{"id":19250,"date":"2024-05-17T09:00:24","date_gmt":"2024-05-17T07:00:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=19250"},"modified":"2024-05-17T17:12:00","modified_gmt":"2024-05-17T15:12:00","slug":"architettura-e-liturgia-itinerario-2023-la-basilica-di-santeustorgio-in-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/architettura-e-liturgia-itinerario-2023-la-basilica-di-santeustorgio-in-milano\/","title":{"rendered":"Architettura e liturgia (itinerario 2023) &#8211; La basilica di Sant\u2019Eustorgio, in Milano"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_19252\" style=\"width: 1032px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Dal_Re_MarcAntonio_1697-1766_-_Vedute_di_Milano_-_43_-_S._Eustorgio_P._Padri_Dominicani_-_ca._1745.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-19252\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-19252\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Dal_Re_MarcAntonio_1697-1766_-_Vedute_di_Milano_-_43_-_S._Eustorgio_P._Padri_Dominicani_-_ca._1745.jpg\" alt=\"\" width=\"1022\" height=\"752\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Dal_Re_MarcAntonio_1697-1766_-_Vedute_di_Milano_-_43_-_S._Eustorgio_P._Padri_Dominicani_-_ca._1745.jpg 1022w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Dal_Re_MarcAntonio_1697-1766_-_Vedute_di_Milano_-_43_-_S._Eustorgio_P._Padri_Dominicani_-_ca._1745-300x221.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Dal_Re_MarcAntonio_1697-1766_-_Vedute_di_Milano_-_43_-_S._Eustorgio_P._Padri_Dominicani_-_ca._1745-768x565.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1022px) 100vw, 1022px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-19252\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #800080\">Dal Re MarcAntonio,1697-1766, Vedute di Milano, S. Eustorgio<\/span><\/p><\/div>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/santeustorgio.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-19251 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/santeustorgio-1024x608.jpg\" alt=\"\" width=\"336\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/santeustorgio-1024x608.jpg 1024w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/santeustorgio-300x178.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/santeustorgio-768x456.jpg 768w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/santeustorgio-1536x912.jpg 1536w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/santeustorgio.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 336px) 100vw, 336px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Tracce di storia cristiana nel sito e nelle sue architetture<\/strong><\/p>\n<p>Pensando al nostro incontro in questa basilica, mi ponevo il problema di come aiutarci a percepirne l\u2019accoglienza nella penombra che la caratterizza, senza per\u00f2 perdere la sua straordinaria stratificazione di fasi storiche che i restauri del XIX secolo hanno attutito, dandole un\u2019aura di omogeneit\u00e0 che ci orienta a concepirla come classica architettura romanica del XII-XIII secolo. Per aver cognizione concreta, veritiera, della complessit\u00e0 di questo luogo, dell\u2019intreccio nel tempo di eventi tra loro molto diversi e quindi delle loro tracce depositate nelle pietre, \u00e8 indispensabile che ognuno di noi, guidato da un racconto puntuale, dia tempo adeguato ad una conoscenza fatta di notizie lette e di sguardi educati a vedere, a memorizzare, a valutare. Non illudiamoci che sia possibile prescinderne, l\u2019approfondimento conoscitivo \u00e8 indispensabile per comprendere lo stratificarsi qui di forme d\u2019arte ed anche di vita liturgica e devozionale nel corso ormai di circa un millennio, quasi due anzi per alcune componenti archeologiche.<\/p>\n<p>Pertanto, il breve momento che qui viviamo insieme ha un valore solo introduttivo da due importanti punti di vista: quello storico-artistico e quello liturgico. Esso risulta per\u00f2 esaltato, reso pi\u00f9 che mai intenso dalla celebrazione eucaristica e dai canti del coro che ci accingiamo a celebrare tra poco. \u00c9 un momento breve ma grande nella sua nobilt\u00e0, perch\u00e9 inserito nella nostra attuale esperienza di senso del sacro e di partecipazione al mistero dell\u2019Incarnazione e della nostra Comunione in Ges\u00f9 Cristo di cui ci d\u00e0 certezza la Chiesa.<\/p>\n<p>Nel suo insieme \u00e8 infatti un momento di memoria che si fa anche vita cristiana oggi viva e di tradizione di fede che nell\u2019azione liturgica si fa Presenza tra noi. \u00c9 essenziale non perdere questa consapevolezza tenendo strettamente connessi passato e presente di questo luogo. Per questo ci sono indispensabili per ora solo alcune coordinate storiche che ci abituino ad una familiarit\u00e0 con il suo spazio, le sue forme e i suoi segni, ad un senso di appartenenza reciproca tra loro e noi, facendoci sentire abitanti, ospiti non occasionali di una gloriosa dimora cristiana.<\/p>\n<div id=\"attachment_19253\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/DSC02550_-_Milano_-_SantEustorgio_-_Foto_di_Giovanni_DallOrto_-_12-jan-2007.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-19253\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-19253\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/DSC02550_-_Milano_-_SantEustorgio_-_Foto_di_Giovanni_DallOrto_-_12-jan-2007-1024x683.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"683\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/DSC02550_-_Milano_-_SantEustorgio_-_Foto_di_Giovanni_DallOrto_-_12-jan-2007-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/DSC02550_-_Milano_-_SantEustorgio_-_Foto_di_Giovanni_DallOrto_-_12-jan-2007-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/DSC02550_-_Milano_-_SantEustorgio_-_Foto_di_Giovanni_DallOrto_-_12-jan-2007-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/DSC02550_-_Milano_-_SantEustorgio_-_Foto_di_Giovanni_DallOrto_-_12-jan-2007.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-19253\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #800080\">La basilca di S. Eustorgio dalla piazzetta<\/span><\/p><\/div>\n<p>Siamo a sud di Milano, posizionati lungo un asse viario strategico gi\u00e0 in epoca romana poich\u00e9 collegava la nostra citt\u00e0 con Pavia ed era in direzione per Roma. Resti di una necropoli pagana e cristiana, qui rinvenuti, collegano un primo edificio cultuale a Eustorgio I, vescovo di Milano nel IV secolo. Molto pi\u00f9 tardi sono per\u00f2 i documenti che lo riguardano in epoche successive. All\u2019XI secolo risale un primo edificio romanico, che contrassegna tuttora l\u2019area absidale e la planimetria generale, ristrutturato forse dopo la devastazione del Barbarossa alla quale \u00e8 collegato il furto delle reliquie dei Re Magi, qui custodite, portante in area tedesca, a Colonia. In questa basilica si insediarono nel XIII secolo i frati domenicani, che le agganciarono un vasto convento \u2013 i due chiostri pervenutici ospitano ora il Museo Diocesano \u2013 e la suddivisero nettamente all\u2019interno con un alto muro, detto <em>lectorium. <\/em>Esso isolava la comunit\u00e0 monastica in preghiera, visibile solo da piccole aperture, e lasciava i fedeli nell\u2019area esterna dotata di altari di modeste dimensioni per il culto. Nel 1234 il convento divenne sede di un tribunale dell&#8217;Inquisizione guidato, dal 1251, dal frate Pietro da Verona protagonista di una dura opposizione all&#8217;eresia catara, diffusa in citt\u00e0 e dintorni. La sua morte a Barlassina, poco a nord di Milano, per mano di un eretico, la sua immediata canonizzazione e la sepoltura in questa basilica, la resero luogo di culto tra i pi\u00f9 venerati.<\/p>\n<div id=\"attachment_19254\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Milano_SantEustorgio_-_interno.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-19254\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-19254\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Milano_SantEustorgio_-_interno-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"768\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Milano_SantEustorgio_-_interno-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Milano_SantEustorgio_-_interno-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Milano_SantEustorgio_-_interno-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Milano_SantEustorgio_-_interno-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Milano_SantEustorgio_-_interno.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-19254\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #800080\">Interno della basilica, visto dall&#8217;ingresso<\/span><\/p><\/div>\n<p>Per questo divenne oggetto di decori e abbellimenti da parte delle principali famiglie cittadine che divenne consuetudine; la pi\u00f9 celebre fra tutte \u00e8 quella del XV secolo per Pigello Portinari, opera di Antonio Solari e del Filarete. Essa prosegu\u00ec, senza interruzioni, con la realizzazione di molte cappelle gentilizie fino al XVII secolo, nonostante il declino di questo convento domenicano che port\u00f2 al trasferimento del tribunale nel Quattro-Cinquecento in quello connesso alla basilica di S. Maria delle Grazie. Alle scarne notizie storiche cos\u00ec riassunte corrispondono capolavori d\u2019arte &#8211; in pitture, rilievi a stucco e marmi scolpiti &#8211; che trasmettono una religiosit\u00e0 vivissima per secoli in tutti i ceti sociali lombardi mentre documentano anche un insieme di preziose capacit\u00e0 artigianali di cui siamo eredi, tuttavia oggi troppo inconsapevoli. L\u2019arte, i lavori manuali e le devozioni hanno infatti stretto da secoli, nella nostra cultura cristiana, un\u2019alleanza stupefacente cui non erano estranee n\u00e9 la preghiera n\u00e9 la musica. Anche in questa chiesa \u00e8 stato necessario un adeguamento liturgico che avrebbe potuto essere pi\u00f9 armonico con il contesto preesistente.<\/p>\n<p>Oggi il grande complesso architettonico di Sant\u2019Eustorgio appare dall\u2019esterno integrato senza soluzione di continuit\u00e0 con la citt\u00e0; \u00e8 anche l\u2019estremo lembo dell\u2019importante Parco delle Basiliche il cui confine \u00e8 segnato dal suo campanile di 75 m., il pi\u00f9 alto della citt\u00e0 con l&#8217;orologio pubblico pi\u00f9 antico d&#8217;Italia e con una stella a otto punte sulla cima, che ricorda la cometa guida dei Re Magi. Nei sotterranei del cortile dell\u2019edificio affacciato sulla piazza sulla quale prospetta la basilica, dal lato opposto a quello dell\u2019ingresso al primo chiostro, \u00e8 ancora visibile l\u2019antico fonte battesimale, detto di San Barnaba poich\u00e9 si tramanda che il santo battezz\u00f2 qui i primi cristiani milanesi.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>Maria Antonietta Crippa<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/D802716-1000x920-3.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-19255 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/D802716-1000x920-3.jpg\" alt=\"\" width=\"353\" height=\"325\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/D802716-1000x920-3.jpg 1000w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/D802716-1000x920-3-300x276.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/D802716-1000x920-3-768x707.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 353px) 100vw, 353px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Stratificazioni visibili e non visibili nella basilica<\/strong><\/p>\n<p>Nella basilica di San Giorgio al Palazzo abbiamo potuto notare delle stratificazioni aventi soprattutto la forma di sovrapposizioni; l\u00ec la nostra lettura, pertanto, \u00e8 stata simile a un \u2018carotaggio\u2019.<\/p>\n<p>In questa chiesa, invece, ci troviamo in un ambiente (la navata centrale) in cui apparentemente non sembrano esserci sovrapposizioni e in cui lo spazio sembra rimasto perlopi\u00f9 inalterato nel suo impianto medievale (grazie ai restauri del XIX secolo orientati a far riemergere in modo chiaro le forme medievali). Ci troviamo quindi in assenza di stratificazioni significative? Credo di no. Al contrario, il fatto che non siano visibili, rende le stratificazioni forse ancora pi\u00f9 efficaci. Mi pare che sia possibile individuare come operanti, in questa chiesa, due tipi di stratificazioni:<\/p>\n<ul>\n<li>stratificazioni per \u2018risemantizzazione\u2019<\/li>\n<li>stratificazioni per \u2018rimozione\u2019<\/li>\n<\/ul>\n<p>1) Con la locuzione \u2018stratificazioni per <em>risemantizzazione\u2019<\/em> intendo le <em>rivalorizzazioni<\/em> successive: gli elementi architettonico-liturgici (ma anche rituali) ereditati non vengono materialmente modificati, ma, in relazione ad un nuovo contesto teologico-liturgico e culturale, si attribuisce ad essi un diverso significato o un\u2019altra \u2018funzione\u2019 rituale. Questa chiesa, proprio in virt\u00f9 del fatto che nei secoli ha mantenuto l\u2019impianto medievale, ha consentito numerose risemantizzazioni dell\u2019edificio liturgico in quanto tale; a titolo di esempio, potremmo elencare, semplificando: nel medioevo era principalmente luogo della presenza di Dio, dopo l&#8217;anno Mille luogo del culto legale a Dio e della devozione personale (in questa chiesa resa molto evidente dalla venerazione del corpo di San Pietro martire nella cappella Portinari e dalle stupende capelle gentilizie aggiunte sul lato meridionale della chiesa), nel post-tridentino luogo eminente del sacrificio incruento, dopo il Vaticano II luogo dell\u2019assemblea liturgica riunita con il Cristo. Lo spazio liturgico fonda e giustifica tutte queste interpretazioni e nessuna di queste \u00e8 sbagliata o cancella le altre; ma l\u2019emergere di ciascuna di queste visioni ha comportato la reinterpretazione dell\u2019esistente, rivelando, nello stesso tempo, come lo spazio liturgico sia capace di essere forma di tutte queste esperienze e interpretazioni, e, pi\u00f9 radicalmente, di generarle. Ogni nuova interpretazione della liturgia e dello spazio liturgico nasce, infatti, da un nuovo modo di vivere i riti e gli spazi. Questa possibilit\u00e0 di rivalorizzazione vale sempre sia per gli spazi rituali, cos\u00ec come per i riti. A riguardo, gli esempi nella storia della liturgia sono tanti; ne cito soltanto due, di cui uno attinente al rito e uno relativo allo spazio liturgico:<\/p>\n<ol>\n<li>Il miscelare vino e acqua nella preparazione dei doni nasce da una consuetudine diffusissima nell\u2019antichit\u00e0: il vino puro (<em>merum<\/em>) non veniva consumato in purezza, ma veniva sempre previamente mescolato con acqua, e cos\u00ec avveniva anche durante la celebrazione eucaristica. Questo gesto nel corso del tempo ha assunto un valore teologico-liturgico, in riferimento alla natura divino-umana di Ges\u00f9 e al senso complessivo del rito eucaristico come divinizzazione dell\u2019uomo, nello scambio tra umano e creaturale e divino<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>. In sintesi, questo uso \u00e8 stato risemantizzato in chiave cristologica.<\/li>\n<li>Le balaustre vennero introdotte nelle aule liturgiche per delle finalit\u00e0 pratiche: \u201cPer prima cosa era necessario tutelare gli oggetti sacri: l&#8217;altare pi\u00f9 importante, la sepoltura venerata, la cattedra episcopale, la vasca battesimale. Quindi occorreva assicurare uno spazio adeguato ai fedeli e ai gruppi selezionati di devoti; in maggior misura era fondamentale rendere razionale l&#8217;azione dei protagonisti dei riti sacri, ossia il vescovo-presidente dell&#8217;assemblea e il clero. Infine, bisognava garantire un&#8217;unione funzionale tra i celebranti e i fedeli che secondo le esigenze liturgiche pratiche, consentisse ai ministri del culto di non essere ostacolati dagli spostamenti della folla. La connessione di queste diverse necessit\u00e0 fu stabilita impiegando utilmente cancelli, transenne (a lastra forata) e plutei (a lastra piena)\u201d<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>. Con il passare del tempo, le transenne da strumenti destinati a consentire una celebrazione ordinata, acquistarono un sempre pi\u00f9 forte valore teologico ed ecclesiologico di separazione del presbiterio dalla navata e, quindi, di separazione del clero dai fedeli laici, e assunsero cos\u00ec la forma di balaustre.<\/li>\n<\/ol>\n<p>2) La brevissima analisi del caso delle balaustre ci permette di passare alla seconda forma di stratificazione, quella che ho denominato \u2018per rimozione\u2019. In questo tipo di stratificazione, il nuovo strato viene posto non aggiungendo bens\u00ec <em>eliminando<\/em> qualcosa che precedentemente era evidente, dal momento che nella fase successiva viene ormai percepito come superfluo o \u2018ingombrante\u2019. \u00c8 stato cos\u00ec per gli amboni monumentali medievali, smontati nelle epoche successive, ed \u00e8 stato cos\u00ec anche dopo il Vaticano II con la rimozione delle balaustre dalle chiese che avevano un assetto preconciliare.<\/p>\n<p>Questa chiesa di Sant\u2019Eustorgio nel XIII sec. era stata dotata di un <em>jub\u00e9 <\/em>o<em> lectorium<\/em>, ossia un pontile-muro, che suddivideva di fatto la chiesa in due parti, separando il coro dei frati domenicani dallo spazio riservato ai fedeli laici, e ostacolando, cos\u00ec, almeno in parte, la visione della celebrazione e dell\u2019ufficio ai laici pur presenti alla celebrazione.<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a><\/p>\n<p>Il <em>lectorium<\/em> deriva, come le balaustre, dalle transenne, includendo molto probabilmente anche il modello delle iconostasi ortodosse (non \u00e8 un caso, infatti, che inizino a diffondersi in Europa specialmente a partire dal periodo delle crociate). Non \u00e8 difficile immaginare come dovesse essere sensibilmente diverso il vissuto liturgico quando il <em>lectorium<\/em> non era stato ancora rimosso. Ora, in questa chiesa la rimozione del <em>lectorium \u2013 <\/em>dal momento che \u00e8 avvenuto sulla base della nuova sensibilit\u00e0 liturgica sorta con l\u2019epoca moderna<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a> \u2013 non \u00e8 stato un semplice ritorno ad una forma basilicale precedente, ma ha costituito la sovrapposizione di un nuovo strato. Pertanto, \u00e8 stato <em>aggiunto<\/em> un nuovo strato liturgico, <em>rimuovendo<\/em>.<\/p>\n<p>Quando, poi, dopo il Vaticano II si \u00e8 tolta la balaustra, che era stata nel frattempo aggiunta nell\u2019area antistante l\u2019altare maggiore, e l\u2019altare \u00e8 stato posto pi\u00f9 avanti, ecco che un ulteriore nuovo strato si \u00e8 aggiunto, tornando, s\u00ec, ad una spazialit\u00e0 pi\u00f9 semplice, ma sulla base di una nuova o rinnovata sensibilit\u00e0. In sintesi, in questa breve riflessione ho cercato di porre l\u2019attenzione su un aspetto non marginale del processo storico di adeguamento liturgico e di stratificazione dei vissuti liturgici: essi non si realizzano soltanto attraverso aggiunte o per accumulo, ma anche risemantizzando elementi esistenti e, spesso in modo pi\u00f9 potente, rimuovendo. Oggi, porre attenzione a questo aspetto ci permette di interrogarci sulla logica e sulla prassi della \u2018semplificazione\u2019 (riguardo sia agli adattamenti sia alla progettazione di nuove chiese). Spesso si crede che semplificando, ovvero rimuovendo ci\u00f2 che si reputa essere superfluo, si torni ad uno stato pi\u00f9 originario e autentico, sebbene in realt\u00e0 si aggiunga comunque un nuovo \u2018strato\u2019: se ci\u00f2 \u00e8 realizzato in modo adeguato e consapevole, si riesce a compiere una \u2018ripresa\u2019, in grado di restituire piena vitalit\u00e0 ad un aspetto rimasto latente e si giunge cos\u00ec a collegarlo vitalmente col presente. In caso contrario, si aggiunge inconsapevolmente soltanto un nuovo strato: si intende semplificare e, invece, si finisce per complicare.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>Girolamo Pugliesi<\/em><\/p>\n<h6><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Cf V. Raffa, Liturgia eucaristica, CLV, Roma 2003, pp. 396-398.<\/h6>\n<h6><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> G. Liccardo, <em>Architettura e liturgia nella Chiesa antica<\/em>, Skira, Milano 2005, pp. 166-167.<\/h6>\n<h6><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Per un approfondimento sulla storia del <em>lectorium<\/em> della chiesa di Sant\u2019Eustorgio rimando all\u2019articolo molto puntuale C. Travi, <em>Antichi tramezzi in Lombardia: il caso di Sant\u2019Eustorgio<\/em>, \u00abArte Lombarda\u00bb, 158\/159 (1-2) (2010), pp. 5-16. http:\/\/www.jstor.org\/stable\/43106460.<\/h6>\n<h6><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> \u00abCome ben noto agli specialisti, ma ancora poco al largo pubblico, uno dei principali rinnovamenti degli edifici ecclesiastici messi in atto in Italia nel XV e XVI secolo fu senza dubbio lo smantellamento dei tramezzi eretti in epoca medioevale\u00bb, <em>ibidem<\/em>, p. 5.<\/h6>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Tracce di storia cristiana nel sito e nelle sue architetture Pensando al nostro incontro in questa basilica, mi ponevo il problema di come aiutarci a percepirne l\u2019accoglienza nella penombra che la caratterizza, senza per\u00f2&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":15,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[215],"tags":[216,772,224,773],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19250"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/15"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19250"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19250\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19257,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19250\/revisions\/19257"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19250"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19250"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19250"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}