{"id":19409,"date":"2024-07-04T08:34:50","date_gmt":"2024-07-04T06:34:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=19409"},"modified":"2024-07-04T08:37:13","modified_gmt":"2024-07-04T06:37:13","slug":"donna-e-ministero-in-dialogo-con-selene-zorzi-di-m-imperatori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/donna-e-ministero-in-dialogo-con-selene-zorzi-di-m-imperatori\/","title":{"rendered":"Donna e ministero: in dialogo con Selene Zorzi (di M. Imperatori)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left\" align=\"center\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ministerodonne1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-11394\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ministerodonne1-300x177.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"177\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ministerodonne1-300x177.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ministerodonne1.jpg 440w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left\" align=\"center\"><em>Prosegue il dibattito intorno all&#8217;accesso della donna al ministero ordinato. In risposta all&#8217;intervento di S. Zorzi (che si pu\u00f2 leggere <a href=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/della-mascolinita-di-gesu-di-nazaret-di-s-zorzi\/\">qui<\/a>) M. Imperatori discute alcune affermazioni e propone una ricostruzione diversa di alcuni dati della tradizione. Ringrazio P. Imperatori per questo intervento. Credo che sia molto utile valutare la rilevanza di queste argomentazione sulla &#8220;mascolinit\u00e0&#8221; (a livello cristologico ed ecclesiale), che per\u00f2 sono entrate nella argomentazione teologica soltanto nella seconda met\u00e0 del XX secolo, dopo la uscita della donna dalla &#8220;minorit\u00e0 privata&#8221;, cui l&#8217;aveva costretta la cultura comune, fatta propria anche dalla cultura ecclesiale (ag)<\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-size: large\"><b>In dialogo con Selene Zorzi <\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-size: large\">di Mario Imperatori<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">L\u2019intervento di Selene Zorzi mi sembra ricco di spunti interessanti, meritevoli di approfondimenti.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Condivido senza remore l\u2019esigenza di separare la mascolinit\u00e0 dall\u2019androcentrismo dominatore, senza che ci\u00f2 implichi dover poi negare il significato teologico della mascolinit\u00e0 di Cristo, rivelazione di Dio. Mi limiterei soltanto ad aggiungere che l\u2019identificazione tra mascolinit\u00e0 e ruolo androcentrico dominatore del maschio risulta uno dei frutti pi\u00f9 deleteri del peccato cos\u00ec come viene narrato in Gen 3 che, non dimentichiamolo, per la tradizione dogmatica costituisce il riferimento veterotestamentario cruciale per la teologia del peccato originale. Risulta altamente significativo, all\u2019opposto, il <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>Cantico dei cantici<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> che, proprio richiamando Gen 1-2 e lasciando chiaramente trasparire una parit\u00e0 di genere tra amanti chiude, come noto, il canone ebraico delle Scritture, significando con ci\u00f2 il compimento escatologicamente sponsale dell\u2019alleanza tra Dio e Israele<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a>.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Da questo consegue, come poi giustamente sostenuto dalla Zorzi, che la mascolinit\u00e0 di Ges\u00f9 non potr\u00e0 se non risultare <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>necessariamente inclusiva<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">. In caso contrario essa non potrebbe infatti essere conforme al disegno di Dio. Al fine di poi evitare l\u2019errore, da lei correttamente denunciato, di introdurre una figura maschile di Dio, che renderebbe la mascolinit\u00e0 sola in grado di rappresentarlo teologicamente, mi pare non inutile approfondire brevemente la <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>dimensione relazionale<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> custodita da questa necessaria inclusivit\u00e0 della mascolinit\u00e0 di Ges\u00f9. Lo possiamo fare affermando che proprio l\u2019assunzione dell\u2019unica natura umana nella parzialit\u00e0 del suo polo maschile da parte del Figlio del Padre, col conseguente carattere <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>non androgino<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> della sua sessualit\u00e0, sembra assegnare al polo femminile, necessariamente non assunto dalla <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>Leib<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> del Verbo incarnato, il ruolo di significare la non meno <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>imprescindibile <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">risposta umana al rivelarsi di Dio in Cristo. E <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>precisamente<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> nel significare <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>tale<\/i><\/span> <span style=\"font-size: medium\"><i>necessaria<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> imprescindibilit\u00e0, il polo femminile viene <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>pienamente<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> salvato in Cristo e insieme ad esso pure l\u2019<\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>integralit\u00e0<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> della natura umana da Lui assunta. Al punto tale che \u00e8 proprio la non assunzione del polo femminile ad evidenziare l\u2019<\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>essenziale<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> carattere relazionale della stessa maschilit\u00e0 del Figlio, da Lui per di pi\u00f9 assunta in modo kenotico e perci\u00f2 mai androcentricamente dominatore. Senza questo imprescindibile riferimento al polo femminile non direttamente assunto, in nessun modo potr\u00e0 perci\u00f2 darsi <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>piena<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> rivelazione <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>cristo<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">-logica, bens\u00ec solo una logica cristo<\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>-monista<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">. A questo punto ci sembra allora del tutto superfluo ricorrere alla distinzione tra <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>vir <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">e <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>homo<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> richiamata dalla Zorzi, una distinzione che tra l\u2019altro in latino non risulta poi cos\u00ec netta come l\u2019autrice, insieme ad altri, sembra qui supporre.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Quanto abbiamo appena affermato entra poi centralmente nel definire anche l\u2019<\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>identit\u00e0<\/i><\/span> <span style=\"font-size: medium\"><i>mediatrice<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> dell\u2019unico Somme Sacerdote, alla quale sembrerebbe non appartenere, secondo la Zorzi, la sessuazione maschile di Ges\u00f9. Una tale non appartenenza sarebbe secondo noi sostenibile solo come contrapposizione ad una logica rigorosamente cristomonista. Non cos\u00ec avviene invece in una cristologia nella quale la sessuazione giochi un <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>fondamentale<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> ruolo relazionale. In questa prospettiva relazionale il polo maschile assunto dal Figlio dice infatti che siamo di fronte ad una mediazione autenticamente cristo-<\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>logica<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> proprio perch\u00e9 in grado di suscitare e promuovere libere mediazioni partecipate che, precisamente perch\u00e9 tali, ne esaltano al massimo la capacit\u00e0 relazionale<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a>, ben significata dal necessario rimando al polo femminile non assunto. E la prima di tali mediazioni non potr\u00e0 a questo punto non risultare quella <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>mariana<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">, se correttamente intesa nell\u2019<\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>unicit\u00e0<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> del suo <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>complesso e pluridimensionale<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> ruolo cooperatore, dalla forte caratterizzazione discepolare e sacerdotale, oltre che materna. E a lei va strettamente associata anche la Chiesa, di cui essa \u00e8 <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>typos<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a>, con tutti i ministeri in essa operanti. Senza Maria\/Chiesa non potr\u00e0 perci\u00f2 darsi alcuna <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>vera e piena<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> logica cristologica, in quanto verrebbe meno la strutturale dimensione relazionalmente responsoriale della rivelazione di Dio in Cristo. La mascolinit\u00e0 potr\u00e0 per conseguenza risultare costitutiva del ruolo mediatore di Cristo solo e unicamente se questo ruolo non venga equivocato in modo erroneamente arelazionale.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Mi sembra che tutto questo trovi ampia e precisa conferma nel <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>significato escatologico<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> della sessuazione come caratteristica costitutiva di ciascuna persona umana. Tale significato, come ben sottolineato dalla Zorzi, non riguarda la sua dimensione procreativa, bens\u00ec, appunto, quella relazionale e tocca centralmente la trasfigurazione della <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>Leib<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> sessuata umana. Difficile a questo punto non evocare qui la corporeit\u00e0 trasfigurata del Figlio Risorto e della Madre e Discepola Assunta in cielo come anticipo profetico del destino di tutta l\u2019umanit\u00e0 da Lui redenta.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Sulla base di questi presupposti e alla luce dell\u2019imprescindibile rilevanza anche <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>sacramentale<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> della corporeit\u00e0 umana, che affonda le sue radici nel <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>Verbum caro<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">, Sacramento primordiale (<\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>Ur-Sakrament<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">), mi sembra allora delinearsi il quadro all\u2019interno del quale poter affrontare in modo teologicamente adeguato il tema della relazione tra il sacramento dell\u2019Ordine e il significato relazionale richiamato non solo dalla dinamica polarit\u00e0 sessuata dell\u2019unica natura umana assunta dal <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>Logos<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">, ma pure dal fatto che, solo perch\u00e9 in stretta e vitale relazione con Lui, la Chiesa pu\u00f2 risultare sacramento fondamentale (<\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>Grund-Sakrament<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">). E questo nella consapevolezza, giustamente richiamata dalla Zorzi, circa la dimensione anche storica implicata dalla concreta articolazione del sacramento dell\u2019Ordine, giunta a significativa maturazione con la <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>Lumen gentium<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">, maturazione a cui appartiene integralmente anche il <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>Motu proprio<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> di Benedetto XVI <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>Omnium in mentem<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> (2009). <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><a name=\"_GoBack\"><\/a><span style=\"font-size: medium\">A questo punto la domanda davvero cruciale mi sembra allora essere <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>se<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> e <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>come<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> questa essenziale dimensione relazionale implicata dalla logica autenticamente cristologica, ben richiamata anche dal polo femminile non direttamente assunto dal Figlio del Padre, possa eventualmente venir significata anche all\u2019interno dello stesso sacramento dell\u2019Ordine e dalla sua <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>representatio<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">. E ci\u00f2 senza tuttavia mai cadere, anche simbolicamente, non soltanto nell\u2019equivoco androcentrico, abbastanza corrente nel passato, ma pure in quello androgino, oggi non meno problematico del primo in quanto distruggerebbe alla radice il significato teologico della dinamica polarit\u00e0 sessuale umana. Una polarit\u00e0 che il Crocifisso Risorto ha, come ultimo Adamo, certamente redento dal peccato, ma non l\u2019ha per nulla abolita, pienamente integrandola invece all\u2019interno del Mistero grande della relazione sacramentale che unisce Cristo alla Chiesa sua sposa (cf. Ef 5,31-32) e al suo destino escatologico.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Mario Imperatori S.I.<\/span><\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a> Cf. L. SCHWIENHORST-SCH\u00d6NBERGER, \u00abL\u2019uomo e la donna nel Cantico dei Cantici. Aspetti antropologici e teologici\u00bb in: <i>Ricerche Storico-Bibliche<\/i> (2018)<span lang=\"en-GB\">, 39-44.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a> Cf. <i>Lumen gentium <\/i>n. 62.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a> Cf. <i>Lumen gentium <\/i>n. 63.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prosegue il dibattito intorno all&#8217;accesso della donna al ministero ordinato. In risposta all&#8217;intervento di S. Zorzi (che si pu\u00f2 leggere qui) M. 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