{"id":19782,"date":"2025-05-26T13:05:48","date_gmt":"2025-05-26T11:05:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=19782"},"modified":"2025-05-26T13:31:38","modified_gmt":"2025-05-26T11:31:38","slug":"la-luce-nei-salmi-a-partire-dalla-lettera-di-mons-domenico-pompili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-luce-nei-salmi-a-partire-dalla-lettera-di-mons-domenico-pompili\/","title":{"rendered":"La luce nei salmi, a partire dalla lettera di Mons. Domenico Pompili"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/luxaeterna.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-19783\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/luxaeterna-135x300.jpg\" alt=\"\" width=\"135\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/luxaeterna-135x300.jpg 135w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/luxaeterna-461x1024.jpg 461w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/luxaeterna.jpg 652w\" sizes=\"(max-width: 135px) 100vw, 135px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Sabato 24 maggio, a Verona, su invito del Festival Biblico<\/em><\/p>\n<p>\u201c<b>Le tenebre sono come luce\u201d: <\/b><b>la preghiera nel libro dei Salmi<\/b><\/p>\n<p>A partire dalla Lettera pastorale \u201cSulla luce\u201d di Mons. Domenico Pompili<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>\u00abLa teoria fotografica si impara in un\u2019ora; le prime nozioni pratiche in un giorno. Quello che non si impara &#8230;\u00e8 il senso della luce\u2026.\u00e8 la valutazione artistica degli effetti prodotti dalle luci diverse e combinate \u2013 \u00e8 la applicazione di questi o quegli effetti a seconda del tipo delle fisionomie che tu artista devi riprodurre\u00bb<\/i> (Nadar, <i>Quando ero fotografo, <\/i>2010 \u2013 citazione di apertura al volume Silvia Camporesi \u2013 Andrea De Santis, <i>Fotografare<\/i>, Assisi, Cittadella, 2024<i>)<\/i><\/p>\n<p>Una domanda sulla \u201cluce\u201d, che viene da un Vescovo come Domenico Pompili, e che si intreccia nel dialogo con un fisico come Carlo Rovelli, arriva ad una serie di \u201cquadri\u201d in cui citt\u00e0 e chiesa si intrecciano. Che cosa ci suggerisce il libro dei Salmi, se lo utilizziamo come \u201cfaro\u201d per illuminare questo discorso sulla \u201cluce\u201d? La luce \u201cdi taglio\u201d che viene dal salterio \u00e8 singolarmente ricca. Che cosa dicono i salmi non solo della \u201cluce\u201d, ma anche delle tenebre, della notte, dell\u2019aurora o dell\u2019alba? Bisogna ricordare infatti che \u201cluce\u201d \u00e8 comunque un termine generico, per quanto rilevante e non troppo astratto. Tuttavia i salmi non parlano semplicemente di \u201cluce\u201d, ma ne indicano per lo pi\u00f9 il contesto, la fonte, la relazione. E\u2019 la luce \u201cdel tuo volto\u201d. Luce \u00e8 relazione personale, prima che evento fisico. Potremmo allora scoprire che tra la articolazione del testo di Padre Domenico e quello del prof. Rovelli (che scrive una intera parte del testo) si trovano, grazie ai salmi, tanti fili di correlazione.<\/p>\n<p>I salmi, infatti, sono parte di quella che chiamiamo \u201csapienza\u201d o \u201clibri sapienziali\u201d. In che cosa si distinguono dalla Torah, dai libri storici o dai profeti? Nel mettere a tema la lode di Dio, \u201cdalla polvere della strada alla luce delle stelle\u201d per citare un grande interprete come P. Beauchamp. Vorrei fare il mio percorso usando un criterio piuttosto singolare: far\u00f2 un esame della \u201cluce\u201d sulla base della azione che i salmi ripetono continuamente: <b>l\u2019azione <\/b><b>complessa <\/b><b>d<\/b><b>el<\/b><b> pregare<\/b>. I salmi non sono anzitutto trattati o meditazioni; sono preghiere, discorsi dell\u2019uomo a Dio e di Dio all\u2019uomo, circa il bene dell\u2019uomo e il bene di Dio. Uno scambi di parole, di tutte le parole, persino di insulti, di disperazioni, di gioie e di dolori, tra Dio e uomo, tra uomo e Dio. In questi discorsi il riferimento alla luce \u00e8 veramente centrale e pu\u00f2 esserne una specie di \u201cchiave di lettura\u201d.<\/p>\n<p>1. <b>Domanda di luce e domanda sulla luce<\/b><\/p>\n<p>I salmi sono spesso \u201cdomande\u201d: domande di un bene. Pescano nella grande esperienza del bisogno di beni che minaccia sembre ogni uomo e ogni donna, fin dalla nascita, in quella prima preghiera comune che \u00e8 il pianto.<\/p>\n<p>Ma le cose umane non sono mai solo naturali. Da quando abbiamo facilmente una luce \u201cartificiale\u201d, la luce naturale \u00e8 diventata pi\u00f9 scontata. Accendere la luce \u00e8 diventato un atto immediato, istantaneo, controllato, a disposizione. Ora, con i nostri cellulari, abbiamo sempre anche una \u201cluce\u201d, una \u201ctorcia\u201d sempre con noi. Il \u201cblack out\u201d ci fa paura. Gli antichi lo vivevano quotidianamente. Ma che cosa \u00e8 la luce, di cui abbiamo cos\u00ec bisogno? Nella lettera \u00e8 interessante che il Vescovo e il Fisico si trovino molto vicini nel definire la luce. La \u201cCosa\u201d e la \u201cMetafora\u201d sono prossime. Definire la luce \u00e8 difficile. Possiamo offrire metafore, anche come fisici: non solo oggetto, o \u201cquanto\u201d, ma \u201conda\u201d, l\u2019\u201dagitarsi di qualcosa\u201d&#8230;. I salmi sono pieni di metafore, ossia di \u201cbreviores similitudines\u201d, con cui per dire una cosa, ne diciamo un\u2019altra. Un teologo francese usa un bel modo per spiegarci la cosa. E lo fa con un esempio straordinario. Quando arrivi ad Atene, lui dice, fuori dall\u2019Aeroporto o della Stazione ferroviaria trovi i \u201cmezzi di trasporto\u201d, che si chiamano \u201cmetafora\u00ec\u201d. Le metafore sono \u201cmezzi di trasporto\u201d. La luce \u00e8 un mezzo di trasporto non solo metaforico. Perch\u00e9 trasporta le immagini: per questo possiamo \u201cfotografare\u201d, carpire le immagini he la luce trasporta. La luce \u00e8 sul piano fisico ci\u00f2 che \u00e8 il linguaggio sul piano metafisico e spirituale: anche S. Tommaso sapeva che la teologia \u00e8 una \u201cscienza artificiale\u201d, perch\u00e9 inizia da \u201cmetafore, simboli e parabole\u201d! La luce \u00e8 cos\u00ec condizione del vedere e dell\u2019immaginare: sta pi\u00f9 dietro che davanti agli occhi. Per questo abbiamo una domanda radicale di luce che ci attraversa: per vedere e per essere visti, per riconoscere ed essere riconosciuti. Nei Salmi (ma anche nei Proverbi) luce \u00e8 la Parola, luce \u00e8 la Legge. Ma \u00e8 anche sguardo di Dio sul popolo e sull\u2019uomo. Questo intreccio di Parola e di sguardo ci dice una cosa importante: <b>verbale e non verbale sono luce in modo diverso<\/b>, un modo di attraversare la luce dei sensi e la luce della ragione. Anche l\u2019 eterno riposo \u00e8 detto come luce perpetua e come pace: essere sempre nella luce, contemplando il suo volto. Non parola, ma sguardo e luce. La morte, come la vita, \u00e8 questione di luce perduta e ritrovata. Di qui una domanda originale che si fa preghiera, fin dal primo respiro.<\/p>\n<p><b>2. Intercessione di luce<\/b><\/p>\n<p>Chiedere la luce per s\u00e9, domandare luce, nella vita e nella morte, si distende nel chiedere luce per gli altri. Intercedere vuol dire questo: fa\u2019 che Luca possa vedere, manda la tua luce su Paolo, aiuta Mario a non essere accecato. Ma proprio qui, nel fatto di \u201cchiedere luce per altri\u201d, appare un elemento importante. La luce, in senso metaforico, \u00e8 parola di bene, di conforto, di riconoscimento, di stima, di apprezzamento, di rilevanza. Portare luce \u00e8, metaforicamente, dare vita. Il salmo che abbiamo messo al centro parla fin dall\u2019inizio di uno \u201csguardo\u201d sull\u2019uomo. Siamo noi, anzitutto, oggetto di intercessione. \u201cTu mi scruti e mi conosci\u201d. Non per sorvegliare o punire, ma per accompagnare e custodire. Il salmo 138 \u00e8 una esposizione della esistenza allo sguardo di Dio, allo sguardo che vede la luce anche nelle tenebre.<\/p>\n<p><b>3. Perdonare il buio e ritrovare la luce<\/b><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 chi resta al buio. C\u2019\u00e8 chi resta accecato dalla luce. Le nostre vite sono sempre minacciate dalle tenebre. Ritrovare la luce, per chi l\u2019ha persa, e restituire la luce a chi l\u2019ha abbandonata. C\u2019\u00e8 una parola italiana che ha a che fare con luce e sguardo. E\u2019 <i>invidia<\/i>. Invidiare \u00e8 guardare un altro senza luce, con occhi bui, con occhi ostili, pronti solo a vedere il male. Ma c\u2019\u00e8 anche un eccesso di luce, un abbagliamento, che \u00e8 principio di cecit\u00e0. La luce giusta \u00e8 la sfida. Gettare la luce sulle cose o riconoscere la luce delle cose \u00e8 un delicato lavoro di aggiustamento dello sguardo e della luce. E\u2019 un riconoscere e un dare luce, allo stesso momento. E\u2019 un mettere a fuoco e un mettere fuori fuoco: \u00e8 tarare la luce. Non \u00e8 solo buio\/luce la alternativa, ma il discernimento fine di quanto buio ospita la luce e quanta luce ospita il buio. Caravaggio o Monet o Piero della Francesca (per dire solo alcuni estremi) dicono queste alternative formidabili: tra una luce favorita dal buio e una tenebra interna alla luce.<\/p>\n<p>Per questo il salmo dice: \u201cPer te le tenebre sono come luce\u201d. Questo \u00e8 un paragone, che si apre a una metafora, ma lo fa in un contesto grandioso. Il Sal 139 \u00e8 infatti uno dei grandi capolavori del Salterio. <i>Signore tu mi scruti e mi conosci, tu sai quando mi seggo e quando mi alzo<\/i>. Cos\u00ec comincia. E il testo che abbiamo come titolo sta alla fine di un crescendo straordinario. Ascoltiamolo, in questo tono allo stesso tempo solenne e confidenziale::<\/p>\n<p><i>Se dico \u201cAlmeno l\u2019oscurit\u00e0 mi copra<\/i><\/p>\n<p><i>e intorno a me sia la notte\u201d:<\/i><\/p>\n<p><i>nemmeno le tenebre per te sono oscure<\/i><\/p>\n<p><i>e la notte \u00e8 chiara come il giorno;<\/i><\/p>\n<p><i>per te le tenebre sono come luce<\/i><\/p>\n<p>Qui c\u2019\u00e8 insieme la luce riferita ad un volto, \u201cla luce del tuo volto\u201d, che \u00e8 espressione ricorrente nei Salmi, ma anche la luce come figura e metafora prima e ultima dei divino. Una delle espressioni pi\u00f9 forti sta proprio nella metafora tra volto e luce: metafora duplice. Ogni volto \u00e8 luce e la luce \u00e8 piena solo come volto, come sguardo da riconoscere e che riconosce, sguardo e volto nel quale <b>riconoscersi riconosciuti<\/b>.<\/p>\n<p><b>4. Lode: la luce dell\u2019altro<\/b><\/p>\n<p>Sempre la preghiera qui fa un salto di qualit\u00e0: non chiede un bene, ma lo riconosce.<\/p>\n<p>La luce dell\u2019altro mi fa luce. Lodare \u00e8 riconoscere questo dato fondamentale. I \u201csalmi\u201d sono \u201clodi\u201d proprio per questo: continuamente ritornano al registro della lode, al riconoscere quella luce che rende possibile ogni visione e ogni essere visto. Qui si nasconde forse il segreto pi\u00f9 profondo dei Salmi. Che sono, appunto LODI. Il lodare \u00e8 confuso con il \u201cfare complimenti\u201d. Lodare \u00e8 scoprire la luce negli altri, non in s\u00e9. E gioire di tutto questo. Non lasciarsi contagiare da quella idea che la luce sia \u201climitata\u201d e che l\u2019abbondanza altrui provoca la nostra povert\u00e0. Altri beni sono limitati. Non la luce. Che \u00e8 un bene \u201cdiffusivum sui\u201d. Gioire per il bene altrui, ossia lodare, ha nella luce il suo modello. Una fonte di luce non \u00e8 gelosa: illuminando d\u00e0 luce fuori di s\u00e9, oltre se stessa, al di l\u00e0 di s\u00e9. La luce non ha logica economica, ma gratuita.<\/p>\n<p><b>5. Rendimento di grazie: la luce dall\u2019altro<\/b><\/p>\n<p>Vi \u00e8 per\u00f2 un altro rapporto, capovolto, con l\u2019altro e con la luce. Da un lato posso vedere la luce dell\u2019altro, posso riconoscere che \u00e8 l\u2019altro a darmi e a farmi luce. Gioire di questo \u00e8 la lode, come abbiamo visto. Posso per\u00f2 avere un rapporto geloso e possessivo con la mia luce. Il mio sguardo e il mio immaginario pu\u00f2 facilmente diventare autosufficiente. La luce dell\u2019altro come radice del mio vedere \u00e8 \u201crendimento di grazie\u201d. Scoprire la luce dell\u2019altro in me. Di un altro, ma anche di quell\u2019altro che sta in me. Qui la cosa interessante \u00e8 che l\u2019altro in me \u00e8 anche un altro me. Una luce che \u00e8 in me ma non \u00e8 solo da me. Rendere grazie all\u2019altro \u00e8 anche un modo per restare capaci di una luce che viene dalla propria storia e dai propri strati complessi, cos\u00ec come descritti da un fulminante testo di M. Merleau-Ponty, che parla del mondo riscoperto dallo sguardo del filosofo:<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">\u00ab In un mondo cos\u00ec trasformato non siamo soli, e non siamo soltanto tra uomini. <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Questo mondo si offre anche agli animali, ai bambini, ai primitivi, ai pazzi, che lo abitano a modo loro e che coesistono con esso<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">\u00bb<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>L\u2019animale, il bambino, il primitivo e il pazzo non sono solo fuori di noi, ma in noi, con la loro luce, che bisogna avere occhi per vedere e per riconoscere. Rendere grazie \u00e8 anche fare questo atto di \u201cmessa a fuoco\u201d pi\u00f9 acuta sulla propria umanit\u00e0.<\/p>\n<p><b>6. Benedizione: riconoscere la luce<\/b><\/p>\n<p>Saper vedere la luce piuttosto che il buio, l\u2019aurora piuttosto che le tenebre. Il salmo che Ges\u00f9 ha sulle labbra, quando \u00e8 in croce, nel farsi buio del cielo, \u00e8 il Salmo che comincia con le parole durissime: \u201cMio Dio, Mio Dio, perch\u00e9 mi hai abbandonato?\u201d. Questa tenebra si apre alla lode e alla benedizione nella seconda parte del salmo. Una luce abbagliante ricopre la terra e la riempie di visibilit\u00e0 dell\u2019invisibile: di speranza. La luce \u00e8 metafora dello sperare. Dice lo stesso salmo 21: \u201cEdent pauperes et saturabuntur. Et laudabunt dominum qui requirunt eum. Vivent corda eorum in seculum saeculi\u201d. La benedizione apre alla visibilit\u00e0 dell\u2019invisibile. Per questo il salmo 144 pu\u00f2 dire: \u201cOculi omnium in te sperant domine et tu das illis escam in tempore opportuno, aperis tu manun tuam et imples omne animal benedictione\u201d. La luce \u00e8 condizione di speranza, che \u00e8 affidarsi a ci\u00f2 che non si vede. La benedizione \u00e8 nutrimento di speranza, visione di ci\u00f2 che non si vede. Le due espressioni salmiche, appena citate in latino, sono la parola sul pasto della cena e del pranzo, in una parte della tradizione benedettina, anche oggi: speranza, visione, luce e pasto si intrecciano e si nutrono a vicenda.<\/p>\n<p><b>7. Conclusione<\/b><\/p>\n<p>Abbiamo visto la luce nella prospettiva della preghiera che \u00e8 domanda, intercessione, perdono, lode, rendimento di grazie e benedizione. Possiamo chiudere con due testi non dei salmi, ma che hanno rapporto con i Salmi. La tradizione cristiana legge i salmi come \u201cpreghiera di Ges\u00f9\u201d e come \u201cpreghiera su Ges\u00f9\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019autore della 1 Tm, riprendendo un testo liturgico precedente e gi\u00e0 in uso prima della scrittura del testo, parla<\/p>\n<p>della manifestazione del Signore Ges\u00f9 Cristo<\/p>\n<p>\u201cChe al tempo stabilito sar\u00e0 a noi rivelata<\/p>\n<p>dal beato e unico Sovrano<\/p>\n<p>il Re dei regnanti e Signore dei Signori<\/p>\n<p>il solo che possiede l\u2019immortalit\u00e0<\/p>\n<p><i><b>che abita una luce inaccessibile<\/b><\/i><\/p>\n<p><i><b>che nessuno fra gli uomini ha mai visto n\u00e9 pu\u00f2 vedere.<\/b><\/i><\/p>\n<p>A lui onore e potenza per sempre, Amen\u201d<\/p>\n<p>Ma \u00e8 S. Agostino, che oggi per le frasi di papa Leone (che \u00e8 padre agostiniano) \u00e8 spesso citato, ma che viene anche citato a proposito, ma anche sproposito (da psicologi e politici un po troppo improvvisati e arrischiati), a darci una delle letture pi\u00f9 impressionanti del rapporto tra i Salmi e Ges\u00f9. Troviamo questa lettura potentissima in un testo di commento al salmo 85<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>\u00abNessun dono maggiore Dio potrebbe fare agli uomini che costituire loro capo il suo Verbo, per mezzo del quale ha creato tutte le cose, e a lui unirli come membra, cos\u00ec che egli fosse Figlio di Dio e Figlio dell&#8217;uomo, un solo Dio con il Padre, un solo uomo con gli uomini<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">. Cos\u00ec, quando pregando parliamo con Dio, non per questo separiamo il Figlio dal Padre e quando il Corpo del Figlio prega non separa da s\u00e9 il proprio Capo, ma \u00e8 lo stesso unico salvatore del suo Corpo, il Signore nostro Ges\u00f9 Cristo Figlio di Dio, che prega per noi, prega in noi ed \u00e8 pregato da noi. <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>Prega per noi come nostro sacerdote, prega in noi come nostro capo, \u00e8 pregato da noi come nostro Dio<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">. Riconosciamo dunque in lui le nostre voci e le sue voci in noi\u00bb (S. Agostino, <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Enarr.in ps<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"> 85)<\/span><\/span><\/p>\n<p>La tecnica del pensare e del parlare di Agostino \u00e8 vertiginosa. Ci offre quattro livelli di considerazione, con un crescendo irresistibile.<\/p>\n<p>Potremmo dire, alla fine della nostra riflessione: ci\u00f2 che vale per il canale uditivo, per le parole, vale anche per il canale ottico, per gli sguardi. Anche la luce e lo sguardo rispondono alla stessa legge: \u201criconosciamo dunque in lui la nostra luce e la sua luce in noi\u201d<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Cos\u00ec si compie quel versetto del salmo che dice:<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\u201c<span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Fai risplendere sul tuo servo la luce del tuo volto\u201d (sal 31) <\/span><\/span><\/p>\n<p>In questa direzione si pu\u00f2 leggere la lettera pastorale che fa della \u201cluce\u201d, del \u201cdesiderio di luce\u201d l\u2019elemento unificante della cultura e della fede, della chiesa e del mondo. Luce dal basso e luce dall\u2019alto che si fondono e che si rischiarano a vicenda. La luce della fede, che \u00e8 salvezza per il mondo, e la luce del mondo, che \u00e8 salute per la fede. Diventare curiosi nel cogliere la luce, \u00e8 tecnica fotografica e forma di vita, \u00e8 pastorale ecclesiale e progetto civile, \u00e8 cammino verso Dio e scoperta dell\u2019umanit\u00e0 dell\u2019uomo.<\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\">\u00a0<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\"><span lang=\"en-US\">M. Merleau Ponty<\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\"><span lang=\"en-US\"><i>, Conversazioni<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\"><span lang=\"en-US\">, SE, Milano, 2002, 43-44.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sabato 24 maggio, a Verona, su invito del Festival Biblico \u201cLe tenebre sono come luce\u201d: la preghiera nel libro dei Salmi A partire dalla Lettera pastorale \u201cSulla luce\u201d di Mons. 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