{"id":19389,"date":"2024-06-27T00:00:10","date_gmt":"2024-06-26T22:00:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=19389"},"modified":"2024-06-27T00:00:10","modified_gmt":"2024-06-26T22:00:10","slug":"la-liturgia-secondo-lanzetta-non-cronolatria-ma-cronofobia-in-un-video","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-liturgia-secondo-lanzetta-non-cronolatria-ma-cronofobia-in-un-video\/","title":{"rendered":"La liturgia secondo Lanzetta: non \u201ccronolatria\u201d, ma &#8220;cronofobia&#8221; in un video"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viadelconcilio2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-13948\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viadelconcilio2-296x300.jpg\" alt=\"\" width=\"296\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viadelconcilio2-296x300.jpg 296w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viadelconcilio2.jpg 949w\" sizes=\"(max-width: 296px) 100vw, 296px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In un <a href=\"https:\/\/www.google.com\/search?q=lanzetta+serafino+Grillo&amp;sca_esv=6863e938cef980d7&amp;sca_upv=1&amp;rlz=1C1DIMC_itIT1110IT1111&amp;tbm=vid&amp;sxsrf=ADLYWIJpz5-JaiMqIbMdAjGbUe5euhQ8FQ%3A1719438363586&amp;ei=G4x8Ztu0I-6P9u8Po4iroAE&amp;ved=0ahUKEwibrv-Gn_qGAxXuh_0HHSPEChQQ4dUDCA0&amp;uact=5&amp;oq=lanzetta+serafino+Grillo&amp;gs_lp=Eg1nd3Mtd2l6LXZpZGVvIhhsYW56ZXR0YSBzZXJhZmlubyBHcmlsbG8yCBAhGKABGMMESJYLUN8IWN8IcAB4AJABAJgBoQKgAeYDqgEFMC4xLjG4AQPIAQD4AQGYAgKgApEEwgIEECMYJ8ICCBAAGIAEGKIEmAMAiAYBkgcFMi0xLjGgB7sF&amp;sclient=gws-wiz-video#fpstate=ive&amp;vld=cid:9d1d801b,vid:uuKLW7m9EXQ,st:0\">video di 75 minuti<\/a> (comprendente conferenza e dibattito) il prof. Serafino Lanzetta ha proposto una comprensione del cuore della mia <a href=\"https:\/\/blog.messainlatino.it\/2024\/06\/intervista-di-mil-al-prof-andrea-grillo.html\">intervista su Messainlatino<\/a>, nella quale non posso proprio riconoscermi. Il professore usa toni felpati, ma utilizza concetti rozzi e grossolani. Perci\u00f2 ritengo utile brevemente replicare alle sue affermazioni pi\u00f9 azzardate e pi\u00f9 ingiuste, non tanto verso di me, che conto niente, ma verso la Riforma Liturgica, Paolo VI e papa Francesco.<\/p>\n<p>a) La comprensione della liturgia offerta da Lanzetta \u00e8 preghiera e dottrina: il ruolo della azione sembra totalmente assente. Sembra che Lanzetta non conosca nessuno dei grandi padri del Movimento Liturgico: n\u00e9 Guardini, n\u00e9 Casel, n\u00e9 Vagaggini, n\u00e9 Marsili, n\u00e9 Jungmann. Per questo sembra del tutto ignorare la lunga stagione che ha preparato il Concilio Vaticano II e che ha messo in opera quel delicato lavoro di \u201ctraduzione della tradizione\u201d che \u00e8 la riforma liturgica. Invece Lanzetta esaspera il ruolo della \u201criforma\u201d come se fosse una \u201ccosa nuova\u201d, un \u201cprodotto originale\u201d, senza rapporti con la storia e con la tradizione. La sottolineatura del \u201cfuturo\u201d, che lui traduce in \u201crottura\u201d, \u00e8 un vero errore metodologico nel comprendere non tanto quello che ho scritto io, ma quello che il Movimento Liturgico, il Concilio, Paolo VI e Francesco hanno detto lungo un secolo. Tutto questo per Lanzetta non esiste: lui vede soltanto l\u2019arbitrio di una \u201crottura\u201d, dimenticando la profonda rilettura della tradizione che ha preparato e accompagnato la riforma liturgica.<\/p>\n<p>b) Ad un certo punto, Lanzetta propone un esempio. Ma l\u2019esempio fa letteralmente cadere le braccia. Era difficile scegliere un esempio peggiore. Egli dice: la riforma liturgica \u00e8 come una \u201cmela\u201d che vuole essere valorizzata, ma condannando il ramo su cui era attaccata, il fusto da cui sporgeva il ramo e le radici che sostenevano il tutto. Ora, questo esempio \u00e8 del tutto fuoriluogo. Se per capire un interlocutore io lo costringo in un esempio distorto, ho facilmente ragione, ma non sto parlando con lui, ma con la mistificazione che di lui mi sono costruito. La riforma liturgica valorizza l\u2019intero albero, dalle radici al frutto. Non \u00e8 una parte, ma il tutto in una nuova figura. Ed \u00e8 qui che Lanzetta sembra totalmente sordo: il rito romano, nella sua pienezza, sta ora nella forma assunta con la riforma successiva al Vaticano II, dal Vaticano II richiesta e posta alla Chiesa come obiettivo. Nessuno condanna lo sviluppo che ha portato alla riforma, ma ci\u00f2 che viene giudicato errato (da Paolo VI e da Traditionis Custodes) \u00e8 il fatto di creare una condizione in cui il rito romano, la cui forma \u00e8 stata riformata, possa essere celebrato e vissuto come se la riforma non ci fosse stata. Questo \u00e8 il vulnus: e se Lanzetta non se ne accorge, il problema sono le categorie con cui legge il fenomeno.<\/p>\n<p>c) Il terzo punto riguarda proprio il MP Summorum Pontificum. Lanzetta dice che quel provvedimento era una grande intuizione teologica di unit\u00e0, non era principio di divisione. Ma io chiedo a Lanzetta: \u00e8 sicuro che sia una buona teologia quella che \u201cpensa in astratto\u201d? Se uno pensa in astratto che mettere in concorrenza due forme diverse e conflittuali del rito romano possa essere \u201cpacificazione\u201d, ma realizza solo \u201cconflitto\u201d, io credo che si debba mettere in dubbio che quella sia una buona teologia. La teologia non si fa in astratto, ma in concreto. Fin dal 2007 era chiaro che SP sarebbe stato un disastro, non avrebbe portato pace dove c\u2019era conflitto e avrebbe invece portato conflitto dove c\u2019era pace. Cos\u00ec \u00e8 stato. Due forme, che interpretano non solo due figure di liturgia, ma diversi equilibri ecclesiali, spirituali e oranti, non possono essere \u201ccontemporanee\u201d. Nella storia sono le forme legittime, ma di una evoluzione che non pu\u00f2 essere n\u00e9 fermata n\u00e9 capovolta. Per questo si dice \u201cirreversibile\u201d: perch\u00e9 la storia non si pu\u00f2 negare. Il vero problema non \u00e8 che vi sia una \u201ccronolatria\u201d. Il vero problema \u00e8 quello di una forma astratta e astorica di comprensione della teologia e della liturgia. Non cronolatria, ma una cronofobia e una rimozione della storia hanno illuso alcuni che si potesse, attraverso una \u201crianimazione\u201d del VO, arrivare a negare il Concilio Vaticano II. La paura della storia fa cercare in un passato idealizzato la forma della liturgia in reazione alla forma vigente, che non si accetta per principio e per pregiudizio.<\/p>\n<p>d) Infine, nella foga (sempre misurata) con cui Lanzetta esponeva le sue idee, ad un certo punto \u00e8 arrivato a dire (riferendosi non a me, ma a Traditionis Custodes) che cos\u00ec si nega la tradizione e che la riforma liturgica \u00e8 una rottura con la tradizione. Poi subito si \u00e8 preoccupato di precisare che \u201cgli altri\u201d, i \u201cpi\u00f9 radicali\u201d dicono cos\u00ec. Ma che, in qualche modo, questi sono giustificati perch\u00e9 certi professori affermano che c\u2019\u00e8 una condanna dell\u2019albero e delle radici per affermare soltanto i diritti della mela. Dire che c\u2019\u00e8 \u201cuna sola lex orandi\u201d non \u00e8 affatto una rivoluzione, ma \u00e8 dire la cosa pi\u00f9 elementare, che vale sempre in ogni unit\u00e0 di tempo e di spazio. Da sempre \u00e8 cos\u00ec. La cosa strana, frutto di \u201ccronofobia\u201d, \u00e8 pensare che tutto resti contemporaneo e che lo sviluppo sia solo apparenza. Le forme del rito romano nella storia sono state diverse. Ma in ogni tempo una sola era vigente, salvo i casi di specificit\u00e0 locali o personali. Pensare di poter celebrare, oggi, nella forma riformata o nella forma senza riforma significa sollevare il dubbio sulla necessit\u00e0 di promuovere una riforma della liturgia e della chiesa, come il Concilio Vaticano II ha espressamente domandato. Ridurre questo alla fissazione di alcuni, professori o papi che siano, non \u00e8 una bella prestazione per la fatica del concetto che il prof. Lanzetta cerca di esercitare, certo con accurata applicazione, ma in questo caso con un eccesso di irriflessa unilateralit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; In un video di 75 minuti (comprendente conferenza e dibattito) il prof. 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