{"id":19948,"date":"2025-09-14T09:10:57","date_gmt":"2025-09-14T07:10:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=19948"},"modified":"2025-09-14T09:13:05","modified_gmt":"2025-09-14T07:13:05","slug":"la-finta-unita-del-card-bagnasco-cinque-errori-in-quattro-righe-sulla-liturgia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-finta-unita-del-card-bagnasco-cinque-errori-in-quattro-righe-sulla-liturgia\/","title":{"rendered":"La finta unit\u00e0 del Card. Bagnasco. Cinque errori in quattro righe sulla liturgia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/missavetus.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-15419\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/missavetus-300x218.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"218\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/missavetus-300x218.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/missavetus.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #080809\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\">Dopo K. Koch, come abbiamo visto alcune settimane fa (<a href=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/le-amnesie-del-card-koch-su-vetus-ordo-e-fiducia-supplicans\/\">qui<\/a>), ora un altro cardinale scivola sulla buccia di banana del cosiddetto \u201crito antico\u201d. Questa volta si tratta di Angelo Bagnasco, che in una recente intervista (<a href=\"https:\/\/www.ilroma.net\/news\/dall-italia-e-dal-mondo\/853174\/il-papa-lavora-per-una-chiesa-unita.html\">qui<\/a>), parlando in generale del pontificato di papa Leone XIV riesce in un piccolo record: su 4 righe di risposta riesce a infilare 5 errori gravi, contribuendo alla mistificazione che alcuni ambienti reazionari cercano di creare intorno al nuovo papa sul tema della liturgia.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #080809\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\">Ma vediamo subito il testo: riporto la domanda del giornalista e la risposta del cardinale<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #080809\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><i>Tra le iniziative per riunire e pacificare include anche un allentamento delle restrizioni imposte alla Messa in latino?<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #080809\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><b>\u00abSono stato per diversi anni al Dicastero della Chiese orientali, e ho verificato che nella Chiesa cattolica ci sono pi\u00f9 di 30 riti liturgici. Non ho mai visto e non vedo ora come la forma straordinaria del rito romano, che \u00e8 unico, come ha chiarito Papa Benedetto XVI, possa, come accade per il rito Ambrosiano, creare problemi. Non vedo n\u00e9 rischi n\u00e9 pericoli se le cose si fanno serenamente e con benevolenza da parte di tutti\u00bb.<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Enumero, anzitutto, i 5 errori gravi, che Bagnasco commette nella breve risposta. Poi esamino ciascuno nel dettaglio:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">1. I riti liturgici in comunione con la Chiesa cattolica sono cosa diversa dal rito romano, che \u00e8 il rito proprio della chiesa cattolica romana.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">2. La forma straordinaria non esiste pi\u00f9, da quando il MP Summorum Pontificum \u00e8 stato abrogato<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">3. Il rito ambrosiano non \u00e8 il rito romano<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">4. I problemi si creano inevitabilmente, perch\u00e9 una forma ha riformato l\u2019altra e non possono convivere<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">5. I rischi e i pericoli non dipendono dalla serenit\u00e0 o dalla benevolenza, ma dalla confusione.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Esaminiamo ora nel dettaglio i 5 errori:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">1. Bagnasco inizia dalla sua esperienza nel Dicastero delle Chiese orientali. Ma l\u2019esperienza di pluralit\u00e0 di riti \u201ccattolici\u201d non \u00e8 molto utile quando si deve parlare del rito romano. Cambiare argomento non \u00e8 il pi\u00f9 grande merito di una risposta. Se ti chiedono \u201ca che ora mangiate pranzo a casa vostra\u201d e tu dici che nel condominio dove abiti si mangia dalle 12 alle 14.30 e tutti sono contenti di mangiare a ore diverse e si rispettano a vicenda, non aiuti molto chi fa la domanda per capire a che ora deve venire da te (e non dagli altri). Il rito romano non \u00e8 \u201cin comunione con se stesso\u201d nel momento in cui viene duplicato in forme diverse, tra loro in contraddizione. Riti cattolici e rito romano non sono la stessa cosa.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\">2. In secondo luogo, Bagnasco usa l\u2019espressione \u201cforma straordinaria\u201d come se fosse una \u201ccosa\u201d chiaramente identificabile. In realt\u00e0 egli dimentica che la \u201cforma straordinaria\u201d \u00e8 il sofisma argomentativo, mai usato in 2000 anni di storia della Chiesa, che sta al centro del MP Summorum Pontificum. Di forma straordinaria si \u00e8 parlato, erroneamente, dal 2007 al 2021, fino a quando un altro MP ha superato questo errore. Dire che l\u2019unico rito romano esiste in due forme (una ordinaria e una straordinaria) \u00e8 un errore storico e teorico che si paga con la perdita della unit\u00e0. Non esiste nessuna forma straordinaria del rito romano. C\u2019\u00e8 solo una forma precedente, che il Concilio e la Riforma liturgica hanno deciso di superare, e c\u2019\u00e8 una forma successiva, che Paolo VI e Giovanni Paolo II hanno reso vigente. La ricostruzione con \u201cdue forme parallele\u201d \u00e8 un trucco per rendere la riforma liturgica e il Concilio irrilevanti. Come fa un cardinale a non aver capito che questo errore di prospettiva crea divisione in ogni parrocchia e in ogni diocesi?<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\">3. Riferirsi al \u201crito ambrosiano\u201d come analogatum della forma straordinaria \u00e8 un errore storico, teorico e anzitutto geografico. Anche il rito ambrosiano, se non fosse legato ad una storia e ad una geografia, sarebbe fonte di divisione, se domani un papa decidesse, in modo arbitrario, che tutti i battezzati cattolici potrebbero domandare di celebrare i riti romani con forma ambrosiana. Il rito ambrosiano \u00e8 giustificato, nella sua esistenza attuale, dalla delimitazione geografica che lo caratterizza. Solo cos\u00ec pu\u00f2 essere motivo di ricchezza e non di divisione. La cosiddetta \u201cforma straordinaria\u201d, invece, \u00e8 lacerante, perch\u00e9 pretende una validit\u00e0 universale e illimitata.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\">4. Bagnasco dice \u201cnon vedo problemi\u201d. Ma come fa a non vederli? Facciamo alcuni esempi. Il MP Summorum Pontificum creava un parallelismo \u201cstraordinario\u201d per tutti i riti romani. Ad es. per il matrimonio, diceva che si poteva celebrare il sacramento nella forma successiva al 1969 ma anche nella forma precedente. Ossia nella forma con due anelli, ma anche nella forma con un solo anello (quello della sposa). Ma questo non pu\u00f2 essere, perch\u00e9 la riforma del 1969 ha fatto entrare nella Chiesa la parit\u00e0 di marito e moglie anche nel gesto dell\u2019anello. Il rito precedente al 1969 non \u00e8 la forma straordinaria del matrimonio, ma la forma vecchia e superata del rito del matrimonio, che continua a pensare la donna come \u201csubordinata\u201d al marito. Lo stesso vale per la messa: il rito del 1962 ha un lezionario poverissimo rispetto al rito romano del 1970. E non pu\u00f2 essere affidata alla singola comunit\u00e0 o parroco la possibilit\u00e0 di scegliere tra ricchezza e povert\u00e0 biblica. Non ci sono due forme, ma c\u2019\u00e8 l\u2019unico rito in una crescita storica che assume un\u2019unica forma, vincolante per tutti.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\">5. L\u2019ultimo errore \u00e8 forse il peggiore: far dipendere tutto dalla benevolenza e dalla serenit\u00e0. Questa \u00e8 l\u2019ultima mistificazione. La forma straordinaria, in quanto concetto astratto, nasce come contestazione della riforma liturgica. Assumere sullo stesso piano le due forme \u00e8 un modo di negare quella storia, che ha portato la chiesa di Roma prima al Concilio e poi alla Riforma che il Concilio ha imposto alla Chiesa, come un dovere di verit\u00e0 e di autenticit\u00e0. Non ci pu\u00f2 essere benevolenza verso chi attenta al cammino ecclesiale e pensa di rendere accessorio ci\u00f2 che \u00e8 centrale. Per questo affermare l\u2019unica lex orandi, come ha fatto papa Francesco nel 2021, \u00e8 l\u2019unico modo per eliminare la confusione che era sorta nel 2007, con la pretesa di un parallelismo di forme tra loro in contraddizione.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\">In conclusione, se le cose imprecise vengono scritte da una giornalista poco preparata e molto interessata, come Diane Montagna (cfr. <a href=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/sostiene-montagna-il-giornalismo-con-deficit-di-teologia\/\">qui<\/a>), la cosa pu\u00f2 avere la sua gravit\u00e0, ma \u00e8 comunque la espressione di una giornalista e di gruppi di pressione. Molto pi\u00f9 grave \u00e8 che ci siano cardinali che dicono cose sbagliate e che pensano di dirle nell\u2019esercizio del loro ministero. A questi cardinali dobbiamo dire: molti altri pastori, molti teologi e il popolo di Dio sanno riconoscere la vera preoccupazione per la unit\u00e0 dalla mistificazione che parla di unit\u00e0 solo per dividere. Di fronte a parole irresponsabili non si pu\u00f2 tacere e occorre smascherare apertamente i pregiudizi che si nascondono dietro apparenti parole di buon senso. La parresi\u00e0 ecclesiale aiuta a non prendere fischi per fiaschi e a non illudere nessuno che la unit\u00e0 si possa promuovere permettendo a qualcuno di ignorare formalmente il Concilio Vaticano II. Un cattolicesimo del 2025 senza Vaticano II \u00e8 una illusione che soprattutto un cardinale non dovrebbe potersi permettere mai, nemmeno sotto tortura.\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Dopo K. Koch, come abbiamo visto alcune settimane fa (qui), ora un altro cardinale scivola sulla buccia di banana del cosiddetto \u201crito antico\u201d. 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