{"id":19851,"date":"2025-07-01T08:28:40","date_gmt":"2025-07-01T06:28:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=19851"},"modified":"2025-07-01T08:31:32","modified_gmt":"2025-07-01T06:31:32","slug":"breve-storia-della-devozione-nel-xx-secolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/breve-storia-della-devozione-nel-xx-secolo\/","title":{"rendered":"Breve storia della devozione nel XX secolo"},"content":{"rendered":"<p class=\"sdfootnote\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Ascensio.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-19229\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Ascensio-141x300.jpg\" alt=\"\" width=\"141\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Ascensio-141x300.jpg 141w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Ascensio-480x1024.jpg 480w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Ascensio-768x1640.jpg 768w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Ascensio-719x1536.jpg 719w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Ascensio.jpg 890w\" sizes=\"(max-width: 141px) 100vw, 141px\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"sdfootnote\"><span style=\"font-size: small\"><i>\u00abLa devozione non \u00e8 tutto&#8230;la devozione ha termine\u00bb: c<\/i>os\u00ec diceva il parroco durante la omelia, la mattina della domenica 29 giugno 2025. Parlava dal Santuario di San Pietro, sullo Ionio, e sapeva di essere all\u2019inizio di una lunga giornata di \u201cdevozioni\u201d, con triduo di preparazione, banda, processione, e botti finali. Faceva eco, in qualche modo, ad una coscienza nata da circa due secoli. Questo \u00e8 un aspetto importante per comprendere ci\u00f2 che Salmeri, Busti, Carra, Del Giudice e Perroni hanno scritto negli ultimi giorni su diversi blog, discutendo sulla canonizzazione di Carlo Acutis.<\/span><\/p>\n<p class=\"sdfootnote\"><span style=\"font-size: small\">In effetti, la liturgia, in senso tardo moderno, \u00e8 nata con una solenne presa di distanza non dalla \u201cdevozione\u201d, ma dalla comprensione giuridico-morale della devozione. Tale comprensione ha avuto, evidentemente, una storia. In questa storia possiamo riconoscere due punti-chiave:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li>\n<p class=\"sdfootnote\"><span style=\"font-size: small\">da un lato la categoria di \u201cdevotio\u201d appare subordinata alla categoria di \u201creligio\u201d e la \u201creligio\u201d alla \u201ciustitia\u201d. Devozione \u00e8, fondamentalmente, un dovere.<\/span><\/p>\n<p class=\"sdfootnote\">\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"sdfootnote\"><span style=\"font-size: small\">dall\u2019altro, nell\u2019ambito di questa categoria di religio, la \u201cdevotio\u201d riguarda la interiorit\u00e0 e non la esteriorit\u00e0, anche se si traduce in devozioni tutte esteriori. <\/span><\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"sdfootnote\"><span style=\"font-size: small\">Di fronte a questo sviluppo, che inizia dalla scolastica, e che si struttura come una cultura e una \u201cmorale religiosa\u201d, la ripresa della liturgia (come non solo esteriore) \u00e8 quasi condannata a \u201ccontrapporsi\u201d alla devotio. Si contrappone alla categoria storica di \u201cdevotio\u201d perch\u00e9 deve infrangere il sistema automatico di opposizioni tra interiorit\u00e0\/esteriorit\u00e0, ma cerca, in realt\u00e0, <i>non di abolirla, ma di riformularla<\/i>. Potremmo dire che il ML si presenta come il tentativo di riformulare la \u201cconoscenza religiosa\u201d, di recuperare una \u201cdevozione simbolica\u201d, riscoprendo la unit\u00e0 di quella scissione, che era stata favorita dalla divisione scolastica tra \u201catti di culto interiore\u201d e \u201catti di culto esteriore\u201d. <\/span><\/p>\n<p class=\"sdfootnote\"><span style=\"font-size: small\"><i>Le tracce di una evoluzione complessa<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"sdfootnote\"><span style=\"font-size: small\">La \u201cdevotio moderna\u201d \u00e8 stato un fenomeno spirituale in anticipo sui tempi. Nel XIV secolo inaugura uno stile spirituale \u2013 devoto, appunto \u2013 che in un certo senso rimane all\u2019interno delle categorie medievali. Potremmo quasi dire che la \u201cdevotio moderna\u201d \u00e8 costituita da un modo di utilizzare diversamente le categorie medievali, che tuttavia non le sottopone a profondo ripensamento. In particolare accentua, in modo profetico, la tendenza che poi dilagher\u00e0 dal XVI secolo in poi, a contrapporre interiore a esteriore, individuale e comunitario. Questo fenomeno caratterizzer\u00e0 la \u201cdevotio\u201d della modernit\u00e0, fino al XX secolo e poi fino ad oggi. Per questo la \u201cdevotio moderna\u201d non si indentifica affatto con la \u201cdevotio della modernit\u00e0\u201d. <\/span><\/p>\n<p class=\"sdfootnote\"><span style=\"font-size: small\">Anche il ML, in un primo momento, ha utilizzato in modo capovolto le categorie medievali, ma ne \u00e8 rimasto anche vittima. Di fronte alla accezione moderna di <\/span><span style=\"font-size: small\"><i>devotio<\/i><\/span><span style=\"font-size: small\">, ha contestato la <\/span><span style=\"font-size: small\"><i>devotio<\/i><\/span><span style=\"font-size: small\">, rifugiandosi \u201caltrove\u201d, <\/span><span style=\"font-size: small\">n<\/span><span style=\"font-size: small\">el recupero di testi, di pratiche, di \u201ccelebrazioni\u201d. Ma quando ha compreso \u2013 anzitutto con Festugi\u00e8re, Guardini e Casel \u2013 che cosa era in gioco, ha dovuto predisporre \u201cnuove categorie\u201d per interpretare il rapporto tra azione rituale, sentire religioso e compito del soggetto. A questo aspetto, tuttavia, ha dedicato una attenzione solo iniziale, che poi \u00e8 rimasta assai marginale. <\/span><\/p>\n<p class=\"sdfootnote\"><span style=\"font-size: small\"><i>La \u201cdevotio\u201d come lato affettivo della fede<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"sdfootnote\"><span style=\"font-size: small\">Oggi, a distanza di pi\u00f9 di un secolo da quei primi tentativi \u2013 teorici e pratici \u2013 di ripensamento delle \u201cforme del rapporto tra uomo e Dio\u201d, abbiamo chiaro che, per dar forza al grande slancio che la Chiesa ha trovato nella propria tradizione liturgica, non dobbiamo contrapporre, ma riconciliare. Questa \u00e8 la \u201cvera pacificazione\u201d di cui la liturgia ha bisogno. Non dei pasticci tra diversi regimi e forme rituali, non delle ipocrisie dei piedi in due scarpe, non delle commistioni tra ordinario e straordinario. Come dice Kierkegaard: \u201cDio \u00e8 colui per il quale lo straordinario non esiste\u201d. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"> Ci chiediamo <\/span><span style=\"font-size: small\">allora<\/span><span style=\"font-size: small\">: <\/span><span style=\"font-size: small\">c<\/span><span style=\"font-size: small\"><i>he cosa vuol fare della \u201cliturgia\u201d il Movimento Liturgico?<\/i><\/span><span style=\"font-size: small\"> La domanda \u00e8 meno scontata di quello che sembra. Il ML sembra nascere da una domanda di \u201cspiritualit\u00e0\u201d, ossia da una revisione profonda e drammatica, del rapporto tra \u201cforme comuni della vita civile\u201d e \u201cconvinzioni della coscienza\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"sdfootnote\"><span style=\"font-size: small\"> Siamo sulla soglia del passaggio pi\u00f9 delicato e pi\u00f9 interessante. La categoria di \u201cdevozione\u201d ha sub\u00ecto una grande trasformazione. Proviamo a seguirne alcuni passaggi. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><i>a) la <\/i><\/span><span style=\"font-size: small\">devotio<\/span><i> <\/i><span style=\"font-size: small\"><i>\u00e8 il<\/i><\/span><span style=\"font-size: small\"><i> \u201clato interiore\u201d della <\/i><\/span><span style=\"font-size: small\">religio<\/span><span style=\"font-size: small\"><i> intesa come <\/i><\/span><span style=\"font-size: small\">virtus<\/span><span style=\"font-size: small\"><i>?<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Non dovremmo oggi essere costretti a negare che la devozione (e la religione) non siano anche una virt\u00f9. Anzi, <\/span><span style=\"font-size: small\">questo <\/span><span style=\"font-size: small\">\u00e8 uno dei versanti pi\u00f9 sorprendenti della nostra condizione attuale. Il primo punto sistematico che do<\/span><span style=\"font-size: small\">vremmo<\/span><span style=\"font-size: small\"> rielaborare \u00e8 il peso che questa \u201cqualit\u00e0 morale\u201d della <\/span><span style=\"font-size: small\"><i>religio\/devotio<\/i><\/span><span style=\"font-size: small\"> ha esercitato nella tradizione tardo-moderna. Una buona parte delle \u201crivolte contro il rubricismo\u201d non sono altro che \u2013 trasposte sul piano esteriore \u2013 le medesime critiche che diamo per scontate nei confronti del versante interiore della devozione. In effetti, il rubricismo \u00e8, all\u2019esterno, ci\u00f2 che \u00e8 la devozione, all\u2019interno. Un prendersi cura del rapporto con Dio in forma di \u201cesercizio della volont\u00e0\u201d. Un tale approccio ha come effetto, almeno nel mondo tardo-moderno europeo e nord-americano \u2013 una problematica marginalizzazione dei sensi e delle emozioni e un irrigidimento del rapporto con la tradizione. Tale irrigidimento, concentrandosi sul versante \u201cdisciplinare\u201d perde sia la sporgenza teologica, sia la radicazione emotiva della virt\u00f9. Ma questo avviene non perch\u00e9 la teoria fosse in s\u00e9 carente, ma perch\u00e9 non \u00e8 pi\u00f9 supportata da un \u201cmondo\u201d coerente con la propria lettura. La impostazione medioevale\/moderna entra in crisi quando la religio\/devotio non pu\u00f2 essere compresa solo come una articolazione della \u201cvirt\u00f9 di giustizia\u201d. L\u2019autonomia secolare della \u201cgiustizia\u201d \u2013 che <\/span><span style=\"font-size: small\">si <\/span><span style=\"font-size: small\">sviluppa da fine 1700 in poi \u2013 manda in crisi quel modello teorico di comprensione. <\/span><span style=\"font-size: small\">Ne vediamo gli effetti anche nella penitenza e nelle indulgenze.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">b) La trasformazione della \u201creligio\u201d<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">In alcuni testi dei primi de 900 troviamo traccia di questo disagio. Nel <\/span><span style=\"font-size: small\"><i>Dictionnaire de spiritualit\u00e9<\/i><\/span><span style=\"font-size: small\">, se leggiamo le voci sul tema \u201creligione\u201d, ma anche nella <\/span><span style=\"font-size: small\"><i>Brevior Synopsis<\/i><\/span><span style=\"font-size: small\"> del Tanquerey troviamo attestate le tracce di questa evoluzione del concetto di <\/span><span style=\"font-size: small\"><i>religio<\/i><\/span><span style=\"font-size: small\"> e di <\/span><span style=\"font-size: small\"><i>devotio<\/i><\/span><span style=\"font-size: small\">. Accanto ad approcci classici (che diventano apologetici a volte contro le proprie intenzioni) si manifestano nuove letture, nuove aperture, nuove comprensioni. La nozione tardo-moderna di <\/span><span style=\"font-size: small\"><i>religione<\/i><\/span><span style=\"font-size: small\">, risentendo inevitabilmente del dibattito scaturito dal liberalismo protestante e dal modernismo\/antimodernismo cattolico, pur con tutte le prese di distanza dalle molteplici possibi<\/span><span style=\"font-size: small\">l<\/span><span style=\"font-size: small\">i derive, acquisisce un dato fondamentale. Religio<\/span><span style=\"font-size: small\"><i> e <\/i><\/span><span style=\"font-size: small\">devotio<\/span><span style=\"font-size: small\"><i> non sono soltanto una elaborazione della volont\u00e0 (come dovere di rapporto e di dedizione a Dio), ma sono \u201cesperienze\u201d, \u201cemozioni\u201d, \u201cpassioni\u201d di questo rapporto<\/i><\/span><span style=\"font-size: small\">. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Possiamo notare questa \u201crielaborazione\u201d se confrontiamo il \u201ctrattato delle virt\u00f9\u201d della STh di S. Tommaso con la <\/span><span style=\"font-size: small\"><i>Brevior Synopsis Theologiae Moralis<\/i><\/span><span style=\"font-size: small\"> del Tanquerey. In Tommaso la <\/span><span style=\"font-size: small\"><i>religio<\/i><\/span><span style=\"font-size: small\"> \u00e8 collocata come la prima delle virt\u00f9 annesse alla giustizia. Al suo interno \u201cdevotio\u201d e \u201coratio\u201d sono il versante interiore della <\/span><span style=\"font-size: small\"><i>religio<\/i><\/span><span style=\"font-size: small\">. Invece nel Tanquerey la religio acquisisce un primato all\u2019interno delle virt\u00f9 cardinali. Si colloca dopo le virt\u00f9 teologali e prima delle virt\u00f9 cardinali. Si \u201cdisloca\u201d per assumere nuova evidenza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Questa \u201cridefinizione\u201d a livello sistematico ha le sue buone ragioni. Da un lato emancipa la lettura della \u201creligio\/devotio\u201d dalla subordinazione alle logiche \u201ctroppo umane\u201d della virt\u00f9 cardinale della giustizia. Dall\u2019altro, e coerentemente, lascia maggiore spazio ad una lettura \u201cteologale\u201d della religio. <\/span><span style=\"font-size: small\">Tuttavia<\/span><span style=\"font-size: small\">, bisogna riconoscer<\/span><span style=\"font-size: small\">lo<\/span><span style=\"font-size: small\">, nella rilettura recente, a partire dal XIX secolo, la \u201creligio\/devotio\u201d costituisce un <\/span><span style=\"font-size: small\"><i>accesso generale alla esperienza di \u201cfede\/speranza\/carit\u00e0\u201d<\/i><\/span><span style=\"font-size: small\">. <\/span><span style=\"font-size: small\">E<\/span><span style=\"font-size: small\">ssa esercita tale funzione \u201cpropedeutica\u201d, si faccia attenzione, recuperando un livello \u201cpi\u00f9 elementare\u201d della esperienza. Rispetto quindi ad una collocazione della \u201creligio\/devotio\u201d in una posizione \u201cmediana\u201d (ossia tra le tre teologali e le 4 cardinali, come proposta dal Tanqueray) <\/span><span style=\"font-size: small\"><i>la nuova posizione<\/i><\/span><span style=\"font-size: small\"> &#8211; che risulta ad esempio in Sequeri, in Bonaccorso e in altri autori \u2013 \u00e8 di <\/span><span style=\"font-size: small\"><i>sovraordinare religio\/devotio all\u2019intero impianto delle virt\u00f9, quasi come una forma di \u201caccesso religioso\u201d alla logica dell\u2019intero impianto teologico e morale<\/i><\/span><span style=\"font-size: small\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">In questa \u201cmossa sistematica\u201d appare rilevante un duplice guadagno:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"font-size: small\">il recupero di una connessione originaria tra culto spirituale e culto rituale<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: small\">il recupero di una sfera originaria del religioso che \u00e8 \u201cemozione, passione, senso\u201d, timore e tremore, senso e gusto dell\u2019infinito, archeologia del soggetto. <\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"sdfootnote\"><span style=\"font-size: small\">c) L<\/span><span style=\"font-size: small\"><i>a nuova condizione della \u201c<\/i><\/span><span style=\"font-size: small\"><i>devozione<\/i><\/span><span style=\"font-size: small\"><i>\u201d nel contesto tardo-moderno<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Come abbiamo visto, in contesto secolarizzato &#8211; e, potremmo dire, \u201cpost-tradizionale\u201d \u2013 \u201creligio\u201d e \u201cdevotio\u201d <\/span><span style=\"font-size: small\"><i>non possono restare soltanto \u201cvirt\u00f9\u201d<\/i><\/span><span style=\"font-size: small\">. Hanno bisogno di \u201cespandersi\u201d <\/span><span style=\"font-size: small\"><i>tanto verso l\u2019alto quanto verso il basso<\/i><\/span><span style=\"font-size: small\">. Lo sviluppo \u201cpost-tradizionale\u201d \u00e8, quindi, un ampliamento della nozione di \u201creligione\/devozione\u201d, ricomprendendo in essa sia il \u201cplusvalore teologico\u201d, sia il \u201cplusvalore antropologico\u201d. Da un lato lo sfondo teologico storico-salvifico, narrativo, simbolico; dall\u2019altro lo sfondo antropologico, involontario, intuitivo, per connaturalitatem, con cui si riunifica il \u201ccognitivo\u201d, l\u2019\u201dattivo\u201d e l\u2019\u201demotivo\u201d. Una lettura solo \u201cveritativa\u201d o solo \u201cdisciplinare\u201d della religio\/devotio \u00e8 del tutto incapace di cogliere la sfida pi\u00f9 profonda, cui il ML ha cercato di rispondere. La ricomprensione \u201cunitaria\u201d della esperienza cristiana (Cfr. <\/span><span style=\"font-size: small\">ad es. ci\u00f2 che scrive G. <\/span><span style=\"font-size: small\">Bonaccorso, <\/span><span style=\"font-size: small\">nel suo <\/span><span style=\"font-size: small\"><i>Il corpo di Dio, <\/i><\/span><span style=\"font-size: small\">Assisi, 2013<\/span><span style=\"font-size: small\">) mette alla prova le categorie classiche. Ma non semplicemente per superarle o per rimuoverle, ma per riconsiderarle in un contesto pi\u00f9 complesso. Ne deriva quasi un paradosso, sul quale vorrei che ci <\/span><span style=\"font-size: small\">si soffermasse <\/span><span style=\"font-size: small\">a riflettere: ho detto che in un contesto secolarizzato la \u201cdevotio\u201d non pu\u00f2 restare soltanto una virt\u00f9. Ma \u00e8 altrettanto vero che in un contesto secolarizzato, la <\/span><span style=\"font-size: small\"><i>religio\/devotio<\/i><\/span> <span style=\"font-size: small\"><i>deve poter restare anche una virt\u00f9<\/i><\/span><span style=\"font-size: small\">. <\/span><span style=\"font-size: small\">Per questo non si pu\u00f2 abbandonare ad una pretesa autoevidenza, in qualche modo indiscutibile. In questo io vedo il possibile slittamento della devozione in ideologia. Senza un dialogo profondo con la teologia, la devozione si isola e si contrappone. <\/span><span style=\"font-size: small\">L\u2019eucaristia, in modo particolare, chiede un rapporto con la devozione mediata dal <\/span><span style=\"font-size: small\"><i>desiderio desideravi<\/i><\/span><span style=\"font-size: small\"> verso la celebrazione pasquale. Questo desiderio non pu\u00f2 ridursi ad atto individuale ed isolato, m<\/span><span style=\"font-size: small\">agari pretendendo di sostituire la esperienza del miracolo eucaristico alla dottrina sulla eucaristia. <\/span><span style=\"font-size: small\">Qui \u00e8 proprio la devozione a dover essere educata, anzitutto negli adulti.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abLa devozione non \u00e8 tutto&#8230;la devozione ha termine\u00bb: cos\u00ec diceva il parroco durante la omelia, la mattina della domenica 29 giugno 2025. 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