{"id":19974,"date":"2025-09-23T05:41:21","date_gmt":"2025-09-23T03:41:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=19974"},"modified":"2025-09-22T22:46:33","modified_gmt":"2025-09-22T20:46:33","slug":"chi-contesta-il-vaticano-ii-accusa-di-odio-chiunque-lo-difende-su-un-intervento-di-p-spataro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/chi-contesta-il-vaticano-ii-accusa-di-odio-chiunque-lo-difende-su-un-intervento-di-p-spataro\/","title":{"rendered":"Chi contesta il Vaticano II accusa di odio chiunque lo difende. Su un intervento di P. R. Spataro"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Summorum.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-15406\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Summorum.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"283\" \/><\/a><\/p>\n<p>Pubblico sul mio blog questa risposta a Roberto Spataro, che ha scritto un testo per il blog di Messainlatino (<a href=\"https:\/\/blog.messainlatino.it\/2025\/09\/padre-roberto-spataro-e-il-prof-andrea.html\">qui<\/a>), tentando di criticare il mio post sulla \u201cinvenzione della forma straordinaria\u201d (<a href=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/linvenzione-della-forma-straordinaria-del-rito-romano\/\">qui<\/a>). Purtroppo l\u2019amico Luigi Casalini mi dice che non pu\u00f2 pubblicare su \u201cmessainlatino\u201d la mia risposta, dato che io ho detto che la chiusura (provvisoria) del loro sito per \u201chate speech\u201d era giustificata. Essendo stato uno di quegli autori ripetutamente insultati nei commenti (e talora anche nei testi), continuo a ritenere che un sito, in cui si permette di insultare chi dissente e dove gli amministratori non fanno nulla per moderare i commenti e i contributi, possa incorrere in sanzioni. Questo non mi impedisce di rispondere punto per punto alle critiche e di preoccuparmi se i siti tradizionalisti si rivelano incapaci di confronto e preferiscono chiudersi nella autoreferenzialit\u00e0 dei loro discorsi. Il confronto fa bene a tutti, purch\u00e9 avvenga sul piano della ragione comune e senza trabocchetti.<\/p>\n<p>Ma veniamo a P. Spataro, con il quale gi\u00e0 in passato ci siamo gi\u00e0 confrontati. Le sue critiche sono piuttosto fragili, perch\u00e9 non toccano il centro della questione e, seppur con uno stile in apparenza molto rispettoso, insinuano giudizi del tutto errati e piuttosto pesanti. Ecco i tre punti fondamentali da confutare:<\/p>\n<p>1. Egli parla della mia \u201cimplacabile avversit\u00e0\u201d verso la forma straordinaria. Non si pu\u00f2 parlare di ci\u00f2 che non esiste. Essendo la \u201cforma straordinaria\u201d una invenzione del 2007, abrogata nel 2021, prendo semplicemente atto della realt\u00e0 e invito tutti ad essere realisti. Anche se il vestito nuovo del re viene commentato da molti, e ritenuto anche elegante, io mi prendo la responsabilit\u00e0 di dire che il re \u00e8 nudo. Viceversa P. Spataro propone una diversa denominazione della stessa cosa, ossia \u201cusus antiquior\u201d, attribuendo arbitrariamente al termine antiquior non il significato proprio, ma un significato traslato: sarebbe il rito \u201cpi\u00f9 importante\u201d. Ma cos\u00ec facendo egli usa il latino in modo scorretto. Antiquior significa \u201cprecedente\u201d. Il rito precedente non \u00e8 pi\u00f9 in uso se il rito romano ha elaborato un rito successivo. Spataro percepisce qui un \u201codium theologicum\u201d, solo perch\u00e9 io dico le cose papali papali, senza giri di parole. Nelle mie parole non c\u2019\u00e8 nessun odio, c\u2019\u00e8 il tentativo di pensare rigorosamente la tradizione. La cosa curiosa \u00e8 che per Spataro, dicendo la verit\u00e0, io introduco \u201ccontrapposizioni aspre\u201d. Mentre lui, arrampicandosi sugli specchi, produrrebbe pace. Io contesto questa lettura fittizia e ideologica. Le contrapposizione nascono dalla confusione di chi pensa che contemporaneamente possano essere vigenti, nella stessa Chiesa, due forme concorrenti del medesimo rito. Chiederei al P. Spataro di confutare questa posizione, non di farmi la predica come un padre spirituale.<\/p>\n<p>2. In secondo luogo P. Spataro cerca di mostrare come la considerazione pastorale della questione ne cambierebbe il significato e arriverebbe a riconoscere come discutibile e tediosa la mia posizione. Non esiste alcuna possibilit\u00e0 di squalificare come accademica una posizione che riflette sul piano dottrinale e sistematico. Il rito preconciliare \u00e8 stato riformato e non esiste pi\u00f9: questo ha detto in modo sacrosanto e tradizionale &#8220;Traditionis custodes&#8221;. Questa \u00e8 la &#8220;doctrina antiquior&#8221;. Ogni pastorale possibile (della penitenza come del matrimonio, della eucaristia come della unzione) si deve impostare con gli <em>ordines<\/em> riformati, non con i precedenti ordines, che non sono migliori, ma peggiori, perch\u00e9 cos\u00ec ha stabilito il Vaticano II e la riforma ad esso successiva, che nessuno pu\u00f2 considerare come un colpo di mano contro la tradizione. Ogni spazio di lavoro pastorale ha questa unica base rituale. Chi dice una cosa diversa deve cercare di provarla. Chi ci ha provato, negli ultimi 20 anni, ha generato non maggiore pace, ma maggiore divisione. \u201cTutti, tutti tutti\u201d, come slogan del pontificato di Francesco, si pu\u00f2 dire solo nel rito riformato, non nel rito precedente. Usare il pontificato di Francesco per avvalorare scelte tradizionalistiche \u00e8 una forma di fraintendimento grave, che non si pu\u00f2 in nessun modo approvare, senza diventare irresponsabili.<\/p>\n<p>3. Non poteva mancare la nota stonata della accusa di \u201chegelismo\u201d. Fare i conti con la storia non viene da Hegel, ma dal Concilio Vaticano II (che tiene conto anche del fatto che l\u2019idealismo non \u00e8 soltanto un errore). La attenzione alla storia permette di parlare di \u201csviluppo organico\u201d della liturgia. I \u201csegni dei tempi\u201d sono le tracce di una coscienza storica, che permette al Vangelo di scoprire nuove realt\u00e0 e nuove sfide. Come ha messo in chiaro per la prima volta papa Giovanni nell\u2019ultima sua enciclica, di fronte ai segni dei tempi la Chiesa ha anche qualcosa da imparare. Noi, con la forza di una indagine storica e con una migliore riflessione dottrinale, abbiamo potuto riconoscere i limiti della liturgia tridentina e ne abbiamo elaborato la riforma. Questo non \u00e8 Hegel, ma Vaticano II. Per questo chi vuole rifugiarsi nella liturgia precedente non fa un atto di antimodernismo contro Hegel, ma fa un atto di rifiuto del Vaticano II, che diventa molto problematico e crea un conflitto che non si pu\u00f2 mascherare sotto le vesti vecchie e logore della lotta contro il modernismo.<\/p>\n<p>4. Aggiungo un piccolo punto, per ampliare la visione un poco edulcorata proposta da P. Spataro. Quelli che &#8220;volevano la pace ecclesiale&#8221; hanno usato il &#8220;rito precedente&#8221; come un criterio di ordinazione dei vescovi. Se non eri disponibile a celebrare con un rito che di fatto contesta la riforma liturgica, e non eri sensibile alla sua diffusione, non potevi diventare vescovo. Tra le domande per valutare un candidato una &#8220;nuova&#8221; su questo punto era stata aggiunta al questionario che si inviava per la inchiesta da parte della Congregazione dei Vescovi. Cos\u00ec \u00e8 stato tra il 2008 e il 2018, per almeno un decennio. Qui si vede con chiarezza quanto &#8220;pacificante&#8221; volesse essere la reitroduzione di un rito non pi\u00f9 vigente da 40 anni, utilizzato addirittura per orientare in modo distorto anche le ordinazioni episcopali.<\/p>\n<p>5. Per finire, una nota sulla &#8220;pace liturgica&#8221;: molti si affannano a fare pressioni su papa Leone, chiedendo una &#8220;pacificazione&#8221;, che secondo loro avverrebbe concedendo di nuovo una certa libert\u00e0 di utilizzare il VO. In realt\u00e0 papa Leone sa bene che questa richiesta aprirebbe una nuova guerra, introducendo, di nuovo, un parallelismo tra forme che si escludono reciprocamente e che dividono le comunit\u00e0. Solo un lavoro serio sull&#8217;unica forma vigente pu\u00f2 essere capace di generare una vera pace, in cui ognuno si riconosca con le proprie diversit\u00e0 legittime, all&#8217;interno dell&#8217;unica forma comune. Come ha scritto in modo impeccabile papa Francesco nel n.61 di <em>Desiderio desideravi:<\/em><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">\u201c<span style=\"font-family: Liberation Serif, Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Non possiamo\u00a0tornare a quella forma rituale che i Padri conciliari,\u00a0cum Petro\u00a0e\u00a0sub Petro, hanno sentito la necessit\u00e0 di riformare, approvando, sotto la guida dello Spirito e secondo la loro coscienza di pastori,\u00a0i principi da cui \u00e8 nata la riforma. I santi Pontefici\u00a0Paolo VI\u00a0e\u00a0Giovanni Paolo II\u00a0approvando i libri liturgici riformati\u00a0<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Liberation Serif, Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">ex decreto Sacrosancti Oecumenici Concilii Vaticani II<\/span><\/span><span style=\"font-family: Liberation Serif, Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>\u00a0hanno garantito la fedelt\u00e0 della riforma al Concilio. Per questo motivo ho scritto\u00a0Traditionis Custodes,\u00a0perch\u00e9 la Chiesa possa elevare, nella variet\u00e0 delle lingue,\u00a0una sola e identica preghiera\u00a0capace di esprimere la sua unit\u00e0.\u00a0\u00a0Questa unit\u00e0, come gi\u00e0 ho scritto, intendo che sia ristabilita in tutta la Chiesa di Rito Romano<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Liberation Serif, Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">.\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p>Se il P. Spataro vuole contestare la mia lettura della \u201cforma straordinaria\u201d come di una infelice invenzione, deve provare a smontare il ragionamento di fondo e contestare anche queste parole che ho citato, senza fare insinuazioni sul mio \u201codio teologico\u201d (che \u00e8 solo ragionamento e argomentazione lineare), sulla evocazione della inclusione di papa Francesco per promuovere un rito escludente, e infine sul pericolo di hegelismo, che \u00e8 solo una scusa, piuttosto forzata, per non fare i conti con la storia, con lo sviluppo organico del rito romano e con le necessarie discontinuit\u00e0 che sempre la tradizione ha conosciuto e persino preteso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblico sul mio blog questa risposta a Roberto Spataro, che ha scritto un testo per il blog di Messainlatino (qui), tentando di criticare il mio post sulla \u201cinvenzione della forma straordinaria\u201d (qui). 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