{"id":19678,"date":"2025-02-11T08:07:11","date_gmt":"2025-02-11T07:07:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=19678"},"modified":"2025-02-11T08:17:19","modified_gmt":"2025-02-11T07:17:19","slug":"ex-opere-operato-breve-storia-della-formula-ed-equivoci-contemporanei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/ex-opere-operato-breve-storia-della-formula-ed-equivoci-contemporanei\/","title":{"rendered":"\u00abEx opere operato\u00bb: breve storia della formula ed equivoci contemporanei"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left\" align=\"left\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/1280px-Disputa_del_Sacramento_Rafael.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-15373\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/1280px-Disputa_del_Sacramento_Rafael-300x216.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"216\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/1280px-Disputa_del_Sacramento_Rafael-300x216.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/1280px-Disputa_del_Sacramento_Rafael-1024x738.jpg 1024w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/1280px-Disputa_del_Sacramento_Rafael.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: right\" align=\"left\"><span style=\"color: #002200\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>\u00ab<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #002200\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: small\">Ipsum sacramentum dicitur a quibusdam <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #002200\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>opus operatum<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #002200\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: small\">; usus autem sacramenti est ipsa operatio, quae a quibusdam <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #002200\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>opus operans<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #002200\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: small\"> dicitur\u00bb <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right\" align=\"left\"><span style=\"color: #002200\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: small\"> S. Tommaso d\u2019Aquino, <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #002200\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Scriptum <\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #002200\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>super <\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #002200\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Sent., <\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #002200\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: small\">IV, d1, q1,a 5, qst1 corpus<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Per valutare oggi l\u2019impiego della locuzione<i> ex opere operato<\/i><i> <\/i>dobbiamo considerare brevemente la storia della formula. Possiamo recuperarla in 4 tappe, che descrivono bene anche la \u201ccurvatura\u201d del suo significato.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">a. Premesse cristologiche<\/p>\n<p>La distinzione tra <i>opus operatum<\/i> e <i>opus operans<\/i> viene dalla riflessione sulla efficacia della passione di Cristo, nella quale si distingue l\u2019effetto oggettivo (come un bene), dalla intenzione soggettiva (come un male). In questo ambito troviamo la origine della distinzione<\/p>\n<p>b. Impiego sacramentale scolastico<\/p>\n<p>La costruzione come \u201ccausa efficiente\u201d, con <i>ex<\/i>, in Tommaso d\u2019Aquino \u00e8 tipica soltanto della riflessione sacramentale. Nella quale, tuttavia, in Tommaso \u00e8 presente anche l\u2019uso dei termini al nominativo con la identificazione del sacramento con <i>opus operatum<\/i> e dell\u2019uso del sacramento con <i>opus operans<\/i>. Vi sono tuttavia alcuni passi (relativi ai sacramenti della legge naturale) in cui la distinzione \u00e8 tra <i>ex opere operato<\/i> e <i>solum ex fide<\/i>. Questi contesti saranno la premessa dell\u2019uso tridentino.<\/p>\n<p>c. Linguaggio magisteriale (Concilio di Trento 1547)<\/p>\n<p>La locuzione diventa autorevole nel momento in cui viene assunta dal Concilio di Trento, nel can. 8 del Decreto sui sacramenti in genere.<\/p>\n<p class=\"sdfootnote\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span lang=\"en-GB\">\u00abSe qualcuno afferma che con i sacramenti della nuova legge la grazia non viene conferita<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span lang=\"en-GB\"><i> ex opere operato<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span lang=\"en-GB\">, ma che \u00e8 sufficiente la sola fede nella divina promessa per ottenere la grazia: sia anatema<\/span><\/span><i> <\/i><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span lang=\"en-GB\">\u00bb (DH 1608).<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">Con la locuzione <i>ex opere operato<\/i> il cattolicesimo tridentino difende la irriducibilit\u00e0 del sacramento alla fede come unica via di giustificazione. I riformatori leggono invece la locuzione come sostituzione esteriore e formale dell\u2019autentico affidamento alla Parola di salvezza, che accade solo nella fede, da parte del soggetto peccatore. Va quindi ricordato che il significato che la locuzione assume in campo cattolico non \u00e8 lo stesso rispetto alla interpretazione che di esso viene data in campo protestate. Ci\u00f2 che per i cattolici \u00e8 <i>irriducibilit\u00e0 del dono di grazia alla fede del soggetto<\/i>, suona per i protestanti come <i>riduzione della fede ad una esteriorit\u00e0 controllata dalla Chiesa<\/i>. La passivit\u00e0 del dono per i cattolici \u00e8 garantita dalla forma sacramentale indisponibile, mentre la stessa passivit\u00e0 per i protestanti \u00e8 garantita da una Parola indisponibile cui accede la fede personale. A loro volta i cattolici, da parte loro, inclinano a leggere la \u201csola fide\u201d come una riduzione soggettiva, mentre i riformati interpretano la <i>sola fide<\/i> come irriducibilit\u00e0 istituzionale del dono di Dio. Gi\u00e0 su questo piano, la cui rilettura pacata \u00e8 stata possibile solo molti secoli dopo Lutero e Trento, \u00e8 evidente come si sia creato un equivoco tra ci\u00f2 che \u00e8 azione e ci\u00f2 che \u00e8 dono, tra ci\u00f2 che \u00e8 disposto dalla Chiesa e ci\u00f2 che \u00e8 anticipato da Dio. Il sospetto che il sacramento sia un\u2019opera umana che salva (in concorrenza con l\u2019unica azione di Dio) o che la fede sia una virt\u00f9 umana (in concorrenza con l\u2019unica grazia offerta da Dio nel sacramento) sono le prospettive opposte che di scontrano da 400 anni e che oggi possiamo rileggere come nuova ricchezza reciproca.<\/p>\n<p>d. Ermeneutica liturgica (Mediator Dei 1947)<\/p>\n<p>La rilettura della locuzione, all\u2019interno della enciclica <i>Mediator Dei<\/i> rappresenta una ulteriore fase di sviluppo, come risposta alla riscoperta della liturgia da parte del Movimento Liturgico. Ecco i due testi decisivi:<\/p>\n<p class=\"sdfootnote\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span lang=\"en-GB\">\u00ab<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span lang=\"en-GB\">L\u2019efficacia, se si tratta del sacrificio eucaristico e dei sacramenti, proviene prima di tutto <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span lang=\"en-GB\"><i>dall\u2019azione (sacramentale) in se stessa <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span lang=\"en-GB\"><i>(ex opere operato<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span lang=\"en-GB\">)<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span lang=\"en-GB\">; se poi si considera anche la attivit\u00e0 propria dell\u2019immacolata sposa di Ges\u00f9 Cristo con la quale essa orna di preghiere e di sacre cerimonie il sacrificio eucaristico e I sacramenti, o, se si tratta dei \u201csacramentali\u201d e di altri riti istituiti dalla gerarchia ecclesiastica, allora l\u2019efficacia deriva piuttosto <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span lang=\"en-GB\"><i>dall\u2019azione della chiesa <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span lang=\"en-GB\"><i>(ex opere opetantis Ecclesiae)<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span lang=\"en-GB\">, in quanto essa \u00e8 santa e opera sempre in intima unione col suo Capo<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span lang=\"en-GB\">\u00bb (DH 3844).<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">Come \u00e8 evidente, il testo offre una comprensione della tradizione sacramentale che richiede una integrazione: la sfera sacramentale, riletta con la domanda liturgica, si presenta come segnata da una relazione tra <i>opus operatum<\/i> et <i>opus operans <\/i>di nuova qualit\u00e0 e articolazione. D\u2019altra parte, poco pi\u00f9 avanti, lo stesso testo della Enciclica chiarisce ulteriormente come intende interpretare le due locuzioni:<\/p>\n<p class=\"sdfootnote\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\"><span lang=\"en-GB\">\u00ab<\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\"><span lang=\"en-GB\">Perci\u00f2 nella vita spirituale nessuna opposizione o ripugnanza pu\u00f2 esservi tra l\u2019azione divina, che infonde la grazia alle anime per continuare la nostra redenzione, e l\u2019operosa collaborazione dell\u2019uomo, che non deve render vano il dono di Dio; tra l\u2019efficacia del rito esterno dei sacramenti che proviene <\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\"><span lang=\"en-GB\"><i>dal compimento (sacramentale) dell\u2019azione<\/i><\/span><\/span><\/span> <span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\"><span lang=\"en-GB\">(e<\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\"><span lang=\"en-GB\"><i>x opere operato)<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\"><span lang=\"en-GB\">e il merito di chi li amministra o li riceve, che chiamiamo <\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\"><span lang=\"en-GB\"><i>azione di chi opera <\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\"><span lang=\"en-GB\"><i>(ex opere operantis<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\"><span lang=\"en-GB\">\u00bb (DH 3846).<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">La correlazione originaria tra i corni della distinzione viene espressa con le parole con cui la tradizione ha interpretato se stessa, anche se la traccia della visione apologetica tridentina non \u00e8 facile da cancellare. Cos\u00ec, anche in questo testo, continua ad emergere una sorta di strutturale esteriorit\u00e0 tra rito e fede: viene distinta profondamente la efficacia del rito esterno del sacramento dai meriti di chi li amministra o li riceve, cos\u00ec come resta in piedi la differenza tra \u201csacramento\u201d e \u201csacramentale\u201d come orizzonte di senso delle due locuzione. In questa divaricazione sta scritta, anche oggi, la difficolt\u00e0 teologica di una tentazione dualistica. Rischiando di scivolare nella tentazione teologica e pastorale di riservare alla dogmatica il solo <i>opus operatum<\/i> e di affidare alla disciplina liturgica lo studio e la cura dell\u2019 <i>opus operans<\/i>, il magistero sta cercando di rispondere ad una domanda nuova, sorta allora gi\u00e0 da pi\u00f9 di un secolo.<\/p>\n<p align=\"left\">e. I molti significati e il rischio della unilateralit\u00e0<\/p>\n<p align=\"left\">Come abbiamo visto, in questa breve rassegna, la distinzione <i>opus operatum\/opus operans <\/i>indica un campo di tensione tra:<\/p>\n<p align=\"left\">&#8211; divino e umano<\/p>\n<p align=\"left\">&#8211; santificazione e culto<\/p>\n<p align=\"left\">&#8211; rito esterno e fede<\/p>\n<p align=\"left\">&#8211; dono di grazia e compiti del soggetto<\/p>\n<p align=\"left\">La polarizzazione non aiuta la comprensione del fenomeno. Questo vale anche per l\u2019ultimo documento del Dicastero per la dottrina della fede, la Nota <i>Gestis verbisque. <\/i><i>Sulla validit\u00e0 dei sacramenti<\/i> del 2 febbraio 2024.<\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #111111\">Se la locuzione <i>ex opere operato<\/i> deve essere tradotta, oggi, con <i>ex ordine celebrato, <\/i>come suggerito da studiosi competenti (in particolare da A. Dal Maso,\u00a0<\/span><em>L&#8217;efficacia dei sacramenti e la \u00abPerformance\u00bb rituale. Ripensare l&#8217;\u00abEx opere operato\u00bb a partire dall&#8217;antropologia culturale<\/em>, Padova, EMP, 1999<span style=\"color: #111111\">)<i>, <\/i>significherebbe che, qualora restiamo legati ad una mentalit\u00e0 formalistica, ci trovremmo di fronte al rischio di un nuovo eccesso. La locuzione, almeno da Trento in poi, ha voluto escludere una posizione unilaterale: ossia la riduzione alla \u201csola fide\u201d della esperienza cristiana della salvezza. Come abbiamo visto, la formula nasce in correlazione non oppositiva con \u201cex opere operante\u201d. Se oggi la interpretazione della formula, a causa del logoramento culturale delle categorie classiche, pu\u00f2 significare che l\u2019effetto \u00e8 garantito dalla \u201csola formula\u201d, essa raggiunge con ci\u00f2 un effetto di irrimediabile distorsione. La formula deve ottenere una giusta attenzione, che per\u00f2 non pu\u00f2 mai essere esclusiva. Se la tradizione cattolica, nel suo livello pi\u00f9 alto di autorit\u00e0, smarrisce le acquisizioni teologiche e pastorali degli ultimi 60 anni e perde la unit\u00e0 di santificazione e culto, di sacramento e uso, cos\u00ec come maturate dal Concilio Vaticano II, smarrisce il senso con cui la espressione <i>ex opere operato<\/i> \u00e8 stata utilizzata dal Concilio di Trento. Proprio l\u2019utilizzo che la Nota fa della locuzione tridentina lascia alquanto perplessi. Leggiamo infatti ai nn. 18-19 del testo:<\/span><\/p>\n<p class=\"sdfootnote\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: small\">\u00ab<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: small\">18. [\u2026] <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: small\">Materia, forma e intenzione sono tra loro intrinsecamente unite: esse si integrano nell\u2019azione sacramentale in modo tale che l\u2019intenzione divenga il principio unificante della materia e della forma, facendo di esse un segno sacro mediante il quale la grazia \u00e8 conferita\u00a0<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>ex opere operato<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: small\">.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"sdfootnote\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: small\">19. A differenza della materia e della forma, che rappresentano l\u2019elemento sensibile e oggettivo del Sacramento, l\u2019intenzione del ministro \u2013 insieme alla disposizione del ricevente \u2013 rappresenta il suo elemento interiore e soggettivo. Essa, tuttavia, tende per sua natura a manifestarsi anche esternamente attraverso l\u2019osservanza del rito stabilito dalla Chiesa, cosicch\u00e9 la grave modifica degli elementi essenziali introduce anche il dubbio sulla reale intenzione del ministro, inficiando la validit\u00e0 del Sacramento celebrato.\u00a0In linea di principio, infatti, l\u2019intenzione di fare ci\u00f2 che fa la Chiesa si esprime nell\u2019utilizzo della materia e della forma che la Chiesa ha stabilito\u00bb.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>La sostanziale riduzione della intenzione del ministro a materia e forma (come uniche \u201cspie ufficiali\u201d della validit\u00e0) appare una soluzione del tutto inadeguata, che tralascia totalmente gli altri \u201csegni sensibili\u201d della intenzione (non solo del ministro, ma della intera comunit\u00e0 celebrante) emergenti dall\u2019intero quadro dei linguaggi verbali e non verbali che strutturano la azione rituale. Una visione essenzialistica della azione non fa altro che introdurre opposizioni, tra santificazione e culto, tra sacramento e uso, tra esterno e interno, che impediscono di dare una soluzione persuasiva alle questioni sollevate. Un difetto sistematico impone rimedi inadeguati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abIpsum sacramentum dicitur a quibusdam opus operatum; usus autem sacramenti est ipsa operatio, quae a quibusdam opus operans dicitur\u00bb S. 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