{"id":19682,"date":"2025-02-27T17:11:01","date_gmt":"2025-02-27T16:11:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=19682"},"modified":"2025-02-27T17:12:07","modified_gmt":"2025-02-27T16:12:07","slug":"la-penitenza-e-un-sacramento-una-domanda-per-la-quaresima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-penitenza-e-un-sacramento-una-domanda-per-la-quaresima\/","title":{"rendered":"La penitenza \u00e8 un sacramento? Una domanda per la quaresima"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Confessione-donna-stampa-Ottocento1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-13940\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Confessione-donna-stampa-Ottocento1-194x300.jpg\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Confessione-donna-stampa-Ottocento1-194x300.jpg 194w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Confessione-donna-stampa-Ottocento1.jpg 220w\" sizes=\"(max-width: 194px) 100vw, 194px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Avvicinandosi la quaresima, il cammino ecclesiale dovr\u00e0 porre di nuovo la domanda sul \u201cfare penitenza\u201d che sembra caratterizzare in modo particolare proprio questo tempo dei 40 giorni. E\u2019 altrettanto ovvio che resta ancora molto facile identificare il \u201ctempo di quaresima\u201d con un momento opportuno per accedere con maggior frequenza e intensit\u00e0 al sacramento della confessione.<\/p>\n<p>Questa sovrapposizione del \u201ctempo di penitenza\u201d con il \u201csacramento della penitenza\u201d a suo modo appare istruttiva e indica, nella forma pi\u00f9 chiara, una questione che merita di essere affrontata in modo esplicito.<\/p>\n<p>Per la coscienza della Chiesa fino al XVI secolo, ossia fino alle soglie del mondo moderno, la penitenza era una parte costitutiva della vita cristiana. Il \u201cfare penitenza\u201d era una dimensione ordinaria della vita dei battezzati, che nessuno confondeva con un sacramento diverso dal battesimo e dalla eucaristia. Per questo, nella terminologia che la scolastica ha introdotto, la penitenza \u00e8 chiamata \u201cvirt\u00f9\u201d, ossia una \u201ccapacit\u00e0\u201d di vivere il perdono, ricevuto da Dio ed esercitato verso il prossimo, che fa parte dei doni ricevuti con il battesimo. Questa penitenza, questa virt\u00f9 che fa tesoro della esperienza battesimale, pu\u00f2 per\u00f2 patire una crisi. Solo allora entra in campo il \u201csacramento della penitenza\u201d, ossia il processo ecclesiale, quello che ancora il concilio di Trento chiama \u201cbattesimo laborioso\u201d, e che restituisce al battezzato la virt\u00f9 di penitenza. Per farlo, oltre a rinnovare il perdono di Dio con la solenne dichiarazione della \u201cassoluzione\u201d, vengono messi in opera quegli \u201catti del penitente\u201d che sono costitutivi del sacramento. Il sacramento \u00e8 perci\u00f2 il percorso di recupero della virt\u00f9 di penitenza, basato su un \u201cgiudizio\u201d circa il lavoro del pentimento e della soddisfazione, che permette al penitente di rientrare, gradualmente, nella comunione ecclesiale.<\/p>\n<p>Questo sistema, che \u00e8 ancora chiaro a met\u00e0 del 500, inizia a mutare proprio attraverso la mediazione tridentina, che impone una nuova visione, segnata allo stesso tempo da apologetica e da individualismo e da burocrazia, secondo le nuove esigenze del mondo moderno. Sul piano apologetico, tende a prevalere una visione generale del sacramento, a discapito delle specificit\u00e0 dei singoli sacramenti. L\u2019idea che i sacramenti sono efficaci \u201cex opere operato\u201d tende ad avvalorare una lettura immediata della loro efficacia: questo ha sulla penitenza un effetto molto pesante, poich\u00e9 opera uno spostamento di ottica. Siccome la prospettiva della \u201cvirt\u00f9\u201d sembra essere assunta dalla posizione luterana (e in generale riformata), il cattolicesimo inizia ad identificare la penitenza con il sacramento della penitenza. Questo fenomeno implica, inoltre, una progressiva formalizzazione dell\u2019elemento \u201cvirtuoso\u201d interno al sacramento. Se, come abbiamo visto, sono gli \u201catti del penitente\u201d forme evidenti della virt\u00f9, ma rilevanti all\u2019interno del sacramento, la tendenza prevalente, dopo il Concilio di Trento, \u00e8 quella di \u201cformalizzare\u201d gli atti del penitente e dare rilievo quasi esclusivo alla autorevolezza gerarchica della parola di perdono. Posta una confessione da parte del penitente e pronunciata una assoluzione da parte del ministro competente, tutte le dimensioni di contrizione e di soddisfazione sembrano ridursi ad atti formali. Questo tuttavia non ha impedito che la esperienza ecclesiale, comunque, elaborasse a suo modo questa realt\u00e0, introducendo due diversi \u201cusi\u201d del medesimo sacramento della penitenza. Quella diversit\u00e0 che prima era gestito dalla differenza tra virt\u00f9 di penitenza e sacramento della penitenza, ora diventa il diverso modo di accostarsi al sacramento, per necessit\u00e0 o per devozione. Necessaria \u00e8 anzitutto la confessione del \u201cprecetto pasquale\u201d, ma anche il sacramento giustificato da \u201ccolpa grave\u201d. L\u2019uso devoto consiste, invece, nel domandare il sacramento per esercitare la virt\u00f9, non per superare la scomunica. Questa \u00e8 una novit\u00e0 moderna: ogni esperienza penitenziale tende sempre pi\u00f9 ad essere assorbita dal sacramento, sia quando il sacramento stesso \u00e8 necessario (potremmo dire come era prima della modernit\u00e0) sia quando il bisogno di esercitare la virt\u00f9 sente (solo ora) di dover ricorrere sempre al <i>medium<\/i> sacramentale, anche quando esso non \u00e8 necessario. Di qui deriva il fatto per cui, a partire dal XVIII secolo, sempre pi\u00f9 la recezione della dottrina tridentina ha prodotto una esperienza di penitenza quasi totalmente sovrapposta al sacramento. Se dici \u201cpenitenza\u201d, tutti capiscono \u201csacramento della penitenza\u201d e non se ne esce.<\/p>\n<p>La chiesa che oggi abitiamo ha ancora, nel suo corpo, la inerzia di questo sviluppo moderno, che ha integralmente sacramentalizzato l\u2019esperienza di penitenza, dimenticando il fondamento battesimale ed eucaristico della virt\u00f9, e ritenendo che ogni \u201criconciliazione\u201d abbia nel IV sacramento la sua sede pi\u00f9 significativa e pi\u00f9 immediata: quasi con un soggetto che resta \u201cin contumacia\u201d. Questa esagerazione, tuttavia, ha dimenticato una parte costitutiva della tradizione teologica e anche della dottrina tridentina. Da un lato, infatti, dovremmo ricordare che per Tommaso d\u2019Aquino, che non aveva ancora il problema di Lutero, ma che era uomo lucidissimo, valeva il principio generale per cui \u201cpu\u00f2 esserci virt\u00f9 di penitenza senza sacramento, ma non pu\u00f2 esserci sacramento della penitenza senza virt\u00f9\u201d. Ovviamente, dopo Lutero, questa frase suona \u201cpericolosa\u201d: ma resta vera e dice una verit\u00e0 inaggirabile anche del sacramento. Come resta vero che il Concilio di Trento non ha detto soltanto che i sacramenti sono sette, n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno, ma che \u00e8 sbagliato pensare che siano tutti della stessa dignit\u00e0. Una differenza strutturale tra battesimo e sacramento della penitenza pu\u00f2 essere garantita solo dal fatto di concepire il sacramento della penitenza come \u201cbattesimo laborioso\u201d. Una penitenza che si imponga alla esperienza del cristiano senza \u201clavoro\u201d \u00e8 in realt\u00e0 un nuovo battesimo. Ma su questa lettura tutta la tradizione \u00e8 concorde nel dire che si tratta di un errore irreparabile. Per questo oggi siamo nel delicato passaggio di una riscoperta: al posto del \u201csacramento di devozione\u201d, magari inflitto gi\u00e0 ai bambini come \u201cprima confessione\u201d, dovremmo ripensare, con nuova terminologia, la dinamica tra penitenza battesimale (virt\u00f9) e sacramento della penitenza, senza illuderci che uno strumento di guarigione possa essere il surrogato di un accesso originario alla comunione. Un sacramento della crisi non pu\u00f2 essere un sacramento della iniziazione alla comunione. Questa \u00e8 la sfida per la quale anche la \u201cpenitenza quaresimale\u201d non deve affrettarsi a tematizzare soltanto una intensificazione del IV sacramento, ma pu\u00f2 partire dai testi\/gesti eucaristici e dal ritmo della preghiera per onorare in modo pi\u00f9 intenso il dono e il compito, ecclesiale e personale, del \u201cfare penitenza\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avvicinandosi la quaresima, il cammino ecclesiale dovr\u00e0 porre di nuovo la domanda sul \u201cfare penitenza\u201d che sembra caratterizzare in modo particolare proprio questo tempo dei 40 giorni. 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