{"id":19872,"date":"2025-07-09T10:44:50","date_gmt":"2025-07-09T08:44:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=19872"},"modified":"2025-07-09T10:44:50","modified_gmt":"2025-07-09T08:44:50","slug":"il-potere-lautorita-e-la-liturgia-contributo-al-dibattito-nardello-neri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/il-potere-lautorita-e-la-liturgia-contributo-al-dibattito-nardello-neri\/","title":{"rendered":"Il potere, l\u2019autorit\u00e0 e la liturgia. Contributo al dibattito Nardello\/Neri"},"content":{"rendered":"<p align=\"left\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/concilio-vaticano-I.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-15708\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/concilio-vaticano-I-300x197.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"197\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/concilio-vaticano-I-300x197.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/concilio-vaticano-I.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\">\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Molto interessante appare la discussione tra M. Nardello e M. Neri (cfr. <a href=\"https:\/\/www.settimananews.it\/chiesa\/sul-potere-ben-focalizzato\/\">qui)<\/a> sulla relazione tra autorit\u00e0, potere e ministero ordinato. Una luce particolare sul tema pu\u00f2 venire dalla considerazione della liturgia, che, essendo \u201cculmen et fons\u201d di tutta la azione della Chiesa, \u00e8 in grado di offrire elementi importanti di valutazione. Provo qui a delineare un campo di riflessione.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium\">L\u2019epoca \u201ctardo-moderna\u201d definisce la questione del potere in modo nuovo. Nello stesso momento in cui questo fenomeno si realizza, dopo le grandi rivoluzioni <\/span><span style=\"font-size: medium\">scientifiche, industriali e politiche<\/span><span style=\"font-size: medium\">, vediamo sorgere <\/span><span style=\"font-size: medium\">anche <\/span><span style=\"font-size: medium\">il Movimento Liturgico. Potremmo dire che la liturgia, in senso tardo moderno, nasce da un nuovo sguardo sulla relazione tra rito, fede e potere. <\/span><span style=\"font-size: medium\">C\u2019\u00e8 un<\/span><span style=\"font-size: medium\"> cambiamento nel modo di intendere il potere in parallelo al cambiamento nel modo di intendere il rito. Potere e rito sono due termini che negli ultimi 200 anni hanno cambiato significato. <\/span><span style=\"font-size: medium\">Anche nel linguaggio teologico.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">S<\/span><span style=\"font-size: medium\">tudiando la relazione tra liturgia e potere, possiamo scoprire che la teologia cattolica, se rilegge con serenit\u00e0 la propria tradizione, pu\u00f2 uscire da quegli irrigidimenti che non derivano dalla tradizione liturgica e sacramentale, ma dalla invadenza di modelli apologetici giuridici e amministrativi (in particolare dopo i due CJC) che hanno provato a rimodellare la esperienza rituale con un modello univoco di \u201cpotere\u201d: allo stesso modo con cui abbiamo pensato il \u201cpapa\u201d come il punto in cui viene assorbito l\u2019intero potere ecclesiale, cos\u00ec abbiamo pensato, con lo stesso modello <\/span><span style=\"font-size: medium\">di potere,<\/span><span style=\"font-size: medium\"> l\u2019azione rituale, la celebrazione e ogni singolo sacramento. Anche quelli che pi\u00f9 strutturalmente chiedono una \u201cdistinzione dei poteri\u201d <\/span><span style=\"font-size: medium\">sono stati pensati con un modello di \u201cpotere unico\u201d. Il modello della &#8220;societas inaequalis&#8221; diventa una ossessione dai primi anni del XX secolo.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Una teologia della liturgia e dei sacramenti, che miri a ricostruire in pienezza la esperienza di \u201cpotere del rito\u201d e di \u201cpotere sul rito\u201d, pu\u00f2 ritrovare una via per restituire alla azione rituale quella forza di \u201csorgente\u201d che chiede, allo stesso tempo, di riconoscere il suo potere su di noi, ma anche il nostro potere su di lei. C\u2019\u00e8 una \u201cfragilit\u00e0\u201d e insieme una \u201cvivacit\u00e0\u201d nella azione rituale. E\u2019 fragile perch\u00e9 sta pur sempre in nostro potere e chiede \u201cmanualit\u00e0 fine\u201d, ma \u00e8 vivace, perch\u00e9 \u00e8 una sorgente inesauribile di relazione con il mistero del corpo di Cristo compiuto nel Signore e da compiersi nella Chiesa: dice e fa cose nuove.<\/p>\n<p align=\"justify\">Perci\u00f2, programmaticamente, vorrei mettere in fila 7 proposizioni con cui pensare potere e autorit\u00e0 in rapporto alla azione rituale:<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">1. La relazione tra liturgia e potere si pu\u00f2 comprendere sulla base del mutamento di significato di entrambe le parole (\u201cliturgia\u201d e \u201cpotere\u201d), nel corso del mondo tardo moderno. Una rilettura (non solo politica) del potere e una rilettura (non solo religiosa) del rito aiutano a comprendere meglio la loro relazione complessa. <\/span><span style=\"font-size: medium\">Auctoritas, potestas e officium non sono sovrapponibili. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">2. La lettura della liturgia come potere non \u00e8 soltanto una deriva laicista e pericolosa, ma anche una deriva prodotta dal pensiero teologico e dalla istituzione <\/span><span style=\"font-size: medium\">ecclesi<\/span><span style=\"font-size: medium\">ale. La storia moderna e tardo moderna (molto meno quella antica e medievale) tendono a risolvere il sacramento e la liturgia sul piano del potere, letto in modo sempre pi\u00f9 semplificato <\/span><span style=\"font-size: medium\">e astratto.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">3. In particolare la contrapposizione del \u201cpotere sacro\u201d (in campo teologico) alla \u201cdivisione dei poteri\u201d (in campo politico-liberale) ha rischiato, e continua a rischiare, di perdere <\/span><span style=\"font-size: medium\">que<\/span><span style=\"font-size: medium\">l<\/span><span style=\"font-size: medium\">l<\/span><span style=\"font-size: medium\">a \u201cdistinzione dei poteri\u201d che \u00e8 patrimonio cristiano e cattolico irrinunciabile. La tradizione ecclesiale premoderna ha coltivato un tesoro di distinzioni che nell\u2019epoca moderna si sono offuscate, sotto la pressione dei grandi cambiamenti culturali, sociali e politici. <\/span><span style=\"font-size: medium\">Non solo per colpa altrui!<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">4. Il rito, se pensato come sacramento, (come <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>potere del rito<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> o effetto di grazia e forma rituale) non vive solo del potere di Dio in Cristo e nel suo ministro, ma del potere della libert\u00e0 del cristiano che entra nelle logiche di iniziazione, guarigione e servizio. Non c\u2019\u00e8 solo grazia operante, ma anche grazia cooperante. La salvaguardia della tradizione, anche sul potere, non deve accettare la \u201cpolarizzazione\u201d, ma deve <\/span><span style=\"font-size: medium\">essere capace di <\/span><span style=\"font-size: medium\">\u201cdepolarizzare\u201d. Una liturgia che \u201cdepolarizza\u201d aiuta a raccordare potere del rito e potere sul rito. Senza mitizzare il primo e senza vergognarsi del secondo.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">5. Il rito, se pensato come culto-liturgia, (come <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>potere sul rito<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> o causa di grazia e partecipazione attiva) non dipende solo dal \u201ccelebrante\u201d, ma da un atto presieduto da uno solo, compiuto da altri ministri e celebrato da tutti i battezzati. Il \u201cpotere sul rito\u201d non \u00e8 solo una questione di Dicasteri: questa riduzione amministrativistica \u00e8 una delle difficolt\u00e0 epistemologiche <\/span><span style=\"font-size: medium\">(perch\u00e9 fondate su una cattiva teologia sistematica) <\/span><span style=\"font-size: medium\">con cui dobbiamo lottare oggi, per accedere alla esperienza plenaria. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">6. <\/span><span style=\"font-size: medium\">Occorre riconoscere come<\/span><span style=\"font-size: medium\"> necessaria non solo una sacramentaria e una liturgia che si alimenti della storia. Occorre una sacramentaria e una liturgia che assumano il compito sistematico. Soltanto cos\u00ec un pensiero sul rapporto costitutivo tra autorit\u00e0 e liturgia non cadr\u00e0 nella trappola, oggi particolamente pericolosa, di ridursi a \u201cteologia di autorit\u00e0\u201d. Una teologia sulla autorit\u00e0 (di questo si tratta) deve smontare le forme classiche della \u201cdistinzione del potere\u201d e rimontarle in modo significativo in un mondo che pensa solo in termini di \u201cdivisione dei poteri\u201d <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>versus<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> \u201cpotere assoluto\u201d. Nella Chiesa il potere non pu\u00f2 essere diviso, certo, perch\u00e9 non sta nel popolo, <\/span><span style=\"font-size: medium\">ma nel suo Signore<\/span><span style=\"font-size: medium\">, ma deve essere distinto, perch\u00e9 \u00e8 complesso e deve sempre comprendere anche il popolo. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">7. Un <\/span><span style=\"font-size: medium\">esempio<\/span><span style=\"font-size: medium\"> finale: la chiesa sinodale che cosa \u00e8? Spesso abbiamo sentito: il sinodo non \u00e8 un parlamento. Ma, come un parlamento, \u00e8 un luogo in cui si parla con parresia. Dietro vi \u00e8 la questione: ma il potere \u00e8 diviso o unico? Dovremmo rispondere: il potere \u00e8 distinto, <\/span><span style=\"font-size: medium\">perch\u00e9 ci sia ancora autorit\u00e0<\/span><span style=\"font-size: medium\">. <\/span><span style=\"font-size: medium\">I<\/span><span style=\"font-size: medium\">l primo luogo da cui impa<\/span><span style=\"font-size: medium\">rare<\/span> <span style=\"font-size: medium\">questo dovrebbe essere<\/span><span style=\"font-size: medium\"> proprio la liturgia. Dove il Signore \u00e8 unico e <\/span><span style=\"font-size: medium\">in questo <\/span><span style=\"font-size: medium\">non c\u2019\u00e8 eguaglianza, ma tutti sono fratelli e <\/span><span style=\"font-size: medium\">per questo <\/span><span style=\"font-size: medium\">non c\u2019\u00e8 nessun suddito. Uno solo, invisibile, ha l\u2019autorit\u00e0, alcuni hanno potest\u00e0 tradotte in uffici, ma tutti partecipano dei tria munera Christi. La forma istituzionale del sinodo \u00e8 una delle tradizionali forme di \u201cdistinzione dei poteri\u201d che noi pensiamo con categorie inadeguate: o come paternalismo assolutistico addolcito o come divi<\/span><span style=\"font-size: medium\">s<\/span><span style=\"font-size: medium\">ione di poteri in conflitto. Quale forma oggi possa assumere una tale esperienza istituzionale di \u201cdistinzione di poteri\u201d dipende molto da come pensiamo e viviamo \u201cautorevolmente\u201d le nostre celebrazioni, su cui \u201cnon abbiamo potere\u201d e \u201cabbiamo potere\u201d. Ognuna di queste posizioni, se assolutizzate, perde il fenomeno che chiamiamo \u201cazione liturgica\u201d come continuazione dell\u2019opera della redenzione: in questa azione non solo Dio \u00e8 soggetto e gli uomini oggetto, non <\/span><span style=\"font-size: medium\">anche<\/span><span style=\"font-size: medium\"> gli uomini sono soggetti e Dio oggetto. <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>Corpo di Cristo<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> \u00e8, in effetti, tanto l\u2019uno quanto gli altri, tanto corpo vero quanto corpo mistico.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">La comprensione teologica dell&#8217;azione rituale diventa perci\u00f2 un campo di esperienza e di espressione di una teoria del potere: <\/span><span style=\"font-size: medium\">essa<\/span><span style=\"font-size: medium\"> pu\u00f2 cos\u00ec liberarsi da quelle rappresentazioni moderne e tardo moderne che la cultura e la teologia ha<\/span><span style=\"font-size: medium\">nno<\/span><span style=\"font-size: medium\"> saputo darne, <\/span><span style=\"font-size: medium\">senza dover essere pi\u00f9 costretta a restare 200 anni indietro per non tradire <\/span><span style=\"font-size: medium\">la propria identit\u00e0<\/span><span style=\"font-size: medium\">. <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Molto interessante appare la discussione tra M. 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