{"id":19795,"date":"2025-06-08T16:25:01","date_gmt":"2025-06-08T14:25:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=19795"},"modified":"2025-06-10T14:39:26","modified_gmt":"2025-06-10T12:39:26","slug":"il-tempo-continuo-della-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/il-tempo-continuo-della-storia\/","title":{"rendered":"Il tempo continuo della storia"},"content":{"rendered":"<p>Marshall McLuhan vide lontano lasciando il refuso nel titolo del suo <em>The Medium is the <u>Massage<\/u>: An Inventory of Effects<\/em> (1967). Massaggio, antica arte manipolatoria. Degli effetti prese atto nel 2002 Onora O\u2019Neill: \u00abil vero nemico della fiducia \u00e8 la menzogna. E mentire non \u00e8 sinonimo di dire cose sbagliate\u00bb. \u00abI mentitori, al contrario, inducono volontariamente in errore\u00bb [<em>Una questione di fiducia<\/em>, tr.it. Vita e Pensiero 2003, pp. 88]. \u00abSiamo pericolosamente vicini a un mondo in cui i colossi dell\u2019informazione agiscano come se avessero diritto a colpire le posizioni che non apprezzano con la caricatura e il dileggio, o la distorsione, o il silenzio. Se avessero un simile diritto, avrebbero anche quello di minare la democrazia alle fondamenta\u00bb [p. 108]. \u00abCome recita un antico detto spagnolo, quando si verifica un\u2019inondazione \u2013 di informazioni, nel nostro caso \u2013 la prima cosa che viene a mancare \u00e8 l\u2019acqua potabile\u00bb [Lorenzo Kamel, <em>Israele-Palestina<\/em>, Einaudi 2025, p. IX].<\/p>\n<p>Nel 1999 il Congresso USA abol\u00ec il <em>Glass-Steagall Banking Act<\/em>, che dal 1933 vietava alle banche commerciali di speculare coi depositi. La bolla sub-prime nel 2008-9 e la speculazione contro euro e debiti sovrani di Grecia e Italia nel 2012 svelarono un mondo di predatori che agiscono per s\u00e9 in un eterno presente e una sola domanda: what\u2019s-in-it-for-me? Dominato da modelli economici, strategie di affari e mandati politici globali [I. van Staveren, <em>Economics after crisis. <\/em><em>An Introduction to Economics from a Pluralist and Global Perspective<\/em>, Routledge 2015, p. 3]. All\u2019altro estremo gli esclusi, per paradosso altri predatori perch\u00e9 senza domani, con le spalle al muro [G. Mastrojeni, \u201cL\u2019economia integrale: dove la crescita \u00e8 uguale a benessere, ambiente, giustizia e pace\u201d, in A. Mattioli \u2013 C. Tintori, <em>Patto per una nuova economia<\/em>, ITL 2020, p. 7]. In mezzo noi, persone comuni, non del tutto razionali n\u00e9 egoisti ma instabili s\u00ec, e molto, dicono gli psicologi [T.V. Somanathan \u2013 V. Anantha Nageswaran, <em>The Economics of Derivatives<\/em>, Cambridge UP 2015, p. 97].<\/p>\n<p>La scelta di \u00abfar dipendere la creazione di reddito e di ricchezza nel mondo occidentale dalle attivit\u00e0 finanziarie, maturata con l\u2019avvio della globalizzazione e con il trasferimento delle produzioni nei Paesi dove il costo della manodopera era bassissimo e i vincoli ambientali inesistenti, ha determinato la dipendenza del profitto dai rendimenti finanziari, obbligazionari e della infinita serie di strumenti creati dalla ingegneria finanziaria. Ci\u00f2 ha generato una dimensione necessariamente di brevissimo periodo, tutta centrata sulla capacit\u00e0 della finanza di autoalimentarsi, creando continue bolle e trasformando il mercato nel monopolio di pochissimi soggetti in grado, proprio per la loro gigantesca liquidit\u00e0, di ridurre i rischi e di mantenere i prezzi finanziari artificialmente alti: uno schema estremamente rischioso e profondamente iniquo, perch\u00e9 volto a favorire solo la grande ricchezza. Dunque, profitto senza occupazione e senza investimenti produttivi\u00bb [Alessandro Volpi,<em> Nelle mani dei fondi. Il controllo invisibile della grande finanza<\/em>, Altreconomia 2024, p. 131].\u00a0Nelle parole di Papa Francesco: \u00abla cultura della prosperit\u00e0 ha reso i ricchi incapaci di provare compassione per i poveri\u00bb [Marco Ansaldo, \u00abChi e perch\u00e9 rema contro Bergoglio\u00bb, Limes, 3 marzo 2024, p. 80]. Papa Leone XIV lo ha ribadito nel Giubileo dei movimenti e Roma, l&#8217;8 giugno: \u00abNon consumando il mondo con voracit\u00e0, ma coltivandolo e condividendolo, come ci insegna l&#8217;enciclica\u00a0<em>Laudato s\u00ec\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>\u00abI rapporti di potere sono cruciali per la comprensione delle crescenti diseguaglianze e sono alla base della diffusa percezione che il sistema \u00e8 truccato, cosa che ha giocato un ruolo cos\u00ec importante nella disaffezione dei cittadini nei confronti della democrazia e delle sue istituzioni e nella crescita del populismo\u00bb. Perci\u00f2, si \u00abotterrebbe un miglior equilibrio limitando il potere delle imprese, incoraggiando l\u2019ingresso di nuovi soggetti (incrementando la disponibilit\u00e0 di finanziamenti e tecnologia per chi entra nel mercato), e rafforzando i diritti dei lavoratori, anche favorendo la sindacalizzazione\u00bb [Joseph Stiglitz, <em>La strada per la libert\u00e0<\/em>, tr.it. Einaudi 2024, p. 266].<\/p>\n<p>\u00c8 il futuro dell\u2019UE, i cui \u00abprimi e temporanei passi verso l\u2019unione fiscale si sono verificati solo in risposta alla pandemia grazie a Next Generation-Eu (Ngeu). Non sarebbe, quindi, sorprendente se un\u2019apertura verso l\u2019unione politica si manifestasse in risposta alle minacce trumpiane e si concretizzasse in forme \u2018eclettiche\u2019 a partire da ambiti esterni alle competenze comunitarie (come la difesa)\u00bb [Marco Buti e Marcello Messori, \u00abUna bussola europea da riorientare\u00bb, <em>Il Sole 24 Ore<\/em>, 9\/2\/2025, p. 1]. Con i profeti disarmati nessuno tratta (Machiavelli) e l\u2019UE deve provvedere con la difesa, ma europea, dopo l\u2019autodistruzione dei suoi stati nazionali nelle guerre mondiali. Condividere \u00e8 la chiave del futuro, lo dimostra la storica crescita economica e demografica nella lunga pace, ora a rischio. Decisive l\u2019istituzione della Societ\u00e0 delle Nazioni e poi dell\u2019ONU con la <em>Dichiarazione universale dei diritti dell\u2019uomo<\/em>. Come disse Eleanor Roosevelt, presidente della sessione delle Nazioni Unite il 28 settembre 1948, una presa d\u2019atto, che nello sviluppo dei trasporti ha aperto alla globalizzazione di mercato e nell\u2019UE all\u2019innovazione verso cui ci conduce il tempo continuo della storia.<\/p>\n<p><strong><em>Il tempo continuo della storia<\/em><\/strong> [Jacques Le Goff 2014, tr.it. Laterza] ci dice che gli \u00abstorici non devono confondere, come troppo spesso hanno fatto, l\u2019idea di globalizzazione con quella di uniformazione. Nel primo processo vi sono due tappe: la prima consiste nella comunicazione, nella creazione di rapporti fra regioni e civilt\u00e0 che precedentemente si ignoravano; la seconda \u00e8 un fenomeno di assorbimento, di fusione. Finora l\u2019umanit\u00e0 ha conosciuto soltanto la prima di queste due tappe\u00bb [p. 136]. \u00abResta la vera domanda: perch\u00e9 il malessere associato all\u2019esperienza della modernit\u00e0 \u00e8 cos\u00ec ampiamente sentito, e dove sono le fonti di quegli aspetti della modernit\u00e0 che rendono questo malessere particolarmente doloroso?\u00bb [Leszek Kolakowski,<em> Modernity On Endless Trial<\/em>, The University of Chicago Press, 1990, p. 6].<\/p>\n<p>All\u2019alba della modernit\u00e0 \u00c9tienne de la Bo\u00e9tie (1530-1563) ci ricord\u00f2 che \u00abspesso gli uomini perdono la libert\u00e0 con l\u2019inganno, meno spesso sedotti da altri di quanto non si ingannino da s\u00e9\u00bb [<em>Discorso della servit\u00f9 volontaria<\/em>, tr.it. Feltrinelli 2024, p. 42]. Oggi asserviti al <em>Medium-Massage<\/em> di \u00abgrandi creature artificiali che sovrastano tutto quello che facciamo e che ci rendono quelli che siamo\u00bb, tragica regressione personale e globale perch\u00e9 \u00abin termini storici la modernit\u00e0 \u00e8 ci\u00f2 che viene dopo l\u2019et\u00e0 della superstizione e della magia\u00bb [David Runciman,<em> Affidarsi. Come abbiamo ceduto il controllo della nostra vita a imprese, stati e intelligenze artificiali<\/em>, tr.it. Einaudi 2024, cit., pp. 263-4].<\/p>\n<p>Modernit\u00e0 \u00e8 educazione alla democrazia e\u00a0\u00abl\u2019educazione alla democrazia \u00e8 educazione alla dignit\u00e0, e ci\u00f2 presuppone due cose: la disponibilit\u00e0 alla lotta unita alla libert\u00e0 dall\u2019odio\u00bb. \u00abRiconciliazione e disponibilit\u00e0 a scendere a compromessi senza codardia, senza opportunismo e senza concedere ci\u00f2 che si considera il nocciolo della questione: questa \u00e8 certamente un&#8217;arte che non \u00e8 data gratuitamente a nessuno come un dono naturale. Ma il destino dell\u2019ordine democratico del mondo dipende dalla nostra capacit\u00e0 di padroneggiare quest\u2019arte\u00bb [Kolakowski, cit., p. 260]. Lo stiamo drammaticamente costatando e, \u00abmentre la forma della nuova era negli affari europei e mondiali sta emergendo solo lentamente, il mantenimento della pace e il ritmo del progresso dipenderanno ancora in gran parte dall\u2019abilit\u00e0 dei politici nel mediare tra immaginazione e realt\u00e0: il compito della politica in ogni epoca, cambia continuamente a seconda delle circostanze, ma rimane essenzialmente lo stesso\u00bb [David Kaiser, <em>Politics And War. <\/em><em>European Conflict from Philip II to Hitler<\/em>, Harvard UP 2000, p. 429].<\/p>\n<p>Ne prese atto gi\u00e0 nel 1948 Ludwig Dehio, fra le macerie d\u2019Europa: \u00abnon un inceppamento della nostra fantasia, ma il suo allargamento dovrebbe fruttarci lo sguardo comparativo rivolto al passato; un affinamento del senso della nostra inderogabile responsabilit\u00e0 personale, non un ottundimento causato dal fantasma d\u2019un determinismo regolato da leggi che ci esonererebbero dalla responsabilit\u00e0\u00bb. \u00abLa storia politica, pensata fino in fondo e penetrante fino al fondo, rimanda alla cellula primordiale di tutta la storia, all\u2019uomo\u00bb [<em>Equilibrio o Egemonia. Considerazioni sopra un problema fondamentale della storia moderna<\/em>, tr.it. il Mulino 1988, p. 249, ed. or 1948].<\/p>\n<p>Oggi ce lo ricorda David Runciman. \u00abLa Prima guerra mondiale \u00e8 stata un colossale fallimento del giudizio umano. Ma \u00e8 stata anche il risultato di un processo decisionale meccanicistico: i sistemi di alleanze e una pianificazione burocratica avevano in parte sottratto la scelta agli umani\u00bb. \u00abTale pericolo \u00e8 diventato immenso durante la Guerra fredda, quando la logica della deterrenza nucleare impegn\u00f2 entrambe le parti a sostenere una politica fondata sulla rinuncia della reciproca distruzione\u00bb. \u00abSi trattava di superpotenze non di superintelligenze. Erano intelligenti soltanto nella misura in cui lo erano le persone al timone\u00bb. \u00abSe durante la Guerra fredda gli Stati di Russia e d\u2019America fossero stati dotati di sistemi totalmente autonomi, ora saremmo morti, perch\u00e9 le loro strategie includevano una reale possibilit\u00e0 di distruzione automatica\u00bb [cit., pp. 189-191]. Per nostra (ir)responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00abC\u2019\u00e8 una regola fondamentale che dovremo tenere presente. L\u2019ha fissata Marc Bloch nel suo saggio sulle false notizie di guerra: \u201cL\u2019errore non si propaga, non si amplia, non vive che a una condizione: trovare nella societ\u00e0 in cui si diffonde un terreno di coltura favorevole\u2026 Una falsa notizia nasce sempre da rappresentazioni collettive che preesistono alla sua nascita\u201d\u00bb [Adriano Prosperi, <em>Cambiare la storia. Falsi, apocrifi, complotti<\/em>, Einaudi 2025, p. 14]. Oggi da quella di una \u00absociet\u00e0 in cui, come osserva con sarcasmo il Nobel Joseph Stiglitz, vale una nuova etica, riassumibile come \u201cone dollar one vote\u201d?\u00bb. \u00abIl rapporto medio tra CEOs (amministratori delegati delle societ\u00e0 quotate statunitensi e reddito medio dei lavoratori americani \u00e8 salito da 21:1 a 350:1 tra il 1965 e il 2022\u00bb [Fabrizio Onida, \u00abPerch\u00e9 crescono le disuguaglianze\u00bb, <em>il Sole 24 Ore<\/em>, 9\/3\/25, pp. 1 e 15].<\/p>\n<p>Guido Alfani, storico economico in Bocconi, ci aiuta a capire. \u00abNel corso della storia i ricchi hanno svolto il proprio ruolo sia volontariamente accettando di avere un dovere verso il proprio paese e verso i propri concittadini, sia attraverso contributi e prestiti forzosi (e, a partire dal XX secolo, attraverso una tassazione fortemente progressiva dei redditi e delle eredit\u00e0). Il fatto che in tutto l\u2019Occidente questo non stia accadendo, nemmeno sotto forma di misure fiscali temporanee, ci porta a chiederci se i ricchi di oggi, che concentrano nelle proprie mani una quantit\u00e0 storicamente eccezionale di risorse economiche, non stiano usando i propri mezzi anche per ottenere un controllo eccezionale sul sistema politico o semplicemente per allontanare gli elettori da certe posizioni. Stanno sistematicamente mobilitando la loro presa sulla politica per proteggersi da qualsiasi tentativo di aumentare selettivamente le tasse? Hanno davvero finito per agire come d\u00e8i tra gli uomini, distruggendo le istituzioni democratiche e creando uno scenario gi\u00e0 immaginato da alcuni nel Medioevo? Se cos\u00ec fosse, farebbero meglio a rispolverare la loro mitologia classica, perch\u00e9 nella tradizione occidentale anche gli d\u00e8i possono cadere\u00bb [<em>Come d\u00e8i tra gli uomini. Una storia dei ricchi in Occidente<\/em>, tr.it. Laterza 2024, pp. 410-11, ed. or. Princeton UP 2023]. Storia, non profezia.<\/p>\n<p>L\u2019economia vive nell\u2019equilibrio tra giustizia e interessi, ma \u00abin meno di tre mesi alla Casa Bianca, Donald Trump ha imposto il suo stile in materia di politica economica e relazioni internazionali. Uno stile basato sul rapporto di forza, che potrebbe lasciare traccia duratura sulle economie mondiale e americana, sintomo che potrebbe segnare il passaggio in una nuova era\u00bb [Cercle des Economistes, \u00abLa violence est-elle devenue la r\u00e8gle en \u00e9conomie?\u00bb, online, 14\/4\/2025]. La nostra?<\/p>\n<p>Nel tempo continuo della storia l\u2019UE, seconda economia globale, \u00e8 erede dell\u2019antica consapevolezza greca del \u00abdissolversi del potere politico assoluto, autoritario, che per sua natura non ha divenire, vincolato com\u2019\u00e8 a schemi mentali privi di futuro\u00bb [Luigi Belloni, <em>E Orfeo tentava un canto. Memorie dell\u2019antico nella tradizione operistica<\/em>, Manzoni Editore 2025, p. 17].\u00a0Distrutta dai suoi nazionalismi in due guerre mondiali e una generazione, nel tempo continuo della storia l\u2019Europa ha intrapreso la via dell\u2019unione in concomitanza con il Concilio Ecumenico Vaticano II, entrambi protesi oltre la globalizzazione, \u00abespressione senza dubbio valida per lo scambio generalizzato di comunicazioni umane, ma che non corrisponde a nessuna realt\u00e0 nell\u2019evoluzione intrinseca della Terra e dell\u2019umanit\u00e0\u00bb [Le Goff, cit., pp. 115-6]. \u00c8 compito nostro, qui e ora, provvedere, perch\u00e9 \u00abil senso del progresso e il termine stesso emergono solo nel XVIII secolo\u00bb [pp. 130-1].<\/p>\n<p>\u00abLe Dichiarazioni \u2013 del 1776, del 1789 e del 1948 \u2013 hanno fornito una pietra di paragone per quei diritti dell&#8217;umanit\u00e0, attingendo al senso di ci\u00f2 che &#8220;non \u00e8 pi\u00f9 accettabile&#8221; e contribuendo a sua volta a rendere le violazioni ancora pi\u00f9 inammissibili. Il processo aveva e ha un&#8217;innegabile circolarit\u00e0: si conosce il significato dei diritti umani perch\u00e9 ci si sente angosciati quando vengono violati. Le verit\u00e0 dei diritti umani potrebbero essere paradossali in questo senso, ma sono comunque evidenti\u00bb [Lynn Hunt, <em>Inventing Human Rights. <\/em><em>A History<\/em>, W.W. Norton &amp; Company, 2007, pp. 213].<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marshall McLuhan vide lontano lasciando il refuso nel titolo del suo The Medium is the Massage: An Inventory of Effects (1967). Massaggio, antica arte manipolatoria. Degli effetti prese atto nel 2002 Onora O\u2019Neill: \u00abil vero&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[51],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19795"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19795"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19795\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19803,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19795\/revisions\/19803"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19795"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19795"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19795"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}