{"id":19814,"date":"2025-06-20T10:16:56","date_gmt":"2025-06-20T08:16:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=19814"},"modified":"2025-06-20T10:18:47","modified_gmt":"2025-06-20T08:18:47","slug":"il-linguaggio-della-santita-parole-e-immagini-su-e-di-carlo-acutis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/il-linguaggio-della-santita-parole-e-immagini-su-e-di-carlo-acutis\/","title":{"rendered":"Il linguaggio della santit\u00e0: parole e immagini su e di Carlo Acutis"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/sanpietro2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-10903\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/sanpietro2.jpg\" alt=\"\" width=\"290\" height=\"174\" \/><\/a><\/p>\n<p>E\u2019 stato un evento linguistico. Questo \u00e8 uno dei giudizi pi\u00f9 profondi e fondati che si d\u00e0 del Concilio Vaticano II. Un modo pi\u00f9 grande e pi\u00f9 intenso di parlare del Mistero, con un profondo rinnovamento del modo di esprimersi (e di fare esperienza) sul culto, sulla rivelazione, sulla Chiesa e sul mondo. Questo passaggio, gradualmente, ha investito tutti gli ambiti della vita cristiana, compreso il modo di concepire la santit\u00e0. E\u2019 inevitabile che accanto ad ambiti nei quali il mutamento di linguaggio ha proceduto pi\u00f9 speditamente, ci siano luoghi e forme di vita in cui la inerzia di un linguaggio classico fatica ad evolvere. La esperienza che facciamo in questi giorni, leggendo i documenti prodotti dalla Congregazione per la Cause dei Santi, segnala una pericolosa stasi della esperienza e della espressione in un linguaggio artefatto, caricaturale, forzato e distorto. Anche la agiografia, che pure ha i suoi modi, conosce limiti e forme esagerate. Dopo aver esaminato la inadeguatezza con cui si parla di \u201cmiracoli eucaristici\u201d intorno alla vita di Carlo Acutis (cfr. <a href=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/il-giovane-carlo-acutis-e-la-maleducazione-eucaristica\/\">qui il post precedente<\/a>), vorrei soffermarmi su due aspetti diversi, ma che concorrono ad alimentare una lettura della vita cristiana e dei suoi ideali non equilibrata e con tratti preoccupanti. Mi occuper\u00f2 pertanto delle \u201cparole su Carlo\u201d e delle \u201cparole di Carlo\u201d, per concludere con una \u201cvista su Carlo\u201d che costituisce il punto di massima crisi della autorevolezza ecclesiale. Ma andiamo per ordine.<\/p>\n<p><b>1. Le parole su Carlo<\/b><\/p>\n<p>Proviamo a leggere almeno alcuni passaggi dei documenti con cui si \u00e8 arrivati alla beatificazione e alla canonizzazione: si trovano all\u2019indirizzo https:\/\/www.causesanti.va\/it\/santi-e-beati\/carlo-acutis.html. Tutti possono leggerle, e capire immediatamente la inadeguatezza del linguaggio che \u00e8 stato usato per parlare di Carlo. All\u2019inizio, per\u00f2, si trova, come titolo, una frase attribuita direttamente al beato:<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Bahnschrift SemiBold SemiConden, sans-serif\">&#8220;Offro tutte le sofferenze che dovr\u00f2 patire, al Signore, per il Papa e per la Chiesa, per non fare il Purgatorio e andare dritto in Paradiso&#8221;<\/span><\/p>\n<p>La espressione appare sorprendente, non solo per come ragiona sulla sofferenza, ma anche per il modo con cui crea una correlazione tra sofferenza sopportata e purgatorio evitato: una pagina di spiritualit\u00e0 cristiana piuttosto imbarazzante ed esposta ad un giudizio non proprio lusinghiero. E\u2019 la espressione di un 14enne che non \u00e8 stato formato e che usa le parole in un modo che non pu\u00f2 in nessun modo essere raccomandato ad altri. Si pu\u00f2 collocare come titolo di una agiografia la frase in cui un beato esprime una opinione censurabile?<br \/>\nPi\u00f9 interessante \u00e8 per\u00f2 la ricostruzione della vita, proposta ufficialmente dalla Congregazione dei santi, che offre questo interessante spaccato:<\/p>\n<p><em><span style=\"font-family: Bahnschrift SemiBold SemiConden, sans-serif\">&#8220;Amore all\u2019Eucaristia e devozione alla Madonna<\/span><\/em><\/p>\n<p><em>Il fulcro della spiritualit\u00e0 di Carlo era l\u2019incontro quotidiano con il Signore nell\u2019Eucaristia. Egli ripeteva spesso: \u201cL\u2019Eucaristia \u00e8 la mia autostrada per il Cielo!\u201d. \u00c8 questo il centro di tutta la sua esistenza trascorsa nell\u2019amicizia con Dio. Ci\u00f2 si tradusse, dopo la prima Comunione, nella partecipazione alla Messa tutti i giorni, con il permesso del suo direttore spirituale. Grande devoto delle appari\u00adzioni e del messaggio di Fatima, a imitazione dei Pastorelli, offriva dei piccoli sacrifici per coloro che non amano il Signore Ges\u00f9 presente nell\u2019Eucaristia. Quando, per gli impegni scolastici, non poteva andare alla Messa, faceva la Comunione spirituale. Comp\u00ec anche una preziosa opera di apostolato in mezzo ai compagni di scuola e agli amici, spiegando loro il mistero eucaristico con l\u2019utilizzo dei racconti dei pi\u00f9 importanti miracoli eucaristici accaduti nel corso dei secoli. Fu cos\u00ec che quale apostolo dell\u2019Eucaristia, Carlo scelse di utilizzare il suo genio informatico per progettare e realizzare una mostra internazionale sui \u201cMiracoli eucaristici\u201d. Si tratta di un\u2019ampia rassegna fotografica con descrizioni storiche, che presenta diversi dei principali miracoli eucaristici (circa 136) verificatisi nel corso dei secoli in Paesi sparsi nel mondo e ricono\u00adsciuti dalla Chiesa.<\/em><\/p>\n<p><em>L\u2019altra colonna fondamentale della spiritualit\u00e0 di Carlo fu la devozione alla Madonna. Essa si esprimeva nella recita quotidiana del Rosario, nella consacrazione al suo Cuore Immacolato e nella progettazione di uno schema del pio esercizio che riprodusse con il suo computer. Dedic\u00f2 una particolare attenzione ai Novissimi, che proiettarono la sua esistenza nella realt\u00e0 della vita eterna.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Alcune questioni saltano subito all\u2019occhio: \u00e8 &#8220;apostolo dell&#8217;eucaristia&#8221; un ragazzino che imita i pastorelli di Fatima e colleziona immagini di tutti i miracoli eucaristici? Piuttosto che educarlo, si \u00e8 preferito lasciarlo fare? Oppure si cerca, attraverso di lui, di rendere infantile tutta la chiesa, proponendo a tutti come modello un ragazzo che non \u00e8 stato guidato dalla sapienza che avrebbero dovuto avere con lui gli adulti (laici e chierici) che stavano intorno a lui?<\/p>\n<p>Attraverso un ragazzino di 15 anni, che ripete stereotipi ottocenteschi, si promuove una spiritualit\u00e0 e una Chiesa, una idea di sacramento e di preghiera, che \u00e8 indietro di 200 anni. Una chiesa in uscita, certo, ma dalla porta di servizio, verso la nostalgia e verso la rassicurazione delle forme pi\u00f9 limitate della devozione individualistica e borghese. Proprio in nome della fede cattolica (che non abita nei musei) dobbiamo uscire da modelli troppo angusti, con cui identifichiamo erroneamente il cattolicesimo.<\/p>\n<p><b>2. Le \u201cfrasi di Carlo\u201d e il loro significato<\/b><\/p>\n<p>La saggezza non ha et\u00e0: si pu\u00f2 essere molto saggi da adulti, o da molto vecchi, ma anche da giovani. I giovani saggi sono un grande dono, proprio perch\u00e9 sono cosa rara. Il desiderio di trovare \u201cparole sante\u201d in un santo \u00e8 del tutto ragionevole. Ma le parole di Carlo, quelle che si ripetono pi\u00f9 frequentemente, sono davvero sagge? Sul sito ufficiale della associazione troviamo riportate ben 7 frasi, che sarebbero \u201cil meglio\u201d di ci\u00f2 che Carlo ha detto. Eccole:<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #111111\">\u201c<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: Bahnschrift SemiBold SemiConden, sans-serif\"><b>Il Rosario \u00e8 la scala pi\u00f9 corta per salire in Cielo\u201d<\/b><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #111111\">\u201c <\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: Bahnschrift SemiBold SemiConden, sans-serif\"><b>Una vita \u00e8 veramente bella solo se si arriva ad amare Dio sopra ogni cosa il prossimo come noi stessi\u201d.<\/b><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #111111\">\u201c<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: Bahnschrift SemiBold SemiConden, sans-serif\"><b>Criticare la Chiesa significa criticare noi stessi!La Chiesa \u00e8 la dispensatrice dei tesori per la nostra salvezza\u201d.<\/b><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #111111\">\u201c<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: Bahnschrift SemiBold SemiConden, sans-serif\"><b>L\u2019unica cosa che dobbiamo temere veramente \u00e8 il peccato\u201d.<\/b><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #111111\">\u00a0\u201c<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: Bahnschrift SemiBold SemiConden, sans-serif\"><b>Perch\u00e9 gli uomini si preoccupano tanto della bellezza del proprio corpo e poi non si preoccupano della bellezza della propria anima?&#8221;.<\/b><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #111111\">\u201c<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: Bahnschrift SemiBold SemiConden, sans-serif\"><b>Non io ma Dio\u201d.<\/b><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #111111\">\u201c<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: Bahnschrift SemiBold SemiConden, sans-serif\"><b>Tutti nascono come originali, ma molti muoiono come fotocopie\u201d.<\/b><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p>Se le esaminiamo, possiamo constatare che non sono molto originali. Alcune le abbiamo sentite nelle prediche di parroci di 50 anni fa o le traiamo, pi\u00f9 o meno direttamente, dalla scrittura. C\u2019\u00e8 anche un registro apologetico contro la critica alla chiesa che suona veramente strano in un ragazzino di 14 anni. Ma le frasi forse pi\u00f9 famose sono le ultime due: una che contrappone io e Dio e l\u2019altra che pone in tensione l\u2019originale come nascita e la fotocopia come morte. La prima \u00e8 un luogo comune delle letture estatiche della identit\u00e0, la seconda \u00e8 piuttosto una frase contro la \u201comologazione\u201d. Ma sono davvero cos\u00ec spirituali queste proposizioni?<\/p>\n<p>Iniziamo dalla penultima: essa d\u00e0 per scontato che affermare Dio significa negare l\u2019io. In tutto questo c\u2019\u00e8 una ingenuit\u00e0 che si capisce in un 14enne, ma si capisce meno in chi rilancia questo stereotipo. Una delle ricerche pi\u00f9 belle sul modo di intendere il soggetto, scritta dal giovane teologo Rousselot, morto durante la prima guerra mondiale, ci mette in guardia dal pensare che l\u2019amore di s\u00e9 sia un male. Nella frase \u201cnon io ma Dio\u201d si inclina ad una contrapposizione che la incarnazione e la Pasqua rileggono nel profondo. Piuttosto che \u201cnon io ma Dio\u201d si dovrebbe dire \u201cio in Dio\u201d o \u201cDio in noi\u201d. Aver catturato in modo cos\u00ec drastico una espressione di Carlo nel cammino della sua formazione e averla resa \u201cassoluta\u201d \u00e8 una operazione teologicamente ed ecclesialmente poco saggia. La sua saggezza meritava uno spazio di formazione che non c\u2019\u00e8 stato, n\u00e9 prima della morte, in lui, n\u00e9 dopo la morte, in chi gli \u00e8 sopravvissuto.<\/p>\n<p>Lo stesso vale per l\u2019ultima frase, forse la pi\u00f9 ripetuta. Non dobbiamo essere fotocopie, dobbiamo \u201crestare originali\u201d, si dice. Ma \u00e8 davvero cos\u00ec? Siamo davvero \u201coriginali minacciati dal diventare fotocopie\u201d? Non siamo anche fotocopie che possono diventare originali? Non \u00e8 forse altrettanto vero, e forse addirittura ancor pi\u00f9 vero, che ogni uomo e ogni donna, nel diventare capace di usare le mani, la parola e il pensiero, diventa un originale proprio crescendo, elaborando, mettendo a frutto, entrando in comunione? Anche qui, una frase troppo unilaterale, isolata, perde di vista una sapienza pi\u00f9 completa e pi\u00f9 santa. Non siamo gi\u00e0 originali, ma lo diventiamo nelle relazioni, con Dio e con il prossimo. Qui, come \u00e8 evidente, le parole di Carlo, almeno quelle scelte come pi\u00f9 significative, restano all\u2019interno di una comprensione sia della fede, sia del culto, che appare profondamente limitata. D\u2019altra parte, la insistenza con cui le biografie ufficiali parlano della \u201cvicinanza agli ultimi\u201d non corrispondono minimamente alle frasi messe in primo piano. Di lui si dice, ad esempio:<\/p>\n<p><em>\u201c<\/em><span style=\"font-family: Bahnschrift SemiBold SemiConden, sans-serif\"><em>Non ha mai discriminato o escluso nessuno. Pur appartenendo ad una famiglia molto agiata, nella sua breve vita non manifest\u00f2 mai attaccamento ai beni materiali, al contrario li condivideva con gli indigenti. Esemplare \u00e8 la sua testimonianza di carit\u00e0 nei confronti dei poveri, dei senzatetto, degli extracomunitari e degli emarginati.\u201d<\/em> <\/span><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 come una sfasatura tra ci\u00f2 che di lui si dice e le frasi che a lui si attribuiscono.<\/p>\n<p><b>3. Il \u201cmen\u00f9 a tendina\u201d pi\u00f9 infelice<\/b><\/p>\n<p>Ancora sul sito carloacutis.com il linguaggio della santit\u00e0 conosce un\u2019ultima e decisiva degradazione, di cui Carlo non porta alcun peso, ma che pesa su di lui per la imprudenza degli adulti. Troviamo infatti un men\u00f9 a tendina che ha per titolo \u201cVisita la tomba di Carlo\u201d, dove tra le opzioni che si aprono si trova la dicitura \u201cdiretta video della tomba di Carlo\u201d: si apre una finestra su una web cam che riprende, in tempo reale, la tomba del beato (<a href=\"https:\/\/www.carloacutis.com\/it\/association\/diretta-video-della-tomba-di-carlo-acutis-web-cam\">https:\/\/www.carloacutis.com\/it\/association\/diretta-video-della-tomba-di-carlo-acutis-web-cam<\/a>). Il fatto che al beato \u201cpatrono di internet\u201d si infligga questo \u201cmen\u00f9 a tendina\u201d costituisce, a mio avviso, il punto critico pi\u00f9 pesante. Con tutti i discorsi che sentiamo ripetere sull\u2019abuso dei media, questo abuso viene addirittura ritenuto opportuno e da promuovere sul sito ufficiale della associazione che ha guidato la causa di beatificazione. Nessuno si vergogna? In nome della tradizione cattolica, nel senso migliore del termine, che deve essere custodito, mi sento scandalizzato dai linguaggi distorti intorno a Carlo e dal silenzio istituzionale e teologico che li accompagna. Se non parlano i pastori e i teologi, chi mai dovrebbe parlare?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 stato un evento linguistico. Questo \u00e8 uno dei giudizi pi\u00f9 profondi e fondati che si d\u00e0 del Concilio Vaticano II. 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