{"id":19770,"date":"2025-05-19T12:49:48","date_gmt":"2025-05-19T10:49:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=19770"},"modified":"2025-05-20T15:47:21","modified_gmt":"2025-05-20T13:47:21","slug":"presentazione-giustizia-letteratura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/presentazione-giustizia-letteratura\/","title":{"rendered":"Presentazione del ciclo Giustizia e Letteratura per Incontri Esistenziali"},"content":{"rendered":"<p>Ospitiamo nel blog un contributo esterno che abbiamo ricevuto, in merito a un ciclo di incontri che si \u00e8 terr\u00e0 a Bologna. A questo link \u00e8 possibile scaricare la <a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/4-giugno_La-via-della-letteratura-alla-giustizia.pdf\">locandina del primo incontro<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">***<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Presentazione del ciclo <em>Giustizia e Letteratura <\/em>per Incontri Esistenziali (link: <\/strong><a href=\"https:\/\/www.incontriesistenziali.org\/\"><strong>https:\/\/www.incontriesistenziali.org\/<\/strong><\/a><strong>) <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>di Bruna Capparelli<\/strong><\/p>\n<p><strong>Incontri Esistenziali<\/strong><\/p>\n<p>Gli <em>Incontri Esistenziali<\/em> non si limitano a un\u2019analisi accademica: chiedono ai relatori di raccontarsi, di mettere in gioco il proprio sguardo e la propria esperienza. La letteratura e il diritto qui diventano strumenti per esplorare noi stessi, per scoprire quanto siamo disposti a vedere e a cambiare. La letteratura resta un presidio di autenticit\u00e0, un richiamo a vivere il presente con pienezza, non da semplici spettatori ma da protagonisti.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Visione dell\u2019incontro<\/strong><\/p>\n<p>Pur non essendo una novit\u00e0 assoluta, il dialogo tra diritto e letteratura \u00e8 un campo di studio che ha gi\u00e0 trovato spazio in molte universit\u00e0 anglosassoni e americane attraverso i corsi di\u00a0<em>Law and Literature<\/em>. Gli studiosi di questo ambito enfatizzano due prospettive complementari:\u00a0<em>Law in Literature<\/em>\u00a0(il diritto nella letteratura), che analizza le grandi questioni giuridiche esplorate nei testi letterari, e\u00a0<em>Law as Literature<\/em>\u00a0(il diritto come letteratura), che applica ai testi legali metodi di interpretazione, analisi e critica propri della letteratura.<\/p>\n<p>Questo approccio ha implicazioni significative per l\u2019insegnamento del diritto, le aree di ricerca e l\u2019interpretazione dei testi normativi. La capacit\u00e0 della letteratura di offrire uno sguardo profondo sulla condizione umana, unita alla funzione del diritto di regolamentare le esperienze reali, consente al sistema giudiziario di adottare un approccio pi\u00f9 dinamico e consapevole per perseguire gli ideali di giustizia e moralit\u00e0.<\/p>\n<p>In Italia, in particolare, l\u2019Alta Scuola \u201cFederico Stella\u201d sulla Giustizia Penale dell\u2019Universit\u00e0 Cattolica di Milano ha consolidato questo dialogo interdisciplinare attraverso i seminari su\u00a0<em>Giustizia e Letteratura<\/em>, giunti ormai alla loro 15\u00aa edizione.<\/p>\n<p>Nondimeno, questo incontro si propone di approfondire la prospettiva, mettendo al centro non solo l\u2019analisi giuridico-letteraria, ma anche il percorso esistenziale che caratterizza l\u2019iniziativa.<\/p>\n<p>La letteratura non \u00e8 solo un\u2019arte, ma \u00e8 anche un esercizio di giustizia interiore. Essa offre modelli di comprensione, trasmette conoscenze profonde e ci allena all\u2019empatia, allargando lo sguardo oltre il nostro vissuto. La giustizia non \u00e8 solo un insieme di norme, ma una domanda esistenziale e spirituale. La letteratura ci insegna che ogni processo \u00e8 anche un processo dell\u2019anima e che la legge non \u00e8 solo codice, ma narrazione e interpretazione della verit\u00e0.<\/p>\n<p>Raccontare una storia significa indicare cosa \u00e8 importante, ridurre l\u2019estensione caotica della realt\u00e0 a un percorso, un tragitto (cfr. Sontag, Susan, [2007] <em>Nello stesso tempo. Saggi di letteratura e politica<\/em>. Milano: Mondadori, 2008, p. 186). La letteratura ci libera dagli automatismi del pensiero, rende il nostro cuore intelligente, tiene vive le domande fondamentali e ci rende empatici verso il mondo e gli altri. Ci sono storie che non smettono mai di parlarci, che ci rivelano segreti sulla nostra stessa esistenza. Se da secoli celebriamo certi autori e certe scoperte \u00e8 perch\u00e9 li consideriamo i \u201ccompleanni dell\u2019umanit\u00e0\u201d: momenti in cui siamo stati risvegliati a un modo migliore di vivere, pi\u00f9 presenti a noi stessi.<\/p>\n<p>Questo dialogo tra giustizia e letteratura non riguarda solo i lettori, ma chi della giustizia si occupa quotidianamente. Il giurista, soprattutto il penalista, \u00e8 consapevole della tormentata storia della penalit\u00e0. La sua educazione all\u2019attenzione non pu\u00f2 prescindere dall\u2019incontro con la letteratura. Tuttavia, questo esercizio richiede umilt\u00e0: il giurista deve resistere alla tentazione \u201cimperialistica\u201d di dettare legge anche nella narrazione, di piegare la complessit\u00e0 dei testi letterari a una visione univoca e rassicurante della realt\u00e0. \u00c8 necessario un addestramento all\u2019ascolto, un contenimento della smania regolativa, perch\u00e9 il diritto non ingabbi la vitalit\u00e0 delle storie, ma vi entri in dialogo.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 Aristotele, nella\u00a0<em>Poetica<\/em>, attribuiva alla letteratura una nobilt\u00e0 superiore rispetto alla storia, poich\u00e9 la prima tratta dell\u2019universale, mentre la seconda si limita al particolare. Il compito del poeta, e quindi dello scrittore, \u00e8 raccontare il possibile \u00absecondo verosimiglianza e necessit\u00e0\u00bb, mentre lo storico narra ci\u00f2 che \u00e8 accaduto.<\/p>\n<p>Martha Nussbaum, in\u00a0<em>Giustizia poetica<\/em>, ha sviluppato questa intuizione nel campo giuridico, evidenziando come la narrativa abbia la capacit\u00e0 di farci vivere esperienze attraverso gli occhi degli altri. Per un giurista, una certa dose di immaginazione \u00e8 indispensabile per comprendere le conseguenze delle proprie decisioni e assumere pienamente la responsabilit\u00e0 delle scelte professionali, istituzionali e personali.<\/p>\n<p>In questa prospettiva, il proposito di questo primo incontro di <em>Giustizia e Letteratura<\/em> \u00e8 quello di fecondare con la parola \u201cgiustizia\u201d lo sguardo sulle opere letterarie e, al tempo stesso, arricchire la riflessione giuridica con l\u2019esperienza degli scrittori e dei letterati. Il loro contributo, frutto di anni di studio su autori e testi, \u00e8 essenziale per questa esplorazione reciproca. Solo dopo aver ascoltato il linguaggio della letteratura, il giurista pu\u00f2 prendere la parola, non per giudicare, ma per comprendere. La letteratura non serve a fornire risposte, ma a insegnarci a porre le domande giuste, perch\u00e9 solo chi pone domande accurate riceve poi risposte dalla vita. E forse, in questo, somiglia pi\u00f9 alla giustizia di quanto si possa pensare.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il valore della Storia<\/strong><\/p>\n<p>Spesso lo si ama \u201ctardi\u201d: a scuola \u00e8 forse impossibile a colpi di schede sui personaggi, di riassunti dei capitoli e di paura delle interrogazioni. A 15 anni l\u2019entusiasmo della lettura pu\u00f2 spegnersi facilmente: qualsiasi cosa, \u00abfatta a pezzi\u00bb, muore.<\/p>\n<p>La storia di Manzoni costringe il cuore e la mente a rompersi e crescere. Leggendola si scopre la connessione reale tra piccolo e grande, tra la storia di due semplici innamorati e la Storia di tutti gli uomini, si trova nelle sue pagine un effetto farfalla narrativo per cui la storia di Lucia e Renzo fa la Storia: tutto \u00e8 connesso, in orizzontale e in verticale. La storia \u00e8 un campo in cui grano e zizzania (erbaccia che imita la spiga ma \u00e8 velenosa) crescono insieme, indistinguibili se non al momento del raccolto, un intreccio di male e bene di cui il nostro cuore \u00e8 l\u2019origine.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il \u201csugo\u201d della storia<\/strong><\/p>\n<p>Anche Manzoni \u2013 come ognuno di noi \u2013 era guidato da una domanda \u00abirrispondibile\u00bb, che campeggia dalla prima (\u00abLa Historia si pu\u00f2 deffinire\u00bb) all\u2019ultima pagina (\u00abIl sugo di tutta la storia\u00bb) del suo libro:\u00a0<strong>che cosa guida la storia? Il caso, gli uomini o Dio? C\u2019\u00e8 o ci sar\u00e0 una giustizia?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>La sua risposta <\/strong>non \u00e8 astratta, ma nella relazione dei due protagonisti, sposi:\u00a0<strong>vivere\u00a0<\/strong><strong>\u00e8 esporsi al rischio di agire, e la storia la fa la libert\u00e0 umana a cui \u00e8 dato scegliere se cercare il potere o l\u2019amore<\/strong>. Grano e zizzania crescono insieme, sta a ognuno scegliere quale parte del campo coltivare: quella del potere (dominare e usare il mondo e gli altri) e del quieto vivere (che permette al potere di affermarsi), la zizzania che avvelena, o quella dell\u2019ardore del desiderio, il grano che far\u00e0 pane per altri.\u00a0<strong>Dio, apparentemente assente, lascia la storia in mano agli uomini, dando a ciascuno il tempo e la possibilit\u00e0 di scegliere<\/strong>: indimenticabile, alla fine di tutta l\u2019avventura, il faccia a faccia di Renzo e don Rodrigo privo di sensi, in cui al primo \u00e8 chiesto di perdonare il nemico e al secondo di chiedere perdono. Che cosa succede nel loro cuore Manzoni non lo dice, lo sa solo Dio, ma porta sempre i personaggi su questa soglia, la scelta tra grano e zizzania, verit\u00e0 e menzogna, vita o morte: la storia \u00e8 la trama di queste scelte, cos\u00ec come tutta la vicenda \u00e8 innescata dal capriccio di un uomo (don Rodrigo) e dalla paura di un altro (don Abbondio).\u00a0Per tacere della cialtroneria dell\u2019Azzecagarbugli\u2026 Questo \u00absugo\u00bb invita generazioni di studenti e giovani adulti a confrontarsi ancora con l\u2019enigma dell\u2019essere al mondo:\u00a0<strong>qual \u00e8 il mio destino?<\/strong>\u00a0Farlo, questo \u00absugo\u00bb, a Manzoni \u00e8 costato quei 20 anni di lavoro che si sentono in ogni riga.\u00a0Anche noi siamo chiamati a fare altrettanto. Solo cos\u00ec potremo scegliere se essere accesi o spenti, muoversi o restar fermi, esser\u00a0<strong>\u00abpro-messi\u00bb<\/strong>, che poi vuol dire \u00abmandar avanti\u00bb, e quindi \u00abrischiare\u00bb, come \u201cgli sposi\u201d, o \u00abdi-messi\u00bb, trascurarsi, ritirarsi, essere esclusi. E solo se non baratteremo il nostro destino irripetibile con il potere o il quieto vivere, potremo essere vivi da vivi, e magari anche da morti. Recentemente si sono celebrati i 150 anni dalla morte di Manzoni ed essere ancora cos\u00ec vivo non \u00e8 da tutti. Segnato pi\u00f9 volte dal dolore, non ha mai rinunciato a cercare risposta a tutto il dolore che ha segnato la sua vita. E lo ha trovato in una coppia di sposi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La Storia della Colonna infame <\/strong><\/p>\n<p>Pubblicata nel 1840 come appendice a\u00a0<em>I Promessi Sposi<\/em>,\u00a0<em>La Storia della Colonna infame<\/em>\u00a0di Alessandro Manzoni \u00e8 una riflessione straordinaria sull\u2019ingiustizia e sul potere. Il testo ricostruisce il processo del 1630 a Milano contro due presunti untori, Guglielmo Piazza e Gian Giacomo Mora, condannati e torturati sulla base di accuse infondate. Manzoni smaschera l\u2019arbitrariet\u00e0 della giustizia e il peso del pregiudizio, mostrando come la paura collettiva possa generare aberrazioni giuridiche.<\/p>\n<p>L\u2019opera offre una potente lezione sull\u2019errore giudiziario e sulla responsabilit\u00e0 morale di chi detiene il potere, temi ancora oggi attualissimi. Manzoni critica l\u2019uso della tortura come strumento per estorcere la verit\u00e0 e denuncia la sudditanza dei giudici alle pressioni sociali e politiche. Questa vicenda diventa un monito: senza un solido fondamento etico, la giustizia rischia di trasformarsi in un\u2019arma di oppressione.<\/p>\n<p><em>La Colonna infame<\/em>\u00a0non \u00e8 solo un\u2019indagine storica, ma un\u2019opera che interroga il nostro tempo. In un\u2019epoca in cui il dibattito sulla giustizia \u00e8 pi\u00f9 vivo che mai, la voce di Manzoni ci ricorda che la legge non pu\u00f2 essere cieca n\u00e9 sottomessa alla paura. L\u2019opera invita il lettore a riflettere sulla responsabilit\u00e0 individuale, sulla necessit\u00e0 di un sistema giuridico equo e sulla pericolosit\u00e0 del conformismo.<\/p>\n<p>Di fronte all\u2019ingiustizia e alla sofferenza, Manzoni sembra porre una domanda pi\u00f9 radicale: senza uno sguardo trascendente, possiamo resistere al male, alla fatica, al dolore?<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Tesi per l\u2019incontro su Giustizia e Letteratura<\/strong><\/p>\n<p>La letteratura ha sempre interrogato la giustizia, mettendone in luce le tensioni irrisolte tra diritto, morale e potere. In particolare,\u00a0<em>La Storia della Colonna infame<\/em>\u00a0di Manzoni \u2013 che, secondo Sciascia, \u00e8 parte integrante de\u2019\u00a0<em>I Promessi Sposi<\/em>\u00a0e dovrebbe essere letta insieme ad essa \u2013 rappresenta un esempio emblematico di come la narrazione possa svelare le contraddizioni del sistema giudiziario e le insidie della giustizia umana, spesso soggetta a pregiudizi, pressioni sociali e abusi di potere.<\/p>\n<p>Ma questo non riguarda solo il passato: ancora oggi, il confine tra giustizia e legalit\u00e0 si rivela fragile e permeabile. Errori giudiziari, condanne ingiuste, processi mediatici e la manipolazione della verit\u00e0 a fini di potere ne sono una dimostrazione costante.<\/p>\n<p>Ezio Raimondi, in un saggio, suggeriva di rileggere\u00a0<em>I Promessi Sposi<\/em>\u00a0non come un \u201cromanzo della provvidenza\u201d, ma come un\u2019opera che affronta\u00a0<strong>il mistero della storia<\/strong>, perch\u00e9 Renzo e Lucia scoprono che \u00abil dolore del mondo non si spiega da solo e la fiducia in Dio rimane la sola difesa contro la violenza e l\u2019assurdo, nel viaggio misterioso sulla terra. Ma proprio in questa fiducia consiste poi la pazienza, la giustizia per cui l\u2019uomo pu\u00f2 soffrire e sentirsi fratello degli oppressi, anche se la paura gli \u00e8 nota pi\u00f9 del coraggio\u00bb (<em>Il romanzo senza idillio<\/em>).<\/p>\n<p>L\u2019incontro si propone di esplorare la giustizia non solo come <strong>esperienza giudiziaria<\/strong>, ma anche come\u00a0<strong>domanda di Giustizia<\/strong>, ponendo un interrogativo centrale:\u00a0<strong>quali sono le condizioni che portano alla distorsione della giustizia e quali, invece, possono evitarla?<\/strong>\u00a0In che modo la letteratura pu\u00f2 aiutare sia la collettivit\u00e0 sia gli operatori della giustizia?<\/p>\n<p>Diritto e letteratura non sono solo strumenti di analisi, ma occasioni per interrogarci su noi stessi: sulla nostra capacit\u00e0 di vedere, comprendere, cambiare e allenare la virt\u00f9 dell\u2019attenzione nella relazione con l\u2019altro. La giustizia, infatti, non \u00e8 solo un concetto normativo: \u00e8 un\u2019esperienza umana che mette alla prova il nostro senso morale, la nostra responsabilit\u00e0 e il nostro modo di stare nel mondo.<\/p>\n<p>Nondimeno, l\u2019incontro intende approfondire il rapporto tra\u00a0<strong>giustizia e Giustizia<\/strong>, attraverso il confronto tra le due opere manzoniane.<\/p>\n<p>In tempi di crisi abbiamo bisogno dei classici, e non per una devozione da museo, ma perch\u00e9\u00a0<strong>sono i libri che sopravvivono alla prova del tempo, proteggendo il destino dell\u2019uomo dai suoi miraggi<\/strong>. La parola \u201cclassico\u201d deriva probabilmente da un verbo latino che significava \u201cchiamare\u201d: ogni classico \u00e8\u00a0<strong>un appello a non perdere ci\u00f2 che \u00e8 umano nell\u2019uomo<\/strong>, ci\u00f2 che in lui permane. Per chi e per cosa vale la pena vivere?<\/p>\n<p>Prendere in mano un classico \u00e8 s\u00ec prendere un \u00abmattone\u00bb&#8230; ma per costruire una\u00a0\u00ab<strong>r-esistenza\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ospitiamo nel blog un contributo esterno che abbiamo ricevuto, in merito a un ciclo di incontri che si \u00e8 terr\u00e0 a Bologna. 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