{"id":19736,"date":"2025-04-03T16:21:18","date_gmt":"2025-04-03T14:21:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=19736"},"modified":"2025-04-03T16:50:44","modified_gmt":"2025-04-03T14:50:44","slug":"la-ribellione-dei-funzionari-non-ha-funzionato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-ribellione-dei-funzionari-non-ha-funzionato\/","title":{"rendered":"La ribellione dei funzionari non ha funzionato."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Sinodo2025.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-19737\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Sinodo2025-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Sinodo2025-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Sinodo2025-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Sinodo2025.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Un appuntamento come quello che ha interessato la Chiesa italiana, dal 31 marzo ad oggi, 3 aprile, per come si \u00e8 svolto e per l&#8217;esito cui \u00e8 arrivato, non era facile da immaginare. Anche se papa Francesco insiste cos\u00ec tanto sul bisogno di immaginazione e di inquietudine per fare buona teologia e buona informazione ecclesiale, pochi avrebbero pensato che le cose potessero andare come sono andate. Perch\u00e9? Il fatto \u00e8 che all&#8217;appuntamento, che avrebbe dovuto essere il punto di arrivo della &#8220;fase profetica&#8221; del cammino sinodale della Chiesa italiana, si \u00e8 arrivati con un testo di 50 Proposizioni, che per\u00f2 avevano accuratamente depurato il dibattito da ogni possibile profezia. La fase profetica sembrava aver prodotto un regolamento di condominio. Questo &#8220;prodotto&#8221;, di cui nessuno capisce bene la genesi, ha di fatto scandalizzato larghissima parte di coloro che avrebbero dovuto votarlo, proposizione per proposizione. Il problema, avvertito immediatamente fin dalla prima scorsa al testo, era questo: non solo ogni singola proposizione, presa in s\u00e9, ma anche il respiro complessivo del testo, considerato sinteticamente, non era capace di restituire pressoch\u00e9 nulla di ci\u00f2 che era stato vissuto, discusso e partecipato nel percorso dei 4 anni di impegno, nel\u00a0 confronto, nell&#8217;ascolto, nel dibattito e nelle molteplici e articolate stesure di assunti, prospettive e proposte.<\/p>\n<p>Tanto pi\u00f9 che questo stile stanco, burocratico e spesso del tutto vuoto,\u00a0 a moltissimi sembrava fatto apposta per chiudere tutto ci\u00f2 che era aperto, per tacere su tutto ci\u00f2 che era problematico, per addomesticare e sedare ogni moto d&#8217;animo o di spirito. Cos\u00ec, prima in una sequenza impressionante di interventi in aula, e poi nel lavoro di due sedute di &#8220;gruppi di lavoro&#8221;, \u00e8 emerso che non qualche particolare, ma tutto, proprio tutto meritasse di essere riscritto, ripensato, rielaborato.<\/p>\n<p>Chiedersi come \u00e8 stato possibile un incidente del genere \u00e8 inevitabile. E nascondersi dietro il &#8220;genere letterario&#8221; delle proposizioni, che sarebbero inevitabilmente brevi e povere, \u00e8 davvero come nascondersi dietro il dito mignolo della mano di un neonato. No, anche le proposizioni di un sinodo, che certo non sono trattati, da sempre si possono scrivere in modo ricco o povero, appassionato o burocratico, problematico o retorico. Cos\u00ec la Assemblea, sia in seduta comune, sia nei gruppi e costituita da ogni identit\u00e0 (episcopale, presbiterale, religiosa e laicale) \u00e8 tornata alla ricchezza che conosceva e alla passione che aveva gustato e comunicato e che non trovava in un testo dove, come per incanto, l&#8217;immaginario sinodale sembrava esser stato chiuso per qualche giorno nel congelatore.<\/p>\n<p>Qualcuno ci ha provato. Quelle 50 proposizioni sono il frutto di un disegno. Qualcuno ha provato a ribellarsi al cammino sinodale, al cambio di paradigma, alla chiesa in uscita e nelle 50 proposizioni ha tentato di far rientrare tutto e tutti nei ranghi. Ma la ribellione di qualche funzionario, dotato certo di qualche potere, non ha funzionato. Il corpo ecclesiale, in tutte le sue componenti, non ha permesso ai funzionari di fare valere la &#8220;loro&#8221; sintesi. Cos\u00ec la loro ribellione di sistema non ha prevalso. Ha vinto invece la forza di una comunione reale e non formale. Cos\u00ec sar\u00e0 possibile un ulteriore percorso di confronto, perch\u00e9 il testo delle proposizioni (50 o 70 che siano) appaia orientato, scritto in modo non clericale, non vuoto e con stile appassionato.\u00a0 Nell&#8217;anno giubilare dedicato alla speranza, un segno di questo tipo allarga il cuore e permette davvero di aprirsi a ci\u00f2 che non si vede.<\/p>\n<p>Chi parla di &#8220;ribellione&#8221; della Assemblea non ha capito niente. La notizia \u00e8 che la Assemblea (fatta di vescovi, di preti, di religiosi e di laici) non ha accettato la ribellione di pochi funzionari. La ribellione burocratica al sinodo non \u00e8 passata. La ribellione dell&#8217;apparato contro la istituzione del cammino sinodale ha fallito. Il processo sinodale merita ora una espressione non burocratica. Ci sar\u00e0 da lavorare. Ma i burocrati sono avvisati e, come si dice, mezzo salvati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un appuntamento come quello che ha interessato la Chiesa italiana, dal 31 marzo ad oggi, 3 aprile, per come si \u00e8 svolto e per l&#8217;esito cui \u00e8 arrivato, non era facile da immaginare. 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