{"id":19290,"date":"2024-05-31T08:07:05","date_gmt":"2024-05-31T06:07:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=19290"},"modified":"2024-05-31T08:13:46","modified_gmt":"2024-05-31T06:13:46","slug":"sul-diaconato-aperto-alle-donne-risposta-parziale-ad-a-grillo-di-m-imperatori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/sul-diaconato-aperto-alle-donne-risposta-parziale-ad-a-grillo-di-m-imperatori\/","title":{"rendered":"Sul diaconato aperto alle donne: risposta parziale ad A. Grillo (di M. Imperatori)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left\" align=\"center\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ministerodonne2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-12489\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ministerodonne2-300x177.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"177\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ministerodonne2-300x177.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ministerodonne2.jpg 440w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left\" align=\"center\"><em>Nell&#8217;ambito del dibattito sviluppatosi in seguito ad un dialogo tra M. Nardello e me, su &#8220;SettimanaNews&#8221;, vi era stato un primo intervento di M. Imperatori (<a href=\"https:\/\/www.settimananews.it\/sacramenti\/brevi-considerazioni-sul-dibattito-nardello-grillo\/\">qui<\/a>) al quale avevo risposto (<a href=\"https:\/\/www.settimananews.it\/ministeri-carismi\/sul-diaconato-alle-donne-riconsiderare-la-riserva-maschile\/\">qui<\/a>). Ora M. Imperatori precisa in che senso ritiene che la riserva maschile possa avere un fondamento teologico riferibile alla &#8220;apostolicit\u00e0&#8221; e quindi immodibificabile. Credo che meriti di essere letto con attenzione, per la cura con cui \u00e8 scritto. Mi riservo di rispondere in un secondo momento. (ag)<\/em><\/p>\n<p><strong>Risposta parziale a A. Grillo<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">L\u2019argomento dell\u2019apostolicit\u00e0, che riferisco qui alla sola <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>presidenza<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> maschile dell\u2019eucarestia in rappresentanza sacramentale del Figlio fatto uomo, mi sembra risultare meno fragile se considerato alla luce del fatto che la liturgia, insieme ad elementi indubbiamente cangianti e storicamente contestuali, ne custodisce per\u00f2 in s\u00e9 altri appartenenti invece alla <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>Traditio viva<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> della Chiesa, considerata nel suo significato pi\u00f9 alto e vincolante. La domanda diventa a questo punto se tale presidenza costituisca o meno uno di questi elementi irrinunciabili. Non mi sembra una questione secondaria, anche perch\u00e9 mai la Chiesa potrebbe rinunciare alla nozione di <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>Traditio viva<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">, incluso il suo carattere normativo, sul quale essa deve di certo operare in ogni tempo un discernimento adeguato, impossibile tuttavia da realizzare senza un previo sentirsi responsabilmente legata da una fede che non si \u00e8 data da se stessa, ma le \u00e8 stata invece trasmessa, attraverso mediazioni autorevoli e in ultima analisi da Dio stesso.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Mi pare tuttavia impossibile rispondere oggi a una simile domanda senza prima interrogarsi, all\u2019interno del nostro contesto attuale e con l\u2019attenzione rivolta alla dignit\u00e0 della donna che esso giustamente esige, sul significato <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>teologico<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> dell\u2019assunzione del solo polo maschile dell\u2019unica natura umana da parte del Figlio di Dio. Un fatto che non va perci\u00f2 subito storicisticamente derubricato a fatto meramente contestuale, in quanto potrebbe risultare portatore di un ben pi\u00f9 profondo significato anche cristologico. La Tradizione ha certo affermato la vera natura umana del Figlio fatto uomo, comprensiva di corpo e di anima razionale, fino ad includervi la stessa volont\u00e0 umana. Ma la questione circa la concreta dimensione sessuata dell\u2019unica natura umana assunta dalla Persona del Figlio \u00e8 invece rimasta inevasa. C\u2019\u00e8 da pensare provvidenzialmente, visti gli indubbi condizionamenti della cultura patriarcale. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Indagare il significato teologico dell\u2019assunzione del polo maschile dell\u2019unica natura umana da parte del Figlio di Dio, nel nostro attuale contesto dovrebbe, prima di ogni altra cosa, ben evidenziare come essa vada in verit\u00e0 <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>centralmente<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> connessa alla dinamica <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>rigorosamente <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">kenotica<\/span><i> <\/i><span style=\"font-size: medium\">che presiede a tutto il mistero dell\u2019incarnazione del Verbo (cf. Fil 2,5-11). Il che implica prendere immediata e chiara distanza, teologicamente argomentata, rispetto a quell\u2019esercizio di potere androcentrico della mascolinit\u00e0 da parte del primo Adamo, frutto in realt\u00e0 del peccato originale ben pi\u00f9 di quanto la tradizione abbia in passato mai ritenuto (cf. Gen 3,14). L\u2019ultimo Adamo \u00e8 evidentemente senza alcun peccato per poter redimere da esso uomini e donne. E oggi capiamo meglio che lo \u00e8 precisamente anche in riferimento all\u2019esercizio androcentrico del potere maschile sulla donna da parte del primo Adamo.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Non solo. Ma questa mascolinit\u00e0 <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>strutturalmente<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> kenotica del Redentore pu\u00f2 dire col linguaggio della <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>Leib<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> sessuata umana solo <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>parzialmente<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> tutto l\u2019<\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>humanum<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> che egli vuol redimere, in quanto tale <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>humanum<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> risulta evidentemente comprensivo anche del suo polo femminile. Il polo maschile da Lui unicamente assunto risulta pertanto portatore di una <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>intrinseca<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> dimensione <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>relazionale<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">, ben visibile proprio nel suo necessario rimando a quello femminile, che inizia gi\u00e0 col fenomeno della nascita. Nel caso dell\u2019incarnazione del Verbo, questo strutturale riferirsi al polo femminile, che inizia fin dal suo concepimento nel grembo di Maria, esprime perci\u00f2, proprio col linguaggio limitato della <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>Leib<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> sessuata maschile in lei generata, la volont\u00e0 divina di rinnovare la relazione con ogni essere umano, uomo o donna che sia. Tale volont\u00e0 divina risulter\u00e0 dunque animata da un\u2019imprescindibile e gratuita <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>reciprocit\u00e0<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> che per grazia tocca prima di ogni altra proprio la relazione con Dio, il cui indebolimento compromette la capacit\u00e0 relazionale umana nella sua interezza. Iniziando proprio dalla relazione uomo-donna, che come nessun\u2019altra dice l\u2019essere umano creato ad immagine e somiglianza con Dio e che proprio per questo l\u2019ultimo Adamo vuol redimere assumendola direttamente in s\u00e9, fino a lasciarne intravvedere una dimensione relazionalmente escatologica, gi\u00e0 adombrata dalla corporeit\u00e0 gloriosa del Risorto e da quella di sua Madre.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Tutta questa ricca e complessa dinamica relazionale viene centralmente coinvolta nella presidenza dell\u2019eucarestia in rappresentanza sacramentale del Figlio, iniziando proprio dalla sua mascolinit\u00e0 kenoticamente e mai androcentricamente connotata. Tale dinamica non potr\u00e0 perci\u00f2 non venir attentamente vagliata in tutti i suoi aspetti quando si vuol trattare dell\u2019eventualit\u00e0 di una presidenza femminile dell\u2019eucarestia in quello che \u00e8 il cuore dell\u2019esercizio dei due ultimi gradi del ministero ordinato. Il che mette inevitabilmente in gioco pure la questione relativa al significato anche <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>teologico<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> della distinzione sessuale umana e rispetto alla quale la tentazione di prendere scorciatoie pi\u00f9 o meno gnosticamente androgine e\/o transessuali, tentazione alla quale anche alcune correnti femministe risultano oggi sensibili, sappiamo in realt\u00e0 non essere nuova all\u2019interno della storia della tradizione cristiana.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><a name=\"_GoBack\"><\/a> <span style=\"font-size: medium\">Un\u2019ultima osservazione, questa volta pi\u00f9 direttamente riferita a von Balthasar. Dubito molto che il pensiero accademico, conservatore o progressista, sia in grado di darne una valutazione obiettiva cogliendone, al di l\u00e0 di singole espressioni letterali magari discutibili, il vero cuore pulsante. E questo fintanto che si ostini a non voler considerare come in realt\u00e0, dal 1940 in poi, tutta la sua teologia si sviluppi e cresca in organica sinfonia anche operativa proprio con l\u2019opera di una donna, la mistica coniugata A. von Speyr. La relazione uomo-donna risulta dunque qui <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>teologicamente<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> intrinseca e centrale come in ben pochi altri casi nella storia della teologia.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Mario Imperatori<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell&#8217;ambito del dibattito sviluppatosi in seguito ad un dialogo tra M. Nardello e me, su &#8220;SettimanaNews&#8221;, vi era stato un primo intervento di M. Imperatori (qui) al quale avevo risposto (qui). Ora M. Imperatori precisa&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19290"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19290"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19290\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19292,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19290\/revisions\/19292"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19290"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19290"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19290"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}