{"id":19863,"date":"2025-07-04T15:19:30","date_gmt":"2025-07-04T13:19:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=19863"},"modified":"2025-07-05T07:09:30","modified_gmt":"2025-07-05T05:09:30","slug":"da-corpus-christi-a-sanctissimum-sacramentum-la-storia-e-la-teologia-sistematica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/da-corpus-christi-a-sanctissimum-sacramentum-la-storia-e-la-teologia-sistematica\/","title":{"rendered":"Da Corpus Christi a Sanctissimum Sacramentum: la storia e la teologia sistematica"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Giusto_di_gand_comunione_degli_apostoli_1473-1474.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-19277\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Giusto_di_gand_comunione_degli_apostoli_1473-1474-300x280.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"280\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Giusto_di_gand_comunione_degli_apostoli_1473-1474-300x280.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Giusto_di_gand_comunione_degli_apostoli_1473-1474-768x717.jpg 768w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Giusto_di_gand_comunione_degli_apostoli_1473-1474.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Leggendo le testimonianze storiche con diversi occhiali sistematici, vediamo cose nuove. Questa preoccupazione non \u00e8 nuova: Romano Guardini la segnalava, gi\u00e0 nel 1921, come una grande sfida al sapere storico sulla liturgia e sui sacramenti: con la storia noi possiamo rispondere alla domanda &#8220;che cosa \u00e8 stato?&#8221;, ma solo con la teologia sistematica possiamo rispondere alla domanda &#8220;che cosa deve essere?&#8221;. Di recente, in un libro prezioso come <i>Christus Christi est sacramentum, <\/i>di U. Cortoni, emerge con nuova evidenza la esigenza di predisporre categorie sistematiche pi\u00f9 adeguate, per cogliere in modo nuovo la storia dei sacramenti lungo il percorso di 2000 anni di tradizione.<\/p>\n<p>Le parole sono decisive per comprendere il mutamento delle prospettive e un sapiente \u201critorno alle fonti\u201d \u00e8 il metodo necessario per arrivare ad una buona teologia.<\/p>\n<p>Un esempio significativo pu\u00f2 scaturire da una trasformazione del nome delle Confraternite che, a partire dal XIV secolo, si sono incaricate dell\u2019allestimento della festa del Corpus Domini. Per circa 200 anni si sono chiamate Compagnie del Corpus Christi. A partire dall\u2019epoca del Concilio di Trento in larga parte esse hanno cambiato il loro nome in Confraternite del Santissimo Sacramento.<\/p>\n<p>Questo cambio di nome deve essere considerato molto pi\u00f9 significativo di quanto non si pensi. Per comprendere bene questo passaggio, possiamo considerare almento 5 questioni di teologia sistematica che hanno condizionato (o sono state condizionate da) questo sviluppo:<\/p>\n<p>a) La locuzione \u201cCorpo di Cristo\u201d, gi\u00e0 in S. Paolo, ha un duplice significato: quello di \u201ccorpo di Cristo sacramentale\u201d e quello di \u201ccorpo di Cristo ecclesiale\u201d. Per tutto il primo millennio della storia cristiana, questo doppio significato \u00e8 stato necessario per spiegare il \u201ccorpo di Cristo\u201d: effetto sacramentale ed effetto ecclesiale non potevano essere disgiunti e la lettura teologica dell\u2019eucaristia teneva sempre unito sacramento e chiesa, benedizione del pane e del calice e vita ecclesiale.<\/p>\n<p>b) A cominciare dalle controversie eucaristiche del IX secolo, riprese poi nei secoli X-XII, si \u00e8 giunti nel XIII secolo ad una teoria del corpo di Cristo che ha identificato non due, ma tre significati della locuzione:<\/p>\n<p>&#8211; sacramentum tantum, ossia il pane e il vino<\/p>\n<p>&#8211; res et sacramentum, ossia le specie consacrate<\/p>\n<p>&#8211; res et non sacramentum, ossia la unit\u00e0 e la comunione della chiesa<\/p>\n<p>Come \u00e8 evidente, queste distinzioni hanno introdotto un divaricazione tra sacramentum e res. Per usare le parole del papa che ha aperto il XIII secolo, Innocenzo III ha definito questi tre livelli come \u201cforma, verit\u00e0 e virt\u00f9\u201d del corpo di Cristo. Tra di essi non vi \u00e8 identit\u00e0.<\/p>\n<p>c) Il concetto di \u201csacramento\u201d subisce cos\u00ec una profonda rilettura, fino ad identificare una dimensione autonoma rispetto alla dimensione ecclesiale dell\u2019eucaristia. Sacramento identifica solo met\u00e0 del significato della eucaristia: anche S. Tommaso d\u2019Aquino dir\u00e0 che l\u2019eucaristia significa, ma non contiene la sua \u201cres\u201d, ossia la comunione ecclesiale.<\/p>\n<p>d) Accanto a questo fenomeno di scissione diretta del linguaggio eucaristico, si realizza, in parallelo, un modo di pensare la autorit\u00e0 nella Chiesa che dipende strettamente da questa teologia eucaristica. La <i>potestas ordinis<\/i>, riferita al presbitero\/sacerdote, si identifica con il potere di consacrare l\u2019eucaristia, quindi con la potest\u00e0 sul sacramento. Invece la <i>potestas iurisdictionis<\/i>, riferista soltanto al vescovo, si indentifica con il potere sulla chiesa. La sintesi che Tommaso d\u2019Aquino offre di questa distinzione \u00e8 illuminante e presuppone, con una certa disinvoltura, una distinzione in realt\u00e0 assai problematica. Egli dice: il presbitero-sacerdote ha potere sul Corpo di Cristo sacramentale, mentre il vescovo ha potere sul Corpo di Cristo ecclesiale.<\/p>\n<p>e) Anche la terminologia attestata dal famoso studio di H. De Lubac, <i>Corpus mysticum<\/i>, conferma la medesima tendenza. Se una lunga stagione ha chiamato \u201ccorpo di Cristo vero\u201d la Chiesa, e \u201ccorpo di Cristo mistico\u201d l\u2019eucaristia, nei secoli la terminologia si \u00e8 capovolta: \u201ccorpo di Cristo vero\u201d \u00e8 diventato il sacramento, mentre \u201ccorpo di Cristo mistico\u201d \u00e8 divenuto il nome della Chiesa. La verit\u00e0 del Corpo di Cristo sembra riguardare solo il sacramento, non la Chiesa.<\/p>\n<p>Questi sviluppi del linguaggio cattolico lungo i secoli, qui soltanto accennati, manifestano una questione che \u00e8 diventata bruciante nel XX secolo: ossia una nuova possibilit\u00e0 di dire e di ascoltare, nel termine \u201cCorpo di Cristo\u201d, non solo la dimensione sacramentale, ma anche quella ecclesiale. Se leggiamo con queste categorie sistematiche la storia moderna del cattolicesimo, vediamo una accelerazione forte, tra XV e XIX secolo, nell\u2019identificare il Corpo di Cristo soltanto con il sacramento, addirittura separandolo dall\u2019uso: la consacrazione pensata e vissuta senza comunione. Anche una piccola cosa come il trasformarsi dei nomi delle Confraternite diventa allora significativa: se chiamarsi \u201ccompagnia del Corpo di Cristo\u201d rimanda ad un significato sacramentale ed ecclesiale aperto, la definizione di \u201cconfraternita del Santissimo Sacramento\u201d, parallela agli sviluppi tridentini, inclina ad identificare il Corpo di Cristo soltanto sul piano sacramentale, lasciando in ombra la dimensione esplicitamente e necessariamente ecclesiale dell\u2019eucaristia.<\/p>\n<p>Una soluzione a questo problema, durante il XX secolo, \u00e8 stata, non solo nel Vaticano II, ma in una larga parte del pensiero teologico, il tentativo di riscoprire la dimensione sacramentale della Chiesa, ossia la Chiesa come \u201csacramento\u201d. Altrettanto importante, e forse ancora pi\u00f9 urgente, \u00e8 recuperare la dimensione ecclesiale dell\u2019eucaristia, che anche il <i>ressourcement<\/i> della festa del Corpus Domini \u00e8 in grado di propiziare.<\/p>\n<p>Tuttavia, una rilettura accurata della storia medievale e moderna chiede una chiarezza sistematica indispensabile: se studi la storia con un concetto inadeguato di eucaristia (cosa facilissima, anche al migliore degli storici) rischi di commettere continuamente quegli errori di \u201canacronismo\u201d che sono cos\u00ec facili ad ogni lettore di testi non contemporanei. Che cosa intendessero per \u201cprocessione del Corpus Domini\u201d gli uomini del XIII o del XIV o del XV secolo, dipende dalla nozione di Corpo di Cristo che era comune presso le loro esperienze ecclesiali e spirituali. E non \u00e8 affatto detto che, proiettando nel passato, le visioni del XVI o del XVII secolo, noi facciamo davvero un servizio alla tradizione e che riusciamo davvero a chiarire non solo la locuzione \u201ccorpo di Cristo\u201d, ma anche la funzione della festa del \u201ccorpus Domini\u201d. Nell\u2019ambito di questa grave confusione, non sorprende che si possa rappresentare la \u201cvocazione eucaristica\u201d di un giovane santo, dedito all\u2019informatica, con la sovrapposizione iconica di una \u201cpisside\u201d, o di un \u201costensorio\u201d, ad un \u201cportatile\u201d. Che una \u201cpisside\u201d, o un \u201costensorio\u201d, dica vocazione eucaristica dipende da una accezione di Corpo di Cristo del tutto limitata e dal respiro corto, che si ferma a met\u00e0 della verit\u00e0. Una sola piccola immagine infelice dice molto del problema grande e radicale, che ho cercato di sintetizzare in queste poche righe.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Leggendo le testimonianze storiche con diversi occhiali sistematici, vediamo cose nuove. Questa preoccupazione non \u00e8 nuova: Romano Guardini la segnalava, gi\u00e0 nel 1921, come una grande sfida al sapere storico sulla liturgia e sui sacramenti:&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19863"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19863"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19863\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19866,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19863\/revisions\/19866"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19863"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19863"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19863"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}