{"id":19276,"date":"2024-05-30T08:54:17","date_gmt":"2024-05-30T06:54:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=19276"},"modified":"2024-05-30T08:54:17","modified_gmt":"2024-05-30T06:54:17","slug":"la-festa-del-corpus-domini-un-sostitutivo-ormai-superato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-festa-del-corpus-domini-un-sostitutivo-ormai-superato\/","title":{"rendered":"La festa del Corpus Domini: un sostitutivo ormai superato?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Giusto_di_gand_comunione_degli_apostoli_1473-1474.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-19277\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Giusto_di_gand_comunione_degli_apostoli_1473-1474-300x280.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"280\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Giusto_di_gand_comunione_degli_apostoli_1473-1474-300x280.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Giusto_di_gand_comunione_degli_apostoli_1473-1474-768x717.jpg 768w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Giusto_di_gand_comunione_degli_apostoli_1473-1474.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>(Giusto di Gand, <em>Pala del Corpus Domini<\/em>, 1472-74)<\/p>\n<p>La festa che cade il gioved\u00ec successivo alla Ottava di Pentecoste, e che l&#8217;anno liturgico pu\u00f2 spostare alla domenica seguente, \u00e8 stata istituita nell&#8217;agosto del 1264, da papa Urbano IV, con la Bolla\u00a0<em>Transiturus de hoc mundo<\/em>. Come riconosce Ubaldo Cortoni, nel sul testo di <em>Storia dei sacramenti nel medioevo<\/em>, questo \u00e8 uno degli 8 eventi fondamentali che ha inciso sulla teologia medievale dell&#8217;eucaristia. Si tratta, come documenta lo storico, della estensione a livello universale di un fenomeno che era sorto da alcuni decenni a Liegi. Ma il testo della Bolla riserva molte sorprese e riletto 760 anni dopo, pu\u00f2 aiutarci a comprendere il modo singolare con cui questa festa \u00e8 entrata nel corpo e nel cuore della Chiesa cattolica lungo i secoli e il nostro compito di rileggerne a fondo la natura.<\/p>\n<p><em>a) L&#8217;immaginario di adorazione e di processione.<\/em><\/p>\n<p>La prima cosa che possiamo notare \u00e8 che il testo del 1264 si concentra su due aspetti della eucaristia che la recezione della festa ha gradualmente emarginato: da un lato il carattere &#8220;memoriale&#8221; e dall&#8217;altro la sua natura di &#8220;banchetto&#8221;, di &#8220;pasto&#8221; e di &#8220;bevanda&#8221;. La festa \u00e8 nata in un contesto che aveva le sue polemiche (si nota l&#8217;accenno che il testo fa alle posizioni degli eretici del tempo). Ma la storia del cattolicesimo, avendo conosciuto altre controversie molto pi\u00f9 tardi, ha per cos\u00ec dire &#8220;risignificato la festa&#8221;, traducendola in una festa della &#8220;adorazione della presenza reale&#8221; e di &#8220;solenne esposizione pubblica del sacramento&#8221;: ma questo tema \u00e8 del tutto assente dal testo istitutivo. Al cui centro sta invece il memoriale della storia della salvezza e la celebrazione della cena, con la partecipazione all&#8217;unico pane e all&#8217;unico calice. Ecco alcuni testi significativi:<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, Times New Roman, serif\"><i>Cristo, il nostro Salvatore, sul punto di partire da questo mondo per ascendere al Padre, poco prima della sua Passione, nell\u2019Ultima Cena, istitu\u00ec, in memoria della sua morte, il supremo e magnifico sacramento del Suo Corpo e Sangue, dandoci il Corpo come cibo e il Sangue come bevanda. <\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, Times New Roman, serif\">La unit\u00e0 di memoriale e di cibo-bevande appare il registro fondamentale su cui si parla del sacramento eucaristico, come risulta da testi successivi a questo incipit:<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, Times New Roman, serif\"><i>Pertanto, il Salvatore si \u00e8 dato come cibo; volle che, nello stesso modo in cui l\u2019uomo era stato sepolto nella rovina dal cibo proibito, vivesse di nuovo per un cibo benedetto; l\u2019uomo cadde per il frutto di un albero di morte, risuscita per un pane di vita. Da quell\u2019albero pendeva un cibo mortale, in questo c\u2019\u00e8 un cibo di vita; quel frutto ha portato il male, questo la guarigione; un appetito malvagio ha fatto il male e una fame diversa genera il beneficio; la medicina arriv\u00f2 dove la malattia aveva invaso; da dove era partita la morte, venne la vita.<br \/>\nDi quel primo cibo fu detto: \u201cIl giorno in cui ne mangerai morirai\u201d (Gen. 2, 17); del secondo \u00e8 stato scritto: \u201cChiunque mangia questo pane vivr\u00e0 in eterno\u201d (Gv 6, 52). <\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, Times New Roman, serif\">Va aggiunto che il tema della \u201cpresenza\u201d non \u00e8 assente, ma come in secondo piano. Interessante per\u00f2 \u00e8 notare che questo \u00e8 probabilmente il primo testo in cui, nella storia della interpretazione di Mt 28, 20, si riferisce il testo alla &#8220;presenza eucaristica&#8221;:<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, Times New Roman, serif\"><i>Nell\u2019imminenza della sua Ascensione al cielo disse agli apostoli e ai loro successori: \u201cEcco, io sono sempre con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo\u201d (Mt 28, 20) e li consol\u00f2 con la benevola promessa che sarebbe rimasto con loro anche <b>con la sua presenza corporale<\/b>. <\/i><\/span><\/p>\n<p><em>b) La ragione della istituzione della festa<\/em><\/p>\n<p>Altrettanto interessante \u00e8 per\u00f2 considerare le ragioni di istituzione della festa. <span style=\"font-family: Liberation Serif, Times New Roman, serif\">Con una certa sorpresa scopriamo che la Bolla non si propone affatto come compito decisivo una \u201cesaltazione del sacramento\u201d, se non secondariamente. Al centro vi \u00e8 la \u201ccomunione sacramentale\u201d. Questo ci sorprende alquanto, perch\u00e9 la recezione \u00e8 stata dominata, dopo la scolastica e dopo la controversia con il protestantesimo, dalla divaricazione tra &#8220;sacramento&#8221; e &#8220;comunione&#8221;. Perch\u00e9 la recezione della festa ha messo velocemente in secondo piano il suo fine primario, e ha messo in primo piano la \u201cconseguenza\u201d.\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, Times New Roman, serif\">Ecco il testo della Bolla, in un passaggio largamente dimenticato:<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, Times New Roman, serif\"><i>Sebbene questo santo sacramento venga celebrato ogni giorno nel solenne rito della Messa, tuttavia riteniamo che sia utile e degno celebrare, almeno una volta all\u2019anno, una festa pi\u00f9 solenne, soprattutto per confondere e confutare l\u2019ostilit\u00e0 degli eretici.<\/p>\n<p>Difatti il <\/i><strong><em>Gioved\u00ec Santo, nello stesso giorno in cui Cristo ha istituito questo Sacramento, la Chiesa Universale, impegnata nella riconciliazione dei fedeli, nella benedizione del crisma, nell\u2019adempimento del comandamento della lavanda dei piedi e in molte altre sacre cerimonie, non pu\u00f2 prestare piena attenzione alla celebrazione di questo grande sacramento<\/em><\/strong><i>. <\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, Times New Roman, serif\"><i>&#8230;vi ordiniamo anche di esortare i vostri fedeli, con raccomandazioni salutari direttamente o attraverso altri, la domenica che precede il gioved\u00ec menzionato, in modo che con una vera e pura confessione, con generose elemosine, con preghiere attente e assidue e altre opere di devozione e di piet\u00e0, si preparino in modo da poter partecipare, con l\u2019aiuto di Dio, a questo prezioso Sacramento e possano, il detto gioved\u00ec, riceverlo con riverenza e ottenere cos\u00ec, con il Suo aiuto, un aumento di grazia.<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, Times New Roman, serif\">Questo testo dice tre cose fondamentali:<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, Times New Roman, serif\">&#8211; la festa nasce per \u201criparare\u201d ad una distrazione ecclesiale<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, Times New Roman, serif\">&#8211; la\u00a0 trascuratezza eucaristica del Gioved\u00ec Santo e la domanda di un \u201crecupero\u201d, sempre di gioved\u00ec, nove settimane dopo;<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, Times New Roman, serif\">&#8211; \u201cfare la comunione\u201d da parte di tutto il popolo \u00e8 il cuore della festa, che recupera la &#8220;comunione mancata&#8221; del gioved\u00ec santo.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, Times New Roman, serif\">Va considerato inoltre il fatto che la pratica ecclesiale, dal 1215, conosce il \u201cprecetto pasquale\u201d (obbligo di confessione e comunione pasquale) che qui viene in qualche modo \u201creduplicato\u201d. La relazione tra i due testi rimane assai problematica.<\/span><\/p>\n<p><em>c) Alcune conseguenze teologiche e pastorali<\/em><\/p>\n<p>Come \u00e8 evidente, la lettura della Bolla\u00a0<em>Transiturus<\/em> ci permette di rileggere la tradizione in un modo sorprendente. Provo a trarne alcune conseguenze essenziali:<\/p>\n<ul>\n<li>il testo ci parla da un mondo che sta &#8220;prima&#8221; della graduale ma progressiva separazione tra &#8220;sacramento&#8221; e &#8220;uso&#8221;: la riduzione della comunione a &#8220;uso del sacramento&#8221;, che inizia negli stessi anni della Bolla, ha creato quella scissione a cui il Concilio Vaticano II e la Riforma Liturgica hanno cercato di riparare. Ma ancora, nel nostro modo di celebrare il &#8220;rito di comunione&#8221; ci sono le inerzie di questa scissione (ad es. nell&#8217;attingere regolarmente le particole dal tabernacolo). La festa \u00e8 stata pensata per recuperare la comunione di tutto il popolo di Dio.<\/li>\n<li>La relazione al Gioved\u00ec Santo \u00e8 assai istruttiva: una festa che nasce per &#8220;recuperare un deficit di esperienza&#8221; a causa di una pratica distorta del Gioved\u00ec Santo, come deve essere considerata quando il Gioved\u00ec Santo subisce una duplice riforma (prima con Pio XII e poi con Paolo VI) che ne riabilita precisamente la dimensione eucaristica?<\/li>\n<li>La festa \u00e8 istituita da una Bolla, che ne chiarisce anche la natura di &#8220;processo penitenziale&#8221;: in che rapporto sta con il parallelo &#8220;precetto pasquale&#8221;, che almeno da 50 anni avrebbe dovuto essere chiaro alla coscienza ecclesiale, gi\u00e0 nel 1264? E in quale rapporto sta oggi, rispetto alla riacquisita dimensione penitenziale del cammino quaresimale?<\/li>\n<\/ul>\n<p>La recezione di un testo, che diventa tradizione, inserisce tante cose belle, che il testo non prevedeva: le infiorate, le processioni, le forme della cultura sociale, familiare e personale non sono affatto semplici accessori. Ma il recupero del senso primo della festa, in quanto riscoperta della &#8220;comunione sacramentale dell&#8217;intero popolo di Dio&#8221;, come pu\u00f2 non tener conto del fatto che negli ultimi 70 anni la Chiesa universale ha recuperato il valore iniziatico del tempo quaresimale e pasquale, rispetto a cui il senso della festa del &#8220;Corpus Domini&#8221; viene assunto dalla grande struttura penitenziale e mistagogica della quarantina quaresimale, del Triduo Pasquale e della cinquantina pasquale?<\/p>\n<p>Un&#8217;ultima curiosit\u00e0: nella Bolla\u00a0<em>Transiturus<\/em> non si trova mai la espressione &#8220;Corpus Domini&#8221; o &#8220;Corpus Christi&#8221; per denominare la festa. La gioia e la solennit\u00e0 \u00e8 riferita alla celebrazione e alla ricezione del preziosissimo sacramento, intorno al quale la festa della Chiesa recupera la gioia pasquale, che le forme del tempo leggevano nella pesante contrapposizione tra un &#8220;triduo della passione&#8221; e un &#8220;triduo della risurrezione&#8221;. La unificazione della esperienza ecclesiale nell&#8217;unico Triduo Pasquale &#8211; resa di nuovo possibile soltanto dalla riforma di Pio XII e poi di Paolo VI &#8211; ci permettono una rilettura della tradizione nella quale la festa del <em>Corpus Domini<\/em> non pu\u00f2 pi\u00f9 fondarsi sulla necessit\u00e0 di &#8220;recupero&#8221; espressa dal testo del 1264, che appare largamente superato dal maturare della coscienza ecclesiale. Lo stesso vale per le risignificazioni della festa che hanno costellato il basso Medioevo e l&#8217;et\u00e0 moderna. Una trascrizione della festa in un registro nuovo pu\u00f2 passare, paradossalmente, proprio attraverso la riconsiderazione attenta e spregiudicata del suo testo fondatore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Giusto di Gand, Pala del Corpus Domini, 1472-74) La festa che cade il gioved\u00ec successivo alla Ottava di Pentecoste, e che l&#8217;anno liturgico pu\u00f2 spostare alla domenica seguente, \u00e8 stata istituita nell&#8217;agosto del 1264, da&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19276"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19276"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19276\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19278,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19276\/revisions\/19278"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19276"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19276"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19276"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}