{"id":19661,"date":"2025-01-14T21:49:10","date_gmt":"2025-01-14T20:49:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=19661"},"modified":"2025-01-14T21:49:10","modified_gmt":"2025-01-14T20:49:10","slug":"separatio-potestatum-una-lettera-di-zeno-carra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/separatio-potestatum-una-lettera-di-zeno-carra\/","title":{"rendered":"\u00abSeparatio potestatum\u00bb, una lettera di Zeno Carra"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ans011.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-13132\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ans011-168x300.jpg\" alt=\"\" width=\"168\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ans011-168x300.jpg 168w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ans011-576x1024.jpg 576w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ans011.jpg 900w\" sizes=\"(max-width: 168px) 100vw, 168px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>La questione della interpretazione giuridica e teologica della nomina del Prefetto Brambilla solleva una gusta discussione. Le perplessit\u00e0 si uniscono a letture pi\u00f9 positive. In questo testo Zeno Carra, teologo dello Studio Teologico S. Zeno di Verona, utilizza alcuni argomenti\u00a0 che aiutano a interpretare la nomina della prima donna Prefetto in senso pi\u00f9 dinamico. Mi paiono considerazioni interessanti, che possono aprire un dibattito serio sulla interpretazione pi\u00f9 adeguata della autorit\u00e0 nella Chiesa e del ruolo che in essa possono svolgere non solo gli uomini e non solo i chierici.\u00a0 Lo ringrazio di cuore per il contributo, aperto e dialogico, che ha voluto dare alla discussione comune. (ag)<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\">Gentile professore,<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\">ringraziandoLa delle Sue analisi sempre perspicue e che mostrano le radici profonde delle questioni, mi permetto di reagire sul punto che Lei denuncia come problematico: la separazione delle <\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"><i>potestates<\/i><\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"> che il CV2, con la dottrina sull\u2019episcopato, aveva riunito. Lei vede la separazione come una pericolosa retrocessione a modelli superati. Mi chiedo invece se non possa essere foriera di scenari nuovi che permettano di portare avanti invece altre istanze conciliari.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\">L\u2019unione delle due <\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"><i>potestates<\/i><\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"> nel solo ministero ordinato (CJC 1983, can. 129) non \u00e8 stata <\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"><i>de facto<\/i><\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"> una causa, forse involontaria ma non meno reale, dei processi di clericalizzazione e centralizzazione che il postconcilio, a dispetto delle sue intenzioni, ha visto? Come Lei nota, la riunificazione \u00e8 stata la ripresa di un modello antico, di et\u00e0 patristica: a tale ripresa non \u00e8 corrisposto per\u00f2 un ripristino di altri parametri della stessa epoca come la de-centralit\u00e0 delle elezioni episcopali. Si \u00e8 prodotto cos\u00ec uno scenario in cui ogni potere \u00e8, senza adeguati contrappesi, nelle mani dei vescovi; i vescovi sono tutti ormai di nomina papale e pertanto ogni potere alla fine fa capo, forse come non mai, al romano pontefice. \u00c8 un caso che a tali spostamenti ecclesiologici sia corrisposto in epoca postconciliare un accresciuto ruolo della curia romana?<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a>. Fare un passo indietro sull\u2019unificazione delle <\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"><i>potestates<\/i><\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"> non potrebbe contribuire a disattivare l\u2019allineamento \u201cpotere<\/span><span style=\"font-family: Wingdings, serif\">\uf0e0<\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\">vescovi<\/span><span style=\"font-family: Wingdings, serif\">\uf0e0<\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\">pontefice\/curia romana\u201d?<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a> <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\">A ci\u00f2 osterebbe quanto Ella denunciava nel Suo penultimo post<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a>, ossia che il fondamento della <\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"><i>potestas iurisdictionis<\/i><\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"> sulla <\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"><i>missio canonica<\/i><\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"> sia comunque foriero di ulteriore accentramento di potere nelle mani del papa, da cui viene la <\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"><i>missio canonica<\/i><\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\">. Questo \u00e8 vero <\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"><i>de facto<\/i><\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"> per la nomina di un prefetto di dicastero vaticano, ma non \u00e8 una situazione <\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"><i>de jure<\/i><\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"> universalmente vera: non tutte le <\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"><i>missiones canonicae<\/i><\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"> vengono dal papa, o comunque dall\u2019alto. Si pensi al superiore generale di molti istituti religiosi, o all\u2019abate \/ all\u2019abbadessa: l\u00ec la <\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"><i>missio<\/i><\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"> scaturisce da elezione democratica di un collegio elettorale a ci\u00f2 deputato. Non per forza quindi la separazione della <\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"><i>potestas iurisdictionis<\/i><\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"> dalla <\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"><i>potestas ordinis<\/i><\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"> alimenta l\u2019ipertrofia (<\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"><i>de facto<\/i><\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"> reale, realissima, e oggi forse non meno che nei pontificati precedenti) del potere papale: valorizzando realmente le possibili scaturigini altre di tale <\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"><i>potestas<\/i><\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"> nelle strutture ecclesiali ci\u00f2 potrebbe (ri-)portare ad una reale amplificazione del luogo sorgivo dell\u2019autorit\u00e0. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\">Penso, ad esempio, alle competenze economiche e amministrative attualmente concentrate nelle mani di vescovo e parroco per diocesi e parrocchia, con il debole contrappeso delle \u201cconsultazioni obbligatorie\u201d dei consigli preposti, che per\u00f2 restano prevalentemente luoghi a natura consultiva e non deliberativa. Una scorporazione dal ministero ordinato della <\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"><i>potestas iurisdictionis<\/i><\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"> potrebbe portare a figure di laici competenti che detengano responsabilit\u00e0 amministrative reali e non meramente delegate o consultive, il cui mandato risieda \u2013 che so \u2013 nell\u2019elezione da parte dei consigli diocesani o parrocchiali? Forse anche la sussidiariet\u00e0 (principio che sovente nella chiesa attuale resta relegato ai manuali di dottrina sociale) potrebbe cos\u00ec trovare pi\u00f9 spazio ove certe responsabilit\u00e0 economiche, amministrative potessero legittimamente essere fondate sul riconoscimento di competenza e non sull\u2019ordinazione. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\">(Questo suppone per\u00f2 di rimuovere quell\u2019apriori mentale per cui il principio ecclesiologico dell\u2019\u201c<\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"><i>omnis potestas a Deo<\/i><\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\">\u201d sarebbe garantito solo con la derivazione verticale e dall\u2019alto dei conferimenti di potere. In virt\u00f9 del principio di incarnazione Dio elargisce i suoi carismi, tra cui anche il carisma del potere istituzionale, in via mediata attraverso quei luoghi storici che la chiesa, corpo del suo Figlio, determina nelle sue diverse stagioni. Il caso dell\u2019elezione abbaziale, ad esempio, \u00e8 un chiaro esempio di come Dio conferisca un potere sulla chiesa mediante un processo democratico e dal basso).<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\">Ma andando ancora oltre, la scorporazione della giurisdizione dalle altre potest\u00e0 dell\u2019ordine potrebbe essere fomite di ulteriori \u201cscorpori\u201d che \u201cdistribuiscano\u201d ad altri soggetti ecclesiali le prerogative attualmente detenute dai soli chierici. Il potere di santificazione, ad esempio, potrebbe essere scorporato <\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"><i>de jure<\/i><\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"> da quello profetico, disattivando il blocco nato nel XIII secolo che impedisce a chi non \u00e8 almeno diacono di predicare<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote4sym\" name=\"sdfootnote4anc\"><sup>4<\/sup><\/a>, permettendo di far nascere un ministero di predicazione liturgica pi\u00f9 legato magari alla competenza teologica e biblica che non all\u2019ordine di prete, vescovo e diacono. Si potrebbe ancora scorporare ulteriormente la stessa <\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"><i>potestas santificandi<\/i><\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"> in diversi <\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"><i>munera<\/i><\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\">, come si era ipotizzato nel dibattito conciliare per il sacramento dell\u2019unzione degli infermi, o nel sinodo amazzonico per i ministeri in terre senza clero: ministeri di presidenza eucaristica, ministeri di guarigione (col potere di assolvere e conferire l\u2019unzione) \u2026 che non siano per forza concentrati nel prete e nel vescovo. E questo non pi\u00f9 nella logica della delega e della supplenza \u201cin assenza di clero\u201d, ma nella logica di una diffusione <\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"><i>de jure<\/i><\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"> della ministerialit\u00e0 fondante la vita della chiesa.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\">Insomma: io credo che si possa riconoscere che una scelta, per quanto fondata, del CVII possa essere rivista anche alla luce degli effetti collaterali che in essa si radicano\u2026 E che riprendere un modello teorico medievale di concezione delle <\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"><i>potestates<\/i><\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"> non per forza significhi involuzione: anzi esso potrebbe essere foriero di scenari nuovi che magari una concezione toericamente virtuosa, ma un po\u2019 archeologista (come talune delle riforme conciliari o del pontificato di Paolo VI), ha involontariamente bloccato implementando patologie della situazione preconciliare (come il clericalismo) invece che guarirle. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\">Capisco bene e condivido la Sua istanza, per cui un\u2019altra strada feconda (e ormai adeguata ai tempi) sarebbe quella di togliere la riserva maschile all\u2019ordine\u2026 ma forse partire dalla \u201cscorporazione\u201d delle <\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"><i>potestates<\/i><\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"> potr\u00e0 preparare tale opzione con un quadro sul ministero rinnovato per altra via?<\/span><\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"> Sul centralismo romano e sul ruolo aumentato della curia papale nel postconcilio si vedano i saggi in <\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"><i>Concilium<\/i><\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"> 5\/2013.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"> Un caso come quello del card. McCarrick avrebbe avuto la stessa portata se il potere di giudizio non fosse solo in mano ai chierici-vescovi e l\u2019unica sede per giudicare canonicamente un vescovo non fosse la Santa Sede?<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"><span lang=\"en-US\"> Cf https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/una-donna-prefetto-al-prezzo-di-una-confusione-normativa\/<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote4\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote4anc\" name=\"sdfootnote4sym\">4<\/a><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"><span lang=\"en-US\"> Cf J.M. Mayeur \u2013 Ch. <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\">Pietri \u2013 L. Pietri \u2013 A. Vaucheuz \u2013 M. Venard, dirr., <\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"><i>Storia del Cristianesimo<\/i><\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\">, vol. 5, Borla-Citt\u00e0 Nuova, Roma 1997, 716-722. Documenti attuali: cf CJC 767 \u00a7 1; Istruzione <\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"><i>Redeptionis Sacramentum<\/i><\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"> 161; <\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\"><i>Direttorio omiletico<\/i><\/span><span style=\"font-family: Arno Pro, serif\">, I, 5.<\/span><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La questione della interpretazione giuridica e teologica della nomina del Prefetto Brambilla solleva una gusta discussione. Le perplessit\u00e0 si uniscono a letture pi\u00f9 positive. In questo testo Zeno Carra, teologo dello Studio Teologico S. 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