{"id":19667,"date":"2025-01-27T21:33:45","date_gmt":"2025-01-27T20:33:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=19667"},"modified":"2025-01-27T21:33:45","modified_gmt":"2025-01-27T20:33:45","slug":"futuro-fragile-futuro-possibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/futuro-fragile-futuro-possibile\/","title":{"rendered":"Futuro fragile futuro possibile"},"content":{"rendered":"<p>Radicalmente ridotti costi e distanze dei trasporti, nel 1962 Carlo M. Cipolla, storico economico a Berkeley, scrisse l\u2019atto di nascita della globalizzazione. \u00ab<em>Nel passato l\u2019uomo ha dovuto abbandonare il punto di vista cittadino o regionale per acquisirne uno nazionale. Oggi dobbiamo uniformare noi stessi e la nostra maniera di pensare ad un punto di vista<\/em> <em><u>globale<\/u><\/em>. <em>Come scrisse recentemente Bertrand Russell, \u201cIl mondo \u00e8 diventato uno, non solo per l\u2019astronomo, ma anche per il normale cittadino\u201d<\/em>\u00bb [<em>Uomini, tecniche, economie<\/em>, tr.it. Feltrinelli 1966, p. 5].<\/p>\n<p>Nel 2006 la conferma di Paul Kennedy, storico a Yale. \u00abSe un diplomatico o un giornalista del 1900 si ritrovasse nel mondo d\u2019oggi, resterebbe esterrefatto dal ruolo che esercitano gli organismi internazionali nell\u2019interesse della societ\u00e0 globale. Il pi\u00f9 noto e pi\u00f9 ambizioso di questi organismi \u00e8 l\u2019Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU). Fondata nel 1945 dai paesi vincitori della seconda guerra mondiale, essa ha ereditato molte caratteristiche della Lega delle Nazioni, il primo esperimento di cooperazione globale. Ma ha rappresentato anche un grosso passo avanti nella risoluzione delle controversie, nella tutela dei diritti umani o nella difesa dei diritti economici\u00bb. \u00abCreata dai suoi stati membri, che agiscono come azionisti di una societ\u00e0 commerciale, essa pu\u00f2 funzionare effettivamente solo quando ha l\u2019appoggio dei governi nazionali, specie quelli delle grandi potenze\u00bb [<em>Il Parlamento Dell\u2019Uomo<\/em>, tr.it. Garzanti 2007, pp. 11-12]. Ora in conflitto con la globalizzazione. \u00abLa nazione, infatti, considera ogni minoranza etnica, linguistica o religiosa come un ostacolo da superare mediante politiche di assimilazione o esclusione\u00bb [Enzo Traverso, <em>La fine della modernit\u00e0 ebraica<\/em>, Feltrinelli 2024, p.19]. Pietra angolare globale \u00e8 la popolazione mondiale.<\/p>\n<p>Cresciuta da 3,0 miliardi nel 1960 a 7,8 nel 2020, ha messo al mondo, alla lettera, una intelligenza globale artefice di innovazione. \u00abUn\u2019agenzia di ricerca per portare avanti progetti eccentrici e di frontiera non basta. Qualcuno deve esserci, in un paese, per fare ricerca. Chi? Questo \u00e8 il secondo fondamentale passaggio della storia canadese dell\u2019intelligenza artificiale: la capacit\u00e0 di incanalare e utilizzare le energie di coloro per cui \u201cnon esiste passato e non esiste presente, ma solo l\u2019avvenire\u201d, per dirla con Sombart. E cio\u00e8 gli immigrati. Per la sociologia del capitalismo di inizio Novecento, lo studio dello straniero accompagna l\u2019analisi di una situazione imprenditoriale \u201ceroica\u201d, in cui l\u2019impresa e il denaro sono i modi per sottrarsi ai vincoli sociali preesistenti, che \u201channo cessato di essere una realt\u00e0\u201d, imponendo la creazione di una nuova realt\u00e0. Alla fine del Novecento acquistano sempre pi\u00f9 rilievo i flussi globali dell\u2019istruzione superiore e dell\u2019imprenditorialit\u00e0\u00bb [Alessandro Aresu, <em>Geopolitica dell\u2019intelligenza artificiale<\/em>, Feltrinelli 2024, p. 65].<\/p>\n<p>Flussi globali strategici per la vecchia Europa, da secoli consapevole che \u00abla giustizia sociale non \u00e8 un di pi\u00f9 d\u2019anima per idealisti di buon cuore, ma garanzia di stabilit\u00e0 per politici realisti. Per dirla nei termini maleodoranti usati da Francis Bacon nel XVII secolo nel capitolo degli <em>Essay<\/em> consacrati a tumulti e sedizioni: \u201cIl governo deve soprattutto prendere misure atte a impedire che tutto il denaro di un paese si accumuli in un piccolo numero di mani: [\u2026] il denaro e il concime non danno frutto se non quando si ha cura di spargerli\u00bb [Alain Supiot, <em>La justice au travail<\/em>, SeuilLibelle, 2022, p. 14].<\/p>\n<p>Invece \u00abMusk e altri trarranno vantaggio dal fatto che gli Stati Uniti attraversino il pi\u00f9 grande gioco di deregolamentazione della storia. [\u2026] Si fa spesso notare che negli Stati Uniti la corruzione \u00e8 legale. [\u2026] Il vero giudice \u00e8 la politica. Con poco meno della met\u00e0 dei voti nazionali, Trump presiede una nazione sempre divisa. Eppure sta rivendicando un mandato radicale per rifare l&#8217;America. I vincitori stanno gi\u00e0 raccogliendo frutti inimmaginabili\u00bb. [Edward Luce, \u201cTrump\u2019s bonanza of the century\u201d, <em>FINANCIAL TIMES<\/em>, 11\/12\/2024, p. 19]. Vecchia storia. \u00abUn giorno camminavo verso Manchester con uno di quei signori del ceto medio. Gli parlavo dei bassifondi miseri e malsani e gli facevo notare le condizioni disgustose di quella parte della citt\u00e0 dove vivevano gli operai delle fabbriche. [\u2026] Mi ascolt\u00f2 pazientemente e, all\u2019angolo della via dove ci separammo, disse soltanto: \u201cEppure, qui si fa un mucchio di denaro! Buongiorno, signore!&#8221;\u00bb [Friedrich Engels, cit. in Eric John Hobsbawm, <em>Le rivoluzioni borghesi 1789-1848<\/em>, tr.it. Il Saggiatore 1962, p. 255]. Sappiamo com\u2019\u00e8 andata.<\/p>\n<p>Manca l\u2019intelligenza, \u00abcapacit\u00e0 generica di utilizzare, in modo adeguato allo scopo, tutti gli elementi del pensiero necessari a riconoscere, impostare e risolvere adeguatamente problemi e ad adattarsi quindi all\u2019ambiente\u00bb [Treccani online]. Nel nostro caso, \u00abprima la sfera pubblicata era <em>controllata<\/em>\u00a0dai\u00a0<em>mass media\u00a0<\/em>tradizionali, ossia ci\u00f2 che era veicolato \u2013 argomenti, dibattiti, opinioni, temi in discussione \u2013 era sempre passibile di un controllo nella sua presentazione e nella sua circolazione. Ora la sfera pubblica vede ancora presenti i\u00a0<em>mass media<\/em>, seppure in una forma adattata al nuovo ambiente di Internet, ma il controllo non \u00e8 pi\u00f9 di loro esclusiva competenza, bens\u00ec \u00e8 Internet, con l\u2019economia dell\u2019informazione condivisa, che sembra essersi <em>incorporata <\/em>nel dibattito democratico e, quindi, nella democrazia stessa\u00bb [Giovanni Ziccardi, <em>L\u2019odio online. Violenza verbale e ossessioni in rete<\/em>, Cortina Editore, Milano 2016, p. 73. Ziccardi \u00e8 professore di informatica giuridica all\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano].<\/p>\n<p>\u00abIl panorama dell\u2019odio online moderno, rispetto a quello degli anni Novanta e dell\u2019inizio degli anni Duemila, si caratterizza anche per questo: i grandi fornitori di tecnologia e di piattaforme diventano parte in causa diretta nella decisione di quali contenuti rimuovere e di quali vittime difendere\u00bb. \u00abOccorre sempre tenere a mente, quando si tratta di odio\u00a0<em>online<\/em>, che il\u00a0<em>network\u00a0<\/em>dell\u2019odio che si \u00e8 creato, e che \u00e8 segnalato in crescita costante, non \u00e8 virtuale, ma reale. La digitalizzazione consiste soltanto in pacchetti di dati che contengono le parole e che attraversano i continenti, ma gli effetti sulle persone e sulla loro salute sono identici a quelli conseguenti ad aggressioni fisiche e altrettanto reali\u00bb. \u00abIl pericolo \u00e8 grande perch\u00e9 Internet \u00e8 un\u00a0<em>network\u00a0<\/em>globale e, soprattutto, non \u00e8 virtuale, ma \u00e8 sempre reale e concreto\u00bb e si sa \u00abcome fin dagli inizi, i gruppi che incitavano all\u2019odio avessero trovato un vero e proprio \u201cporto sicuro\u201d per i loro siti web negli Stati Uniti d\u2019America, dal momento che la Corte Suprema aveva significativamente limitato, nel corso degli anni, la possibilit\u00e0 del governo di proibire la distribuzione di materiale razzista e provocatorio in quel paese\u00bb [pp. 77-8].<\/p>\n<p>Rieletto Donald Trump, \u00abil riallineamento della tecnologia sembra essere il preludio a un\u2019offensiva antieuropea contro le multe e le varie tasse decise dalla Commissione Europea \u2013 viste come un mezzo per saccheggiare le aziende americane \u2013 e soprattutto contro le normative giudicate un ostacolo all\u2019innovazione\u00bb [Arnaud Leparienter, \u00abLes g\u00e8ant de la tech en ordre de marche derri\u00e8re Trump\u00bb, <em>Le Monde<\/em>, 09\/01\/2025, p. 12-13]. Con il secondo prodotto interno lordo mondiale, l\u2019UE \u00e8 una preda.<\/p>\n<p>\u00abNelle elezioni del Parlamento europeo di giugno, Luis \u2018Alvise\u2019 P\u00e9rez Fern\u00e1ndez, un influencer di estrema destra, ha raccolto oltre 800.000 voti per La Festa \u00c8 Finita (SALF), un partito che aveva fondato solo 40 giorni prima del voto. La sua campagna si basava principalmente su TikTok, Instagram e podcast\u00bb. \u00abParejo afferma che il suo pubblico si sta radicalizzando non a causa dei suoi video, in cui si infuria contro i musulmani, il movimento e l\u2019agenda LGBT, ma a causa della realt\u00e0 della vita quotidiana degli spagnoli\u00bb [\u00abThe hard-right Vox party is winning over Spain\u2019s youth. The kids like TikTok, Instagram and radical nationalism\u00bb, <em>The Economist<\/em>, 6-13\/12\/24, online].<\/p>\n<p>L\u2019economia \u00e8 in transizione verso i servizi, prendersi cura della vita anche quotidiana delle persone, dall\u2019educazione alla salute come nella pandemia Covid. I potenti globali esigono invece obbedienza (\u00abnel diritto canonico, la sottomissione dovuta dai religiosi ai loro superiori\u00bb, Treccani online) con violenza e dazi. Ma la storia ci dice che \u00abdove l\u2019esistenza di un confine \u00e8 messa fortemente in rilievo da tariffe doganali che colpiscono esportazioni e importazioni, \u00e8 normale che molta gente \u2013 al di qua e al di l\u00e0 della frontiera \u2013 si dedichi al contrabbando\u00bb. \u00abGli abitanti delle due zone di confine, lavorando insieme nel quadro di tali rapporti, finiscono col diventare un gruppo a s\u00e9 stante, di fronte al quale le due nazionalit\u00e0 di appartenenza, e in particolare le autorit\u00e0, diventano qualche cosa di diverso (gli \u201caltri\u201d)\u00bb [Owen Lattimore, <em>La frontiera<\/em>, tr.it. Einaudi 1970, p. 406]. Gli \u201caltri\u201d: gli stati nazionali.<\/p>\n<p>L\u2019Europa\/UE lo ha capito, ma anche in UE ai potenti del mondo si piegano i governi sedicenti nazionali che vantano spese pubbliche inflazionate, ma ben sotto l\u2019inflazione, e respingono immigrati necessari alla vecchia Europa. Europei e immigrati \u2013 persone \u2013 trattati come plebe, \u00abparte della popolazione dell\u2019antica Roma formata da piccoli proprietar\u00ee, artigiani, trafficanti, nullatenenti, ecc., che inizialmente non godeva di tutti i diritti politici (dei quali era invece investito il patriziato) e che durante gran parte della storia di Roma repubblicana sostenne lotte durissime con la nobilt\u00e0 per conseguire la parit\u00e0 giuridica\u00bb [Treccani]. Vecchia storia, che si ripete, come a piazza Fontana a Milano: \u00abc\u2019\u00e8 poi un\u2019altra esplicita ammissione di responsabilit\u00e0 sulla strage che proviene dall\u2019interno di Ordine Nuovo ed \u00e8 stata riferita da un testimone attendibile come Vincenzo Vinciguerra. Aldo Trinco, collaboratore di Franco Freda alla libreria Ezzelino gli ha confessato nel 1972: \u201cSiamo stati noi, in fondo era plebe\u201d\u00bb [Mirco Dondi, docente di storia contemporanea all\u2019Universit\u00e0 di Bologna,<em> 12 dicembre 1969<\/em>, Laterza 2028, p. 120]. Di fronte a noi c\u2019\u00e8 un futuro fragile futuro possibile.<\/p>\n<p><strong><em>Futuro fragile futuro possibile<\/em><\/strong> [San Paolo 2024] di Chiara Scardicchio, professoressa di Pedagogia alla Scuola di Medicina dell\u2019Universit\u00e0 di Bari, indica nel sottotitolo la strategia necessaria: <em>educare nel tempo del chiaroscuro<\/em>. \u00abNel 2022 le studiose e gli studiosi di pedagogia hanno cominciato a interrogarsi su un fenomeno nuovo e assai particolare, in merito alle scelte professionali dei giovani italiani negli ultimi anni: la riduzione del numero di chi sceglie di diventare educatore e di dedicarsi a professioni caratterizzate da relazione d\u2019aiuto\u00bb [p. 39].<\/p>\n<p>Professioni strategiche nella \u00abnostra crescente <em>demenza digitale<\/em>: la modalit\u00e0 simbiotica attraverso cui oramai viviamo la nostra relazione con gli smartphone genera il paradosso per cui, mentre tramite essi riusciamo a fare cose che prima erano impensabili, e dunque a potenziare le nostre performance, contemporaneamente \u00e8 proprio tramite essi che perdiamo capacit\u00e0. Perdiamo capacit\u00e0 di memoria, di attenzione, di riflessivit\u00e0. E perdiamo capacit\u00e0 di attesa\/lavoro tra il momento in cui esprimiamo un bisogno (\u201cAlexa, cerca il pi\u00f9 vicino ristorante senza glutine\u201d) e quello in cui viene soddisfatto\u00bb [p. 47]. \u00abForse parr\u00e0 esagerato correlare questi piccoli gesti quotidiani a una cos\u00ec grande domanda intorno al nostro futuro, ma siamo creature <em>liturgiche<\/em> e questo significa che le azioni che compiamo diventano parte della nostra identit\u00e0: noi diventiamo quello che facciamo pi\u00f9 spesso, finiamo con l\u2019assomigliare anche interiormente alle forme che assumiamo esteriormente\u00bb [p. 64].<\/p>\n<p>\u00abStudiare \u00e8 il <em>quid<\/em> dell\u2019umano che esplora il vuoto, che sperimenta un pensare complesso proprio del vuoto del cimentarsi col \u201cnon so\u201d\u00bb. \u00abStudiare \u00e8 la pre-condizione della relazione: studiare come ricercare, esplorare, sentire di non poter, da soli, sapere tutto. \u00c8 postura contraria all\u2019arroganza\u00bb [p. 65]. \u00abLe avversit\u00e0, che in letteratura bellica intendiamo come oppositive, sono portatrici, insieme al loro carico di dolore e smarrimento, di informazioni che altrimenti ci sarebbero inaccessibili: il pensiero\/habitus complesso non \u201csupera\u201d il limite, n\u00e9 lo \u201csconfigge\u201d, ma lo tesaurizza\u00bb [p. 66].<\/p>\n<p>Gi\u00e0 nel 1974 il Nobel economia Kenneth Arrow avvertiva che \u00abrazionalit\u00e0 e lungimiranza sono infatti capaci di creare ritardo e dubbio; lo sono anche la coscienza, il rispetto per gli altri, il senso di vago rispetto per le conseguenze lontane e impreviste di cui possiamo preoccuparci. Il Vero Credente \u00e8 molto pi\u00f9 efficace nell\u2019azione sociale, ma se sia nella giusta direzione potrebbe essere un\u2019altra questione\u00bb [<em>The Limits of Organization<\/em>, W.W. Norton &amp; C., New York \u2013 London 1974, p. 23].<\/p>\n<p>La globalizzazione neoliberista \u00e8 fallita sterilizzando la ricchezza in poche mani che sui social media eccitano frustrazione e rabbia \u00abcon una serie di promesse millenaristiche e sconfinate, fatte con convinzione assoluta e profetica a una schiera di uomini sradicati e disperati, in una societ\u00e0 in cui le strutture tradizionali sono in via di disintegrazione\u00bb [Norman Cohn, <em>I fanatici dell\u2019Apocalisse<\/em>, tr.it. Comunit\u00e0, 1976, p. 390]. Vecchia storia, ricordata nel 1962 da Carlo M. Cipolla: \u00abMentre insegniamo le tecniche, dobbiamo insegnare anche il rispetto per la dignit\u00e0 e il valore e il carattere sacro della personalit\u00e0 umana. Se non vogliamo che la fine sia peggiore dell\u2019inizio \u00e8 necessario intraprendere un\u2019azione urgente\u00bb [cit.,\u00a0 p. 142]. Futuro fragile futuro possibile fondato su educazione e ricerca a scala locale e europea. Per millenni in guerra con se stessa \u2013 inclusi ricorrenti millenarismi \u2013 l\u2019Europa costruisce nell\u2019Unione Europea un destino comune anche in educazione e ricerca, che fruttificano senza fine, alternativa alla guerra via di scampo per regimi d\u2019ogni colore e genere. L\u2019Europa si \u00e8 autodistrutta nelle due guerre mondiali del Novecento, ma ha fondato la Societ\u00e0 delle Nazioni dopo la prima e l\u2019Unione Europea dopo la seconda. Ora le forze distruttrici sono extraeuropee. Madre delle rivoluzioni, l\u2019Europa ora UE ha ancora pi\u00f9 ragioni e risorse per reinventarsi nel terzo millennio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Radicalmente ridotti costi e distanze dei trasporti, nel 1962 Carlo M. 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