{"id":19988,"date":"2025-09-30T13:15:09","date_gmt":"2025-09-30T11:15:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=19988"},"modified":"2025-09-30T13:45:59","modified_gmt":"2025-09-30T11:45:59","slug":"gli-altiora-principia-che-il-rito-vecchio-non-conosce-una-seconda-risposta-a-r-spataro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/gli-altiora-principia-che-il-rito-vecchio-non-conosce-una-seconda-risposta-a-r-spataro\/","title":{"rendered":"Gli &#8220;altiora principia&#8221; che il rito vecchio non conosce. Una seconda risposta a R. Spataro"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Summorum.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-15406\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Summorum.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"283\" \/><\/a><\/p>\n<p>In un secondo intervento, sempre sul blog di Messainlatino (che si pu\u00f2 leggere <a href=\"https:\/\/blog.messainlatino.it\/2025\/09\/ancora-padre-spataro-sul-prof-grillo-e.html?m=1\">qui<\/a>), Don Roberto Spataro propone di nuovo alcuni argomenti per tentare di giustificare l&#8217;uso di una forma diversa del rito romano rispetto all&#8217;unica <em>lex orandi<\/em>, come riformata dopo il Concilio Vaticano II.<\/p>\n<p>Non ripeto tutti gli argomenti, ma c&#8217;\u00e8 un elemento che mi pare di dover riconoscere positivamente in ci\u00f2 che scrive R. Spataro. Egli ora rinuncia ad utilizzare la locuzione &#8220;forma straordinaria&#8221; del rito romano. Egli sa che questa espressione, che \u00e8 stata coniata <em>ex novo<\/em>, come un <em>hapax leg\u00f2menon,<\/em> da SP, costituisce una costruzione teorica forzata e infondata. Spataro riconosce che la circolazione del VO ha avuto logica derogatoria e eccezionale. Come tale ha avuto e pu\u00f2 avere, solo in circostanze particolare, il valore di eccezione consentita, ma solo <em>in extremis.\u00a0<\/em>Non esiste alcuna possibilit\u00e0 di negare che, per la forma rituale e per il riferimento ecclesiale che propone, quel rito vecchio, che sar\u00e0 giusto studiare nel dettaglio e conoscere per bene, costituisca una contraddizione con l&#8217;avviso, espresso chiaramente dal Concilio Vaticano II, che quella forma del rito romano dovesse essere modificata, riformata, migliorata ed emendata. Perci\u00f2 \u00e8 del tutto retorico affermare, come fa Spataro, che non si pu\u00f2 pensare che fossero contro il Concilio Vaticano II tutti i papi che hanno consentito l&#8217;uso del VO. Non sono i papi ad essere contro il Vaticano II, ma \u00e8 il rito vecchio ad esserlo. Di questo non si pu\u00f2 addossare la colpa al rito, ma a coloro che ne fanno uso, con la consapevolezza che quel rito \u00e8 stato superato da un forma nuova del rito romano. La forma vecchia \u00e8 ormai superata dallo sviluppo liturgico, esattamente come \u00e8 capitato nei primi secoli, nell&#8217;et\u00e0 carolingia, in epoca gregoriana, dopo il Concilio di Trento e ora di nuovo. Molte volte \u00e8 capitato che da una forma si sia gradualmente passati ad un&#8217;altra, sempre dello stesso rito, ma con parole e azioni diverse. Questo \u00e8 del tutto tradizionale. Perci\u00f2 mi pare molto sorprendente che le mie parole, che sottolineano questo fatto tradizionale, siano lette come &#8220;assertivit\u00e0 drastica&#8221;. Forse per chi tende a ricostruire a piacere la tradizione, anche le cose pi\u00f9 classiche diventano affermazioni dure, quasi aggressive. La tradizione non ha mai conosciuto, a livello universale, la concorrenza tra forme contraddittorie dello stesso rito. Il rito &#8220;pi\u00f9 vecchio&#8221; non \u00e8 pi\u00f9 importante, ma meno importante. Non si gioca a piacere con la lingua latina, pretendendo di far dire agli antichi quello che dicono i tradizionalisti postmoderni.<\/p>\n<p>Un&#8217;ultima cosa vorrei ricordare a R. Spataro. Quando egli fa l&#8217;elenco dei papi che hanno &#8220;concesso&#8221; l&#8217;uso del VO, dimentica di citare Giovanni XXIII. Qualcuno dir\u00e0: ma come, Giovanni XXIII ha vissuto integralmente nell&#8217;uso del VO, essendo spirato proprio nell&#8217;anno in cui SC \u00e8 stata approvata. Certo, questo \u00e8 noto. Ma tutti i tradizionalisti dimenticano che quel messale, che SP ha reso per alcuni anni utilizzabile come &#8220;forma straordinaria&#8221; della celebrazione eucaristica, \u00e8 nato da una riforma voluta da Giovanni XXIII, ma con una riserva decisiva. Formidabile \u00e8 leggere il MP <em>Rubricarum instructum<\/em> del 1960 in cui papa Giovanni si pone la questione: che cosa debbo fare con la eredit\u00e0 del lavoro compiuto dal mio predecessore Pio XII per la riforma del messale? L&#8217;imbarazzo era dovuto alla condizione &#8220;processuale&#8221; della Chiesa nel 1960: da un lato si lavorava alla preparazione di un Concilio, dall&#8217;altro c&#8217;erano le urgenze della pastorale. Cos\u00ec la scelta fu di portare a compimento una riforma del messale, che servisse alla esperienza ecclesiale per tutto il tempo di elaborazione del Concilio. A pensarci bene, chi avrebbe potuto scommettere sulla durata del Concilio? Forse scherzando il papa pensava che un nuovo Concilio potesse durare anche solo alcuni mesi, ma nella storia abbiamo visto concili durare anche molti decenni. Per questo il papa decise di varare una &#8220;piccola riforma&#8221;, in attesa che il Concilio fissasse gli &#8220;altiora principia&#8221; in base ai quali fare una vera riforma liturgica.<\/p>\n<p>&#8220;Altiora principia&#8221;: questo termine latino, diversamente da &#8220;antiquior&#8221;, non si lascia interpretare in modo equivoco. Sono gli &#8220;altiora principia&#8221; di cui parlava nel 1960 papa Giovanni a dire una parola chiara a tutti: la riforma successiva al Vaticano II non solo pretende di sostituire i riti precedenti, secondo tradizione, ma pu\u00f2 trovare anche nel modo con cui il Messale del 1962 \u00e8 stato concepito una conferma &#8220;anticipata&#8221; di questa verit\u00e0. Il rito del 1962 \u00e8 nato provvisorio, \u00e8 nato per essere sostituito. La pretesa di trovare nel rito vecchio i principi pi\u00f9 alti \u00e8 un errore storico oltre che un abbaglio teologico.<\/p>\n<p>Per questo non dico una cosa assurda quando ripeto che le diverse sensibilit\u00e0 ecclesiali, che conosco e che apprezzo, non si esprimono in riti diversi, ma nella applicazione differenziata dell&#8217;unica lex orandi. Ed \u00e8 sbagliato dire che io non avrei &#8220;nessuna ammirazione e nessuna comprensione&#8221;. Comprendo e ammiro solo chi non gioca su due tavoli. Sull&#8217;unico tavolo sar\u00e0 bello saper ammirare e poter comprendere forme differenziate, certamente anche molto ricche e intense, di celebrazione dell&#8217;unico rito romano vigente, senza che nessuno voglia o debba fuggire nel rito vecchio per non fare i conti con principi pi\u00f9 alti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un secondo intervento, sempre sul blog di Messainlatino (che si pu\u00f2 leggere qui), Don Roberto Spataro propone di nuovo alcuni argomenti per tentare di giustificare l&#8217;uso di una forma diversa del rito romano rispetto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19988"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19988"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19988\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19990,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19988\/revisions\/19990"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19988"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19988"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19988"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}