{"id":19960,"date":"2025-09-22T08:40:41","date_gmt":"2025-09-22T06:40:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=19960"},"modified":"2025-09-22T08:42:56","modified_gmt":"2025-09-22T06:42:56","slug":"polarizzazione-e-sinodalita-in-argine-alla-recente-intervista-a-leone-xiv-di-linda-pocher-fma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/polarizzazione-e-sinodalita-in-argine-alla-recente-intervista-a-leone-xiv-di-linda-pocher-fma\/","title":{"rendered":"Polarizzazione e Sinodalit\u00e0.  In margine alla recente intervista a Leone XIV  (di Linda Pocher FMA)"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vaticannews.va\/content\/dam\/vaticannews\/agenzie\/images\/srv\/2023\/10\/23\/2023-10-23-sinodo-dei-vescovi---xvi-congregazione-generale\/1698056380241.JPG\/_jcr_content\/renditions\/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422.jpeg\" alt=\"Un'immagine dei lavori sinodali dell'ottobre 2023\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Ricevo da Linda Pocher questo contributo alla riflessione intorno al tema della polarizzazione, sollevato dalla intervista di papa Leone. Credo che contribuisca a cogliere il rapporto tra le parole del papa e il compito del cammino sinodale, cos\u00ec come ripensato dal pontificato di Francesco. Ringrazio Linda per il suo testo (ag)<\/em><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: x-large\"><b>Polarizzazione e Sinodalit\u00e0<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><b>In margine alla<\/b><b> recente intervista a Leone XIV<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">di Linda Pocher FMA<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">Il dibattito che ha seguito la recente intervista a Papa Leone XIV, in cui il pontefice ha affrontato la questione della polarizzazione nella Chiesa, ha rivelato, ancora una volta, quanto la nostra comunit\u00e0 ecclesiale sia attraversata da tensioni e conflitti. Le sue parole sono state interpretate in modo diametralmente opposto da \u201ctradizionalisti\u201d e \u201criformisti\u201d, riflettendo un clima di scontro che attraversa la Chiesa stessa. Se da una parte c\u2019\u00e8 chi vede nelle sue dichiarazioni un segno di apertura alla riforma, dall\u2019altra c\u2019\u00e8 chi le percepisce come un invito a conservare le tradizioni. Tuttavia, ci\u00f2 che \u00e8 emerso con chiarezza in seguito a questa intervista \u00e8 il fatto che il superamento delle polarizzazioni non \u00e8 affare del solo Pontefice, ma dipende dall\u2019apertura e dal discernimento dell\u2019intera comunit\u00e0 ecclesiale nei suoi diversi attori, ognuno portatore di pensiero e di esperienza. E questo \u00e8 proprio il cuore del cammino sinodale: una chiamata ad imparare ad ascoltare, discernere e camminare insieme, pur nelle nostre differenze. In un mondo a pi\u00f9 livelli lacerato dai conflitti e dalle polarizzazioni, la sinodalit\u00e0, proposta con grande insistenza da Papa Francesco e rilanciata a pi\u00f9 riprese e con convinzione da Leone XIV, \u00e8 forse la profezia di comunione e di unit\u00e0, ma anche di pluralismo e diversit\u00e0, che pu\u00f2 rendere davvero e universalmente significativa la Chiesa Cattolica del XXI secolo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><strong><i>&#8220;Una parola ha detto Dio, due ne ho udite&#8221; (Sal 61,12)<\/i><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">Sono convinta che il sano pluralismo, che appartiene alla Scrittura e alla tradizione ecclesiale, costituisca l\u2019orizzonte pi\u00f9 adatto per interpretare e superare la polarizzazione che caratterizza questo nostro tempo. La Chiesa, infatti, da sempre \u00e8 stata caratterizzata da una pluralit\u00e0 di voci che si sono alternate e susseguite lungo la sua storia. A partire dai quattro vangeli che rappresentano quattro differenti modi di ricevere e annunciare l\u2019unico kerigma di salvezza, portando al racconto differenze tali da impedire l\u2019armonizzazione della vicenda narrata in un unico racconto. Basti pensare al problema irrisolto riguardo all\u2019ultima cena: si \u00e8 trattato di una cena pasquale, come affermano i sinottici, o di una cena celebrata la sera precedente la pasqua, come lascia intendere Giovanni? E poi il Risorto, dove \u00e8 apparso ai suoi: a Gerusalemme o in Galilea? E, infine, dove abitavano i genitori di Ges\u00f9 prima della sua nascita: a Nazaret, secondo Luca, o a Gerusalemme, secondo Matteo? Non si tratta, di fatto, di dettagli di poco conto. Eppure \u00e8 proprio a partire da questa pluralit\u00e0 che il cristianesimo si \u00e8 sviluppato ed \u00e8 forse proprio questa pluralit\u00e0 che pu\u00f2 impedirci, di generazione in generazione, di sentirci possessori di una verit\u00e0 assoluta che non sia l\u2019annuncio dell\u2019amore di Dio, che abbraccia tutti, tutti, tutti. D\u2019altra parte, di questo pluralismo era consapevole anche il popolo della promessa: \u201cuna parola ha detto Dio, due ne ho udite&#8221;, afferma il salmista, come a ricordare a s\u00e9 stesso a anche a noi, che ogni parola che esce dalla bocca di Dio \u00e8 destinata non solo all\u2019accoglienza, ma anche alla interpretazione dell\u2019essere umano che la riceve, rinfrangendosi cos\u00ec in una pluralit\u00e0 di parole seconde, di libri e di racconti, che presuppongono la storia e la cultura del tempo in cui sono stati scritti, in quanto i loro veri autori sono, insieme a Dio, anche gli esseri umani. Ed \u00e8 proprio per questo che la tradizione della Chiesa non viene descritta soltanto attraverso l\u2019immagine di un deposito prezioso, che deve essere conservato con cura, ma anche attraverso quella del seme che cresce e si sviluppa e quella del dialogo tra due persone che si amano e approfondiscono nel tempo la conoscenza reciproca (cf Dei Verbum 8). La rivelazione d\u2019altra parte \u00e8 incontro tra due misteri senza fondo: il mistero di Dio e quello dell\u2019essere umano. Certamente, perci\u00f2, il presente e il futuro possono riservare ancora all\u2019uno e all\u2019altro tante sorprese, sviluppi, di quell\u2019immutabile todos, todos, todos, che Francesco ha fatto risuonare con forza in questo nostro mondo diviso, ponendolo come pietra di paragone di un cristianesimo autentico, secondo il cuore del Dio di Ges\u00f9. La polarizzazione che oggi si vive, tanto dentro quanto fuori la Chiesa, \u00e8 dunque una questione che non dovremmo affrontare con paura, ma con la consapevolezza che la pluralit\u00e0 di opinioni e di approcci \u00e8 parte del patrimonio della fede. Quando ci confrontiamo con le sfide del nostro tempo, dobbiamo ricordare che il pluralismo non \u00e8 il nemico della verit\u00e0, ma il modo in cui questa verit\u00e0 si svela attraverso il cammino comunitario. La Chiesa, in definitiva, \u00e8 chiamata ad essere un luogo dove le diversit\u00e0 non solo sono tollerate, ma accolte e rispettate, in quanto sono un\u2019occasione di crescita per tutti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><strong><i>La tentazione della manipolazione <\/i><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">All\u2019interno dell\u2019orizzonte del pluralismo cristiano, anche il Papa esprime il suo pensiero, condizionato dalla sua storia e dalla sua esperienza. Quando lo fa in una intervista, che non \u00e8 assimilabile ad un atto di magistero n\u00e9 ordinario n\u00e9 straordinario, ci offre il suo personale contributo al dibattito in corso, autorevole a causa del ruolo che ricopre ma pur sempre parziale e passibile di sviluppo. Sono parole che ci vengono donate per permetterci di conoscere la persona del nuovo Papa e per stimolare la nostra riflessione. La tendenza, a cui abbiamo assistito negli ultimi mesi, a cercare tra le sue parole e i suoi gesti, elementi a cui puntellare posizioni opposte e altrimenti insostenibili \u00e8 prima di tutto una mancanza di rispetto nei suoi confronti. In secondo luogo si tratta di una abitudine che inquina il dialogo ecclesiale, creando in coloro che non hanno tempo di approfondire e si affidano al giudizio di altri, ondate di entusiasmo ovvero delusione immotivate a seconda degli schieramenti ideologici da cui provengono le interpretazioni. Questa manipolazione delle parole papali \u00e8 non solo vergognosa, ma anche pericolosa per la Chiesa stessa, poich\u00e9 aumenta la polarizzazione, fomentando divisioni e confusione, invece di favorire un autentico discernimento. Papa Leone XIV, come Papa Francesco, ha invitato pi\u00f9 volte ad evitare le semplificazioni: la Chiesa non dovrebbe essere un campo di battaglia ideologico, ma lo diventa nella misura in cui i credenti si ergono a difensori del proprio parziale punto di vista, affrettandosi a bollare di eresia tutto ci\u00f2 che si discosta da esso. Le parole del Papa non meritano di essere ridotte a strumenti per legittimare le proprie posizioni. Il desiderio di Leone di superare le polarizzazioni, in particolare, costituisce prima di tutto un invito ad ognuno a mettersi in un autentico cammino di comunione, di ascolto e di discernimento. Anche le parola del Papa devono essere interpretate nel loro contesto e nell\u2019integralit\u00e0, come proposta di pace, di riconciliazione e di cammino comune, non come una bandiera che alimenta lacerazioni. Se continuiamo a usare il Papa come un\u2019arma per i nostri giochi politici e ideologici, non solo perdiamo il senso della sua autorit\u00e0, ma impoveriamo la Chiesa stessa. \u00c8 davvero vergognoso ridurre la figura del Papa a uno strumento per rafforzare la propria visione del mondo, quando la sua missione \u00e8 quella di testimoniare l&#8217;unit\u00e0 e la fraternit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><strong><i>Il cammino sinodale: dialogo e discernimento<\/i><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">La strada concreta, a portata di mano di tutti gli attori della comunit\u00e0 ecclesiale, che pu\u00f2 permetterci di superare la polarizzazione \u00e8 il cammino sinodale. Si tratta infatti dell\u2019invito a camminare insieme come popolo, con l\u2019umilt\u00e0 di ascoltare e discernere, senza pretendere di avere tutte le risposte. In questo cammino, \u00e8 fondamentale ricordare che non tutto dipende dal Papa. Il Papa, come successore di Pietro, ha un ruolo centrale, ma non \u00e8 l\u2019unico protagonista del cammino ecclesiale. La Chiesa \u00e8 il popolo di Dio, e il cammino sinodale \u00e8 un cammino che coinvolge tutti, dal Papa ai vescovi, dai sacerdoti ai laici. La sinodalit\u00e0 richiede una Chiesa che non solo ascolta, ma che ascolta tutti, riconoscendo in ogni voce una parte della verit\u00e0. Aspetto fondamentale del cammino sinodale \u00e8 la reciprocit\u00e0 tra ascolto e parresia, ovvero la libert\u00e0 di esprimere la propria opinione senza paura di essere giudicati o emarginati. Ascoltare l\u2019altro non significa rinunciare a dire la propria verit\u00e0, ma farlo con il rispetto che ogni individuo merita. La parresia non \u00e8 una provocazione, ma una dichiarazione di autenticit\u00e0, che deve andare di pari passo con l\u2019ascolto. L\u2019ascolto \u00e8 un atto di pazienza, di apertura, ma anche di discernimento, che ci permette di non fermarci alle apparenze o alle soluzioni facili. Il discernimento spirituale inizia proprio quando ci troviamo di fronte a una tensione, come quella che oggi viviamo nella Chiesa tra \u201ctradizionalisti\u201d e \u201criformisti\u201d. Di fronte alla polarizzazione, la tentazione \u00e8 quella di ridurre le alternative a due sole opposte possibilit\u00e0: cambiare o non cambiare. Questa riduzione trasforma il dialogo ecclesiale in un braccio di ferro, dove vince il pi\u00f9 forte, il quale non \u00e8 necessariamente il pi\u00f9 ispirato. Discernere, invece, significa aprirsi alla novit\u00e0 e alla creativit\u00e0 dello Spirito che pu\u00f2 far scaturire sorgenti anche nel deserto. Per uscire dalla polarizzazione, pertanto, \u00e8 necessario aprirsi alla possibilit\u00e0 che lo Spirito Santo ci offra una terza o una quarta via, una o pi\u00f9 soluzioni che non avremmo potuto prevedere \u2013 n\u00e9 da destra, ne da sinistra \u2013 ma che possono emergere solo quando siamo disposti da entrambe le parti ad ascoltare veramente, senza preconcetti e a cedere nel momento in cui si renda evidente l\u2019inadeguatezza della nostra posizione personale. \u00c8 necessario, inoltre, deporre le armi della ridicolizzazione, della calunnia, dell\u2019insulto nei confronti di coloro che riteniamo essere i nostri \u201cavversari\u201d. Smettere di trattarci come \u201cnemici\u201d. Iniziare a riconoscere in colui o colei che resiste di fronte alle mie proposte, che respinge il mio modo di pensare, uno o una che pur essendo differente da me cerca la strada insieme a me. Solo in questo modo l\u2019esperienza delle tensioni intraecclesiali diviene profezia e opportunit\u00e0 di crescita.<\/span><\/p>\n<p>Linda Pocher FMA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Ricevo da Linda Pocher questo contributo alla riflessione intorno al tema della polarizzazione, sollevato dalla intervista di papa Leone. 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