sua postura pi\u00f9 elevata <\/span><span style=\"font-size: large\">\u00bb (DT 79)<\/span><\/pre>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Ci sono, per\u00f2, anche movimenti popolari, iniziative laicali, che hanno dovuto spesso essere sospettati e perseguitati per questa vocazione alla cura della povert\u00e0 (cfr. DT 80-82).<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\"><b>c) <i>Il Povero e Pietro: la teologia della carne di Cristo<\/i><\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Il quarto capitolo si occupa degli ultimi due secoli, con il sorgere della \u201cdottrina sociale\u201d della Chiesa. E inizia con alcune proposizioni in cui i poveri non solo \u201csubiscono\u201d, a \u201caffrontano e pensano\u201d il cambiamento civile:<\/span><\/p>\n<pre><span style=\"font-size: large\"><span style=\"color: #000000\">\u00ab<\/span><span style=\"color: #000000\">I movimenti dei lavoratori, delle donne, dei giovani, cos\u00ec come la lotta contro le discriminazioni razziali hanno comportato una nuova coscienza della dignit\u00e0 di chi \u00e8 ai margini.<\/span> <span style=\"color: #000000\">Anche il contributo della Dottrina Sociale della Chiesa ha in s\u00e9 questa radice popolare da non dimenticare: sarebbe inimmaginabile la sua rilettura della Rivelazione cristiana entro le moderne circostanze sociali, lavorative, economiche e culturali senza i laici cristiani alle prese con le sfide del loro tempo<\/span><span style=\"color: #000000\">\u00bb (DT 82)<\/span><\/span><\/pre>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: medium\">Se i poveri sono \u201csoggetti di una specifica intelligenza\u201d e se la realt\u00e0 \u201csi vede meglio dai margini\u201d, ecco che lo sviluppo di una dottrina sociale, a partire da Leone XIII, trova nel Concilio Vaticano II un passaggio decisivo:<\/span><\/span><\/p>\n<pre><span style=\"font-size: large\">\u00abSi prospettava cos\u00ec la necessit\u00e0 di una nuova forma ecclesiale, pi\u00f9 semplice e sobria, coinvolgente l\u2019intero popolo di Dio e la sua figura storica. Una Chiesa pi\u00f9 simile al suo Signore che alle potenze mondane, tesa a stimolare in tutta l\u2019umanit\u00e0 un impegno concreto per la soluzione del grande problema della povert\u00e0 nel mondo.\u00bb (DT 84)<\/span><\/pre>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">In questo passaggio epocale, papa Leone sottolinea una audace immagine con cui Paolo VI delinea una analogia tra il Povero e Pietro:<\/span><\/p>\n<pre><span style=\"font-size: large\"><span style=\"color: #000000\">\u00ab<\/span><span style=\"color: #000000\">Nell\u2019Udienza generale dell\u201911 novembre 1964 egli sottoline\u00f2 che \u00abil Povero \u00e8 rappresentante di Cristo\u00bb e, accostando l\u2019immagine del Signore negli ultimi a quella che si manifesta nel Papa, afferm\u00f2: \u00abLa rappresentanza di Cristo nel Povero \u00e8 universale, ogni Povero rispecchia Cristo; quella del Papa \u00e8 personale. [\u2026] Il Povero e Pietro possono coincidere, possono essere la stessa persona, rivestita d\u2019una duplice rappresentanza, della Povert\u00e0 e dell\u2019Autorit\u00e0\u00bb.<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a> In tal modo, il legame intrinseco tra Chiesa e poveri veniva espresso simbolicamente con inedita chiarezza.<\/span><span style=\"color: #000000\">\u00bb (DT 85)<\/span><\/span><\/pre>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: medium\">Cos\u00ec da Paolo VI fino a Francesco, si registrano ripetuti interventi del magistero universale e di quello locale sulla opzione preferenziale per i poveri. <\/span><\/span><\/p>\n<pre><span style=\"font-size: large\">\u00ab<\/span><span style=\"font-size: large\">S<\/span><span style=\"font-size: large\">ebbene non manchino diverse teorie che tentano di giustificare lo stato attuale delle cose, o di spiegare che la razionalit\u00e0 economica esige da noi di aspettare che le forze invisibili del mercato risolvano tutto, la dignit\u00e0 di ogni persona umana dev\u2019essere rispettata adesso, non domani, e la situazione di miseria di tante persone a cui viene negata questa dignit\u00e0 dev\u2019essere un richiamo costante per la nostra coscienza.<\/span><span style=\"font-size: large\">\u00bb (DT 92)<\/span><\/pre>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Perci\u00f2 occorre sollevare alcune domande decisive:<\/span><\/p>\n<pre><span style=\"font-size: large\"><span style=\"color: #000000\">\u00ab<\/span><span style=\"color: #000000\">La domanda che ritorna \u00e8 sempre la stessa: i meno dotati non sono persone umane? I deboli non hanno la stessa nostra dignit\u00e0? Quelli che sono nati con meno possibilit\u00e0 valgono meno come esseri umani, devono solo limitarsi a sopravvivere? Dalla risposta che diamo a queste domande dipende il valore delle nostre societ\u00e0 e da essa dipende pure il nostro futuro. O riconquistiamo la nostra dignit\u00e0 morale e spirituale o cadiamo come in un pozzo di sporcizia<\/span><span style=\"color: #000000\">\u00bb (DT 95)<\/span><\/span><\/pre>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">Questa coscienza chiama il popolo di Dio a denunciare, a esporsi, a costo di essere chiamati \u201cstupidi\u201d:<\/span><\/p>\n<pre><span style=\"font-size: large\">\u00ab<\/span><span style=\"font-size: large\">Pertanto, \u00e8 compito di tutti i membri del Popolo di Dio far sentire, pur in modi diversi, una voce che svegli, che denunci, che si esponga anche a costo di sembrare degli \u201cstupidi\u201d. Le strutture d\u2019ingiustizia vanno riconosciute e distrutte con la forza del bene, attraverso il cambiamento delle mentalit\u00e0 ma anche, con l\u2019aiuto delle scienze e della tecnica, attraverso lo sviluppo di politiche efficaci nella trasformazione della societ\u00e0. <\/span><span style=\"font-size: large\">\u00bb (DT 97)<\/span><\/pre>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Una attenzione particolare, anche per la esperienza diretta che ne ha fatto papa Leone nel suo lungo periodo di ministero sudamericano, \u00e8 diretta alla elaborazione della Conferenza di Aparecida. In particolare si dice che il documento<\/span><\/p>\n<pre><span style=\"font-size: large\"><span style=\"color: #000000\">\u00ab<\/span><span style=\"color: #000000\">insiste sulla necessit\u00e0 di considerare le comunit\u00e0 emarginate quali <\/span><span style=\"color: #000000\"><i>soggetti <\/i><\/span><span style=\"color: #000000\">capaci di creare una propria cultura, pi\u00f9 che come<\/span><span style=\"color: #000000\"><i> oggetti<\/i><\/span><span style=\"color: #000000\"> di beneficenza. Ci\u00f2 implica che tali comunit\u00e0 hanno il diritto di vivere il Vangelo e celebrare e comunicare la fede secondo i valori presenti nelle loro culture.<\/span><\/span><span style=\"font-size: large\">\u00bb (DT 100)<\/span><\/pre>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Di qui scaturisce il riferimento ad un vero \u201cmagistero dei poveri\u201d:<\/span><\/p>\n<pre><span style=\"font-size: large\"><span style=\"color: #000000\">\u00ab<\/span><span style=\"color: #000000\">Cresciuti nell\u2019estrema precariet\u00e0, imparando a sopravvivere nelle condizioni pi\u00f9 avverse, fidandosi di Dio con la certezza che nessun altro li prenda sul serio, aiutandosi a vicenda nei momenti pi\u00f9 bui, i poveri hanno imparato tante cose che conservano nel mistero del loro cuore. Quelli fra noi che non hanno avuto esperienze simili, di vita vissuta al limite, certamente hanno molto da ricevere da quella fonte di saggezza che \u00e8 l\u2019esperienza dei poveri. Solo mettendo in relazione le nostre lamentele con le loro sofferenze e privazioni \u00e8 possibile ricevere un rimprovero che ci invita a semplificare la nostra vita.<\/span><span style=\"color: #000000\">\u00bb (DT 102)<\/span><\/span><\/pre>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">Si arriva cos\u00ec al quinto ed ultimo capitolo, sulla \u201csfida permanente\u201d. Se \u00abl\u2019amore per i poveri \u00e8 un elemento essenziale della storia di Dio con noi\u00bb (DT 103) allora essi sono per noi cristiani \u201cquestione famigliare\u201d (DT 104). Qui il versante pi\u00f9 autenticamente teologico dl documento, dicendo:<\/span><\/p>\n<pre><span style=\"font-size: large\">\u00ab<\/span><span style=\"font-size: large\">i poveri per i cristiani non sono una categoria sociologica, ma la stessa carne di Cristo. Infatti, non \u00e8 sufficiente limitarsi a enunciare in modo generale la dottrina dell\u2019incarnazione di Dio; per entrare davvero in questo mistero, invece, bisogna specificare che il Signore si fa carne che ha fame, che ha sete, che \u00e8 malata, carcerata<\/span><span style=\"font-size: large\">\u00bb (DT 110)<\/span><\/pre>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large\"><b>d) L<i>e giustificazioni dello scarto e la vocazione cristiana<\/i><\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Le pietre scartate che sono i poveri sono la vera pietra angolare. Invece succede di assistere a posizioni contraddittorie rispetto a questa evidenza teologica. Infatti<\/span><\/p>\n<pre><span style=\"font-size: large\"><span style=\"color: #000000\">\u00ab<\/span><span style=\"color: #000000\">tale attenzione spirituale ai poveri viene messa in discussione da certi pregiudizi, anche da parte di cristiani, perch\u00e9 ci sentiamo pi\u00f9 a nostro agio senza i poveri. C\u2019\u00e8 chi continua a dire: \u201cIl nostro compito \u00e8 di pregare e di insegnare la vera dottrina\u201d. Ma, svincolando questo aspetto religioso dalla promozione integrale, aggiungono che solo il governo dovrebbe prendersi cura di loro, oppure che sarebbe meglio lasciarli nella miseria, insegnando loro piuttosto a lavorare. A volte, invece, si assumono criteri pseudoscientifici per dire che la libert\u00e0 del mercato porter\u00e0 spontaneamente alla soluzione del problema della povert\u00e0. Oppure, persino, si opta per una pastorale delle cosiddette <\/span><span style=\"color: #000000\">\u00e9lite<\/span><span style=\"color: #000000\">, sostenendo che, al posto di perdere tempo con i poveri, \u00e8 meglio prendersi cura dei ricchi, dei potenti e dei professionisti, cosicch\u00e9, attraverso di loro, si potranno raggiungere soluzioni pi\u00f9 efficaci. \u00c8 facile cogliere la mondanit\u00e0 che si cela dietro queste opinioni: esse ci portano a guardare la realt\u00e0 con criteri superficiali e privi di qualsiasi luce soprannaturale, privilegiando frequentazioni che ci rassicurano e ricercando privilegi che ci accomodano.<\/span><span style=\"color: #000000\">\u00bb (DT 114)<\/span><\/span><\/pre>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">Infine, anche la correlazione tra intenzioni e gesti deve per\u00f2 essere curata: l\u2019elemosina \u00e8 appunto non un\u2019alibi, ma una pratica di non indifferenza:<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: large\">\u00abL\u2019amore e le convinzioni pi\u00f9 profonde vanno alimentate, e lo si fa con gesti. Rimanere nel mondo delle idee e delle discussioni, senza gesti personali, frequenti e sentiti, sar\u00e0 la rovina dei nostri sogni pi\u00f9 preziosi. Per questa semplice ragione come cristiani non rinunciamo all\u2019elemosina. Un gesto che si pu\u00f2 fare in diverse maniere, e che possiamo tentare di fare nel modo pi\u00f9 efficace, ma dobbiamo farlo. E sempre sar\u00e0 meglio fare qualcosa che non fare niente. In ogni caso ci<\/span><span style=\"font-size: large\"> toccher\u00e0 il cuore<\/span><span style=\"font-size: large\">.\u00bb (DT<\/span> 119)<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">Per certi versi Leone, riprendendo alcuni elementi fondamentali del magistero di Francesco, li acutizza e li conduce verso un vero e proprio \u201cmagisterium pauperum\u201d, di carattere ecclesiale e spirituale, teologico e morale. <\/span><\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\"><\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\">\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il primo testo importante, con la firma di papa Leone, \u00e8 un documento incompiuto del suo predecessore, Francesco, che il successore ha recepito e largamente integrato. 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