{"id":19982,"date":"2025-09-28T11:44:43","date_gmt":"2025-09-28T09:44:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=19982"},"modified":"2025-09-28T11:51:52","modified_gmt":"2025-09-28T09:51:52","slug":"leucaristia-ridotta-ad-apologetica-devota-larcivescovo-domenico-sorrentino-sui-miracoli-eucaristici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/leucaristia-ridotta-ad-apologetica-devota-larcivescovo-domenico-sorrentino-sui-miracoli-eucaristici\/","title":{"rendered":"L\u2019eucaristia ridotta ad apologetica devota. L\u2019Arcivescovo Domenico Sorrentino sui miracoli eucaristici"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/1\/1a\/Hostieprofanatioun.JPG\/1200px-Hostieprofanatioun.JPG\" \/><\/p>\n<p>Debbo ringraziare l\u2019Arcivescovo Domenico Sorrentino per la risposta che ha voluto dare, indirettamente ma chiaramente, ai miei articoli sui miracoli eucaristici in un discorso che ha tenuto ad Assisi e che si pu\u00f2 leggere a <a href=\"https:\/\/www.assisisantuariospogliazione.it\/2025\/07\/01\/riflessione-del-vescovo-sulla-mostra-dei-miracoli-eucaristici\/\">questo link<\/a> . Debbo anche precisare che, come forse non si evince dal testo, con P. Domenico ci conosciamo personalmente da circa 20 anni e alcune volte ci siamo incontrati (e scontrati), ma sempre con cavalleria. Proprio questa circostanza, ossia la conoscenza ventennale, risulta decisiva per quello che il suo testo mi ha fatto capire.<\/p>\n<p><i>1. L\u2019anno della Eucaristia 2005<\/i><\/p>\n<p>Vorrei cominciare dall\u2019incipit dell\u2019intervento, che rievoca circostanze di 20 anni fa che non avevo mai letto nella biografia ufficiale di Carlo Acutis.<\/p>\n<p>In effetti, Domenico Sorrentino ricorda di essersi imbattuto (forse non casualmente) nella mostra sui miracoli eucaristici in occasione di un Convegno romano nel 2005, organizzato nell\u2019Anno della Eucaristia (2004-2005). Questa circostanza, apparentemente marginale, in realt\u00e0 mi ha aperto del tutto la memoria di quegli anni e il contesto in cui Carlo \u00e8 stato sollecitato a definire la sua collezione di miracoli. Qui per\u00f2, un altro ricordo mi ha turbato. Proprio all\u2019inizio di quell\u2019anno sulla eucaristia, la Congregazione del Culto aveva pubblicato uno dei documenti pi\u00f9 infelici sul tema eucaristico, ossia<i> Redemptionis Sacramentum<\/i>, nel quale l\u2019 eucaristia veniva trattataesclusivamente come \u201coggetto di abusi\u201d. Il collegamento a questa circostanza \u00e8 molto importante anche per un altro fatto: la firma sotto quel testo era stata apposta dall\u2019allora prefetto Arinze e dal recente Segretario Sorrentino. Ricordo molto bene che il mio primo incontro con lui, nella occasione di un Convegno APL, fu una mia contestazione piuttosto vibrante del tentativo di giustificare un documento che invitava alla \u00abcautela nell\u2019uso di espressioni come \u2018comunit\u00e0 celebrante\u2019 o \u2018 assemblea celebrante\u2019\u00bb. Ricordo che lui, in quella occasione, confess\u00f2 il proprio imbarazzo. E che io gli dissi, provocatoriamente, \u201cma perch\u00e9 ha firmato un documento che la imbarazzava?\u201d.<\/p>\n<p>Ecco, ora capisco meglio. L\u2019anno della Eucaristia era stato pensato, a valle della enciclica \u201cEcclesia de Eucharistia\u201d, come una occasione per rileggere la tradizione eucaristica in una forte continuit\u00e0 con il preconcilio. Un documento che dice di usare \u201ccon cautela\u201d l\u2019espressione \u201cassemblea celebrante\u201d preparava il terreno a quella che sarebbe stata la liberalizzazione del rito vecchio, con Summorum Pontificum, che \u00e8 di soli 3 anni dopo. E cade proprio nel mezzo l\u2019anno sulla eucaristia.<\/p>\n<p>Ringrazio perci\u00f2 Domenico Sorrentino di aver ricordato una circostanza preziosa per contestualizzare la mostra e il tema dei miracoli eucaristici.<\/p>\n<p><i>2. Rinunciare al discernimento teologico<\/i><\/p>\n<p>Il ringraziamento risulta invece pi\u00f9 limitato per il seguito del suo testo. Certo, rivela un atteggiamento personale che resta in apparenza garbato, ma le parole non entrano per nulla nelle questioni che ho sollevato e aggirano ogni problema, facendo passare le mie obiezioni come cose secondarie o marginali. Sembra che Sorrentino pensi che sollevare questioni teologiche significa mancare di rispetto e non comportarsi fraternamente. Il problema \u00e8 che tra fratelli si deve usare parresia e se un mio fratello Vescovo, di fronte alle questioni, cambia discorso, non gli manco di rispetto se glielo faccio notare. Faccio solo due esempi.<\/p>\n<p>Sorrentino sta in equilibrio tra un discorso meramente apologetico (i fatti di santit\u00e0 giustificano la teologia), un discorso dualistico (i santi sono teologi, non i teologi) e qualche riferimento dottrinale molto vago. Proprio quella transustanziazione che egli cita solo in modo apologetico, avrebbe dovuto farlo pensare bene prima di dire che Ges\u00f9, oltre a compiere il miracolo eucaristico, ha compiuto anche i miracoli eucaristici. Ma vogliamo scherzare? Un Arcivescovo che scivola cos\u00ec grossolanamente su una espressione del tutto fuorviante sembra voler parlare con autorit\u00e0 in un campo su cui mi pare che vacilli e che manchi di riferimenti teologici sicuri.<\/p>\n<p>Ma con Domenico restiamo fratelli, anche se non posso negare che, ringraziandolo, sono anche un po&#8217; deluso dalla sua completa rinuncia alla identit\u00e0 di esperto di liturgia. Nel suo modo di parlare del \u201ccorpo e sangue di Cristo\u201d trovo utilizzata la terribile espressione \u201cGes\u00f9 eucaristia\u201d, che si dovrebbe bandire dall\u2019uso ecclesiale, mentre non trovo nessuna traccia del riferimento, normativo anzitutto per un Arcivescovo, del significato del Corpo di Cristo come corpo ecclesiale. Di questo nelle sue parole non c\u2019\u00e8 traccia e questo mi pare l\u2019aspetto pi\u00f9 grave, tanto pi\u00f9 per un liturgista.<\/p>\n<p><i>3. Contro la \u201ccomunit\u00e0 celebrante\u201d<\/i><\/p>\n<p>D\u2019altra parte questo non mi stupisce. Se un Segretario della Congregazione del Culto, nel 2004, pur avendo avuto tutte le occasioni di studio e di insegnamento in ambito liturgico, non si astiene dal firmare un documento come <i>Redemptionis Sacramentum<\/i>, salvo poi dire in pubblico di non essere d\u2019accordo su molte espressioni del testo, allora \u00e8 chiaro che ha assunto come ragionevole e giustificato un modo non pi\u00f9 conciliare di parlare e di vivere l\u2019eucaristia. Non importa se poi fa uso di citazioni conciliari, come DV 8: la sua resta una lettura apologetica dell\u2019eucaristia, solo apparentemente orientata alla esperienza spirituale, ma preoccupata soprattutto di conservare la devozione e la Chiesa cos\u00ec come era nel passato, imponendola anche ai quindicenni. Quando usa il termin transustanziazione, si preoccupa di dire solo che \u201cnon \u00e8 stato smentito\u201d, ma non entra minimamente nella dimensione fine del termine, che esclude ogni competenza dei sensi circa la presenza del Signore. Che bello sarebbe un mondo in cui da un lato dici che il corpo di Cristo si sottrae ai sensi, e poi puoi tranquillamente dire di poterlo vedere e toccare. Sarebbe bello usare la teologia in questo modo: confermando le parole pi\u00f9 classiche, senza chiarirle nella loro vera portata, e cos\u00ec potersi permettere di esse un uso grossolano (in questo caso s\u00ec), senza accorgersi della contraddizione.<\/p>\n<p>Qui si saldano gli orizzonti. Nel testo di Sorrentino, in modo grave, come nella mostra allestita da Carlo Acutis, in modo molto meno grave, essendo lui un 15enne, manca del tutto la dichiarazione che i \u201cmiracoli eucaristici\u201d nascono tutti \u201ccontro\u201d: o contro la mancanza di fede dei cristiani, o contro la mancanza di fede dei non cristiani. Su questo sarebbe bene lasciare Ges\u00f9 tranquillo e non chiedergli di compiere quelle che sono solo nostre piccole questioni identitarie. Questa origine apologetica dei miracoli, se viene nascosta e rimossa, non genera fede, ma equivoci o superstizione. Soprattutto perch\u00e9 interrompe il processo rituale che non si ferma al corpo di Cristo sacramentale, ma deve giungere al Corpo di Cristo ecclesiale. Questa evidenza, che il Concilio Vaticano II ha rimesso pienamente in gioco, durante l\u2019Anno della Eucaristia si \u00e8 cercato di sostituirla con due cose vecchie: la lotta agli abusi contro l\u2019apprendimento degli usi e la centralit\u00e0 della devozione rispetto alla celebrazione. In quel documento che citavo prima, e che Sorrentino ha sottoscritto, si parlava del \u201crito di comunione\u201d come se fosse un duello all\u2019ultimo sangue tra diritti contrapposti: quello del fedele di ricevere la comunione in bocca, e quello del ministro che deve sospettare delle intenzioni di ogni comunicando. Un capolavoro di distorsione del massimo della esperienza di comunione. Fino al punto scandaloso di chiedere che non si parli di assemblea e di comunit\u00e0 celebrante: ma che cosa \u00e8, ultimamente, l\u2019eucaristia, se non una assemblea e una comunit\u00e0 di battezzati che si riconosce, nella comunione al corpo di Cristo sacramentale, come il corpo di Cristo ecclesiale?<\/p>\n<p>Questa riduzione devota e apologetica dell\u2019eucaristia, che ne interrompe il significato, regge anche i contenuti fondamentali della Mostra e per questo non \u00e8 forzato, ma necessario parlare, per coloro che sono stati intorno a Carlo, di \u201cmaleducazione eucaristica\u201d. Ringrazio P. Domenico Sorrentino per avermene dato una prova cos\u00ec lampante e per aver ricontestualizzato il sorgere della Mostra nell\u2019ambito di quell\u2019anno, segnato dal triste documento della Congregazione, di cui lui \u00e8 stato uno dei firmatari, per quanto <i>obtorto collo<\/i>. D\u2019altra parte l\u2019uso degli \u201canni dedicati\u201d per sostituire il Vaticano II \u00e8 stata una moda per fortuna superata: nessuno ricorda pi\u00f9 che si \u00e8 tentato, nell\u2019Anno della fede (2012-2013) di sostituire ai 50 anni del Vaticano II i 20 anni del Catechismo della Chiesa Cattolica?<\/p>\n<p><i>4. La devozione al Santo e le forzature da vietare<\/i><\/p>\n<p>Un\u2019ultima cosa vorrei dire all\u2019Arcivescovo. E gliela dico con tutta la parresia che tra fratelli occorre conservare, nonostante i conflitti possibili e forse necessari. Egli pu\u00f2 certo pensare che la visita alla tomba di un santo sia il coronamento di un itinerario sacramentale. I santuari vivono legittimamente di queste dinamiche, purch\u00e9 non si esageri. Tra le esagerazioni ci sono due aspetti, nel rapporto che egli stesso descrive con la tomba di San Carlo, che vorrei fossero messi in chiaro. Ricordo incidentalmente che \u00e8 facile, per un Arcivescovo, mettersi al di sotto di un santo e diventare quasi suo discepolo. Purch\u00e9 non si perda di vista che egli, e non il santo, continua ad esercitare, per la Chiesa, l\u2019autorit\u00e0 episcopale, di cui non pu\u00f2 spogliarsi per devozione. Ecco allora le due questioni che sollevo.<\/p>\n<p>Da un lato mi chiedo: c\u2019era davvero bisogno di \u201cringiovanire in eterno\u201d un santo cos\u00ec giovane, con protesi di silicone al volto e alle mani? Mi pare almeno un fatto discutibile, forzato, esagerato e anche scandaloso, su cui \u00e8 evidente che l\u2019Arcivescovo poteva esercitare la sua autorit\u00e0 e non lo ha fatto.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9. Che quella immagine del santo, cos\u00ec artefatta, possa essere vista \u201con line\u201d, con una \u201cweb-cam\u201d, da chiunque si connetta al sito \u201ccarloacutis.com\u201d, quindi indipendemente dalla sua presenza ad Assisi, questo credo che sia un abuso anzitutto nei confronti di Carlo, ma anche nei confronti della Chiesa.<\/p>\n<p>Questi eccessi di spettacolarizzazione sul corpo in presenza e sul corpo on line chiedono ad un Arcivescovo l\u2019esercizio della autorit\u00e0. Vietare la trasmissione di quella immagine, collegata al click di un menu a tendina del sito, mi parrebbe il minimo da parte di un Arcivescovo che non voglia cadere nel paradosso di permettere che il patrono dell\u2019internet diventi oggetto di abuso proprio mediante internet. Se il fratello P. Domenico Sorrentino \u00e8 davvero libero di esercitare la sua autorit\u00e0 come Arcivescovo, e non si trova legato solo come fedele dalla devozione per il santo, sono sicuro che lo vieter\u00e0. Agostino diceva: \u201ccon voi sono cristiano, per voi vescovo\u201d, ma aggiungeva, \u201cil primo \u00e8 un titolo di salvezza, il secondo di tentazione\u201d. Una delle tentazioni a cui deve resistere oggi l\u2019Arcivescovo di Assisi e di dimenticarsi della propria autorit\u00e0 al servizio della Chiesa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Debbo ringraziare l\u2019Arcivescovo Domenico Sorrentino per la risposta che ha voluto dare, indirettamente ma chiaramente, ai miei articoli sui miracoli eucaristici in un discorso che ha tenuto ad Assisi e che si pu\u00f2 leggere a&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19982"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19982"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19982\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19987,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19982\/revisions\/19987"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19982"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19982"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19982"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}