{"id":19831,"date":"2025-06-25T12:32:45","date_gmt":"2025-06-25T10:32:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=19831"},"modified":"2025-06-25T12:33:44","modified_gmt":"2025-06-25T10:33:44","slug":"sui-miracoli-eucaristici-alcune-considerazioni-teologiche-di-zeno-carra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/sui-miracoli-eucaristici-alcune-considerazioni-teologiche-di-zeno-carra\/","title":{"rendered":"Sui miracoli eucaristici: alcune considerazioni teologiche (di Zeno Carra)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left\" align=\"right\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ultimacena.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-19819\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ultimacena-300x153.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"153\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ultimacena-300x153.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ultimacena.jpg 382w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left\" align=\"right\"><em>Dal collega e amico Zeno Carra ricevo questa lettera, che ritengo preziosa, per restituire alla discussione sui miracoli eucaristici quella profondit\u00e0 e quella urgenza, che nei dibattiti susseguiti ai miei post sulla posizione attribuita a Carlo Acutis \u00e8 andata spesso del tutto smarrita, in una riduzione che Carra chiama &#8220;mediatico-circense&#8221; della questione. Lo ringrazio di cuore per il suo testo e per aver ripreso, con la sua autorevolezza, la questione centrale sollevata dalla mia critica. (ag)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left\" align=\"right\">Cazzano di Tramigna, 25 giugno 2025<\/p>\n<p align=\"justify\">Gentile professore,<\/p>\n<p align=\"justify\">Le scrivo sulla scia dei due post da Lei pubblicati sulla devozione attorno alla figura de beato Acutis.<\/p>\n<p align=\"justify\">Rammaricandomi della comprensione distorta che essi hanno incontrato, non posso ancora una volta non constatare come in molti ambienti ecclesiali si leggano le cose con una ermeneutica molto elementare, ridotta al binomio pro\/contro.<\/p>\n<p align=\"justify\">Siccome Lei ha sollevato riserve su alcuni aspetti teologici di quella devozione attorno al giovane beato che chi si occupa della sua causa di canonizzazione sta enfatizzando, allora, per molti, Lei ha parlato \u201ccontro\u201d Carlo Acutis. Con un esito simile a quello di chi criticasse le tattiche di gioco dell\u2019Hellas Verona nel bel mezzo della famigerata curva sud dello stadio Bentegodi e durante una partita vincente. Gli argomenti, le distinzioni spariscono: o uno \u00e8 dei nostri o uno \u00e8 contro di noi. Nella logica elementare e ferina dell\u2019antitesi amico\/nemico. E in questo caso, facendo leva su alcune Sue espressioni forse non troppo felici (la \u201cmaleducazione\u201d catechistica che trapela dalle espressioni enfatizzate dell\u2019Acutis \u00e8 suonata come un insulto al beato), Lei passa per un nemico del giovane che tra poco salir\u00e0 agli onori degli altari.<\/p>\n<p align=\"justify\">Addolorato per questa riduzione circense-mediatica della discussione, Le scrivo la presente per riprendere la posizione formale dei Suoi scritti e reagire.<\/p>\n<p align=\"justify\">Specificando \u2013 <i>melius abundare<\/i> \u2013 che criticare il modo in cui l\u2019apparato attorno al beato ne propone la figura e la spiritualit\u00e0 <u>non coincide con una critica al beato<\/u>, n\u00e9 col merito della sua canonizzazione.<\/p>\n<p align=\"justify\">Detto questo vorrei riprendere un punto a mio avviso centrale di quanto Ella scriveva: l\u2019insistenza sui miracoli eucaristici.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il miracolo eucaristico manifesta un\u2019istanza forte e non secondaria di vedere, sentire, toccare. Un\u2019istanza che emerge dal versante antropologico di quella salvezza che \u00e8 comunicata nei sacramenti e, nella fattispecie, nell\u2019eucaristia. Se la salvezza avviene nell\u2019incarnazione vera del Verbo, allora la carne umana, con le inferenze che le sono proprie \u2013 i sensi \u2013 non pu\u00f2 venire relegata al di fuori di quel sacramento in cui tale salvezza \u00e8 mediata in modo eminente.<\/p>\n<p align=\"justify\">Questa istanza si \u00e8 manifestata nelle forme che un certo pensiero teologico altomedievale, il fisicismo eucaristico, ha plasmato: nell\u2019eucaristia pane e vino dopo la consacrazione sono solo veli di apparenza che coprono il Mistero ivi presente. Se questi veli si scostassero, il Mistero si offrirebbe \u201cdietro\u201d di essi alla stessa inferenza sensoriale che nella via ordinaria si esercita sui \u201cveli\u201d: toccare, vedere, gustare\u2026 Il miracolo eucaristico realizza questo: i veli si scostano e ai sensi appare carne e sangue.<\/p>\n<p align=\"justify\">Questa struttura di pensiero diviene incompatibile con la teologia eucaristica basso-medievale sistematizzata da Tommaso d\u2019Acquino. Ci\u00f2 su cui ordinariamente i nostri sensi inferiscono non sono mere apparenze, ma sono quegli accidenti di pane e vino cui Tommaso \u2013 forzando la metafisica aristotelica \u2013 concede una certa consistenza<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a>. Essi permangono, pur \u201csradicati\u201d dalla sostanza di pane e vino loro propria, nel sostituirsi a questa della sostanza del corpo e sangue di Cristo. E nel loro permanere essi restano il termine proprio delle inferenze sensoriali. I sensi umani insistono sugli accidenti, mentre solo l\u2019intelletto credente, per via autonoma dai sensi, attinge alla sostanza presente dopo la consacrazione<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a>. Proprio per questo Tommaso \u00e8 a disagio con i miracoli eucaristici: perch\u00e9 il modo di presenza di Cristo come lo concepisce lui \u2013 e come la dogmatica cattolica a lui attingendo fa tuttora \u2013 non \u00e8 assolutamente sottomesso alle inferenze sensoriali. Quella carne e quel sangue che appaiono nel miracolo eucaristico sono per lui uno stimolo per alimentare la fede, ma non sono una manifestazione effettiva, ai sensi, della carne e sangue di Cristo: questi rimangono invisibili ai sensi, a livello della sostanza<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p align=\"justify\">La teologia di Tommaso, in fondo, frustra quella istanza cui il fisicismo precedente invece rispondeva: vedere, toccare, gustare. La gnoseologia eucaristica di Tommaso \u2013 che, nonostante il suo impianto aristotelico di massima, qui ripiega su una forma pi\u00f9 platonizzante<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote4sym\" name=\"sdfootnote4anc\"><sup>4<\/sup><\/a> \u2013 divarica in modo netto sensi e intelletto credente, escludendo i primi dal funzionamento del sacramento dell\u2019eucaristia. Il celebre canto eucaristico dell\u2019<i>Adoro te devote <\/i>lo dice in modo icastico: <i>Visus, tactus, gustus in te fallitur, sed auditu solo tuto creditur. Credo quidquid dixit Dei Filius: nil hoc verbo Veritatis verius.<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\">Solo la fede attinge alla presenza di Cristo e in essa \u2013 per Tommaso \u2013 i sensi non hanno parte.<\/p>\n<p align=\"justify\">Per questo i miracoli eucaristici sono condannati a restare alla periferia di una dogmatica cattolica formalizzatasi sul pensiero di Tommaso. E con essi l\u2019istanza che a loro soggiace: coinvolgere i sensi nelle mediazioni della salvezza che sono i sacramenti.<\/p>\n<p align=\"justify\">A questa istanza possono rispondere per una via altra quei tentativi teologici vari che il movimento liturgico e il conseguente rinnovamento liturgico hanno coagulato attorno a s\u00e9: quei tentativi cio\u00e8 che fanno dell\u2019oggetto proprio dei sensi \u2013 il fenomeno \u2013 non pi\u00f9 un dato secondo della teologia eucaristica (accidenti, periferici alla sostanza), ma il dato centrale. Quei tentativi per cui le inferenze sensoriali su pane e vino \u2013 vediamo tocchiamo annusiamo gustiamo pane e vino \u2013 non restino una cornice secondaria al dinamismo salvifico del sacramento, ma ne siano il cuore proprio.<\/p>\n<p align=\"justify\">Pensare cos\u00ec suppone ad esempio poter dire che Dio, nel suo Figlio, si comunica a noi per la via alimentare (cosa che la teologia tomista \u2013 <i>stricto sensu<\/i> \u2013 non ammette, perch\u00e9 in tale sistema l\u2019atto del mangiare insiste sugli accidenti, non sulla sostanza).<\/p>\n<p align=\"justify\">Permette ancora ad esempio di pensare che per la via alimentare il Figlio si unisce corporalmente alla nostra carne e al nostro sangue<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote5sym\" name=\"sdfootnote5anc\"><sup>5<\/sup><\/a> e intesse di S\u00e9 e della sua vita risorta la nostra carne e il nostro sangue, preparandoli alla resurrezione escatologica (mistero non a caso caduto nell\u2019oblio della spiritualit\u00e0 diffusa tra noi\u2026). Cosa che la teologia tomista \u2013 <i>stricto sensu<\/i> \u2013 pur volendolo, non permette: solo l\u2019anima attinge al mistero eucaristico, non il corpo. Il corpo ne beneficer\u00e0 escatologicamente a cascata, in seconda battuta, per via derivata, ma non direttamente perch\u00e9 qui, <i>in via<\/i>, si nutre del pane e vino consacrati<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote6sym\" name=\"sdfootnote6anc\"><sup>6<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Permette ancora di dire che la \u201ccompetenza\u201d fondamentale per essere messi in contatto con Cristo non sar\u00e0 quella di un intelletto che arriva a certi contenuti \u2013 ragion per cui la teologia tomista dice che non si dia la comunione a chi ha limiti mentali<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote7sym\" name=\"sdfootnote7anc\"><sup>7<\/sup><\/a> \u2013 ma sar\u00e0 quella di essere vivi ed avere fame e sete! Di essere capaci, cio\u00e8, di attingere a quella forma in cui Cristo si d\u00e0: cibo e bevanda condivisi\u2026<\/p>\n<p align=\"justify\">Potremmo continuare le declinazioni feconde di una teologia che raccolga in modo nuovo l\u2019istanza soggiacente alla devozione ai miracoli eucaristici, ma ci basti quanto detto per sottolineare il punto centrale: ridare spazio intrinseco ai sensi nella dinamica del sacramento valorizzando quella dimensione del sacramento su cui i sensi naturalmente insistono: <u>la datit\u00e0 oggettiva e sensibile della mediazione: pane e vino<\/u>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Per questo \u00e8 necessario superare gli strascichi ancora diffusi del pensiero fisicista che ai miracoli eucaristici ben si accompagna, per cui pane e vino rimangono mere apparenze\u2026<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma sar\u00e0 necessario anche \u2013 e qui sta la parte difficile \u2013 superare la sistematica eucaristica di Tommaso, per cui, se a pane e vino \u00e8 ridata una consistenza rispetto al pensiero fisicista, tale consistenza viene relegata nel livello degli accidenti, livello secondario e non intrinseco al dinamismo del sacramento.<\/p>\n<p align=\"justify\">Occorre maturare \u2013 o meglio, recuperare dalla tradizione pi\u00f9 antica<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote8sym\" name=\"sdfootnote8anc\"><sup>8<\/sup><\/a> \u2013 una teologia per cui non sia pi\u00f9 necessario dire che pane e vino non debbono essere pi\u00f9 tali per essere veramente il corpo e il sangue di Cristo. Occorre saper riconoscere nella volont\u00e0 istituente di Cristo il fatto di rendere pane e vino, <i>come tali<\/i>, il suo corpo e sangue. Ammettere con serenit\u00e0 che, se Cristo ha scelto pane e vino per mediare il suo darsi a noi, allora di ci\u00f2 che pane e vino \u201csono\u201d non vuole sbarazzarsi metafisicamente, ma che di pane e vino \u2013 con ci\u00f2 che essi suppongono ed esigono \u2013 vuole fare il luogo del suo venire ancora oggi a noi.<\/p>\n<p align=\"justify\">I tentativi fecondi di elaborare un pensiero eucaristico che vada in quella direzione ci sono: Lei ha fatto di questo Suo blog una finestra di propulsione di essi \u2026 Purtroppo per\u00f2 questi sforzi teologici \u2013 e parlo per esperienza personale \u2013 sono troppo spesso travolti da quella logica circense di il pensiero ecclesiale \u00e8 affetto e di cui si parlava in apertura. O sei pro o sei contro. Se metti in discussione la teologia eucaristica vigente di massima significa che sei un protestante che vuole distruggere la fede della chiesa. Se tocchi Tommaso non credi nella presenza reale \u2026 se metti qualcosa in discussione, allora sei \u201ccontro\u201d! E nessun argomento \u2013 spesso le argomentazioni non vengono nemmeno lette! \u2013 riesce ad aprire spiragli nelle fiere menti dei pugili ecclesiastici. Deponiamo per\u00f2 l\u2019amarezza e non smettiamo di pensare. Il Signore vaglier\u00e0 i frutti del pensiero e sapr\u00e0 dove e come portarli a maturazione<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote9sym\" name=\"sdfootnote9anc\"><sup>9<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Un caro saluto<\/p>\n<p align=\"justify\">d. Zeno Carra<\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a><span lang=\"en-US\"> Cf <\/span><span style=\"color: #0563c1\"><u><a href=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/specie-e-sostanza-e-le-azioni-rituali-riconoscere-il-signore-nella-frazione-del-pane\/\"><span lang=\"en-US\">https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/specie-e-sostanza-e-le-azioni-rituali-riconoscere-il-signore-nella-frazione-del-pane\/<\/span><\/a><\/u><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a><span lang=\"en-US\"> Cf Tommaso, ST III, q. 76, art. 7.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a><span lang=\"en-US\"> Cf Tommaso, ST III, q. 76, art. 8<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote4\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote4anc\" name=\"sdfootnote4sym\">4<\/a><span lang=\"en-US\"> Cf Z. Carra, <\/span><span lang=\"en-US\"><i>Nota. <\/i><\/span><i>Sul concetto tommasiano di sostanza. In risposta ad una recensione del prof. P. Caspani<\/i>, in <i>La Scuola Cattolica <\/i>150 (2022), 168-172.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote5\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote5anc\" name=\"sdfootnote5sym\">5<\/a> Cf Giustino, 1 <i>apololgia<\/i> 66; Ireneo di Lione, <i>Contro le eresie<\/i> 5,2,2-3; Tertulliano, <i>Sulla resurrezione<\/i> 8; Cipriano, <i>De d<\/i><i>ominica oratione<\/i> 18; Gregorio di Nissa, <i>Oratio catechetica magna<\/i> 37; Cirillo di Alessandrua, <i>Commentario<\/i> <i>in Matteo<\/i> 26,26-27 (PG 72,452); Giovanni Damasceno, <i>De fide orthodoxa<\/i> 86.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote6\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote6anc\" name=\"sdfootnote6sym\">6<\/a> Cf Tommaso, ST III, q. 79, art. 1: ad 3; M. Ghirardi, <i>Ai margini d&#8217;una controversia eucaristica<\/i>, in<i> La Scuola Cattolica<\/i> 84 (1956), 289-300.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote7\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote7anc\" name=\"sdfootnote7sym\">7<\/a><span lang=\"en-US\"> Cf Tommaso, ST III, q. 80, art. 9.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote8\">\n<p align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote8anc\" name=\"sdfootnote8sym\">8<\/a><span style=\"font-size: small\"> Cf Z. Carra, <\/span><span style=\"font-size: small\"><i>Eucaristia ed antropologia: dalla tradizione una possibilit\u00e0 altra<\/i><\/span><span style=\"font-size: small\">, in <\/span><span style=\"font-size: small\"><i>Revista de Cultura Teol\u00f3gica<\/i><\/span><span style=\"font-size: small\"> 30\/101 (2022), 85-101.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote9\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote9anc\" name=\"sdfootnote9sym\">9<\/a> Cf Francesco, <i>Evangelii gaudium<\/i> 275-280.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal collega e amico Zeno Carra ricevo questa lettera, che ritengo preziosa, per restituire alla discussione sui miracoli eucaristici quella profondit\u00e0 e quella urgenza, che nei dibattiti susseguiti ai miei post sulla posizione attribuita a&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19831"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19831"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19831\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19834,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19831\/revisions\/19834"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19831"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19831"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19831"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}