{"id":19927,"date":"2025-07-27T15:26:22","date_gmt":"2025-07-27T13:26:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=19927"},"modified":"2025-07-27T15:26:22","modified_gmt":"2025-07-27T13:26:22","slug":"miracoli-eucaristici-e-teologia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/miracoli-eucaristici-e-teologia\/","title":{"rendered":"Miracoli eucaristici e teologia"},"content":{"rendered":"<p><b>Miracolo eucaristico e presenza sostanziale<\/b><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ultimacena.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-19819\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ultimacena-300x153.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"153\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ultimacena-300x153.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ultimacena.jpg 382w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Una breve serie di osservazioni, maturate in un confronto serrato col pensiero di Tommaso d\u2019Aquino, allo stesso tempo da ammirare e da criticare, ci permette di sollevare un certo numero di questioni, che possono assumere un certo rilievo teologico e pastorale. Partendo dal tema del \u201cmiracolo eucaristico\u201d, oggi tornato sorprendentemente come tema del dibattito della chiesa cattolica, si possono cogliere alcune dimensioni particolari della tradizione eucaristica che altrimenti resterebbero in ombra. Per paradosso, un avanzamento pu\u00f2 avvenire spesso a causa di un arretramento: come per saltare pi\u00f9 lontano si fa spesso qualche passo indietro. Presento qui in forma di rassegna questa piccola sequenza di considerazioni su un tema che non \u00e8 stato oggetto di grande riflessione da parte della letteratura teologica e su cui, non di rado, si sentono dire cose largamente imprecise.<\/p>\n<p>1. \u00abSe appare miracolosamente della carne o un bambino&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>Tommaso d D&#8217;Aquino ci aiuta a comprendere la intrinseca paradossalit\u00e0 del concetto di &#8220;miracolo eucaristico&#8221;. Questa espressione, come tale, non appartiene al vocabolario di Tommaso. La questione \u00e8 per lui questa: se le specie non hanno pi\u00f9 la apparenza di pane e vino, ma quella di carne o sangue, si apre un problema. \u00c8 ancora Eucaristia? Tommaso risponde con un formidabile paradosso. Se non sono davvero carne e sangue, allora quella \u00e8 ancora Eucaristia. Se invece sono davvero carne o sangue, quella non \u00e8 pi\u00f9 Eucaristia. La ratio della risposta \u00e8 sorprendente: carne e sangue sono nella Eucaristia per essere mangiati e bevuti. Le specie conservano, rispetto alla sostanza del corpo e del sangue, la destinazione del pasto. Nel quale e dal quale sorge il corpo di Cristo ecclesiale. Il miracolo eucaristico espone cos\u00ec la Eucaristia alla paralisi del processo che porta il pane e vino, benedetti e distribuiti, a realizzare la comunione ecclesiale. Se il sacramento viene separato dall&#8217;uso, viene costretto a limitarsi al suo effetto intermedio, senza arrivare al dono di grazia. Ci\u00f2 che viene chiamato \u00abmiracolo eucaristico\u00bb appare perci\u00f2 come un processo interrotto. L&#8217;unico miracolo eucaristico \u00e8 la Chiesa come corpo di Cristo. Per questo \u00e8 grave che un giovane, che scopre i miracoli eucaristici e vi si appassiona, non sia orientato ad una vera spiritualit\u00e0 eucaristica e non alla rincorsa del sensazionale, che nulla ha a che fare con la verit\u00e0 dogmatica della presenza reale. Voler \u201cvedere\u201d la presenza reale \u00e8 una negazione della affermazione tridentina per cui la presenza non solo \u00e8 vera e reale, ma anche sostanziale. Ossia presenza che non si vede!<\/p>\n<p>2. <span style=\"color: #080809\">Il sacramento e l &#8216;uso<\/span><\/p>\n<p>Che cosa ha reso possibile in Tommaso d\u2019Aquino e nella tradizione che da lui discende un interesse per i cosiddetti \u201cmiracoli eucaristici\u201d? Il punto pi\u00f9 debole del sistema teologico di Tommaso d&#8217;Aquino, che ha inciso su tutta la teologia sacramentaria ed anche sulla teoria del miracolo eucaristico, \u00e8 la distinzione tra sacramento e uso. Da un lato vi \u00e8 il sacramento, e dall\u2019altro l\u2019uso che del sacramento fa la Chiesa. Questa impostazione lo porta, teoricamente e praticamente, a separare la consacrazione dalla comunione. Questa opzione teorica, che non ha nulla di teologico, porta per\u00f2 a conseguenze teologiche piuttosto gravi. Tra esse vi \u00e8 la separazione esistenziale tra Corpo di Cristo sacramentale e Corpo di Cristo ecclesiale. Fino alla conseguenza, assai discutibile, di affermare che l\u2019Eucaristia sia veramente sacramento solo perch\u00e9 contiene il Corpo di Cristo sacramentale, ma risulta soltanto un segno rispetto al Corpo di Cristo ecclesiale. In questa differenza tra un effetto contenuto e uno non contenuto nel sacramento, la tradizione ha collocato lo spazio dei miracoli eucaristici. Uno spazio che tende a zero nel momento in cui si recupera la correlazione originaria tra i due significati di Corpo di Cristo. Lo si pu\u00f2 fare a partire da De Lubac, che per questo libro sul \u201cCorpo mistico\u201d fu censurato. Ma poi riabilitato col Vaticano II, che ha ripreso una pi\u00f9 profonda correlazione tra la presenza reale e la presenza ecclesiale.<\/p>\n<p>3. <span style=\"color: #080809\">Uno sguardo distorto<\/span><\/p>\n<p>Come ho gi\u00e0 detto, la teologia poggia spesso il suo discorso su evidenze o assunti non teologici. Un esempio illuminante \u00e8 quello della teoria tomista che riduce la comunione a &#8220;uso&#8221; del sacramento. C\u2019\u00e8 il sacramento in s\u00e9 e poi c \u00e8 il suo uso. Questa distinzione introduce un errore grave di percezione del reale, perch\u00e9 fonda una separazione interna al sacramento e ne spezza la esperienza. La teologia del XX secolo ha scoperto (di nuovo, dopo secoli) che la comunione non \u00e8 uso del sacramento, ma sua parte costitutiva. Enrico Mazza ha detto questo nel modo pi\u00f9 efficace. Nella celebrazione eucaristica, alla preghiera (di cui fa parte il racconto della istituzione) corrisponde il rito della comunione. La consacrazione non \u00e8 un rito, ma una preghiera. Rito \u00e8 invece la comunione. Anche il modo di celebrare e di gustare l\u2019eucaristia cambia. Cos\u00ec si pu\u00f2 comprendere quanto distorto sia il modo ordinario di spezzare sacramento e comunione, sulla base di una teoria che impone al rito eucaristico la logica estrinseca della distinzione tra ci\u00f2 che \u00e8 per s\u00e9 e ci\u00f2 che \u00e8 per altro. Anche il nostro modo di \u201cfare la comunione\u201d risente di questa visione spezzata: molto spesso vediamo che la assemblea non \u00e8 nutrita dal pane sull\u2019altare, ma dalla pisside presa dal tabernacolo. Siamo ancora vittime di una visione che spezza sacramento e uso, presenza reale e comunione.<\/p>\n<p>4. <span style=\"color: #080809\">Gli accidenti delle specie<\/span><\/p>\n<p>La tradizione cattolica, riflettendo sulla presenza eucaristica, ha utilizzato dal XIII secolo le distinzioni aristoteliche delle dieci categorie, ossia dei predicati pi\u00f9 generali dell\u2019essere. Anche Tommaso le usa esplicitamente. Se le teniamo presenti sullo sfondo, capiamo che il mutamento della sola sostanza del pane e vino, che diventa corpo e sangue di Cristo, lascia riferite al pane e al vino tutte le altre 9 categorie: qualit\u00e0, quantit\u00e0, relazione, dove, come, quando, possesso, azione e passione. Questo \u00e8 lo sfondo categoriale con cui Tommaso affronta la questione del luogo della presenza reale. E risponde che la presenza del corpo e sangue di Cristo non \u00e8 una presenza locale. La presenza del Signore non avviene in un luogo, ma al di l\u00e0 e al di qua della determinazione locale. Questo aiuta a comprendere perch\u00e9 la presenza eucaristica sia stata riferita per molti secoli all&#8217;altare e all\u2019ambone, non al tabernacolo o all\u2019ostensorio. Questo spiega perch\u00e9 i luoghi da benedire per celebrare l&#8217; eucaristia sono altare e ambone. Non vi \u00e8 tradizione di benedizione del tabernacolo per circa un millennio. Essa nasce solo quando si inizia a separare il sacramento dell\u2019uso. La presenza eucaristica \u00e8 legata ai luoghi della azione liturgica, che ha come fine mangiare e bere, non al luogo della riserva delle particole. Se questo \u00e8 stato riscoperto solo nell\u2019ultimo secolo, dopo secoli di oblio molto diffuso, \u00e8 ovvio che la ripresa teorica e pratica del ruolo della azione rituale diventa una condizione per una pi\u00f9 profonda esperienza della presenza del Signore. Non perch\u00e9 un \u201cmiracolo\u201d renda visibile l\u2019invisibile, ma perch\u00e9 il miracolo della frazione del pane rende il Signore riconoscibile, pur essendo Lui \u201cin altra forma\u201d e sottraendosi allo sguardo proprio quando viene riconosciuto. Ci\u00f2 che la tradizione chiama \u201cpresenza sostanziale\u201d costituisce una critica radicale alla pretesa di riconoscere miracoli diversi dal farsi presente del Signore in mezzo ai suoi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Miracolo eucaristico e presenza sostanziale Una breve serie di osservazioni, maturate in un confronto serrato col pensiero di Tommaso d\u2019Aquino, allo stesso tempo da ammirare e da criticare, ci permette di sollevare un certo numero&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19927"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19927"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19927\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19930,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19927\/revisions\/19930"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19927"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19927"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19927"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}