{"id":19804,"date":"2025-06-13T11:55:49","date_gmt":"2025-06-13T09:55:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=19804"},"modified":"2025-06-13T12:02:57","modified_gmt":"2025-06-13T10:02:57","slug":"agostino-senza-agostino-luso-disinvolto-di-citazioni-errate-inesatte-o-fuori-contesto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/agostino-senza-agostino-luso-disinvolto-di-citazioni-errate-inesatte-o-fuori-contesto\/","title":{"rendered":"Agostino senza Agostino. L\u2019uso disinvolto di citazioni errate, inesatte o fuori contesto"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Agostino-statua.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-19805\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Agostino-statua-193x300.jpg\" alt=\"\" width=\"193\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Agostino-statua-193x300.jpg 193w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Agostino-statua.jpg 409w\" sizes=\"(max-width: 193px) 100vw, 193px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Da qualche tempo mi capita di notare che l\u2019uso dei testi di Agostino deve essere sempre accuratamente controllato: non solo si leggono le sue parole fuori contesto, ma addirittura gli si attribuiscono testi che non mai scritto.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">La cosa, a dire il vero, non \u00e8 solo un vizio moderno. La forza della parola agostiniana lo ha reso una \u201cautorit\u00e0\u201d cos\u00ec potente, sotto cui si potevano far passare idee non sue. Il caso pi\u00f9 famoso \u00e8 il trattato <i>De vera et falsa poenitentia<\/i> che \u00e8 circolato come testo agostiniano per quasi 400 anni, prima che, Erasmo e Lutero, quasi contemporaneamente, ne rivelassero la inautencit\u00e0. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Ma anche i contemporanei non scherzano. Tutto per me comincia da un breve video, nel quale mi sono imbattuto in TV, dove ho visto lo psicologo Crepet citare con enfasi una frase di Agostino cos\u00ec formulata: \u201c<span style=\"color: #3f3f3f\">&#8220;La speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio.\u00a0Lo sdegno per la realt\u00e0 delle cose, il coraggio per cambiarle.&#8221;<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #3f3f3f\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Qualche tempo dopo, mi accorgo che addirittura il Presidente Meloni, nel passato, aveva citato la stessa frase, che campeggiava nel suo profilo FB. Se si curiosa su Google, si trovano moltissime ripetizioni della stessa frase, sempre attribuita ad Agostino. La frase, tuttavia, sembra pensata non nel mondo di Agostino e comunque non \u00e8 mai accompagnata da citazioni. Decido di fare una ricerca. In tutta l\u2019opera di Agostino ci sono solo alcuni passi in cui speranza e figli sono collegati, ma in nessuno appare la frase citata. Dunque ho la certezza: la frase non \u00e8 di Agostino. Una alternativa possibile (almeno concettualmente) \u00e8 che sia una frase di Pablo Neruda. Anche qui, tuttavia, manca la fonte. Non sono riuscito a trovarla. Forse si tratta di una frase anonima, che per\u00f2 si \u00e8 cercato di rendere pi\u00f9 autorevole attribuendola o a un grande retore e teologo antico, o a un bravo poeta del 900. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #3f3f3f\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>Un papa agostiniano<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #3f3f3f\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">L\u2019attenzione per Agostino nelle ultime settimane \u00e8 molto aumentata, per il fatto che molto frequentemente il nuovo papa Leone, che \u00e8 un \u201cpadre agostiniano\u201d, cita frasi di Agostino. In questo caso non \u00e8 certo in dubbio la autenticit\u00e0 della fonte. E tuttavia, essendo Agostino un autore prolifico e abbondante, gi\u00e0 \u00e8 accaduto che nei testi ufficiali dei discorsi papale fosse riportata una fonte diversa da quella autentica o pi\u00f9 breve che nell&#8217;originale. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #080809\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">a) <em>Il papato come servizio, ma anche come pericolo<\/em><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #080809\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Nel suo primo discorso, Papa Leone ha citato la famosa frase di Agostino, tratta dal Sermone 340, da lui scritto per l&#8217; anniversario della sua stessa ordinazione. La frase citata \u00e8 solo la prima proposizione, che \u00e8 solo l&#8217;inizio di una tipica concatenazione agostinana, che si sviluppa in modo sorprendente:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #080809\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">\u00abVobis enim sum episcopus, vobiscum sum Christianus. Illud est nomen suscepti officii, hoc gratiae; illud periculi est, hoc salutis\u00bb<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #080809\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">\u00abPer voi infatti sono vescovo, con voi sono cristiano. Quel nome \u00e8 segno dell&#8217;incarico ricevuto, questo della grazia; quello \u00e8 occasione di pericolo, questo di salvezza.\u00bb<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #3f3f3f\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Essere \u201ccon voi e e \u201cper voi\u201d in Agostino \u00e8 solo la premessa di una conseguenza sorprendente.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #080809\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">b) <em>La citazione \u201ca senso\u201d, ma dal discorso sbagliato<\/em><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #080809\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Nel primo discorso che papa Leone ha tenuto ai giornalisti, ha proposto una bella citazione di Agostino sui &#8220;mala tempora&#8221;. Ecco il brano, come riportato dalla edizione ufficiale sul sito del Vaticano:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #080809\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">&#8220;Viviamo tempi difficili da percorrere e da raccontare, che rappresentano una sfida per tutti noi e che non dobbiamo fuggire. Al contrario, essi chiedono a ciascuno, nei nostri diversi ruoli e servizi, di non cedere mai alla mediocrit\u00e0. La Chiesa deve accettare la sfida del tempo e, allo stesso modo, non possono esistere una comunicazione e un giornalismo fuori dal tempo e dalla storia. Come ci ricorda Sant\u2019Agostino, che diceva: \u201cViviamo bene e i tempi saranno buoni\u201d (cfr Discorso 311). Noi siamo i tempi\u00bb.&#8221;<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #080809\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">C\u2019\u00e8 ragione di dubitare di una citazione indicata esplicitamente? E\u2019 sempre meglio controllare la fonte. La citazione indicata nel testo non \u00e8 tratta dal Sermone 311, come dice la parentesi, ma dal Sermone 80.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #080809\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Allego qui i due testi, che suonano in modo simile, ma non vi \u00e8 dubbio che il testo citato non \u00e8 il primo, ma il secondo:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #080809\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Sermo 311<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #080809\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">&#8220;8. &#8230; Molesta tempora, gravia tempora, misera tempora sunt. Vivite bene, et mutatis tempora vivendo bene: tempora mutatis, et non habetis unde murmuretis. Quid sunt enim tempora, fratres mei?&#8221; <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #080809\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Sermo 80<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #080809\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">&#8220;8. &#8230; Mala tempora, laboriosa tempora, hoc dicunt homines. Bene vivamus, et bona sunt tempora. Nos sumus tempora: quales sumus, talia sunt tempora&#8221;. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #080809\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Forse a facilitare l&#8217;equivoco ha concorso, oltre che la somiglianza testuale, anche il fatto di essere entrambi tratti dal par. 8, ma di discorsi diversi.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i><b>Il contesto rimosso, oltre Agostino<\/b><\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #3f3f3f\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Resta poi una terza questione: anche quando la frase \u00e8 di Agostino e viene citata dalla sua vera fonte, \u00e8 evidente che una frase, estrapolata dal contesto, facilmente assume un significato diverso. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Come esempio di rimozione del contesto, vorrei citare una curiosit\u00e0 nella quale mi sono imbattuto per caso, qualche tempo fa: al di l\u00e0 della fonte, possiamo usare \u201cfrasi autorevoli\u201d, che non hanno alcun bisogno di essere \u201cattribuite\u201d per esercitare la loro autorit\u00e0. Non di rado, tuttavia, se leggiamo il loro contesto originale, scopriamo che non hanno affatto il significato che riteniamo \u201covvio\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Consideriamo una frase come: <i>mens sana in corpore sano<\/i>. La scoperta moderna di una correlazione strutturale tra benessere corporeo e benessere mentale-psicologico sembra espressa in latino con quella \u201cbrevitas\u201d in cui il latino ha pochi rivali. Se per\u00f2 andiamo alla fonte della espressione restiamo senza parole. La fonte \u00e8 una Satira di Giovenale, la n. X, che al versetto 356 dice: \u201cOrandum est ut sit mens sana in corpore sano\u201d. Non si tratta, in Giovenale, della constatazione di una relazione causale, ma la preghiera perch\u00e9 Dio conceda le due uniche cose che contano: una mente sana in un corpo sano. La decontestualizzazione del testo di Giovenale ne propizia una lettura addirittura capovolta. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Siccome Agostino \u00e8 stato \u201cridotto a frasi memorabili\u201d (come ad es. \u201cama e fa ci\u00f2 che vuoi\u201d) ha sub\u00ecto, come pochi altri autori antichi, una sorte di radicale decontestualizzazione, che ne ha assicurato allo stesso tempo la fortuna e la incomprensione. Gran parte del sapere medievale e moderno \u00e8 nato dai mattoni delle frasi degli antichi, ricostruiti in muri ed edifici di tutt\u2019altra intenzione. Si potrebbe quasi stabilire una regola: quanto maggiore \u00e8 la fortuna di una frase, tanto pi\u00f9 forte \u00e8 il rischio di non capirla. La sorprendente abilit\u00e0 di Agostino, nel costruire frasi perfettamente ritmate e sintetiche, ha alimentato questo &#8220;abuso di citazioni&#8221;.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>Agostino o H. Arendt?<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Un\u2019ultima brevissima curiosit\u00e0. Siccome Agostino si diffonde molto pi\u00f9 per \u201ccitazioni altrui\u201d che per lettura diretta dei suoi testi, nel caso in cui ci sia un errore di citazione da parte di un \u201ctestimone\u201d, tutti finiscono per citare in modo sbagliato, perch\u00e9 non partono dall\u2019originale, ma dalla citazione di seconda mano. La famossissima frase <i>Initium ut esset, creatus est homo<\/i>, che Arendt cita alla fine di<i> Le origini del totalitarismo<\/i>, \u00e8 attribuita pressoch\u00e9 da tutti al cap. 20 del libro XII del <i>De civitate Dei<\/i> (come risulta anche nell\u2019originale inglese)<i>.<\/i> Al riscontro diretto sul cap. 20, tuttavia, \u00e8 evidente che la frase non c\u2019\u00e8. Si trova invece alla fine del cap. 21. Ma tutti usano Arendt come fonte agostiniana, non Agostino. Perci\u00f2 tutti citano la frase come se venisse dal cap. 20, dove non si trova. <\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da qualche tempo mi capita di notare che l\u2019uso dei testi di Agostino deve essere sempre accuratamente controllato: non solo si leggono le sue parole fuori contesto, ma addirittura gli si attribuiscono testi che non&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19804"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19804"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19804\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19808,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19804\/revisions\/19808"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19804"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19804"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19804"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}