{"id":19279,"date":"2024-06-01T09:30:41","date_gmt":"2024-06-01T07:30:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=19279"},"modified":"2024-06-01T20:13:05","modified_gmt":"2024-06-01T18:13:05","slug":"architettura-e-liturgia-itinerario-2023-la-basilica-e-chiesa-parrocchiale-di-santa-maria-presso-san-satiro-in-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/architettura-e-liturgia-itinerario-2023-la-basilica-e-chiesa-parrocchiale-di-santa-maria-presso-san-satiro-in-milano\/","title":{"rendered":"Architettura e liturgia (itinerario 2023) &#8211; La basilica e chiesa parrocchiale di Santa Maria presso San Satiro, in Milano"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Santa-Maria-presso-s.-satiro.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-19280\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Santa-Maria-presso-s.-satiro-1024x605.jpg\" alt=\"\" width=\"473\" height=\"280\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Santa-Maria-presso-s.-satiro-1024x605.jpg 1024w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Santa-Maria-presso-s.-satiro-300x177.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Santa-Maria-presso-s.-satiro-768x454.jpg 768w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Santa-Maria-presso-s.-satiro-1536x908.jpg 1536w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Santa-Maria-presso-s.-satiro.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 473px) 100vw, 473px\" \/><\/a>Bellezza solenne ed intima del senso cristiano milanese<\/strong><\/h3>\n<p>La chiesa di Santa Maria presso San Satiro \u00e8 notissima; \u00e8 ritenuta un capolavoro soprattutto per un suo singolo aspetto: per la magnifica prospettiva dell\u2019abside che \u2013 al guardarla &#8211; sembra annullare la piattezza reale del muro d chiusura della parete sfondandolo in profondit\u00e0. Soffermandoci in questo luogo abbiamo, per\u00f2, la netta percezione di vivere all\u2019interno di uno spazio totalmente armonico, vera \u2018musica pietrificata\u2019 come dissero nell\u2019Ottocento dell\u2019architettura i filosofi romantici di area tedesca.<\/p>\n<p>Soffermiamoci dunque a contemplare lo spazio nelle sue definizioni geometriche di base e nelle proporzioni che le collegano; registriamone l\u2019ordine organico che corrisponde a quello del nostro corpo vivo, nel quale ci\u00f2 che \u00e8 profondo e ci\u00f2 che \u00e8 a fior di pelle, ci\u00f2 che \u00e8 visibile e ci\u00f2 che \u00e8 invisibile sono un\u2019unica <em>res<\/em>, in una unit\u00e0 inscindibile. Non \u00e8 difficile, occorre per\u00f2 imparare, cio\u00e8 abituarsi, a guardare e a percepire, a \u2018sentire\u2019 toccando i muri con lo sguardo, odorando quel resto di incenso e di presenze umane che essi trattengono, lasciandoci avvolgere dalla luce diffusa fino a farci penetrare della sua energia di vita, muovendo lentamente e poi sostando, lasciando scorrere in noi il disordine dei pensieri fin che si plachi perch\u00e9 si risvegli, in tutta la sua freschezza, la nostra capacit\u00e0 di attenzione e di ascolto.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SanSatiro01-1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-19281\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SanSatiro01-1.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SanSatiro01-1.jpg 800w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SanSatiro01-1-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SanSatiro01-1-768x576.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Percepiamo allora la chiesa come un corpo dilatato, il nostro corpo pi\u00f9 grande che non sapevano di custodire in noi e che ora viene alla luce. Scopriamo che esso \u00e8 dono, che ci \u00e8 consegnato da una cultura cristiana che lo ha curato e custodito, lo ha vissuto e tramesso, lo ha identificato come luogo privilegiato per l\u2019amministrazione dei sacramenti, della celebrazione quotidiana della messa in particolare, perch\u00e9 giungessero nella loro configurazione rituale fino a noi per aprirci di continuo al compimento in Ges\u00f9 Cristo della misericordia divina. Ogni preghiera vive qui della nostra fede e insieme di quella di uno stuolo innumerevole di cristiani che ci hanno preceduto. Qui non si \u00e8 mai soli: si \u00e8 sempre in compagnia di un popolo, antico e attuale, e di Dio. Lo si pu\u00f2 dire per esperienza diretta di tutto noi stessi, non astrattamente, non concettualmente in primo luogo, ma storicamente e fattualmente.<\/p>\n<p>Proprio per queste ragioni tutto ci\u00f2 che la storia ci dice di questo luogo \u00e8 per noi essenziale. Ci interessa sapere che qui, nel IX secolo, l&#8217;arcivescovo Ansperto da Biassono di nobile stirpe longobarda fond\u00f2, in un terreno di cui era proprietario, una prima piccola basilica, dedicata san Satiro e altri santi, a pianta centrale con campanile, sacello e alloggio per monaci perch\u00e9 collegata al grande monastero di Sant\u2019Ambrogio, consacrata dall\u2019arcivescovo Ariberto d\u2019Intimiano nel secolo successivo e divenuta poi chiesa parrocchiale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Siamo parte di questa gloriosa e lontana storia che si color\u00f2, nel XIII secolo, della devozione per l\u2019immagine della Vergine con Bambino dipinta sopra un piccolo all\u2019altare all\u2019esterno della basilica. Offeso da un gesto vandalico, il Bambino aveva sanguinato. L\u2019icona, arricchita con l\u2019inserimento delle figure del duca Gian Galeazzo Maria Sforza e sua madre Bona di Savoia, venne allora portata all\u2019interno dalla neonata Confraternita, che acquist\u00f2 un terreno contiguo per una nuova chiesa, quella di Santa Maria in cui siamo. Per la sua realizzazione il duca Ludovico il Moro coinvolse verso il 1480 il giovane architetto Donato Bramante\u00a0 (1444-1514), cui si deve il progetto definitivo con la rotazione della pianta di 90 gradi rispetto a proposte precedenti, cio\u00e8 con l&#8217;altare maggiore verso Via Falcone per dar il pi\u00f9 spazio possibile ai numerosi pellegrini.<\/p>\n<p>All\u2019impedimento di aprire un\u2019abside, Bramante rispose con la sua invenzione prospettica, uno spazio immaginario reso possibile dal possesso di una costruzione geometrico matematica fiorita nel secolo precedente. Grande \u2018forma simbolica\u2019 l\u2019avrebbe chiamata nel secolo scorso lo studioso Erwin Panofsky perch\u00e9 essa aveva aperto, soprattutto ai pittori, enormi possibilit\u00e0 espressive secondo una rappresentazione figurativa lineare ritenuta coincidente la visione umana della realt\u00e0. Di lunga durata e grande efficacia essa \u00e8 stata sottoposta, soprattutto tra XIX e XX secolo, a critiche radicali relative ai suoi limiti. La pi\u00f9 celebre tra di esse \u00e8 quella del grande russo Pavel Florenskij che ne lesse, nella maestosa realizzazione delle \u2018porte regali\u2019 dell\u2019iconostasi popolate da icone, una potente soluzione rovesciata che immerge chi guarda nell\u2019essenza vera della realt\u00e0 materiale.<\/p>\n<p>Qui, in questa basilica, possiamo cogliere invece lo spirito tutto occidentale, la potente energia di \u2018finzione\u2019 dello spazio dell\u2019invenzione prospettica lineare, disegnata su una superficie piatta come quella di un foglio. Muovendoci nello spazio possiamo verificarne la correttezza figurativa suscitatrice di realistica profondit\u00e0 solo da certi punti di vista. Quest\u2019esito risulta evidente e avvincente se ci si muove lungo l\u2019asse longitudinale che porta dall\u2019altare verso l\u2019altare maggiore, segna dunque l\u2019impatto visivo di chi entra e cammina, in ideale \u2018ascesi\u2019, verso il cuore della chiesa.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ICCD3222878_LB060744.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-large wp-image-19282\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ICCD3222878_LB060744-1024x843.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"843\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ICCD3222878_LB060744-1024x843.jpg 1024w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ICCD3222878_LB060744-300x247.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ICCD3222878_LB060744-768x632.jpg 768w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ICCD3222878_LB060744.jpg 1035w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Lo spazio interno ha pianta longitudinale a croce decussata o a tau composta da aula e transetto; l\u2019aula \u00e8 a tre navate, le laterali pi\u00f9 strette della centrale. I pilastri cruciformi, senza basamento e ornati con capitelli corinzi, reggono la solenne sequenza delle arcate a pieno centro che distinguono le navate: quella principale \u00e8 ritmata dalla successione di volte a botte con finti lacunari, le laterali sono coperte a crociera. Per la realizzazione dell\u2019adeguamento liturgico, non \u00e8 stato difficile, antistante all\u2019altare precedente, collocarne uno in semplice forma di parallelepipedo.<\/p>\n<p>Spazi autonomi di bellezza straordinaria sono la sacrestia bramantesca a pianta ottagonale e l\u2019antico sacello di San Satiro, detto cappella di Piet\u00e0 rimaneggiata da Bramante. Oltre al portale d\u2019ingresso sulla facciata conclusa nel XIX secolo, dopo l\u2019apertura de una nuova piazzetta verso via Torino, in forme neorinascimentali, si accede alla chiesa da porte cinquecentesche aperte su via Falcone.<\/p>\n<p>Si esce da questo complesso architettonico con la percezione di aver vissuto momenti importanti di storia milanese, di aver attinto allo splendore della sua arte intima e solenne insieme, della sua fedelt\u00e0 al mistero cristiano vissuto da un popolo intero nel corso dei secoli. Il ciclo delle tre visite del 2023, l\u2019attraversamento delle stratificazioni storiche delle chiese frequentate anche liturgicamente in quest\u2019anno si conclude qui, in un momento vertice di religiosit\u00e0 dalle radici antiche ma tuttora viva in chi si lascia catturare ogni volta dalle sue forme e dal suo silenzio che si oppone vittorioso al rumoreggiare del traffico esterno.<em> \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Maria Antonietta Crippa<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SC_A_LMD80-00013_IMG-0000186504.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-19283\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SC_A_LMD80-00013_IMG-0000186504.jpg\" alt=\"\" width=\"426\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SC_A_LMD80-00013_IMG-0000186504.jpg 426w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SC_A_LMD80-00013_IMG-0000186504-213x300.jpg 213w\" sizes=\"(max-width: 426px) 100vw, 426px\" \/><\/a><\/p>\n<h3><strong>Santa Maria presso San Satiro \u2013 Lo spazio rituale armonico<\/strong><\/h3>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Il percorso che abbiamo seguito quest\u2019anno ci ha permesso di osservare diverse forme di stratificazioni: stratificazioni per accumulo nella basilica di San Giorgio al Palazzo; stratificazioni \u2018per rimozione\u2019 nella basilica di sant\u2019Eustorgio.<\/p>\n<p>Nella chiesa di Santa Maria presso san Satiro siamo immersi in un contesto che parla soprattutto il linguaggio del Rinascimento, ma che riesce a integrare anche elementi precedenti. Questo luogo mi sembra un esempio di armonizzazione di strati architettonici, iconografici e anche liturgici.<\/p>\n<p>Questa Chiesa nasce quasi a congiungere dei monumenti religiosi preesistenti all\u2019impianto della struttura in cui ci troviamo: il sacello di San Satiro e l\u2019immagine miracolosa della Vergine. Si potrebbe dire che la chiesa venga edificata proprio a sancire la sacralit\u00e0 del luogo in cui il miracolo era avvenuto.<\/p>\n<p>Siamo nel Quattrocento, non c\u2019\u00e8 ancora stato lo strappo Luterano, la Chiesa vive in parte aperta alla nuova cultura umanistica e in parte ancora alla maniera tardomedievale, i suoi usi rituali e liturgici non risentono ancora della distinzione tra devozione e \u2018culto ufficiale\u2019 \u2013 ricordo velocemente che la vera sistematizzazione in campo liturgico, il controllo dei libri liturgici e l\u2019attenzione al rito, quale rituale fisso a cui attenersi rigidamente (<em>Ritus servandus<\/em>), sono stati frutto dell\u2019elaborazione teologica successiva al Concilio di Trento. Per questo credo sia significativo notare che qui l\u2019immagine miracolosa sia stata posta <em>con molta naturalezza<\/em> al centro.<\/p>\n<p>Un aspetto peculiare di questa chiesa, pur nata a motivo della devozione, \u00e8 che la piet\u00e0 popolare venga comunque inserita all\u2019interno di un contesto molto ordinato e proporzionato. In questo luogo si evidenzia il valore della devozione e si sottolinea la forza del miracolo, ma non lo si lascia ad una emotivit\u00e0 caotica; al contrario si tenta di far \u2018convergere\u2019 le emozioni, di ordinarle.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 possibile leggere proprio in questo modo la straordinaria trovata del Bramante, che progetta nel transetto il finto coro prospettico. Credo sia possibile riconoscervi non gi\u00e0 uno scopo decorativo o la volont\u00e0 di creare un\u2019illusione o di stupire. Credo \u2013 e osservandolo attentamente appare sempre pi\u00f9 evidente \u2013 ci sia stata la scelta studiata di orientare lo sguardo. A differenza dei <em>trompe-l\u2019oeil<\/em> che attirano lo sguardo su di s\u00e9 stessi, questo finto coro fa convergere lo sguardo sull\u2019immagine della Vergine e sull\u2019altare sottostante. (A tal punto, mi varrebbe da dire, da non farci troppo notare gli attuali adattamenti semi-temporanei dei luoghi liturgici, non riuscitissimi).<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/La_chiesa_di_San_Satiro_a_Milano_nelle_sue_viste_esterne_e_interne_07-scaled.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-large wp-image-19286\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/La_chiesa_di_San_Satiro_a_Milano_nelle_sue_viste_esterne_e_interne_07-683x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"683\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/La_chiesa_di_San_Satiro_a_Milano_nelle_sue_viste_esterne_e_interne_07-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/La_chiesa_di_San_Satiro_a_Milano_nelle_sue_viste_esterne_e_interne_07-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/La_chiesa_di_San_Satiro_a_Milano_nelle_sue_viste_esterne_e_interne_07-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/La_chiesa_di_San_Satiro_a_Milano_nelle_sue_viste_esterne_e_interne_07-1024x1536.jpg 1024w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/La_chiesa_di_San_Satiro_a_Milano_nelle_sue_viste_esterne_e_interne_07-1365x2048.jpg 1365w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/La_chiesa_di_San_Satiro_a_Milano_nelle_sue_viste_esterne_e_interne_07-scaled.jpg 1707w\" sizes=\"(max-width: 683px) 100vw, 683px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Bramante ha qui individuato uno degli elementi pi\u00f9 importanti nell\u2019esperienza rituale: l\u2019orientamento. Rispetto a questo tema, che meriterebbe una lunga trattazione, ricordo poche cose che in questa chiesa si rendono evidenti.<\/p>\n<p>Spesso si sente parlare della necessit\u00e0 di mantenere un orientamento nella celebrazione liturgica \u2013 non ultimo, ad esempio, il card. Ratzinger, che suggeriva di orientarsi sempre durante la liturgia verso il crocifisso. La questione dell\u2019orientamento per\u00f2 non pu\u00f2 essere giocata su un livello puramente contenutistico o dottrinale. In realt\u00e0, un fondamento dell\u2019esigenza rituale di orientamento \u00e8 gi\u00e0 nella esperienza fisiopsichica e corporea: noi non sappiamo verso cosa orientarci, finch\u00e9 qualcosa non risveglia la nostra attenzione. Ci orientiamo quando ascoltiamo la voce della persona amata (questa, per esempio, nel rito attuale \u00e8 l\u2019esperienza strutturante la proclamazione della Parola), ci orientiamo quando vediamo qualcosa di insolito (che sia bello o brutto), ci orientiamo quando percepiamo qualcosa di \u2018potente\u2019 (e questa \u00e8 l\u2019esperienza strutturante le processioni rituali nella celebrazione eucaristica). La spazialit\u00e0 dei luoghi liturgici d\u00e0 corpo a questa dinamica, orienta i nostri sensi verso un centro di forza, ci permette di percepire un centro. Esso non necessariamente \u00e8 un centro geometrico, eppure il centro geometrico \u2013 come accade qui \u2013 pu\u00f2 contribuire a guidare verso un centro \u2018qualitativo\u2019, pu\u00f2 diventarne simbolo, luogo di esperienza.<\/p>\n<p>Ancora pi\u00f9 in profondit\u00e0, \u00e8 possibile riconoscere come nell\u2019esperienza personale l\u2019orientamento si pone all\u2019avvio della percezione stessa della spazialit\u00e0. La spazialit\u00e0, infatti, non \u00e8 semplicemente data nel rapporto tra un osservatore e uno spazio che gli sta di fronte, ma bens\u00ec nel rapporto tra due \u2018centri\u2019: il \u2018centro\u2019 qualitativo esterno orienta il mio centro, ovvero il mio corpo, e cos\u00ec permette la presa di coscienza della distanza, della profondit\u00e0, ma anche attiva il movimento nello spazio. La relazione generatrice dell\u2019orientamento risiede dunque nel rapporto tra un \u2018centro esterno\u2019 a s\u00e9 (qui il centro sacro dell\u2019altare e dell\u2019immagine miracolosa) e il centro che \u00e8 il proprio corpo. Questo fenomeno originario dell\u2019esperienza religiosa e umana in genere \u00e8 reso qui percepibile molto chiaramente.<\/p>\n<p>L\u2019orientamento, infine, \u00e8 esperienza simbolica di conversione. Conversione che nel linguaggio biblico si dice con due parole: il pi\u00f9 noto \u2018met\u00e0noia\u2019 (cambiamento di mentalit\u00e0), e il pi\u00f9 concreto e corporeo \u2018epistroph\u00e9\u2019 (cambiare direzione, rivolgimento). In entrambi i casi, la conversione richiede un \u2018ri-orientamento&#8217;. In questo modo, nel contesto rituale orientarsi equivale a \u2018convertirsi&#8217;. Orientarsi nel rito educa alla conversione, perch\u00e9 costituisce un atto di vera conversione.<\/p>\n<p>In questa chiesa, come gi\u00e0 ricordato, la genialit\u00e0 e la sensibilit\u00e0 del Bramante gli ha permesso di strutturare un finto coro in grado di far fare esperienza del centro \u2018sacrale\u2019 e di creare un percorso percettivo e rituale di orientamento, pur utilizzando un\u2019<em>illusione<\/em> ottica. In questo caso essa permette, paradossalmente, un <em>vero<\/em> atto di orientamento verso un centro, reale e percepibile, sacro. Questo orientamento, quindi, d\u00e0 corpo all\u2019esperienza rituale e religiosa.<\/p>\n<p>Tutti gli strati, accumulatisi nel corso dei secoli in questa chiesa, sono certamente marcati da un ordine molto coerente impressole dall\u2019architettura del Quattrocento; ogni successivo intervento necessariamente dovr\u00e0 misurarsi con attenzione con questo impianto, molto equilibrato e armonico.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>Girolamo Pugliesi<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Incisione_retro_Santa_Maria_presso_San_Satiro.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-19284\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Incisione_retro_Santa_Maria_presso_San_Satiro.jpg\" alt=\"\" width=\"464\" height=\"325\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Incisione_retro_Santa_Maria_presso_San_Satiro.jpg 600w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Incisione_retro_Santa_Maria_presso_San_Satiro-300x211.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 464px) 100vw, 464px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Bellezza solenne ed intima del senso cristiano milanese La chiesa di Santa Maria presso San Satiro \u00e8 notissima; \u00e8 ritenuta un capolavoro soprattutto per un suo singolo aspetto: per la magnifica prospettiva dell\u2019abside che&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":15,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[215],"tags":[772,775,776,774],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19279"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/15"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19279"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19279\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19296,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19279\/revisions\/19296"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19279"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19279"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19279"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}