{"id":19414,"date":"2024-07-05T09:45:12","date_gmt":"2024-07-05T07:45:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=19414"},"modified":"2024-07-05T11:07:08","modified_gmt":"2024-07-05T09:07:08","slug":"maschilita-autorita-e-kenosi-la-liberta-di-cristo-e-la-liberta-della-donna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/maschilita-autorita-e-kenosi-la-liberta-di-cristo-e-la-liberta-della-donna\/","title":{"rendered":"Maschilit\u00e0, autorit\u00e0 e kenosi: la libert\u00e0 di Cristo e la libert\u00e0 della donna"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ministerodonne2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-12489\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ministerodonne2-300x177.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"177\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ministerodonne2-300x177.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ministerodonne2.jpg 440w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>A partire dal dialogo tra M. Nardello e me, che ha visto poi gli interventi di M. Imperatori, L. Castiglioni e S. Zorzi (sia su questo blog sia sulla rivista &#8220;SettimanaNews&#8221;) \u00e8 emersa, con una certa forza, la esigenza di un chiarimento della &#8220;mascolinit\u00e0 di Ges\u00f9&#8221;, che sembra un passaggio obbligato per ogni fondazione sistematica della &#8220;riserva maschile&#8221;. In altri termini, si tratta di chiarire bene due punti, che la discussione degli ultimi decenni ha posto in primo piano:<\/p>\n<p>a) Quale valore abbia per Ges\u00f9 e per il Figlio di Dio il fatt\u1d0f di essere di sesso maschile;<\/p>\n<p>b) Quale correlazione possa o debba esservi tra il sesso del Signore e il sesso del suo ministro.<\/p>\n<p>Vorrei fare alcune osservazioni generali sia su questi due punti (nella loro diversit\u00e0) sia sul fatto che la attenzione della teologia si sia soffermata proprio su questo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il tema \u00e8 inesistente nelle tradizioni antiche, medievali e moderne. Tutti ammettono, con una certa pacifica coscienza, che nessuno ha mai dubitato della mascolinit\u00e0 di Ges\u00f9. Ma altrettanto dovremmo ammettere che il &#8220;sesso maschile&#8221; era visto, storicamente, come &#8220;genere maschile&#8221;. Questo ha introdotto, indirettamente, nella argomentazione teologica, un argomento spurio e per certi versi contraddittorio. Il &#8220;sesso maschile&#8221; \u00e8 stato letto, per molti secoli, come &#8220;garanzia di autorit\u00e0 pubblica&#8221;. Questo ha segnato pesantemente la considerazione, per differenza, del sesso femminile, come &#8220;privo di autorit\u00e0 pubblica&#8221;. Potremmo dire che per molti secoli il tema \u00e8 rimasto scontato e quando \u00e8 stato fatto oggetto di riflessione, si \u00e8 assestato secondo le evidenze &#8220;androcentriche&#8221; che la teologia condivideva con il resto della cultura. Del sesso maschile si parlava a proposito del ministro, non del Signore: era una condizione perch\u00e9 la autorit\u00e0 del Capo potesse essere mediata nel corpo della Chiesa.<\/p>\n<p>Una rilettura della &#8220;mascolinit\u00e0 di Ges\u00f9&#8221; nasce quando, essendo diventati inservibili tutti gli argomenti classici con cui si era giustificata la riserva maschile, si cerca di proporre, sul piano sistematico, una rilettura del fondamento cristologico di questa &#8220;riserva&#8221;. Se la si fonda in Cristo stesso, come nessuno aveva mai pensato di fare prima del XX secolo, allora si sta in una botte di ferro. In un certo senso, la soluzione &#8220;riservata&#8221; \u00e8 anticipata sul problema. In questo modo la operazione viene proposta (da Von Balthasar e da Imperatori, con richiami in Castiglioni) con la teoria di una &#8220;maschilit\u00e0 kenotica&#8221;.\u00a0 Il riferimento al maschile viene cos\u00ec sottratto alla &#8220;cultura comune&#8221; e risignificato dal punto di vista della interpretazione che ne ha dato Ges\u00f9, intendendolo come abbassamento, come un dare la vita per l&#8217;altro, come un assumere la condizione di &#8220;servo&#8221;. Questa operazione sistematica inverte i poli della questione: fa discendere la &#8220;riserva maschile&#8221; dalla mascolinit\u00e0 kenotica di Cristo, e cos\u00ec mira ad ottenere la conferma della esclusione della donna, mediante un abbassamento, piuttosto che un innalzamento del maschile rispetto al femminile. Qui, tuttavia, a me pare evidente come la operazione maturi nell&#8217;ambito di un contesto in cui la teologia fa e disfa le proprie categorie, nella presunta autonomia dalla cultura comune. Una risignificazione del maschile, che non riesca per\u00f2 ad uscire da una &#8220;differenza di potere&#8221; (non importa se come autorit\u00e0 o come kenosi) lascia comunque il femminile in una zona residuale. Come ha scritto bene Castiglioni: la mascolinit\u00e0 di Cristo \u00e8 kenotica, ma la kenosi perch\u00e9 mai dovrebbe essere solo maschile?<\/p>\n<p>Mediante questo capovolgimento, tuttavia, la questione del ministero resta piuttosto vaga. Anche quando noi avessimo cambiato lettura della mascolinit\u00e0 di Ges\u00f9 e avessimo pienamente acquisito la lettura &#8220;kenotica&#8221; e non &#8220;androcentrica&#8221; del suo essere maschio, in che modo potremmo o dovremmo trasferire sul suo &#8220;ministro&#8221; la stessa logica?\u00a0 Se le due grandi linee della esclusione del femminile elaborate dalla scolastica (la donna non ha autorit\u00e0 in pubblico, la donna non pu\u00f2 rappresentare il Signore) non sono pi\u00f9 convincenti, e al loro posto si sostituisce una riflessione sulla &#8220;maschilit\u00e0 kenotica&#8221; di Ges\u00f9, in che modo potremo evitare di dare ad intendere che, pur di non riconoscere il &#8220;segno dei tempi&#8221; della donna nello spazio pubblico, possiamo totalmente\u00a0 &#8220;teologizzare la questione&#8221; e cavarcela cos\u00ec, continuando esattamente con la medesima &#8220;riserva&#8221; (e medesima esclusione) di prima? La esitazione che anche i pi\u00f9 strenui difensori di una lettura &#8220;kenotica&#8221; manifestano sul piano delle conseguenze ministeriali mi pare il segnale della insufficienza di una lettura &#8220;sistematica&#8221; completamente introversa. Occorre, in altri termini, coniugare, con la maschilit\u00e0 kenotica del Signore, la autorevolezza della donna in ambito pubblico. Alla libert\u00e0 del Signore, che interpreta in modo nuovo l&#8217;essere maschio, corrisponde la libert\u00e0 della donna, quando esce dai ruoli predeterminati che non la rivelazione, ma la cultura le aveva predisposto, spesso con la benedizione anche della pi\u00f9 alta teologia. Il compito di una teologia sistematica \u00e8 di coniugare la libert\u00e0 di Cristo con la libert\u00e0 della donna.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A partire dal dialogo tra M. Nardello e me, che ha visto poi gli interventi di M. Imperatori, L. Castiglioni e S. 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