{"id":19434,"date":"2024-07-18T18:35:17","date_gmt":"2024-07-18T16:35:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=19434"},"modified":"2024-07-18T18:35:17","modified_gmt":"2024-07-18T16:35:17","slug":"matrimonio-laico-e-tradizione-cristiana-una-rilettura-non-troppo-moderna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/matrimonio-laico-e-tradizione-cristiana-una-rilettura-non-troppo-moderna\/","title":{"rendered":"Matrimonio &#8220;laico&#8221; e tradizione cristiana: una rilettura non troppo moderna"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Famille2copie.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-8852\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Famille2copie-300x147.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"147\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Famille2copie-300x147.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Famille2copie.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>In un articolo, che sta a met\u00e0 tra un pezzo da &#8220;rotocalco&#8221; e una riflessione pensosa sulla tradizione matrimoniale, uscito oggi su &#8220;Avvenire&#8221; (e che si pu\u00f2 leggere <a href=\"https:\/\/www.avvenire.it\/famiglia\/pagine\/sontuoso-ecologico-ma-finto-ecco-come-si-svolge-un-matrimonio-laico?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR1urvcHRNpdQZrg3jW7Z3MlkcNG5tI5bj8Aq-HvgYteb5e2zciwhh-oEI0_aem_B08TxfKG7ZJGhEUCc8HRGQ\">qui<\/a>), si trovano alcuni buoni spunti per una comprensione di ci\u00f2 che sta accadendo alla tradizione culturale e alla tradizione cristiana della vita di coppia. Il titolo &#8220;Sontuoso, ecologico, ma finto&#8221; mette subito in campo un giudizio pesante sul &#8220;matrimonio laico&#8221;. Non \u00e8 che non ci siano motivi e giustificazioni che invitano a qualche diffidenza verso le attribuzioni di competenze &#8220;celebrative&#8221; a wedding-planners o soggetti animatori o guru ispiratori solitamente non proprio &#8220;a titolo gratuito&#8221;. La prima parte del testo \u00e8 una dettagliata descrizione di alcuni di questi &#8220;eventi sontuosi&#8221;. Pi\u00f9 interessanti sono, nella seconda parte, le considerazioni della storica Lombardi e del teologo Marengo, che scrivono su un numero della rivista <em>Antropothes<\/em> interamente dedicato al tema. Su questi due interventi vorrei soffermarmi brevemente per alcune considerazioni che reputo interessanti.<\/p>\n<p>a) Il &#8220;matrimonio&#8221; che oggi viene definito &#8220;laico&#8221; \u00e8 una componente originaria del sacramento cristiano. Questa cosa per noi \u00e8 diventata difficile da riconoscere, a causa di quella &#8220;clericalizzazione del matrimonio&#8221; che \u00e8 un fenomeno &#8220;moderno&#8221;, legato agli sviluppi culturali e sociali del XV-XVIII secolo. Perch\u00e9 \u00e8 importante questa osservazione offerta a ragione dalla storica Lombardi? Perch\u00e9 solo cos\u00ec possiamo tornare ad essere liberi rispetto all&#8217;irrigidimento che questa &#8220;clericalizzazione&#8221; ha introdotto nella societ\u00e0 europea e mondiale, sia pure con le differenze di cultura e di tradizione che i 5 continenti hanno conosciuto. Riconoscere, come poteva fare ancora S. Tommaso d&#8217;Aquino nella seconda met\u00e0 del XIII secolo, che la dimensione naturale e civile \u00e8 intrinseca al sacramento del matrimonio, implica una necessaria &#8220;declericalizzazione&#8221;, che risulta ancora assai complessa. La identificazione tra il matrimonio tra battezzati con il sacramento del matrimonio \u00e8 un automatismo che da almeno un secolo non spiega pi\u00f9 la realt\u00e0. Questa \u00e8 una grande sfida, alla quale siamo chiamati a rispondere riprendendo alcuni elementi dello stile &#8220;nuovo&#8221; con cui <em>Amoris Laetitia<\/em> ha risposto al compito di un ripensamento della tradizione.<\/p>\n<p>b) Un secondo punto qualificante mi pare la riflessione, che unifica la storica e il teologo, sulla sfida imposta da un capovolgimento della relazione tra &#8220;amore&#8221; e &#8220;impegno&#8221;. Si dice, con un certo effetto speciale, del passaggio tra &#8220;impegno senza amore&#8221; ad &#8220;amore senza impegno&#8221;.\u00a0 La nostalgia per una &#8220;societ\u00e0 dell&#8217;onore&#8221;, in cui il sesso \u00e8 esercitato esclusivamente sotto il controllo sociale, non pu\u00f2 rimediare al compito, certamente impegnativo, di dare uno sfondo comune e pubblico al legame d&#8217;amore. La chiesa cattolica, che ha gestito per 500 anni la questione matrimoniale sul registro prevalentemente giuridico, e lo ha fatto anche per difendere mla libert\u00e0 dei coniugi,come pu\u00f2 elaborare oggi una testimonianza del Vangelo dell&#8217;amore che non si illuda di trovare nella &#8220;legge oggettiva&#8221; il livello pi\u00f9 adeguato di conformit\u00e0 alla volont\u00e0 di Dio e di discepolato di Cristo?<\/p>\n<p>c) Il terzo punto, forse il pi\u00f9 delicato, \u00e8 la rilettura teologica di questa storia. Sarebbe difficile negare che il modello classico abbia subito un grande travaglio. Ma forse la trascrizione di questo passaggio nelle categorie della &#8220;dissoluzione individualistica&#8221;, in cui alla figura individuale del matrimonio viene attribuita semplicemente (e semplicisticamente) la qualificazione di &#8220;violenza e durata (limitata) degli istinti sessuali&#8221;. Si ascolta, nel sottofondo, quasi come un basso continuo, la nostalgia per la &#8220;societ\u00e0 dell&#8217;onore&#8221; in cui \u00e8 il diritto e il costume a determinare e controllare l&#8217;esercizio sociale della sessualit\u00e0. Uno stile benedetto dalla Chiesa, ma in un altro mondo. Qui, a mio parere, il modello &#8220;tridentino&#8221; (di immaginario sociale, culturale ed ecclesiale) sembra assorbire l&#8217;intero orizzonte tradizionale e leva il fiato. La parola profetica con cui <em>Amoris Laetitia<\/em> 304 definisce &#8220;meschino&#8221; questo ideale sembra quasi tramontare, lasciando ancora spazio alla rivendicazione di una non ben chiarita &#8220;antropologia cristiana&#8221; che saprebbe, originariamente, la differenza dal desiderio e il ruolo oggettivo della legge. Su questo punto, a me pare, un certo fondamentalismo istituzionale, come inerzia della societ\u00e0 dell&#8217;onore, non riesce a venire a capo non dico del &#8220;matrimonio laico&#8221;, ma del &#8220;matrimonio&#8221; tout-court, senza idealizzarlo in una sorta di &#8220;mistica sponsale&#8221;, almeno tanto insidiosa quanto il delirio di onnipotenza del soggetto, con cui oggi dobbiamo confrontarci.<\/p>\n<p>Su ognuno di questi punti dobbiamo accollarci la fatica del pensiero, in un confronto davvero radicale con la originaria &#8220;laicit\u00e0&#8221; del matrimonio, nel senso pi\u00f9 bello del termine, di cui \u00e8 ricco il pensiero premoderno e postmoderno, molto pi\u00f9 di quello moderno. Che il matrimonio stia &#8220;prima della caduta&#8221; implica una sorta di &#8220;metacritica&#8221; di ogni sua riduzione a istituzione di rimedio. Nel matrimonio c&#8217;\u00e8 uno stare &#8220;in Cristo&#8221; prima della incarnazione. Questo &#8220;eccesso di amore&#8221;, naturalmente fondato, non si lascia ridurre a legge oggettiva n\u00e9 a competenza ecclesiale. Mai. Per questo, tra i sacramenti, \u00e8 il primo &#8220;ratione significationis&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un articolo, che sta a met\u00e0 tra un pezzo da &#8220;rotocalco&#8221; e una riflessione pensosa sulla tradizione matrimoniale, uscito oggi su &#8220;Avvenire&#8221; (e che si pu\u00f2 leggere qui), si trovano alcuni buoni spunti per&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19434"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19434"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19434\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19436,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19434\/revisions\/19436"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19434"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19434"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19434"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}