{"id":19723,"date":"2025-03-25T12:15:27","date_gmt":"2025-03-25T11:15:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=19723"},"modified":"2025-03-25T12:15:57","modified_gmt":"2025-03-25T11:15:57","slug":"miseria-o-humilitas-due-parole-e-due-padri-della-chiesa-a-confronto-di-zeno-carra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/miseria-o-humilitas-due-parole-e-due-padri-della-chiesa-a-confronto-di-zeno-carra\/","title":{"rendered":"Miseria o humilitas? Due parole e due Padri della Chiesa a confronto (di Zeno Carra)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left\" align=\"center\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/duemessali.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-16553\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/duemessali-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/duemessali-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/duemessali-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/duemessali.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left\" align=\"center\"><em>Un esame attento dei testi della eucologia permette di identificare, con sicurezza, alcune interpretazioni forzate che guidano la traduzione dei testi latini. In questo contributo Zeno Carra, che ringrazio, propone un esame della colletta della III domenica di Quaresima (anno C), in cui una certa libert\u00e0 di traduzione del latino non giova alla qualit\u00e0 del testo e introduce elementi di polarizzazione che il latino non prevede. Una intera tradizione dell'&#8221;autodisprezzo&#8221; viene evocata, senza fondamento nel testo originale. Se &#8220;humilitas&#8221; diventa &#8220;miseria&#8221; e &#8220;conscientia&#8221; diventa &#8220;colpa&#8221; un diverso immaginario scatta nella assemblea, con conseguenze sul modo di intendere la quaresima, la penitenza e la meta pasquale. Dietro si profila il magistero di due grandi Padri, di Ireneo e di Agostino, con le loro differenze preziose&#8230;(a.g.)<\/em><\/p>\n<h3 align=\"center\"><strong><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\">Miseria o humilitas?<\/span><\/strong><\/h3>\n<h3 align=\"center\"><strong><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\">Sulla colletta della III domenica di Quaresima nel Messale Romano<\/span><\/strong><\/h3>\n<h3 align=\"center\">di ZENO CARRA<\/h3>\n<p><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\">O Dio, fonte di misericordia e di ogni bene,<br \/>\nche hai proposto a rimedio dei peccati<br \/>\nil digiuno, la preghiera e le opere di carit\u00e0 fraterna,<br \/>\naccogli la confessione della nostra miseria<br \/>\nperche\u0301, oppressi dal peso della colpa,<br \/>\nsiamo sempre sollevati dalla tua misericordia.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\">Deus, \u00f3mnium misericordi\u00e1rum et tot\u00edus bonit\u00e1tis auctor,<br \/>\nqui peccat\u00f3rum rem\u00e9dia in iei\u00faniis,<br \/>\norati\u00f3nibus et elem\u00f3synis demonstr\u00e1sti,<br \/>\nhanc humilit\u00e1tis nostr\u00e6 confessi\u00f3nem prop\u00edtius intu\u00e9re,<br \/>\nut, qui inclin\u00e1mur consci\u00e9ntia nostra,<br \/>\ntua semper miseric\u00f3rdia sublev\u00e9mur.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\">Nella messa di questa domenica, III di quaresima, pregando l\u2019orazione colletta, sono incespicato nel tono della sua formulazione, l\u00ec dove si chiede al Padre di \u201caccogliere la confessione della nostra miseria\u201d. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\u201c<span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\">Miseria\u201d: un termine inconsueto nella nostra eucologia<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a>, che quindi non passa inosservato. Proseguendo la preghiera, arrivati all\u2019ultima frase, se ne capisce la <\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\"><i>ratio<\/i><\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\">: \u201csiamo sempre sollevati dalla tua misericordia\u201d. Un piacevole gioco linguistico, antitetico e chiaroscurale, tra miseria umana e misericordia divina, mutuato dall\u2019abilit\u00e0 retorica di Sant\u2019Agostino quando commenta la scena dell\u2019adultera perdonata: gli accusatori se ne vanno lasciando Ges\u00f9 e la donna soli (Gv. 8,10): \u201crelicti sunt duo, misera et misericordia\u201d (<\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\"><i>In Iohannem<\/i><\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\"> 33,5)<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a>. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\">Il termine <\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\"><i>miseria<\/i><\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\">, in italiano, ha un senso fortemente negativo. Dice di una condizione di deplorevole mancanza di mezzi, fortemente compromessa economicamente e socialmente, che richiede risoluzione. In senso traslato, applicata nell\u2019ambito della vita \u201cdell\u2019anima\u201d, dice della situazione umana in quanto compromessa dal peccato e dalle sue conseguenze. Il quadro che quindi la colletta in lingua italiana disegna \u00e8 quello dell\u2019uomo caduto e della redenzione divina che viene in suo soccorso. Un quadro a due poli antitetici: peccato e redenzione; nero e bianco. Un quadro che \u2013 non a caso \u2013 corrisponde alla sensibilit\u00e0 spirituale dell\u2019autore da cui il gioco retorico \u00e8 tratto: Agostino di Ippona, che nel suo conflitto con il pelagianesimo port\u00f2 alla luce e accentu\u00f2 quella dimensione sottesa al suo pensiero per cui l\u2019uomo \u00e8 ormai intrinsecamente connotato dalla colpa di Adamo, le sue opere sono irrimediabilmente corrotte, e il destino che merita \u00e8 la dannazione eterna. Tinte fosche nel dipingere l\u2019umano sulle quali si staglia la luce serena e chiara della misericordia divina che salva in modo del tutto gratuito alcuni eletti dal mare nero della massa dannata<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a>. Un quadro strutturalmente duale, forse dovuto al bipolarismo platonico che funge da infrastruttura filosofica al suo pensiero, forse eredit\u00e0 latente del dualismo ontologico manicheo che il giovane Agostino ha attraversato, che impone di concepire la realt\u00e0 in coppie di contrari, dove la salvezza ha il suo correlato nel peccato.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\">Un quadro che, complice anche la fortuna della teologia di Agostino nell\u2019occidente latino, ha impregnato tanta spiritualit\u00e0 fino ai giorni nostri<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote4sym\" name=\"sdfootnote4anc\"><sup>4<\/sup><\/a>, e cui la traduzione italiana del messale romano<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote5sym\" name=\"sdfootnote5anc\"><sup>5<\/sup><\/a> d\u00e0 spazio in questa colletta quaresimale valorizzando il gioco retorico tra miseria e misericordia.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\">Un gioco retorico che, per\u00f2, non ha il corrispettivo nel testo latino della stessa colletta, laddove non vi \u00e8 traccia di <\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\"><i>miseria<\/i><\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\"> umana, ma si legge <\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\"><i>humilitas nostra<\/i><\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\">. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\">Che rispetto alla miseria \u00e8 una cosa ben diversa.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\">Se prendiamo <\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\"><i>humilitas<\/i><\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\"> nella sua radice etimologica (<\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\"><i>humus<\/i><\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\">: terra) collocata dentro il campo semantico dato dalla Scrittura, per cui la terra \u00e8 il materiale da cui il Creatore plasma la sua opera principale, l\u2019essere umano (Gen 2,7), certo non ne viene un concetto assiologicamente paragonabile a \u201cmiseria\u201d. <\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\"><i>Humilitas<\/i><\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\"> dice dell\u2019uomo una povert\u00e0 radicale positiva perch\u00e9 benedetta da Dio come luogo di elargizione dei suoi doni. <\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\"><i>Humilitas<\/i><\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\"> infatti traduce nella Vulgata \u2013 e quindi nella liturgia occidentale \u2013 la <\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\"><i>tapeinosis<\/i><\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\">, la piccolezza che Maria confessa di se stessa lodandone Dio come sede del suo sguardo d\u2019amore e delle sue magnificenze (Lc 1,48-49).<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\">L\u2019<\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\"><i>humilitas<\/i><\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\"> che la colletta latina ci fa confessare \u00e8 quindi anzitutto la piccolezza umana ontologicamente voluta da Dio come spazio della storia di salvezza da Lui desiderata per noi a prescindere dal nostro peccato. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\">Interprete di questo sguardo antropologico \u00e8 un altro Padre della Chiesa, Ireneo di Lione, che, parafrasando un\u2019icona biblica (Is 29,16; 45,9; Sir 33,13; etc.), paragona l\u2019essere umano ad un vaso di argilla che il divino Artista sta modellando con le Sue mani per farne un\u2019opera d\u2019arte. Creato inizialmente piccolo, poca cosa, l\u2019essere umano fatto di <\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\"><i>humus<\/i><\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\">, di terra, pu\u00f2 lasciarsi fare dall\u2019Artista contemplando riconoscente ci\u00f2 che nella storia Quello va facendo di lui. Oppure pu\u00f2 cambiare sguardo, disprezzare la propria <\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\"><i>humilitas<\/i><\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\"> creaturale, e chiudersi nell\u2019ingratitudine sottraendosi cos\u00ec al tocco plasmatore dell\u2019Artista.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\">L\u2019<\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\"><i>humilitas<\/i><\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\"> \u00e8 quindi ontologicamente una nota buona, costitutiva dell\u2019umano, sulla quale vuole insistere in direzione escatologica la storia della salvezza, storia di modellazione dell\u2019opera d\u2019arte. Pu\u00f2 divenire invece ci\u00f2 che non \u00e8 se pensata, guardata, percepita in modo avulso dall\u2019azione di Dio. E farsi \u201cmiseria\u201d ove acconsente a tale sguardo e si sottrae all\u2019azione divina (Cf Ireneo, <\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\"><i>adv. haer<\/i><\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\">. 4,38-39).<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\">Mi pare sia piuttosto questo orizzonte quello che la colletta latina vuole disegnare: la confessione della nostra <\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\"><i>humilitas<\/i><\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\"> non \u00e8 <\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\"><i>tout court<\/i><\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\"> ammissione di miseria, anzi. \u00c8 confessione grata della condizione ontologica creaturale su cui insistono i <\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\"><i>magnalia Dei<\/i><\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\">. E come pu\u00f2 non esserlo visto il luogo in cui essa accade, la celebrazione eucaristica, il cui tono fondante \u00e8 appunto il ringraziamento, la riconoscenza? Diviene in seconda battuta \u2013 e solo in seconda battuta \u2013 confessione di peccato laddove la nostra libert\u00e0 (\u201c<\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\"><i>qui inclinamur conscientia nostra<\/i><\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\">\u201d), cedendo alle seduzioni dell\u2019antico Tentatore, ne ha fatto invece motivo di auto-disprezzo e di irriconoscenza nei confronti di Dio. Il tono penitenziale che il contesto quaresimale esige, cio\u00e8, non oscura l\u2019orizzonte principale su cui esso stesso si comprende: il peccato non \u00e8 la nota ontologica che ci connota intrinsecamente (\u201cmiseria\u201d), ma l\u2019ingrata dimenticanza della bont\u00e0 ontologica della nostra <\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\"><i>humilitas<\/i><\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\">Certo la teologia di Agostino della miseria umana non ne aveva affatto l\u2019intenzione, ma forse il suo esito involontario \u00e8 stato quello di portare molta spiritualit\u00e0 occidentale ad incorrere proprio in ci\u00f2 che la pi\u00f9 antica teologia di Ireneo denunziava come peccaminoso: l\u2019auto-disprezzo dell\u2019umano come disprezzo della creatura fatta da Dio. Una spiritualit\u00e0 che non sa pensare la condizione umana se non nella chiave del peccato, pur con tutti i raffinati distinguo che i teologi possano fare, finisce per rendere gli esseri umani incapaci di cantare il <\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\"><i>Magnificat<\/i><\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\">. E finisce per fare il gioco dell\u2019antico avversario che agli occhi delle creature da sempre dipinge un volto sfigurato di Dio per nasconderne lo sguardo vero: un Dio che non \u00e8 anzitutto sdegno e disgusto, ma che come Creatore e Padre vede nelle sue creature il bene che esse sono e che desidera che questo Suo sguardo esse facciano proprio su se stesse.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\">Forse una traduzione di questa colletta pi\u00f9 attenta alla semantica teologica dell\u2019originale latino, aiuterebbe a non rendere la liturgia complice di modi di pensare che le sono estranei.<\/span><\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\"> Cf M. Sodi \u2013 A. Toniolo, <\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\"><i>Concordantia ed indices Missalis Romani<\/i><\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\">, Citt\u00e0 del Vaticano 2002, 1023: il termine latino \u201cmiseria\u201d \u00e8 assente. Ricorre solo due volte l\u2019aggettivo \u201cmiser\u201d in testi devozionali collaterali come le formule di <\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\"><i>praeparatio ad missam<\/i><\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\"> \/ <\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\"><i>gratiarum actio post missam<\/i><\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\"> (<\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\"><i>ibid<\/i><\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\">., 191-192). <\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\"> Si noti che Agostino l\u00ec usa l\u2019aggettivo; la traduzione italiana della colletta appesantisce l\u2019antitesi contrapponendo due sostantivi.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\"> Si leggano scritti come la <\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\"><i>lettera 194 a Sisto romano<\/i><\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\">, o il <\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\"><i>De praedestinatione sanctorum<\/i><\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\">.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote4\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote4anc\" name=\"sdfootnote4sym\">4<\/a><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\"> Talora in contesto di accusa dei propri peccati si usano formule stereotipate del tipo \u201ccosa vuole Padre, siamo uomini\u201d, che inducono una certa equivalenza tra umanit\u00e0 e condizione di peccato. O \u2013 pi\u00f9 rare \u2013 frasi apparentemente molto devote come \u201cconfesso poi tutti i peccati che non ricordo e anche quelli che non conosco: in fondo ogni respiro \u00e8 un peccato\u201d, per cui anche se non si ha coscienza di peccato (necessaria per la dottrina classica perch\u00e9 esso sussista!) qualche peccato ci deve essere se si \u00e8 esseri viventi! Si aggiungano poi le formule come \u201cpiuttosto la morte che offender Ges\u00f9\u201d di qualche vecchio atto di contrizione, echeggiato anche nell\u2019agiografia di san Domenico Savio: \u201cla morte ma non i peccati\u201d, per cui la vita come <\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\"><i>tertium datum<\/i><\/span><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\"> tra morte e peccato tende a scomparire. <\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote5\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote5anc\" name=\"sdfootnote5sym\">5<\/a><span style=\"font-family: Goudy Old Style, serif\"> Gi\u00e0 nella precedente edizione del 1983.<\/span><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un esame attento dei testi della eucologia permette di identificare, con sicurezza, alcune interpretazioni forzate che guidano la traduzione dei testi latini. 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