{"id":19313,"date":"2024-06-07T06:17:24","date_gmt":"2024-06-07T04:17:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=19313"},"modified":"2024-06-06T23:34:18","modified_gmt":"2024-06-06T21:34:18","slug":"sul-maschile-e-femminile-in-dialogo-con-castiglioni-di-mario-imperatori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/sul-maschile-e-femminile-in-dialogo-con-castiglioni-di-mario-imperatori\/","title":{"rendered":"Sul maschile e femminile, in dialogo con Castiglioni (di Mario Imperatori)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left\" align=\"center\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ministerodonne.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-10443\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ministerodonne-300x177.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"177\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ministerodonne-300x177.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ministerodonne.jpg 440w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left\" align=\"center\"><em>La discussione teologica pu\u00f2 prendere la forma di un &#8220;dialogo tra sordi&#8221; in netto dissenso, oppure quella di un &#8220;affabile colloquio&#8221; tra studiosi in vista di una migliore comprensione del fenomeno. Mi pare che il dialogo tra Castiglioni e Imperatori sia un esempio di ascolto reciproco e di reale lavoro su categorie comuni, per quanto interpretate diversamente e talvolta anche in modo opposto. Ma in una comunanza di intenti e in una reciproca sincera concessione di credito che d\u00e0 fiducia e aiuta a compiere quei passi di approfondimento che non solo la cultura contemporanea esige, ma la stessa divina rivelazione ci chiede, essendo affidata alle mutevoli parole e imprecise nozioni dei figli dell&#8217;uomo. (ag)<\/em><\/p>\n<p align=\"center\">\n<p align=\"center\"><span style=\"font-size: large\"><b>In dialogo con Castiglioni<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"center\">di Mario Imperatori<\/p>\n<ol>\n<li>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Maschilit\u00e0 kenotica del Figlio<\/i><\/span><\/p>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Ho apprezzato l\u2019esplicito riconoscimento espresso da Castiglioni circa la non irrilevanza del tema della maschilit\u00e0 kenotica di Ges\u00f9. Essa \u00e8 all\u2019origine di quel <\/span><span style=\"font-size: medium\">\u00ab<\/span><span style=\"font-size: medium\">maschile singolare<\/span><span style=\"font-size: medium\">\u00bb<\/span><span style=\"font-size: medium\"><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a> che ne caratterizza tutto l\u2019essere e l\u2019operare. Concordo con lui anche sull\u2019affermazione secondo la quale la kenosi sia una realt\u00e0 innanzitutto divina, in quanto riferita al Figlio del Padre fatto uomo. Aggiungerei tuttavia che questa kenosi divina coinvolge la natura umana assunta al punto da diventare una cosa sola con Lui. E di questa natura fa parte integrante anche la sua dimensione sessuata, con tutta la complessit\u00e0 antropologica della dinamica polarit\u00e0 che la caratterizza e di cui oggi siamo forse maggiormente consapevoli di un tempo. <\/span><\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Homo e vir<\/i><\/span><\/p>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Una breve parola sulla differenza tra <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>homo <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">e <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>vir<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">. Nel latino classico tendenzialmente <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>homo<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> si oppone a <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>mulier<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">, mentre <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>vir <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">a <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>femina<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">. Mi pare perci\u00f2 difficile desessualizzare <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>homo<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> opponendolo a un <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>vir<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> sessualizzato in un modo che sembra quasi evocare la figura dell\u2019androgino, oggi ridivenuta un\u2019icona culturale. Dal punto di vista teologico, va poi ricordato che la cristologia agostiniana definisce esplicitamente come <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>vir<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> il Figlio di Dio fatto uomo, collegandolo con un\u2019ecclesiologia dai tratti anche marcatamente sponsali<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a>, a partire dalla scolastica moderna poi alquanto negletta. Tommaso privilegia invece il termine di natura umana, soprattutto per assicurare l\u2019unit\u00e0 dell\u2019unione ipostatica, dove \u00e8 la stessa Persona divina del Figlio a donare l\u2019essere concreto alla natura umana assunta, che oggi dobbiamo per\u00f2 considerare inclusiva anche della sua dinamica dimensione polarmente sessuata. <\/span><\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\"><i>L\u2019essenziale finalit\u00e0 soteriologica della maschilit\u00e0 kenotica assunta dal Figlio<\/i><\/span><\/p>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">A questo punto diventa inevitabile la domanda circa il <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>perch\u00e9<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> dell\u2019assunzione da parte del Figlio del Padre del solo polo maschile di quest\u2019unica natura umana. La condiscendenza di Dio rispetto al contesto storico-culturale evocata da Castiglioni ha certamente un peso. Dobbiamo tuttavia illuminarlo considerando anche la concreta finalit\u00e0 <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>soteriologica<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> che presiede a tutto il movimento kenotico del Figlio e che culmina nel suo essere, come Servo crocifisso, il Redentore. In merito al maschile singolare di Ges\u00f9 ci\u00f2 significa che egli in nessun modo ha potuto prendere su di s\u00e9 la maschilit\u00e0 del primo Adamo peccatore, che oggi dobbiamo definire androcentrica. Pu\u00f2 invece unicamente trattarsi di una maschilit\u00e0 in grado di salvare uomini e donne dalla lotta tra i sessi collegata al peccato originale. Perci\u00f2 essa dovr\u00e0 risultare <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>rigorosamente<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> libera dagli stereotipi di genere presenti nel contesto culturale in cui Ges\u00f9 ha vissuto. Una libert\u00e0 con ragione ben evidenziata da una parte della teologia femminista, ma che testimonia nel contempo il peso in realt\u00e0 relativo esercitato su di Lui dai condizionamenti culturali, essendo Lui non solo vero uomo, ma pure vero Dio. Non sar\u00e0 invece un caso se l\u2019orgogliosa maschilit\u00e0 degli apostoli abbia dovuto subire una pesante umiliazione col tradimento di Giuda, il rinnegamento di Pietro e l\u2019abbandono del Maestro da parte degli altri apostoli prima che il Risorto potesse conferire loro, Giuda escluso, la loro specifica missione apostolica. Umiliazione della loro orgogliosa mascolinit\u00e0 che non trova invece riscontro alcuno in quella della femminilit\u00e0 delle discepole, che insieme alla Madre hanno con fede coraggiosamente seguito Ges\u00f9 fino al sepolcro aperto. Al punto che proprio una di loro, la Maddalena, diventa apostola di apostoli divenuti ormai uomini vacillanti nella fede.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Ma cosa propriamente svela allora <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>di Dio<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> questa profonda <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>riconfigurazione<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> kenotica della maschilit\u00e0 umana del Figlio del Padre? Non gi\u00e0 l\u2019abolizione androgina o transuessuale della distinzione sessuale umana, n\u00e9 la sua irrilevanza teologica. In Lui essa risulta invece redenta e confermata nella sua fondamentale dimensione <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>relazionale<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">, gi\u00e0 presente fin dalla creazione dell\u2019uomo e della donna. Il suo maschile singolare dice infatti, col linguaggio proprio della carne sessuata umana, la struggente intensit\u00e0 amorosa del desiderio divino della loro redenzione (cf. 1Tim 2,4) e dell\u2019unione con loro. E rimanda con ci\u00f2 stesso al cuore del mistero dell\u2019Amore trinitario quale sua origine trascendente, come lo stesso Castiglioni riconosce. Non mi sembra questo un modo per inopportunamente ingigantire il valore della maschilit\u00e0 kenotica del Figlio, quanto piuttosto poterne esplicitare la portata liberante e relazionale meglio di quanto fatto in passato. E questo in risposta, <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>cristologicamente<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> e non solo sociologicamente argomentata<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a>, anche alla giusta presa di coscienza della dignit\u00e0 della donna quale attuale segno dei tempi. E come premessa oggi <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>indispensabile<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> per poter affrontare in modo teologicamente <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>avvertito<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> la questione dell\u2019eventuale ammissione o meno anche delle donne al sacramento dell\u2019Ordine e a quale dei suoi tre gradi.<\/span><\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Corpo glorioso, corpo sessuato ed ecclesiologia sacramentale<\/i><\/span><\/p>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Quanto poi alla relazione tra corpo sessuato di Ges\u00f9 e Corpo glorioso di Cristo, mi sembra che non siamo condannati ad un\u2019ignoranza quasi totale, come sembra invece ritenere Castiglioni, favorito in questo anche dall\u2019oblio del tema dei corpi gloriosi in non poca teologia attuale. Abbiamo innanzitutto il normativo e insuperabile dato neotestamentario secondo il quale il Risorto \u00e8 il Crocifisso e non altri. E questo non come principio teologico astratto o ritrovato puramente letterario, ma bens\u00ec mediante l\u2019inatteso e sorprendente farsi presente, quasi imporsi, del Crocifisso risorto ai discepoli dopo la sua morte infamante e con la sua corporeit\u00e0 gloriosa, variamente descritta nei testi, inclusi quelli paolini. Vi \u00e8 poi <\/span><span style=\"font-size: medium\">\u00ab<\/span><span style=\"font-size: medium\">l\u2019impressionante verit\u00e0 dell\u2019ascensione<\/span><span style=\"font-size: medium\">\u00bb<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote4sym\" name=\"sdfootnote4anc\"><sup>4<\/sup><\/a><\/span> <span style=\"font-size: medium\"><i>di Ges\u00f9<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">, che \u00e8 il <\/span><span style=\"font-size: medium\">\u00ab<\/span><span style=\"font-size: medium\">perno della verit\u00e0 cristiana<\/span><span style=\"font-size: medium\">\u00bb<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote5sym\" name=\"sdfootnote5anc\"><sup>5<\/sup><\/a>, cos\u00ec come<\/span><span style=\"font-size: medium\"> il dogma dell\u2019Assunzione di Maria in cielo in anima e corpo, che un teologo cattolico non pu\u00f2 certo ignorare. Un dogma che non va per\u00f2 relegato all\u2019interno di una mariologia poco frequentata. Esso andr\u00e0 invece strettamente collegato alla risurrezione\/ascensione del Figlio e in circolare relazione ermeneutica con essa e con le sue apparizioni. Quasi a proteggere il cuore pulsante della fede cristiana da ermeneutiche razionaliste tuttora operanti. Non solo. Ma proprio nel mistero dell\u2019Assunzione di Colei che non \u00e8 solo la <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>Mater Dei<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">, ma pure il <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>typos Ecclesiae<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote6sym\" name=\"sdfootnote6anc\"><sup>6<\/sup><\/a>, la dimensione relazionale iscritta nella distinzione sessuale umana sembra trovare conferma pure escatologica.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Tutto questo avr\u00e0 un peso non indifferente nell\u2019articolazione tra il <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>Sacramento primordiale<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> che \u00e8 Cristo, col <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>Sacramento fondamentale<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> che \u00e8 la Chiesa e la cui reciproca co-essenzialit\u00e0 definisce centralmente un\u2019ecclesiologia sacramentale. Da questa co-essenziale relazione sacramentale ci sembra difficile infatti espungere come irrilevante la corporeit\u00e0 non soltanto terrena del <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>Verbum caro factum est<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">, fondamento di ogni sacramentalit\u00e0, ma pure quella gloriosa del Risorto, cos\u00ec come quella di Colei che \u00e8 <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>typos Ecclesiae<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">. Corporeit\u00e0 diverse che, proprio all\u2019interno della celebrazione eucaristica mirante a fare dell\u2019assemblea il Corpo ecclesiale del Figlio, si intrecciano tutte tra loro in un modo tale per cui, in assenza di un simile, ordinato intreccio, l\u2019eucarestia non \u00e8 pi\u00f9 la celebrazione pasquale delle Nozze dell\u2019Agnello. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><a name=\"_GoBack\"><\/a> <span style=\"font-size: medium\">Questo cenno ad un\u2019ecclesiologia sacramentale mi sembra cruciale. Il tema del servizio reso al popolo che partecipa dell\u2019unico Sacerdozio di Cristo \u00e8 sicuramente rilevante, come giustamente sostenuto da Castiglioni. Tuttavia, nel caso del ministero <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>sacramentalmente<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> ordinato, esso ritengo debba venir <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>previamente<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> inquadrato all\u2019interno di un pi\u00f9 ampio contesto <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>esplicitamente<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> sacramentale. Pena il serio rischio di ridurre, come gi\u00e0 fece a suo tempo Lutero, la <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>specifica<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> sacramentalit\u00e0 dell\u2019Ordine solo al suo essere un servizio tra gli altri reso alla comunit\u00e0 locale e unicamente da quest\u2019ultima regolato<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote7sym\" name=\"sdfootnote7anc\"><sup>7<\/sup><\/a>. Esigenza di servizio che dovrebbe peraltro gi\u00e0 accomunare l\u2019esercizio di <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>qualsiasi<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> ministero e carisma all\u2019interno della Chiesa. Solo in un esplicito contesto sacramentale<\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>, <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">co-essenzialmente connotato, potr\u00e0 allora venir affrontato il delicato tema della relazione tra il presiedere l\u2019eucarestia non solo <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>in Persona Christi<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">, ma pure <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>in Persona Ecclesiae<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> da parte del ministro ordinato. E vedere quale ruolo, in lui stesso, nonch\u00e9 nella sua relazione con la comunit\u00e0, giochi anche la cruciale riconfigurazione kenotica della maschilit\u00e0 del Figlio. Rispetto a quest\u2019ultima le battezzate risultano comunque gi\u00e0 chiamate a <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>profeticamente<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> svolgere un indispensabile carisma generativo nella fede, ad immagine di quello gi\u00e0 svolto dalla Madre e dalle discepole rispetto agli apostoli. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">A questo punto la domanda diventa allora non solo come un tale carisma profetico femminile possa oggi venir meglio valorizzato. Ma pure se e in quale dei suoi tre gradi la sua presenza possa eventualmente venir integrata, con la sua specifica rilevanza generativa, anche all\u2019interno dello stesso sacramento dell\u2019ordine, cos\u00ec da poterne meglio significare la co-essenzialit\u00e0 di cui sopra. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Mario Imperatori S.I.<\/span><\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a> Cf. S. SIGOLONI RUTA, <i>Ges\u00f9, maschile singolare<\/i>, Dehoniane, Bologna2020.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a> Cf. L. CONSOLI, <i>L\u2019unit\u00e0 dell\u2019amore. Lineamenti di una teologia dell\u2019amore sponsale in Sant\u2019Agostino<\/i>, Cittadella, Assisi 2014.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a> Va in proposito ricordato qui A. BISCARDI, <i>Un corpo mi hai dato<\/i>. <i>Per una cristologia sessuata<\/i>, Cittadella, Assisi 2012, che rimane tra le poche ricerche di cristologia sessuata.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote4\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote4anc\" name=\"sdfootnote4sym\">4<\/a> P. SEQUERI, <i>Il grembo di Dio<\/i>, Citt\u00e0 Nuova, Roma 2023, 20<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote5\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote5anc\" name=\"sdfootnote5sym\">5<\/a> <i>Ib<\/i>., 211.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote6\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote6anc\" name=\"sdfootnote6sym\">6<\/a> Cf. <i>Lumen gentium <\/i>nn. 63-64.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote7\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote7anc\" name=\"sdfootnote7sym\">7<\/a> Ci sembra purtroppo ben documentarlo proprio il peraltro interessante intervento di F. ROSSI DE GASPERIS, \u00abL\u2019umorismo della Lettera agli Ebrei\u00bb, <i>Il Regno-Attualit\u00e0<\/i> 8\/2024, 267-269, richiamato dallo stesso Castiglioni in nota.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La discussione teologica pu\u00f2 prendere la forma di un &#8220;dialogo tra sordi&#8221; in netto dissenso, oppure quella di un &#8220;affabile colloquio&#8221; tra studiosi in vista di una migliore comprensione del fenomeno. 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