{"id":19922,"date":"2025-07-19T16:33:16","date_gmt":"2025-07-19T14:33:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=19922"},"modified":"2025-07-19T16:33:16","modified_gmt":"2025-07-19T14:33:16","slug":"mancuso-sulla-identita-ebraica-non-concordo-con-lui-ma-lo-difendo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/mancuso-sulla-identita-ebraica-non-concordo-con-lui-ma-lo-difendo\/","title":{"rendered":"Mancuso sulla identit\u00e0 ebraica: non concordo con lui, ma lo difendo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SignorMani.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-19923\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SignorMani-185x300.jpg\" alt=\"\" width=\"185\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SignorMani-185x300.jpg 185w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SignorMani.jpg 536w\" sizes=\"(max-width: 185px) 100vw, 185px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Anche se si conosce pi\u00f9 o meno accuratamente il pensiero di Vito Mancuso, si sar\u00e0 notato come, dopo il suo articolo del 13 luglio su \u201cLa Stampa\u201d, siano sorte molte critiche che tendono ad affermare due cose: la vicinanza delle sue tesi sull&#8217;israelismo all\u2019antigiudaismo e addirittura all\u2019 antisemitismo cristiano classico e la clamorosa smentita del cammino di avvicinamento iniziato con <i>Nostra Aetate<\/i> tra cattolicesimo e tradizione ebraica.<br \/>\nDi qui, in aggiunta a questi rilievi, viene avanzata da alcuni rappresentanti del mondo ebraico la richiesta di chiarire se questa posizione sia condivisa dagli altri teologi cattolici.<br \/>\nGi\u00e0 diverse volte mi \u00e8 capitato di discutere con Mancuso e anche in questo caso vedo i limiti della sua lettura. Tuttavia vorrei anche suggerire un modo pi\u00f9 ampio di concepire questa critica: ci\u00f2 che Mancuso dice dell&#8217;ebraismo vale per lui anche per Islam e per il Cristianesimo. Se si legge l&#8217;articolo del 13 luglio in modo veramente contestuale, non si deve trascurare quella piccola parentesi in cui egli ammette che ogni religione ha il suo lato oscuro e che pertanto ogni forma storica di fede sia in qualche modo un tradimento della originaria vocazione spirituale (ebraica, cristiana e musulmana). Quella piccola parentesi, in cui Mancuso ammette questa critica generale contro tutte le religioni, \u00e8 decisiva per intendere davvero quella che, a mio avviso, \u00e8 la sua vera intenzione, che non ha nulla di \u201cantigiudaico\u201d n\u00e9 di \u201cantisemita\u201d. Ovviamente il tema della identit\u00e0 ebraica, molto pi\u00f9 di quello della identit\u00e0 cristiana o islamica, ha ricevuto una attenzione pi\u00f9 grande ed \u00e8 quindi anche comprensibile che soprattutto in rapporto all\u2019ebraismo \u2013 anche a causa delle contingenze belliche in corso e delle emozioni ad essa legate \u2013 il suo ragionamento abbia potuto apparire come segnato da una ostilit\u00e0 specifica verso la tradizione giudaica.<br \/>\nTuttavia, nonostante questo, l\u2019 occasione del dibattito resta ben fondata se si legge il testo di Mancuso non come il discorso che da fuori un teologo e filosofo impone ad una realt\u00e0 a lui esterna, ma piuttosto come parte del travaglio che la stessa identit\u00e0 ebraica, dopo la rivoluzione francese, dopo la graduale chiusura dei ghetti, ha dovuto affrontare per impostare il rapporto con un mondo nuovo.<\/p>\n<p><b>U<\/b><b>n dibattito di 110 anni fa<\/b><\/p>\n<p>Vito Mancuso, introducendo una radicale distinzione tra ebraismo spirituale ed israelismo politico, tra sapienza di servizio e potere di nazione, radicalizza una lettura liberale (che egli applica ad ogni religione). Non bisogna dimenticare, tuttavia, che questa \u00e8 stata una delle vie con cui l &#8216;ebraismo ha pensato se stesso nel XIX secolo. Non senza discussioni anche molto accese. Vorrei ricordare in particolare il drammatico carteggio che nel 1916 si \u00e8 tenuto tra Hermann Cohen (liberale antisionista) e Martin Buber (sionista e spirituale). Che cosa significa essere ebrei per questi due grandi intellettuali tedeschi?<br \/>\nPer capirlo, parto da una delle risposte date a Mancuso da parte di uno dei suoi critici, che ha usato un argomento apparentemente decisivo: \u201cMancuso non contesta ai francesi di essere francesi, agli italiani di essere italiani&#8230;ma agli ebrei l\u2019essere nazione \u00e8 rinfacciato come un peccato originale, indissociabile da una violenza istituzionale\u201d (Rav. Di Segni). Si tratta di un semplice esempio, che utilizza la parola &#8220;nazione&#8221; e rivela fino in fondo la profondit\u00e0 della questione ebraica: essere ebrei non \u00e8 come essere italiani o francesi. Tanto \u00e8 vero che ci sono stati e ci sono ebrei italiani, francesi, tedeschi&#8230; La identit\u00e0 nazionale non si identifica con la identit\u00e0 ebraica n\u00e9 l\u2019ebraismo con una identit\u00e0 nazionale (almeno nel senso che diamo alla parola dal XIX secolo. Questo \u00e8 il cuore della cosiddetta questione ebraica. Dopo la rivoluzione francese, in effetti, nasce una questione nuova. La chiusura dei ghetti \u2013 nella sua novit\u00e0 epocale \u2013 dona libert\u00e0 ai cittadini ma sottrae la identit\u00e0 alla rilevanza della fede. Chi \u00e8 l\u2019 ebreo in Europa dopo la Rivoluzione Francese? Emancipazione da ogni chiusura e resistenza nella logica del ghetto sono possibilit\u00e0 e tentazioni compresenti. Hermann Cohen \u00e8 il campione della emancipazione. Essere ebrei significa per lui obbedire a tutte le leggi del Reich. Martin Buber \u00e8 il campione della resistenza. Essere ebrei per lui significa uscire dalla Germania e dalla Europa e fondare in Palestina uno stato senza confini e senza esercito. Le due opzioni sono interne all\u2019ebraismo. Anche il liberalismo di Mancuso mi pare una possibilit\u00e0 interna all\u2019ebraismo dell\u2019ultimo secolo: forse con l\u2019utilizzo di categorie particolarmente nette, ma senza alcuna intenzione ostile o offensiva.<\/p>\n<p><b>Cittadinanza e fede: una questione aperta<\/b><\/p>\n<p>La questione che resta aperta \u00e8 la funzione che esercita la fede per la identit\u00e0 ebraica (e cristiana e islamica e in generale religiosa). Mancuso tende a ridurre a zero il valore della fede. E lo fa non solo per l\u2019ebraismo, ma per ogni tradizione credente. Eppure ogni tradizione religiosa, se risolta in principi della coscienza, rischia la irrilevanza. Questo \u00e8 il rischio che corre l\u2019ebraismo interpretato da Mancuso, ma lo stesso fenomeno di riduzione accade anche a una non secondaria tradizione ebraica, che ha elaborato, tra le altre, una versione del sionismo in cui conta solo il popolo e la terra, mentre Dio resta solo come sfondo morale. Anche uno dei romanzi recenti pi\u00f9 preziosi per capire la identit\u00e0 ebraica moderna, <i>Il Signor Mani<\/i>, di A. Yehoshua, permane in una certa tensione con la teoria puramente liberale del suo autore. Il quale ritiene che la identificazione dell\u2019ebreo (per lui finalmente) non debba pi\u00f9 dipendere da fattori esterni (dalla fede della madre, dalla tradizione, dalla legge) ma dal semplice fatto di autodefinirsi ebreo: il fondamento \u00e8 la dichiarazione \u201cio sono ebreo\u201d. Una identit\u00e0 autoreferenziale, per\u00f2, non \u00e8 mai una soluzione duratura. Neppure al problema del popolo e della nazione questa teoria immediata sembra dare risposte di peso.<\/p>\n<p>In conclusione, la provocazione di Mancuso merita certo di essere criticata. Ma non perch\u00e9 fraintende la identit\u00e0 ebraica, bens\u00ec perch\u00e9 applica anche alla tradizione ebraica un principio di irrilevanza della fede, che riduce la alterit\u00e0 alla coscienza. Questo non \u00e8 un problema solo per gli ebrei, ma per tutti i cittadini che non vogliano relegare la fede o tra i soprammobili di famiglia o tra le armi non convenzionali. In un mondo, nel quale il cittadino \u00e8 pensato come portatore diritti e doveri indipendentemente da ogni credo religioso, una identit\u00e0 che contiene in s\u00e9 un atto di fede costituisce una provocazione anche per il pensiero, oltre che per la identit\u00e0 di ogni uomo e ogni donna. Non importa se possiamo riconoscere \u201cdue tipi di fede\u201d nella tradizione europea, secondo la nota espressione di Martin Buber. Quello che il testo di Mancuso sollecita ad affrontare criticamente \u00e8 il senso per cui la fede pu\u00f2 e deve essere considerata come un elemento strutturale della identit\u00e0 del cittadino. Una fede ebraica e una fede cristiana, in uno stile di reciproca comprensione e implicazione, permettono di uscire tanto da riduzioni liberali, quanto da riduzioni fondamentalistiche. Forse a questo aspira anche Mancuso, pur non cogliendo i gravi limiti di una troppo facile ricostruzione liberale della identit\u00e0 ebraica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche se si conosce pi\u00f9 o meno accuratamente il pensiero di Vito Mancuso, si sar\u00e0 notato come, dopo il suo articolo del 13 luglio su \u201cLa Stampa\u201d, siano sorte molte critiche che tendono ad affermare&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19922"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19922"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19922\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19924,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19922\/revisions\/19924"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19922"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19922"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19922"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}