{"id":19380,"date":"2024-06-24T08:11:40","date_gmt":"2024-06-24T06:11:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=19380"},"modified":"2024-06-24T08:22:04","modified_gmt":"2024-06-24T06:22:04","slug":"nei-formulari-dei-vescovi-la-piramide-non-e-rovesciata-visite-ad-limina-e-preconcilio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/nei-formulari-dei-vescovi-la-piramide-non-e-rovesciata-visite-ad-limina-e-preconcilio\/","title":{"rendered":"Nei formulari dei Vescovi la piramide non \u00e8 rovesciata: visite ad limina e preconcilio"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/sanpietro2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-10903\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/sanpietro2.jpg\" alt=\"\" width=\"290\" height=\"174\" \/><\/a><\/p>\n<p><b>Le visite \u201cad limina\u201d e la piramide (non) rovesciata: da quale secolo viene il formulario per i Vescovi?<\/b><\/p>\n<p>Sulle domande con cui la Congregazione (oggi Dicastero) dei Vescovi si rivolge ai diversi soggetti implicati, nei vari processi necessari alla sua attivit\u00e0 amministrativa, mi aveva colpito un aspetto, gi\u00e0 alcuni anni fa.<\/p>\n<p><i>La (superata) sensibilit\u00e0 verso Summorum Pontificum come condizione per le nomine<\/i><\/p>\n<p>Risultava, infatti, che a partire dal 2007-2008, era diventato normale ritenere qualificante, per un candidato all\u2019episcopato, la sua \u201csensibilit\u00e0\u201d nel celebrare con il VO. Allora scrissi della cosa e della brutta inclinazione ad ordinare solo quei candidati che si fosse pronunciati favorevolmente rispetto al cosiddetto \u201cusus antiquior\u201d del rito romano. Avevo anche visto colleghi che, resisi improvvisamente disponibili a quella sensibilit\u00e0, avevano fatto sicura carriera. Che il favore al MP <i>Summorum Pontificum<\/i> fosse considerato una condizione per ritenere idoneo un candidato alla ordinazione episcopale, mi sembrava un modo di trasformare il processo amministrativo in una selezione ideologica e in un condizionamento scorretto dei comportamenti. Per fortuna, dopo il 2013, le cose sono cambiate e questo \u201cvulnus\u201d \u00e8 scomparso dai criteri di discernimento.<\/p>\n<p><i>Il formulario (non superato) per le \u201cvisite ad limina\u201d<\/i><\/p>\n<p>In questi giorni, per puro caso, mi sono imbattuto in un fenomeno diverso, che non riguarda le nuove nomine, ma la verifica dei vescovi gi\u00e0 ordinati, diciamo \u201cgi\u00e0 in servizio\u201d. Sul sito del Dicastero per i Vescovi si trova un \u201cFormulario per la relazione quinquennale\u201d in cui si rivolgono ai Vescovi, da parte della Curia del Papa, delle domande, la cui formulazione in alcuni casi solleva profonde perplessit\u00e0. Alcune domande manifestano una mentalit\u00e0 talmente arretrata e una forma di riduzione burocratica del ministero episcopale che meritano un minimo di esame critico. Va detto che la loro formulazione risale, come sta scritto nel testo, al 1997. Lo scopo del formulario \u00e8 di \u201cfavorire la comunione tra le Chiese Particolari e il Romano Pontefice\u201d. Certo, per favorire la comunione bisognerebbe parlare una lingua comune. Oltretutto, come spiego sempre ai miei studenti, il punto decisivo non \u00e8 dare risposte, ma formulare bene le domande. Per questo mi sono sorpreso di trovare, nel documento, domande formulate male, in modo distorto e assai tendenzioso, utilizzando categorie e nozioni che nessuno, a ragione, userebbe in pubblico: come se, proprio nella intimit\u00e0 del rapporto di comunione tra vescovi e papa, si potesse essere \u201csinceri\u201d e si potesse dire \u201ctutta la verit\u00e0\u201d (ma distorta e unilaterale). Ne presento qui alcuni esempi, tralasciando, ovviamente, le abbondanti parti meramente documentali, di raccolta di dati su organi, strutture e persone.<\/p>\n<p><i>Lo schema generale<\/i><\/p>\n<p>Di un certo interesse \u00e8 lo \u201cschema sistematico\u201d delle domande, che gi\u00e0 segnala un \u201cordo\u201d piuttosto arcaico:<\/p>\n<p>IV. Vita cristiana liturgica e sacramentale: I santi nella Chiesa<\/p>\n<p>V. Educazione cattolica<\/p>\n<p>VI. Catechesi<\/p>\n<p>VII. Ministero e vita del clero<\/p>\n<p>VIII. Istituti di vita consacrata e Societ\u00e0 di vita apostolica<\/p>\n<p>IX. Vita missionaria<\/p>\n<p>X. Laici<\/p>\n<p>XI. Ecumenismo<\/p>\n<p>XII. Altre religioni<\/p>\n<p>XIII. Pastorale della famiglia<\/p>\n<p>XIV. Evangelizzazione della cultura<\/p>\n<p>XV. Mezzi di comunicazione sociale<\/p>\n<p>XVI. Giustizia sociale e dottrina sociale della Chiesa<\/p>\n<p>XVII. Carit\u00e0, promozione umana e cristiana<\/p>\n<p>XVIII. Pastorale sanitaria<\/p>\n<p>XIX. Pastorale dei migranti e degli itineranti<\/p>\n<p>XX. Beni artistici e storici della Chiesa<\/p>\n<p>XXI. Situazione economica della diocesi<\/p>\n<p>XXII. Valutazione generale e prospettive di futuro<\/p>\n<p>In questo schema generale appaiono, qua e l\u00e0, domande formulate in un altro tempo e con intenzioni che dovrebbero essere tramontate. Ecco alcuni esempi, con breve commento:<\/p>\n<p><i>Sulla penitenza<\/i><\/p>\n<p>Sotto il titolo IV si legge:<\/p>\n<p>c) <i>Penitenza. Formazione delle coscienze circa il senso del peccato e predicazione della conversione; celebrazioni penitenziali. Uso di un luogo adatto per il sacramento della Penitenza e rispetto dei fedeli che desiderano servirsi dei confessionale munito di grata fissa. Predicazione sulla necessit\u00e0 di confessare i peccati mortali prima di accostarsi alla comunione eucaristica. Osservanza dei giorni penitenziali; digiuno e astinenza e opere di misericordia nella prassi della vita cristiana. Dottrina e prassi circa le indulgenze<\/i><\/p>\n<p>Mi chiedo se queste possano essere le questioni fondamentali intorno a cui un Vescovo deve riferire al Papa: di ogni profilo del sacramento si mette sotto la lente un elemento secondario, trascurando tutti quelli primari. Come \u00e8 possibile che un tema decisivo possa essere la \u201cgrata fissa\u201d o la \u201cdottrina delle indulgenze\u201d? In quale secolo \u00e8 stato scritto questo testo burocratico? Ci si rende conto che qui si stanno consultando \u201cvescovi\u201d?<\/p>\n<p><i>Sulle famiglie<\/i><\/p>\n<p>Sotto il titolo XIII si legge:<\/p>\n<p><i>1&#8230;Attentati alla famiglia nell\u2019ambito della diocesi: coabitazione di fatto, famiglie monoparentali (e madri nubili o sole), divorzio, pseudo unioni degli omosessuali. <\/i><\/p>\n<p><i>3. Azione della Chiesa o dei cattolici (singoli e associati) per la difesa dei diritti della famiglia, presso l\u2019autorit\u00e0 politica e presso l&#8217;opinione pubblica. Iniziative messe in atto dagli <\/i><\/p>\n<p><i>organismi diocesani per la trasmissione dell&#8217;insegnamento della Chiesa sulla morale sessuale, il matrimonio e il rispetto della vita umana. <\/i><\/p>\n<p>Ancor pi\u00f9 in questo caso ci troviamo a decenni di distanza dai toni e dai contenuti di <i>Amoris Laetitia<\/i>. E mi chiedo: \u00e8 lecito ad ufficiali di Curia ignorare che il linguaggio che usano (che si esaurisce terminologicamente nella seconda met\u00e0 del 900) contrasta non solo con la sensibilit\u00e0 dei battezzati (che \u00e8 cresciuta, anche se loro sono rimasti indietro), ma con le espressioni pi\u00f9 recenti del magistero papale? Pu\u00f2 la curia romana usare il linguaggio di 80 anni fa, pregiudicando le diverse forme di \u201cfamiglia\u201d in categorie del tutto distorte?<\/p>\n<p><i>Sulla cultura<\/i><\/p>\n<p>Sotto il titolo XIV<\/p>\n<p><i>2. Problema della secolarizzazione e del relativismo dei valori morali e dei costumi. Estensione dell&#8217;ateismo teorico e pratico nella diocesi. Cause e rimedi pastorali. Formazione nei seminari e nelle facolt\u00e0 di teologia sulle correnti di pensiero nutrite dall&#8217;ateismo o dalla non credenza pratica, quindi sensibilizzazione positiva dei seminaristi e dei sacerdoti alla cultura come campo e mezzo privilegiato di apostolato.<\/i><\/p>\n<p>Anche in questo testo, la formulazione risulta arretrata di almeno 70 anni. La secolarizzazione c\u2019\u00e8 stata, \u00e8 ora diventata \u201cpostsecolarizzazione\u201d e la Curia continua a chiedere ai Vescovi di parlare dell\u2019ateismo come se vivessero nel 1958 e non nel 2024. Come \u00e8 possibile che la inerzia di un testo, che era gi\u00e0 vecchio nel 1997, possa oggi avere l\u2019autorit\u00e0 di orientare le relazioni di tutti i vescovi del mondo? Come \u00e8 possibile che il respiro culturale sia cos\u00ec povero?<\/p>\n<p><i>Le parole fresche del papa e il freddo organigramma burocratico della sua Curia <\/i><\/p>\n<p>Forse leggendo quel Formulario si capisce meglio la fatica con cui il papa e alcuni Dicasteri romani, nonostante le buone intenzioni espresse anche <i>apertis verbis<\/i>, restino condizionati da queste categorie sfasate e forzate, che riprendono pi\u00f9 stili antimodernistici preconciliari che reali confronti con il mondo e con la fede, per tentare di comprendere i fenomeni nuovi con categorie diverse da quelle che li pregiudicano irrimediabilmente.<\/p>\n<p>La comunione tra i Vescovi e il Papa, che si celebra ogni 5 anni con le \u201cvisite ad limina Apostolorum\u201d deve nutrirsi di \u201cparresia\u201d, non di formulari apologetici, dallo stile vecchio e dalla sistematica superata, scritti non di rado in pura terminologia burocratica e con una precomprensione che perverte irrimediabilmente una \u201cchiesa in uscita\u201d. Proprio nel momento in cui incontra i Vescovi il Papa dovrebbe parlare con parole di una \u201cchiesa senza uscita\u201d? Di una una chiesa come \u201cpiramide non rovesciabile\u201d, di una chiesa \u201cmonolite\u201d piuttosto che \u201cpoliedro\u201d?<\/p>\n<p>Il papa, nel momento in cui riceve i Vescovi, cio\u00e8 nel momento in cui pu\u00f2 fare i discorsi pi\u00f9 aperti e solleciti sulle famiglie, sulla penitenza e sulla cultura, non merita di essere anticipato da questi formulari scritti in uffici senza finestre e con l\u2019aria viziata. Un papa figlio del Concilio non pu\u00f2 dipendere da testi concepiti da uomini che mostrano di non aver imparato nulla dallo stile conciliare. La loro ottusa ostinazione nel ripetere ad oltranza il nostro passato meno glorioso non pu\u00f2 condizionare la relazione tra Vescovi e Vescovo di Roma. In alcuni passi non secondari del Formulario parla una chiesa autoreferenziale e chiusa, rispetto a cui Ges\u00f9 sta alla porta e bussa, perch\u00e9 vuole uscire. Ma i formulari non sono \u201cdi diritto divino\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le visite \u201cad limina\u201d e la piramide (non) rovesciata: da quale secolo viene il formulario per i Vescovi? 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