{"id":19241,"date":"2024-05-16T08:21:06","date_gmt":"2024-05-16T06:21:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=19241"},"modified":"2024-05-16T08:37:36","modified_gmt":"2024-05-16T06:37:36","slug":"con-tutta-parresia-e-senza-impedimenti-tre-teologhe-e-tre-teologi-su-donna-e-ministero-ordinato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/con-tutta-parresia-e-senza-impedimenti-tre-teologhe-e-tre-teologi-su-donna-e-ministero-ordinato\/","title":{"rendered":"&#8220;Con tutta parres\u00eca e senza impedimenti&#8221; (At 28,31): tre teologhe e tre teologi su donna e ministero ordinato"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SenzaImpedimenti.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-19242\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SenzaImpedimenti-194x300.jpg\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SenzaImpedimenti-194x300.jpg 194w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SenzaImpedimenti.jpg 426w\" sizes=\"(max-width: 194px) 100vw, 194px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Esce in questi giorni <\/em>Senza impedimenti. Le donne e il ministero ordinato (Queriniana, 2024)<em>. Un esercizio di &#8220;parrhesia&#8221; per scoprire che non ci sono impedimenti ad ammettere la donna al grado del diaconato del ministero ordinato. Il libro degli Atti degli apostoli finisce con tre parole che si riferiscono al modo con cui Paolo insegnava a Roma. Il testo si conclude con \u03c0\u03ac\u03c3\u03b7\u03c2 \u03c0\u03b1\u03c1\u03c1\u03b7\u03c3\u03af\u03b1\u03c2 \u1f00\u03ba\u03c9\u03bb\u03cd\u03c4\u03c9\u03c2<b>, <\/b>&#8220;cum omni fiducia, sine prohibitione&#8221;, con franchezza e senza impedimenti. Questo volume vuol essere <\/em>una esperienza di &#8220;parrhesia&#8221;, che pu\u00f2 maturare in una Chiesa che non proibisce la ricerca seria e documentata, e che giunge a riconoscere che non ci sono impedimenti all&#8217;accesso delle donne al ministero ordinato<em>. Propongo qui una breve descrizione del testo, tratta dalla mia Introduzione. Il volume comprende una Prefazione di Marinella Perroni e gli interventi di Emanuela Buccioni, Cristina Simonelli, Luigi Mariano Guzzo, Serena Noceti, Luca Castiglioni e Andrea Grillo. Lo abbiamo scritto affinch\u00e9 nella prossima Assemblea sinodale di ottobre non si ascoltino pi\u00f9 n\u00e9 silenzi imbarazzati, n\u00e9 parole vuote, n\u00e9 pregiudizi mascherati. (ag)<\/em><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><i>Introduzione<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><b>Donne e ministero? Responsum teologico a sei voci<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"right\">\u201c<span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\">In secondo luogo viene un fatto a tutti noto, e cio\u00e8 l\u2019ingresso della donna nella vita pubblica: pi\u00f9 accentuatamente, forse, nei popoli di civilt\u00e0 cristiana; pi\u00f9 lentamente, ma sempre su larga scala, tra le genti di altre tradizioni o civilt\u00e0. Nella donna, infatti, diviene sempre pi\u00f9 chiara e operante la coscienza della propria dignit\u00e0. Sa di non poter permettere di essere considerata e trattata come strumento; esige di essere considerata come persona, tanto nell\u2019ambito della vita domestica che in quello della vita pubblica\u201d. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"right\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\">Giovanni XXIII, <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Pacem in terris<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\">, 22<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">Il contributo che questo libro vuole offrire al dibattito sinodale, in vista della necessaria discussione sul tema della <\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><i>piena valorizzazione delle donne nell\u2019esercizio del ministero ecclesiale<\/i><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">, si muove nella prospettiva di un obiettivo molto semplice: permettere a tutte le componenti della Chiesa, ai ministri e a tutti i fedeli, ai competenti e ai semplici interessati, di comprendere <\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><i>la fragilit\u00e0 della posizione assunta dal magistero negli ultimi 50 anni<\/i><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"> e provvedere a <\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><i>suggerire uno sguardo diverso<\/i><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"> sulla materia, per <\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><i>assumere ecclesialmente la possibile autorit\u00e0 <\/i><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">di decisione<\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">, non per <\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><i>spogliarsi di tutta la autorit\u00e0 <\/i><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">esclusivamente su questo tema<\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">[&#8230;]<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><i>Sul piano biblico-esegetico<\/i><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">, Emanuela Buccioni, con il titolo <\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><i>Che cosa sta scritto nella Bibbia? Come la leggi?, <\/i><\/span><b>\u00a0<\/b><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">ricostruisce con cura sia i limiti della lettura dei testi biblici offerti dal magistero, sia l\u2019orizzonte di recupero del contesto dimenticato dei testi invocati a supporto della tesi ufficiale. Vengono segnalate alcune sovrapposizioni di termini \u2013 soprattutto tra ministero apostolico e collegio apostolico, metafora sposale e guida pastorale della comunit\u00e0 \u2013 che inducono ad assumere il testo biblico non come fonte, ma come mero strumento di conferma di stereotipi e di pregiudizi fondati altrove e altrimenti. Il confronto con il testo biblico, come gi\u00e0 auspicato dalla Commissione biblica inascoltata del 1976, potrebbe aiutare a scongiurare nuove polarizzazioni e ad aprire legittimi percorsi di novit\u00e0, che la esegesi della Scrittura non vieta e perci\u00f2 non esclude.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><i>Sul piano storico-patristico<\/i><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">, Cristina Simonelli, sotto il titolo <\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><i>Il ricorso ai Padri: un meccanismo collettivo di difesa,<\/i><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"> sviluppa un ricco ragionamento che si articola in due parti: nella prima analizza le gravi \u201crimozioni che annebbiano la vista e invalidano il processo\u201d, determinando una sorta di lettura distorta dei testi del NT e degli usi che i padri ne hanno fatto, all\u2019interno di una cultura profondamente misogina. Una seconda parte sviluppa invece una diversa \u201clezione dei Padri\u201d, che per analogia con la elaborazione di una nuova comprensione della penitenza, possa recuperare una lettura dinamica e aperta del teologia patristica, da riproporre nella discussione del sinodo, dove dissenso di discussione animata potranno creare lo spazio per un avanzamento comune. Se la libert\u00e0 di coscienza aveva potuto essere definita un \u201cdelirio\u201d, nel XIX secolo e con il massimo della autorit\u00e0, una evoluzione anche sul ministero delle donne non pu\u00f2 essere esclusa. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><i>Sul piano canonico-istituzionale, <\/i><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">Luigi Mariano Guzzo, con il titolo <em>Il conferimento dell&#8217;ordine sacro ad una donna: profili giuridici<\/em><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><i>, <\/i><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">offre una lettura molto limpida delle contraddizioni interne al sistema giuridico prodotta dal diritto canonico, a proposito del sacramento dell\u2019ordine in rapporto ai soggetti battezzati di sesso femminile. Il respiro della analisi verifica con acume tensioni interne all\u2019ordinamento, sia a proposito del principio di eguaglianza, che entra in contrasto con un preteso diritto divino, sia a proposito della sovrapposizione tra logiche teologiche e logiche giuridiche, che creano coni d\u2019ombra e conseguenze paradossali in molti aspetti della normativa. A completare l\u2019analisi la rilevazione di \u201cprivilegi\u201d concessi alla esperienza monastica femminile della tradizione benedettina e certosina mostra chiaramente come la integrazione della donna nell\u2019esercizio di funzioni diaconali non sia solo una possibilit\u00e0, ma gi\u00e0 una realt\u00e0. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><i>Sul piano ecclesiologico-ministeriale<\/i><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"> Serena Noceti, con un contributo intitolato <\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><i>Orientarsi nel labirinto: quale teologia del ministero ordinato?, <\/i><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">predispone una rilettura complessiva della questione di genere all\u2019interno di una visione dinamica del ministero ecclesiale, assumendo con rigore critico la impostazione cristologica e mostrando i limiti evidenti della sua traduzione concettuale, sia nel modello preconciliare, sia in alcune espressioni prioritarie della recezione postconciliare della formulazione che LG aveva dato profeticamente alla comprensione del ministero, in termini pneumatologici ed ecclesiologici. Accanto a questa pars destruens, si configura una lettura diversa, ispirata al Concilio Vaticano II, che sul piano fondamentale pu\u00f2 consentire una nuova visione del soggetto ministeriale, superando le strettoie di una \u201criserva maschile\u201d non solo teologicamente giustificata, ma addirittura pretesa come definitiva. Uscire da questo labirinto, che mescola argomenti di fatto e argomenti di autorit\u00e0, risulta alla fine non solo possibile, ma doveroso. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><i>Sul piano teologico-dogmatico<\/i><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">, Luca Castiglioni, con il titolo <\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><i>Donne e ministerialit\u00e0 ecclesiale<\/i><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">, sviluppa una presentazione del tema in cui viene analizzata, con grande attenzione e finezza, la emergenza della attenzione a partire dal 1964, durante il Concilio, con la predisposizione di una serie di argomenti, che vengono passati minuziosamente in rassegna, offrendone una lettura limpida e persuasiva, da cui emergono i limiti teologici e i condizionamenti culturali dei procedimenti discorsivi con cui si \u00e8 tentato di rispondere alla nuova comprensione delle donne nella cultura e nella societ\u00e0. L\u2019indagine accurata sulle argomentazioni a proposito della ordinazione presbiterale e della ordinazione diaconale, distinguendo bene tra ragioni fondamentali, argomenti di convenienza e silenzi imbarazzati e imbarazzanti, approda ad una rilettura della questione che, se valutata rispetto al tema pi\u00f9 generale del ripensamento del ministero, appare \u201cseconda\u201d, ma in nessun modo pu\u00f2 essere considerata secondaria.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><i>Sul piano storico-sistematico<\/i><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><b>,<\/b><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"> Andrea Grillo,<\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"> sotto il titolo <\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><i>Senza l\u2019autorit\u00e0 di ammettere o senza l\u2019autorit\u00e0 di escludere?<\/i><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">, esamina lo sviluppo storico delle argomentazioni, mostrando una svolta epocale nel passaggio dalla \u201csociet\u00e0 dell\u2019onore\u201d alla \u201csociet\u00e0 della dignit\u00e0\u201d, recepita dalla Chiesa cattolica a partire dalla enciclica <\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><i>Pacem in terris<\/i><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"> (1963). La elaborazione di nuovi argomenti, dovuta alla improponibilit\u00e0 immediata di tutti gli argomenti classici, fondati sul pregiudizio a proposito della donna, approda ad una \u201cnegazione di autorit\u00e0\u201d. Se la teologia constata negli ultimi 50 anni che il sesso femminile non \u00e8 pi\u00f9 un \u201cimpedimento\u201d all\u2019esercizio della autorit\u00e0, in tal modo si sblocca il dispositivo culturale ed ecclesiale, che per secoli ha considerato la riserva maschile come un dato insuperabile. Il non poter includere si trasforma cos\u00ec, quasi inavvertitamente, nel non poter escludere. <\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esce in questi giorni Senza impedimenti. Le donne e il ministero ordinato (Queriniana, 2024). 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