{"id":19915,"date":"2025-07-18T16:04:35","date_gmt":"2025-07-18T14:04:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=19915"},"modified":"2025-07-18T16:17:18","modified_gmt":"2025-07-18T14:17:18","slug":"19915-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/19915-2\/","title":{"rendered":"Tradizione: una parola da chiarire"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/traditio-Bose.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-19916\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/traditio-Bose-167x300.jpg\" alt=\"\" width=\"167\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/traditio-Bose-167x300.jpg 167w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/traditio-Bose-568x1024.jpg 568w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/traditio-Bose-768x1384.jpg 768w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/traditio-Bose-852x1536.jpg 852w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/traditio-Bose.jpg 888w\" sizes=\"(max-width: 167px) 100vw, 167px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Pubblico qui la breve premessa che apre il volume un effigie, insieme all&#8217;indice. Per offrire al lettore qualche motivo di interesse e di riflessione.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>PREMESSA<\/p>\n<p style=\"text-align: right\">\u00ab\u201cLa tradizione \u00e8 l\u2019oblio dell\u2019origine\u201d, diceva l\u2019ultimo Husserl.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: right\">Maurice Merleau-Ponty, <em>Il filosofo e la sua ombra<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right\">\u00abLa verit\u00e0 delle Scritture \u00e8 davanti a esse, non dietro.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: right\">Paul Beauchamp, <em>Stili di compimento<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019idea di questo libro \u00e8 \u201ctradizionale\u201d, perch\u00e9 \u00e8 venuta a me da fuori di me e l\u2019ho ricevuta all\u2019inizio passivamente, poi ci sono entrato in un secondo momento, in modo graduale e progressivo, a partire da questa iniziativa altrui. Ogni tradizione \u00e8 cos\u00ec: non viene da te, ma da un altro fuori di te, che \u00e8 prima di te.<\/p>\n<p>Tradizione \u00e8, anzitutto, la lingua che parli. Non l\u2019hai inventata tu, ma l\u2019hai ricevuta. La tradizione non \u00e8 \u201cgi\u00e0 sempre\u201d ma ha un \u201cqui e ora\u201d, una contingenza che la segna. Una riflessione sulla tradizione \u00e8 dunque un esercizio di equilibrio tra evidenza e autorit\u00e0, tra eterodeterminazione e autodeterminazione, tra passivit\u00e0 e attivit\u00e0, tra dono e compito.<\/p>\n<p>Ringrazio fratel Sabino Chial\u00e0 e fratel Emanuele Borsotti per aver posto, all\u2019inizio, quasi per grazia, la<br \/>\nloro parola di invito. Per provare a rispondere al loro invito ho pensato di riformulare in modo piano e consequenziale una serie di idee che da tempo visitavano e sostenevano il mio lavoro di teologo (in misura maggiore) e di filosofo (in misura minore). In particolare ci\u00f2 vale per la tensione inesauribile tra ragione e fede, che si mostra esigente verso il lavoro intellettuale. Essa invita a scavare nelle forme del sapere della tradizione per scoprirne il fascino delle forme, degli oggetti e dei soggetti, dei concetti e dei riti.<\/p>\n<p>Una tradizione in movimento, che diviene e che non sta ferma: questo \u00e8 ci\u00f2 di cui oggi abbiamo bisogno, in una forma per\u00f2 del tutto nuova. La tradizione \u00e8 sempre stata in movimento, ma in movimento lento. Quando il movimento collettivo e comune si \u00e8 fatto pi\u00f9 veloce, in un\u2019esperienza non universale ma particolare, come quella di una parte del mondo, la tentazione di fermare la traditio, come se fosse un museo delle cere, \u00e8 stata fortissima e continua a esserlo anche oggi. Essa \u00e8 nata infatti solo al momento del progresso tardomoderno, nel xix secolo.<\/p>\n<p>Quel mondo che ha potuto interpretare s\u00e9 stesso come negazione della tradizione \u2013 anche con buone ragioni, ma con un grave errore di fondo \u2013 ha spinto la tradizione a interpretarsi come negazione del<br \/>\nprogresso: a un errore ne \u00e8 seguito un altro opposto. In questo modo entrambi i poli del dilemma sono diventati incomprensibili e invivibili. Questo libro vorrebbe essere un contributo a pensare e a vivere il progresso come tradizione e la tradizione come progresso, sia per la fede sia per la ragione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>INDICE del volume<\/p>\n<p>7 Premessa<\/p>\n<p>9 INTRODUZIONE<\/p>\n<p>11 La consegna di Ges\u00f9<br \/>\n12 Tradizione come sostantivo e come verbo,<br \/>\ncome contenuto e come atto<br \/>\n13 Tradizione e lavoro teologico<br \/>\n14 Il percorso del libro<\/p>\n<p>17 prima soglia<\/p>\n<p>LA TRADIZIONE: DECOSTRUZIONE E TRADUZIONE<\/p>\n<p>21 LA TRADIZIONE CRISTIANA<br \/>\nE LA SUA CONTINGENZA CHE CHIEDE PARRESIA<br \/>\n22 Le due societ\u00e0 (dell\u2019onore e della dignit\u00e0),<br \/>\nl\u2019autorit\u00e0 e la discontinuit\u00e0<br \/>\n25 Una tradizione bloccata?<br \/>\n27 Tradizione e parresia<br \/>\n28 La parresia e il quadrilatero in Foucault<br \/>\n30 Il quadrilatero della tradizione cristiana,<br \/>\npensato con franchezza<br \/>\n32 Il cambiamento di paradigma e la parresia<\/p>\n<p>LA TRADIZIONE COME \u201cPROPRIUM\u201d DELL\u2019UOMO<br \/>\nE LA SUA RECEZIONE TARDOMODERNA<\/p>\n<p>35 La lettura aristotelica dell\u2019uomo nel libro della \u201cPolitica\u201d<br \/>\n39 L\u2019accesso linguistico al tempo<br \/>\ncome condizione della permanenza nella libert\u00e0 della \u201ctraditio\u201d<br \/>\n41 L\u2019uomo come animale di tradizione<\/p>\n<p>43 UOMO, ANIMALE DI TRADIZIONE<\/p>\n<p>44 La ripresa del tema aristotelico<br \/>\n46 La tradizione come tema della dottrina cristiana<br \/>\ne la (sua) traduzione<br \/>\n49 Le tradizioni dopo la fine dell\u2019esperienza della tradizione:<br \/>\nlo spazio della traduzione<\/p>\n<p>LA FINE DELLA TRADIZIONE<br \/>\nE LA CONFUSIONE TRA MODERNIT\u00c0<br \/>\nE MODERNISMO<br \/>\n54 Blondel e la scoperta della tradizione come azione<br \/>\n55 Il problema di \u201cStoria e dogma\u201d:<br \/>\nil dilemma tra estrinsecismo e storicismo<br \/>\n57 Le lacune filosofiche dello storicismo<br \/>\n59 La soluzione del problema:<br \/>\nil recupero del concetto di \u201ctraditio\u201d<br \/>\n62 Dopo Blondel: Dani\u00e9lou, Congar e Neri<br \/>\n63 La diagnosi di Dani\u00e9lou: la chiesa in ascolto<br \/>\n64 La tesi di Congar: la chiesa in movimento<br \/>\n66 La prospettiva di Neri: la chiesa in uscita<\/p>\n<p>69 seconda soglia<\/p>\n<p>LE FORME RITUALI<br \/>\nE IL GIARDINO DELLA TRADIZIONE<\/p>\n<p>75 TRADIZIONE E PREGHIERA<br \/>\n77 Domanda di un bene per s\u00e9<br \/>\n78 Domanda di un bene per l\u2019altro (intercessione e suffragio)<br \/>\n78 Domanda del bene (per s\u00e9), confessione del male (di s\u00e9)<br \/>\n79 Perdono offerto (per il bene dell\u2019altro)<br \/>\n80 Preghiera di lode: gioire per il bene altrui<br \/>\n81 Preghiera di rendimento di grazie:<br \/>\nriconoscere l\u2019origine del proprio bene nell\u2019altro<br \/>\n82 Preghiera di benedizione:<br \/>\ndire bene del mondo, di Dio e dell\u2019altro<br \/>\n83 Giubilo, canto, movimento, sguardo, silenzio:<br \/>\npura forma senza contenuto e puro contenuto senza forma<br \/>\n84 Una scuola di non indifferenza<br \/>\n85 Preghiera e non indifferenza<br \/>\n86 Il magistero della preghiera<br \/>\n86 La mediazione rituale della vita in Cristo<br \/>\n88 Pregare come apertura alla gratuit\u00e0<\/p>\n<p>89 IL PASTO, LA COMUNIONE<br \/>\nE LA FESTA DEL CORPUS DOMINI<\/p>\n<p>91 La tavola e la vita donata<br \/>\n91 Il talamo e l\u2019abbandono all\u2019altro<br \/>\n92 La toilette e la cura dall\u2019altro e dell\u2019altro, oltre che di s\u00e9<br \/>\n93 Il Corpus Domini e la tradizione eucaristica<br \/>\n94 L\u2019immaginario di adorazione e di processione<br \/>\n96 La ragione dell\u2019istituzione della festa<br \/>\n98 Alcune conseguenze teologiche e pastorali<\/p>\n<p>101 ESCULTURAZIONE E \u201cSBATTEZZO\u201d<br \/>\nCOME FORMALIZZAZIONE GIURIDICA<br \/>\nDELLA CHIESA<\/p>\n<p>105 La divisione sistematica tra santificazione e culto<br \/>\n108 La funzione dell\u2019iniziazione come recupero<br \/>\ndi questa correlazione sistematica in senso pastorale<br \/>\n112 Lo \u201csbattezzo\u201d come paradosso del sacramento amministrato<br \/>\n(e reso atto amministrativo)<br \/>\n114 Il riflesso sulla penitenza<br \/>\ne la sua riduzione a ripetizione del battesimo<br \/>\n116 Conclusione: i limiti di un\u2019iniziazione cristiana contro natura?<\/p>\n<p>121 INIZIAZIONE: IDENTIT\u00c0 DI SOGLIA<br \/>\nE LITURGIA COME \u201cMEDIUM\u201d<\/p>\n<p>123 L\u2019iniziazione nelle due societ\u00e0 secondo Taylor<br \/>\n127 Una lettura sorprendente:<br \/>\nl\u2019iniziazione rituale secondo Bourdieu<br \/>\n129 La differenza tra passaggio e istituzione<br \/>\n130 Il rito come \u201cmedium\u201d (Luhmann)<br \/>\ne la ricomprensione dell\u2019iniziazione nella societ\u00e0 della dignit\u00e0<br \/>\n133 La sfida del soggetto, le prassi rituali<br \/>\ne una nuova comprensione della tradizione<\/p>\n<p>135 L\u2019ISTITUZIONE DELL\u2019ATTO DI DOLORE:<br \/>\nNUOVE TRADIZIONI MASCHERATE<\/p>\n<p>136 Una breve sintesi sistematica e testuale<br \/>\n136 Visibile e invisibile<br \/>\n137 Il cosiddetto \u201cAtto di dolore\u201d<br \/>\n139 La contrizione e il fare penitenza<br \/>\n140 Le altre formule e una traduzione fedele<br \/>\n141 La manipolazione della tradizione e l\u2019esperienza in gioco<br \/>\n144 Il \u201cCatechismo maggiore\u201d di Pio X (1905)<br \/>\n145 Il \u201cCatechismo minore\u201d di Pio X (1912)<br \/>\n146 Il \u201cCatechismus catholicus\u201d di Gasparri (1930)<\/p>\n<p>149 LA TRADIZIONE, LA CULTURA E LA DONNA:<br \/>\nUNA CHIESA MAESTRA DEL SOSPETTO?<\/p>\n<p>150 Forma moderna e tradizione di sempre<br \/>\n151 Antimodernismo e \u201cCodice\u201d<br \/>\n152 La cultura e la donna<br \/>\n153 Il pregiudizio capovolto<br \/>\n154 La cultura della tradizione<\/p>\n<p>157 MATRIMONIO, RITO E TRADIZIONE SULLA DONNA<\/p>\n<p>161 terza soglia<br \/>\nL\u2019IMMAGINAZIONE COME CONDIZIONE<br \/>\nDELLA FEDELT\u00c0 ALLA TRADIZIONE<\/p>\n<p>165 UN DISCORSO SULLA TRADIZIONE:<br \/>\nINQUIETUDINE, INCOMPLETEZZA<br \/>\nE IMMAGINAZIONE<\/p>\n<p>166 Il rapporto chiesa-mondo: la profezia \u00e8 l\u2019unica prudenza<br \/>\n168 L\u2019inquietudine: nell\u2019audacia sta il vero equilibrio<br \/>\n170 L\u2019incompletezza: Dio \u00e8 sempre pi\u00f9 grande<br \/>\n172 L\u2019immaginazione: le metafore come spazio dello Spirito<\/p>\n<p>177 ALCUNE NUOVE \u201cQUESTIONES DISPUTANDAE\u201d<br \/>\n178 La lingua e l\u2019esperienza<br \/>\n179 Il culto cristiano e la forma rituale<br \/>\n180 Il genere, il sesso e la narrazione ecclesiale<br \/>\n181 Il matrimonio e le forme di vita<\/p>\n<p>183 CINQUE PREFAZIONI<br \/>\nA DOCUMENTI DEL MAGISTERO MAI SCRITTI<br \/>\n184 \u201cAd Romae episcopum\u201d:<br \/>\nsul modo di intendere l\u2019autorit\u00e0 del successore di Pietro<br \/>\n185 \u201cFamiliarum novarum\u201d: sulle forme inedite di vita comune<br \/>\n186 \u201cPro mundi vita\u201d: sul mondo come luogo dello Spirito<br \/>\n187 \u201cSine prohibitione\u201d: sul ruolo ministeriale della donna<br \/>\n188 \u201cCum omni fiducia\u201d: sulla funzione ecclesiale della teologia<\/p>\n<p>191 CONCLUSIONE SUL PRINCIPIO DI AUTORIT\u00c0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblico qui la breve premessa che apre il volume un effigie, insieme all&#8217;indice. 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