{"id":19518,"date":"2024-10-02T13:51:57","date_gmt":"2024-10-02T11:51:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=19518"},"modified":"2024-10-02T13:55:07","modified_gmt":"2024-10-02T11:55:07","slug":"francesco-e-virginia-in-parallelo-la-fiction-il-papa-e-le-donne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/francesco-e-virginia-in-parallelo-la-fiction-il-papa-e-le-donne\/","title":{"rendered":"Francesco e Virginia in parallelo: la fiction, il papa e le donne"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/mulieris.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-19051\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/mulieris-204x300.jpg\" alt=\"\" width=\"204\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/mulieris-204x300.jpg 204w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/mulieris.jpg 611w\" sizes=\"(max-width: 204px) 100vw, 204px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Le persone possono essere pienamente capite e rispettate solo nel loro complesso, in quella pienezza integrale, che nessuno pu\u00f2 vedere n\u00e9 dominare. Solo lo sguardo di Dio \u00e8 capace di scendere fino in fondo. Cos\u00ec pu\u00f2 accadere di restare sorpresi che lo stesso papa, mentre consiglia in estate una audace formazione letteraria per i ministri della chiesa, in autunno possa ripetere sulle donne affermazioni piuttosto stereotipate, con grandi luoghi comuni. Come fare giustizia di questa percezione contraddittoria? Vorrei provare a rileggere un aspetto del documento di questa estate, per aprire le finestre e far entrare aria fresca anche nei discorsi che hanno a tema le donne. Lo far\u00f2 incrociando il testo di papa Francesco con un altro testo, che, circa 100 anni prima del suo, cercava di studiare il rapporto tra la letteratura e le donne: mi riferisco a <i>Una stanza tutta per s\u00e9<\/i> di Virginia Woolf. Entrambi i testi sono alla ricerca del valore \u201cformativo\u201d della letteratura, e applicano entrambi questo riferimento a mondi che patiscono una certa \u201cdeminutio\u201d letteraria. Da un lato i \u201cseminari\u201d, dall\u2019altro la tradizione della cultura femminile sono mondi rimasti spesso, per ragioni assai diverse, del tutto estranei ai romanzi e alla poesia. Gi\u00e0 questo punto di contatto sembra interessante. Una formazione ecclesiale \u201csospettosa\u201d verso la funzione educativa della \u201cfinzione poetica\u201d, e un giudizio sulla donna come \u201cincapace\u201d di (o \u201cimpedita\u201d nel) dedicarsi alla poesia collimano in un punto: nel guardare con sospetto al seminarista che legge o scrive poesie o alla donna che si dedica allo studio e alla scrittura. Quasi come se fosse cosa per loro disonorevole. La tradizione ecclesiale, per\u00f2, non \u00e8 stata cos\u00ec uniforme e drastica, come invece \u00e8 stata la tradizione escludente sub\u00ecta dalle donne. C\u2019\u00e8 stata una Chiesa, come quella in cui scriveva Boccaccio, che poteva concepire un \u201cdiacono\u201d come scrittore di novelle. Molti altri preti e vescovi, prima e dopo di lui, sono stati poeti e narratori. Potremmo anzi quasi scoprire che la Chiesa \u00e8 diventata profondamente sospettosa verso la letteratura solo quando alle donne si \u00e8 aperta la strada letteraria. Direi che si potrebbe quasi verificare come il sospetto verso la finzione (verso una \u201ctheologia poetica\u201d) sia nato proprio con il sorgere della societ\u00e0 della dignit\u00e0 e col tramonto della societ\u00e0 dell\u2019onore. Di una societ\u00e0 in cui non \u00e8 pi\u00f9 disonorevole per una donna dedicarsi alla scrittura e alla poesia. Per secoli, scrivere, studiare e poetare erano \u201ccose da uomini\u201d e ci si scandalizzava se una donna voleva fare queste \u201ccose da uomini\u201d.<\/p>\n<p><i><b>La immaginazione al potere<\/b><\/i><\/p>\n<p>Nella sua <i>Lettera sul ruolo della letteratura nella formazione<\/i> papa Francesco mette in luce il valore di una \u201cvisione pi\u00f9 ampia\u201d, che matura proprio con la lettura dei grandi romanzi. Quei testi ci mettono dentro una esperienza pi\u00f9 ricca e pi\u00f9 intensa del reale. Sono quasi una condizione perch\u00e9 il nostro discernimento possa essere pi\u00f9 profondo e pi\u00f9 acuto. La immaginazione di cui la finzione letteraria \u00e8 esperienza sterminata mette alla prova i nostri criteri ordinari di giudizio. Questo vale, se letto in parallelo, anche per il procedimento con cui V. Woolf ci fa entrare gradualmente nella relazione tra \u201cWomen and fiction\u201d, tra donne e romanzo. Se leggiamo in parallelo i due testi, quello di Francesco e quello di Virginia, scopriamo alcune cose interessanti:<\/p>\n<p>&#8211; quando il papa fa esempi di letteratura, antica, moderna o contemporanea, cita sempre soltanto autori maschi. Questo non \u00e8 un limite del papa, ma della tradizione letteraria, che ha integrato le donne solo dalla fine del 700 in poi. I grandi classici fino al\u2019800 sono tutti maschili: anche Anna Karenina \u00e8 opera di un uomo.<\/p>\n<p>&#8211; la rassegna di letture della donna, che Virginia presenta come risultati dotti della accademia di Oxbridge, sono molto simili alle parole con cui Francesco ha di recente \u201cdefinito\u201d un femminile ontologico e stabile. Se si legge il saggio della Woolf, si inizia a diffidare di queste ricostruzioni, che sono prima culturali che ecclesiali;<\/p>\n<p>&#8211; la storia della \u201csorella di Shakespeare\u201d, con il suo dramma esistenziale e culturale,che segna il testo della Woolf, \u00e8 una finzione molto istruttiva, perch\u00e9 smaschera la potenza di un pregiudizio che continua a parlare, 500 anni dopo, nelle parole di non pochi contemporanei e che risuona, indirettamente, anche nelle parole di Francesco;<\/p>\n<p>&#8211; il tono romanzato del saggio di Virginia ha per\u00f2 il merito di farci scoprire tratti di stile molto simili ai momenti romanzati che qualche volta appaiono nei documenti di Francesco (come ad es. in <i>Evangelii Gaudium<\/i>, in <i>Amoris Laetitia<\/i> o in <i>Querida Amazonia<\/i>). Per Francesco, aver insegnato letteratura e aver avuto come collaboratore di eccellenza J. M. Borges non \u00e8 rimasto senza effetti, sulla parola e sul pensiero.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 dunque un valore \u201cspiazzante\u201d della letteratura, che aiuta il cristiano a vedere meglio la realt\u00e0. Per questo non sarebbe inutile un piccolo esercizio di \u201cfiction\u201d, applicato a due espressioni della tradizione cattolica recente, da cui emerge talvolta la volont\u00e0 \u2013 allo stesso tempo comica e tragica \u2013 di fermare la storia.<\/p>\n<p><i><b>Il magistero anche come fiction<\/b><\/i><\/p>\n<p>Come retroterra delle parola pronunciata da Francesco a Lovanio, quasi nella forma di una sua parziale giustificazione, sta una \u201cletteratura\u201d che negli ultimi 50 anni \u00e8 fiorita dalle parti di Roma. La letteratura non \u00e8 solo romanzo o poesia, ma \u00e8 anche Enciclica, Istruzione, Nota&#8230;Due fiori di questa produzione letteraria minore, ma non irrilevante, si trovano in un testo del 1988 e poi in uno del 2010. Se li leggiamo come testi di letteratura, ne scopriremo, di colpo, anche il lato comico e tragico.<\/p>\n<p><i><b>&#8211; La riserva maschile scovata nell\u2019ultima cena<\/b><\/i><\/p>\n<p>Quando un pensiero non \u00e8 pi\u00f9 capace di immaginazione, tende a rileggere tutto il passato in modo rigido, proiettando indietro le proprio preoccupazioni e perdendo talora anche il senso del limite e del buon gusto. Un esempio singolarissimo di \u201cfiction\u201d appare con evidenza in un testo di <i>Mulieris dignitatem 26<\/i>. Lo riporto integralmente:<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Se Cristo, istituendo l&#8217;Eucaristia, l&#8217;ha collegata in modo cos\u00ec esplicito al servizio sacerdotale degli apostoli, \u00e8 lecito pensare che in tal modo egli voleva esprimere la relazione tra uomo e donna, tra ci\u00f2 che \u00e8 \u00abfemminile\u00bb e ci\u00f2 che \u00e8 \u00abmaschile\u00bb, voluta da Dio sia nel mistero della creazione che in quello della redenzione. Prima di tutto\u00a0<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>nell&#8217;Eucaristia<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: small\"><i>\u00a0<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>si esprime in modo sacramentale\u00a0<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>l&#8217;atto redentore di Cristo Sposo nei riguardi della Chiesa Sposa.\u00a0<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Ci\u00f2 diventa trasparente ed univoco, quando il servizio sacramentale dell&#8217;Eucaristia, in cui il sacerdote agisce \u00ab<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>in persona Christi\u00bb,\u00a0<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>viene compiuto dall&#8217;uomo. E&#8217; una spiegazione che conferma l&#8217;insegnamento della Dichiarazione\u00a0<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Inter insigniores,\u00a0<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>pubblicata per incarico di Paolo VI per rispondere all&#8217;interrogativo circa la questione dell&#8217;ammissione delle donne al sacerdozio ministeriale<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #663300\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>.<\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>Questo esempio di \u201cfinzione\u201d pu\u00f2 suscitare preoccupazione o il sorriso. Con un esercizio di fantasia ostinato, a modo suo intemperante, si cerca di passare dalla istituzione della eucaristia, alla riserva maschile come dimostrazione autorevole della differenza strutturale tra maschile e femminile nella creazione e nella redenzione, dimenticando del tutto la delicatezza dei passaggi tra regime simbolico e regime sessuale della espressione. Questo procedimento letterario incontrollato, se riconosciuto letterariamente, permette di riconoscere come un pregiudizio \u2013 ossia un assetto immutabile di maschile e femminile \u2013 possa essere talmente forte, da piegare tutta la tradizione eucaristica, apostolica, simbolica e razionale ad una frase che pretende di \u201cdimostrare\u201d semplicemente l\u2019assunto di un documento precedente, altrettanto debole. Uno sguardo letterario permette di difendersi da questo testo troppo pretenzioso e troppo contraddittorio. Se proviamo a leggerlo come se fosse un passaggio del <i>Circolo Pickwick<\/i> di Ch. Dickens, possiamo capirlo fino in fondo. Una esagerazione paradossale, un sproporzionata pretesa senza fondamento, proprio quella che tanto piaceva allo stile di Dickens, ci aiuta a prendere le distanze da un testo che sarebbe oltremodo infelice, se fosse preso troppo sul serio.<\/p>\n<p><i><b>&#8211; La tentata ordinazione di donna equiparata all\u2019attentato alla persona del papa<\/b><\/i><\/p>\n<p>Un\u2019altra finzione ragguardevole sul tema possiamo trovare nel campo della legge canonica. E\u2019 chiaro che se nel 2010, mai prima di allora, ci si inventa un nuovo \u201creato pi\u00f9 grave\u201d, che viene avvicinato all\u2019attentato alla persona del papa o al sacrilegio verso l\u2019eucaristia, e cos\u00ec si definisce la fattispecie della \u201cattentata ordinazione di una donna\u201d, uno sguardo meramente istituzionale registra la novit\u00e0, impassibilmente. Uno sguardo poetico resto colpito dalle assonanze con <i>I Fratelli Karamazov<\/i> o con la <i>Fattoria degli animali:<\/i> il diritto penale come soluzione di un dibattito culturale sembra una forzatura esagerata e quasi sfrontata. A tal punto da poter anche suggerire un parallelo cinematografico con <i>Il dittatore dello stato libero di Bananas<\/i> di W. Allen. Un \u201cordinamento\u201d penale cos\u00ec severo, per custodire con autorit\u00e0 la riserva maschile, in assenza di una argomentazione teologica solida, fa grande impressione e pu\u00f2 far anche sorridere, solo a patto di restare lucidi. Pu\u00f2 essere semplicemente \u201cregistrato\u201d solo se la sensibilit\u00e0 appare compromessa o addirittura resa ottusa dalla urgenza di una affermazione apodittica, dettata dalla paura.<\/p>\n<p>Le risorse che la letteratura dona al lettore permettono di ridimensionare i fenomeni apparentemente immutabili e di disporsi a superarli secondo scienza e coscienza. Con una rilettura comica e tragica delle cose, come la letteratura instancabilmente ci permette, lo sguardo si acuisce e il discernimento si affina. Non si potr\u00e0 pi\u00f9 credere che la questione femminile possa essere liquidata con un arbitrario accumulo di figure simboliche, al servizio di una ontologia statica, o come un \u201cattentato all\u2019ordine pubblico\u201d o alla volont\u00e0 delle donne di \u201cfare cose da uomini\u201d. In questi pregiudizi riconosciamo, grazie alla letteratura, molto di comico e non poco di tragico. Solo cos\u00ec la donna nello spazio pubblico, riconosciuta non come infrazione dell\u2019ordine, ma come \u201csegno dei tempi\u201d, viene pienamente integrata in una dottrina davvero esperta di umanit\u00e0 reale, non bloccata su astrazioni insieme spaventate e di comodo. Leggere Francesco e Virginia in parallelo ci fa bene per camminare in questa direzione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le persone possono essere pienamente capite e rispettate solo nel loro complesso, in quella pienezza integrale, che nessuno pu\u00f2 vedere n\u00e9 dominare. Solo lo sguardo di Dio \u00e8 capace di scendere fino in fondo. 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