{"id":19844,"date":"2025-06-28T16:59:58","date_gmt":"2025-06-28T14:59:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=19844"},"modified":"2025-06-28T16:59:58","modified_gmt":"2025-06-28T14:59:58","slug":"acutis-la-devozione-e-la-risonanza-dei-giovani-di-pietro-busti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/acutis-la-devozione-e-la-risonanza-dei-giovani-di-pietro-busti\/","title":{"rendered":"Acutis, la devozione e la risonanza dei giovani (di Pietro Busti)"},"content":{"rendered":"<p lang=\"fr-FR\" align=\"justify\"><em>Contro le attese di una parte dei fedeli cattolici, che hanno faticato a comprendere perch\u00e9 io abbia ritenuto di criticare la teologia sottesa alla canonizzazione di Carlo Acutis, si sta sviluppando un dibattito serio e per certi versi sorprendente, che prende le mosse da una valuzione critica intorno allo stile e alla forma della presentazione ufficiale del nuovo giovane santo.\u00a0 In questo intervento Pietro Busti, giovane presbitero della diocesi di Verona, dottorando a Lovanio e Parigi, parte da una osservazione di Giovanni Salmeri, sviluppando un discorso molto ricco e originale sul tema della &#8220;devozione giovanile&#8221;. Mi pare una ripresa molto opportuna e uno sviluppo serio e sagace degli impulsi che ho voluto dare nei miei primi articoli sul &#8220;caso Acutis&#8221;. (ag)<\/em><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"fr-FR\" align=\"justify\"><span lang=\"it-IT\">Nell\u2019alveo del dibattito generato dalla critica di Andrea Grillo alla teologia implicita nella presentazione della figura di Carlo Acutis, Giovanni Salmeri ha offerto una interessante \u201cvia d\u2019uscita\u201d, spostando l\u2019attenzione dal piano teologico-dottrinale a quello affettivo e corporeo (l&#8217;articolo di Salmeri si pu\u00f2 leggere su <a href=\"https:\/\/www.settimananews.it\/chiesa\/quale-devozione-sulla-canonizzazione-di-carlo-acutis\/\">SettimanaNews<\/a>). Qui, pi\u00f9 che una riflessione sulla teologia nel giovane beato, si tratterebbe \u2013 secondo Salmeri \u2013 di parlare di devozione, cio\u00e8 della forma concreta e personale con cui ci si appropria della fede. Il problema, dice Salmeri, \u00e8 che il Concilio non ha saputo tradursi in forme altre di devozione e che quindi un giovane spiritualmente sensibile si trova costretto a riprendere linguaggi \u201cvecchi\u201d per dare carne alla propria fede. Anzich\u00e9 per forza spingerci a canonizzare le sue forme di espressione, o rassegnarsi alla dicotomia tra \u201cpensiero\u201d e \u201caffezione\u201d, o tra \u201cteologia\u201d e \u201cdevozione\u201d, forse occorre capire come coglierne l\u2019intuizione e cercare di tradurla oggi con nuovi linguaggi: non \u00e8 forse questa una responsabilit\u00e0 ecclesiale? Sappiano bene infatti che l\u2019intuizione \u201caffettiva\u201d rischia di diventare (cosa non accaduta sicuramente per il giovane beato, morto precocemente) pericolosa, nel momento in cui se ne rifiuta la reale incarnazione. Basti pensare allo scambio di critiche tra Ges\u00f9 e Pietro, dopo che quest\u2019ultimo aveva riconosciuto Ges\u00f9 come il Cristo, a Cesarea.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"fr-FR\" align=\"justify\"><span lang=\"it-IT\">\u00c8 proprio vero allora che dobbiamo accontentarci di una divisione cos\u00ec netta tra teologia e devozione? L\u2019autore stesso allude a questa critica. Rilancio cos\u00ec la questione provando a proporre come uno dei nodi della questione sia la comprensione e l\u2019utilizzo di quello che potremmo definire <\/span><span lang=\"it-IT\"><i>affectus<\/i><\/span><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a><span lang=\"it-IT\">, come segno dei tempi che sembra marcare la spiritualit\u00e0 giovanile e in generale la contemporaneit\u00e0 post-secolare. Si profila un terreno potenzialmente fecondo e pericoloso, su cui pu\u00f2 annidarsi la ricerca di devozioni rassicuranti e, in ultima, alienanti o la spinta per un nuovo slancio del cristianesimo in occidente.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"fr-FR\" align=\"justify\"><span lang=\"it-IT\">Nel primo caso, l\u2019evoluzione post-conciliare sembra comprensibile come una reazione al percepito eccesso di \u201crazionalizzazione\u201d e \u201cdisincanto\u201d della fede, sullo sfondo pi\u00f9 ampio della disgregazione accelerata dell\u2019occidente. L\u2019idea \u00e8 che la forma percepita come \u201ctradizionale\u201d e \u201cingenua\u201d della devozione sia la pi\u00f9 \u201csanta\u201d; viene privilegiato ci\u00f2 che sembra pi\u00f9 \u201cmistico\u201d e \u201cmiracoloso\u201d come forma di sottomissione a quell\u2019autorit\u00e0 di Dio che ci sentiamo come colpevoli di aver distrutto. Di sicuro i misteri del Regno sono rivelati ai piccoli. Ma ci\u00f2 non toglie forse che il compito della teologia e del cristiano adulto sia quello di tradurre le loro intuizioni, \u201cservendole\u201d (in tutti i sensi) a questo mondo. Mi pare che l\u2019equivoco si sia creato proprio circa questa traduzione, che appare appunto una responsabilit\u00e0 ecclesiale.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"fr-FR\" align=\"justify\"><span lang=\"it-IT\">Nel secondo caso questo <\/span><span lang=\"it-IT\"><i>affectus<\/i><\/span><span lang=\"it-IT\"> pu\u00f2 diventare il motore di un nuovo slancio per il cristianesimo in occidente. Provo cos\u00ec a rileggere la questione articolando qualche allusione, e chiamando in causa il pensiero di Hartmut Rosa e la sua categoria di \u201crisonanza\u201d, per provare a formulare una domanda che potrebbe assomigliare a questa, di timbro certaliano: cosa significa custodire l\u2019intuizione traducendola come \u201cspinta\u201d a una spiritualit\u00e0 risonante oggi?<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"fr-FR\" align=\"justify\"><span lang=\"it-IT\">Secondo il filosofo tedesco, la frammentazione postmoderna, esito dell\u2019accelerazione costitutiva della modernit\u00e0 e del suo tentativo di \u201cmessa a disposizione\u201d del mondo, si rivela oggi in realt\u00e0 come la storia di una nuova sensibilit\u00e0 alla risonanza, intesa come apertura all\u2019altro e al trascendente, a un mondo che ci interpella, che ci \u201caffetta\u201d, e a cui rispondiamo cos\u00ec con \u201cemozioni\u201d che ci spingono fuori di noi, facendoci paradossalmente ritrovare. In questo senso provo a leggere l\u2019<\/span><span lang=\"it-IT\"><i>affectus <\/i><\/span><span lang=\"it-IT\">come un segno dei tempi che una buona teologia pu\u00f2 riconoscere, leggere e orientare, entrando lei stessa in una forma di \u201crisonanza\u201d. Se l\u2019autore riconosce cos\u00ec nell\u2019occidente una fine della devozione, forse potremmo leggerne una evoluzione, che proprio le categorie conciliari potrebbe permetterci di riconoscere. Proprio i giovani infatti sembrano, anche dalle ultime ricerche sulla loro religiosit\u00e0 condotte in Italia, cercare spiritualmente e anche corporalmente forme di risonanza. Giovani che si ritrovano sensibili ai segni dei tempi in maniera inconsapevole, sensibili alla Parola come autorit\u00e0 che vuole dialogare con le loro vite, sensibili a forme di autorit\u00e0 \u201cautorevole\u201d e liberante. Se Salmieri riconosce che oggi la passione eucaristica \u00e8 inesistente, \u00e8 interessante notare la ricerca del mistero, di ci\u00f2 che Rosa chiamerebbe l\u2019\u201cindisponibile\u201d, cos\u00ec come la sete di comunit\u00e0, di relazioni buone. Il problema \u00e8 forse il punto di partenza che utilizziamo nell\u2019ascoltarli: occorre cambiare i paradigmi e usare quelli \u201cconciliari\u201d per riconoscere e lasciarsi trasformare dalle nuove forme di devozione dei giovani\u2026 E cos\u00ec immaginare una devozione conciliare. Non \u00e8 pensabile, infatti, la trasformazione diretta, ovvero di applicare il pensiero sulla realt\u00e0. Ma la trasformazione risonante forse si.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"fr-FR\" align=\"justify\"><span lang=\"it-IT\">\u00c8 interessante come Rosa riconosca come questa \u201cfame\u201d di risonanza si risolva spesso in una semplice ricerca di \u201ccasse di risonanza\u201d, che diventano pi\u00f9 camere d\u2019eco, in cui anzich\u00e9 una risonanza trasformatrice ci si rassicura in una ridondanza assordante e alienante. Non \u00e8 forse questo il caso di alcune forme di devozione? Non sembrano pi\u00f9 delle rassicurazioni alienanti, nella loro difficolt\u00e0 a guardare con fiducia e creativit\u00e0 a questo mondo? Non diventano cos\u00ec paradossali chiusure alle autentiche esperienze di risonanza? Una devozione ante-conciliare non rischia di risolversi spesso e volentieri (ma non sempre!) in un rifugio pronto in un\u2019epoca di veloci cambiamenti? \u00c8 chiaro che viviamo ancora, per certi versi, in un momento reazionario: prova ne \u00e8 il dibattito scaturito, a toni molto accesi. Come cogliere il buono di questa ricerca di affezioni, ovvero di risonanza? Magari provando a cogliere l\u2019istanza anche di quei residui di devozione anticonciliare che oggi si esprimono con violenza. E chiedendosi: risuona questa forma di devozione? O ridonda? Rassicura? O espone?<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"fr-FR\" align=\"justify\">\u201c<span lang=\"it-IT\">Devozione\u201d, da <\/span><span lang=\"it-IT\"><i>devoveo<\/i><\/span><span lang=\"it-IT\"> indica il bisogno di una parte attiva nella fede, di implicarsi, di \u201cfare un voto\u201d. Di dare corpo, carne, immagine all\u2019affetto provato, in una spiritualit\u00e0 agita. Non \u00e8 forse questo un modo di parlare della dimensione sacramentale della vita e del mondo? Non resta forse promettente il cantiere che tenta di articolare l\u2019\u201cindisponibilit\u00e0\u201d della celebrazione con la disponibilit\u00e0 della vita? Forse nell\u2019articolazione di quella che Rosa chiamerebbe la dimensione \u201cverticale\u201d della risonanza (quella con il Trascendente), con le due dimensioni \u201corizzontale\u201d (quella con gli altri) e \u201cdiagonale\u201d (quella con le cose)? Si tratta di interrogare quelle forme di devozione prettamente \u201cverticali\u201d, in cui il santo, l\u2019eucaristia o il sacramentale sono realmente solo \u201csegno\u201d e non sostanza di una presenza che ha scelto di donarsi nella carne di questo mondo. Devozioni che volendo incarnare sembrano proprio produrre l\u2019effetto contrario. Devozioni di cui gran parte dei giovani contemporanei italiani sembrano proprio disinteressarsi, perch\u00e9 raccontano solo un\u2019altra storia, non quella del mondo, non la loro.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"fr-FR\" align=\"justify\"><span lang=\"it-IT\">La devozione suppone sempre (e forse abbisogna di) una teologia, come articolazione di pensieri per comprendere e rendere intelligibile la singolarit\u00e0 di Dio. La teologia, facendo eco a A. Gesch\u00e9, sembra proprio il tentativo di preservare nella lingua del tempo la singolarit\u00e0 \u201calterante\u201d di Dio: l\u2019altro che \u201caltera\u201d e non \u201caliena\u201d. Come ragionare allora teologicamente per predisporre (a partire da ci\u00f2 che c\u2019\u00e8) la costruzione di <\/span><span lang=\"it-IT\"><i>altre<\/i><\/span><span lang=\"it-IT\"> strutture di risonanza che possiamo chiamare in questo caso di \u201cdevozione\u201d?<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"fr-FR\" align=\"justify\"><span lang=\"it-IT\">Nella storia immaginaria proposta da Salmeri, rispetto a una eventuale \u201cdevozione conciliare\u201d, l\u2019autore stesso ha pensato a qualcosa di molto suggestivo, \u201cvibrante\u201d, rintracciabile gi\u00e0 dal titolo del libro trovato dalla giovane ragazza: \u201cGes\u00f9, la storia di un vivente\u201d. Momenti come questi forse capitano oggi in tempi di adorazione, o di lettura della Bibbia, cos\u00ec come in incontri e dialogo con amici. Come accompagnarli, come costruire con loro strutture di devozione nuove?<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"fr-FR\" align=\"justify\"><span lang=\"it-IT\">Forse la comprensione del Concilio non ha \u201crisuonato\u201d ancora del tutto, perch\u00e9 la ridondanza di vecchi apparati \u00e8 ancora forte e rassicurante in un mondo in tempesta. Ma resta viva quella <\/span><span lang=\"it-IT\"><i>brezza leggera<\/i><\/span><span lang=\"it-IT\">, che attende nuove strutture per far risuonare la novit\u00e0 creatrice dello Spirito. Che attende uomini e donne sensibili e creativi, che con stile sinodale provino a costruire le barche capaci di attraversare questo mare<\/span><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a><span lang=\"it-IT\">. Forse \u00e8 questa la caratteristica principale di una devozione conciliare, che gi\u00e0 possiamo ritrovare viva tra di noi: quella di quegli uomini e quelle donne che sanno anzitutto vivere la costruzione di pensieri e strumenti con la fiducia nel mare di questo mondo, che per quanto in tempesta \u00e8 abitato dallo Spirito, e non ci tradir\u00e0. Per vivere cos\u00ec un cammino di ricerca, insieme, di nuovi linguaggi, di nuove pratiche, tirando fuori cose nuove e cose antiche, facendo sinodo. I giovani (e gli adulti sembra) cercano \u201cvibrazione\u201d, e forse non la trovano necessariamente in un manuale di teologia, che non incontra la loro domanda, che pure resta pienamente teologica. \u00c8 un cammino da fare insieme, disarmando le parole. Questa forse \u00e8 la \u201cdevozione\u201d conciliare che \u00e8 bello rintracciare: una fiducia nel mondo, e nell\u2019altro, luogo sacramentale della Sua presenza. La teologia resta in questo modo una forma di sequela avventurosa e mai finita, che tenta di accogliere e tradurre le intuizioni dei \u201cPietro\u201d nella linea dell\u2019incarnazione.<\/span><\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p class=\"sdfootnote-western\" lang=\"fr-FR\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a> <span lang=\"it-IT\">Mutuo qui l\u2019intuizione di Marcello Neri in <\/span><span style=\"color: #467886\"><u><a href=\"https:\/\/www.settimananews.it\/cultura\/francesco-e-le-belle-lettere\/\"><span lang=\"it-IT\">https:\/\/www.settimananews.it\/cultura\/francesco-e-le-belle-lettere\/<\/span><\/a><\/u><\/span><span lang=\"it-IT\">.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p class=\"sdfootnote-western\" lang=\"fr-FR\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a> Cf. J. Wolfe, <i>The Theological Imagination: Perception and Interpretation in Life, Art, and Faith<\/i>, Cambridge University Press, Cambridge, 2024, p. 26.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Contro le attese di una parte dei fedeli cattolici, che hanno faticato a comprendere perch\u00e9 io abbia ritenuto di criticare la teologia sottesa alla canonizzazione di Carlo Acutis, si sta sviluppando un dibattito serio e&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19844"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19844"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19844\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19847,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19844\/revisions\/19847"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19844"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19844"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19844"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}