{"id":19215,"date":"2024-05-09T14:08:00","date_gmt":"2024-05-09T12:08:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=19215"},"modified":"2024-05-09T14:08:00","modified_gmt":"2024-05-09T12:08:00","slug":"e-se-le-indulgenze-sono-senza-materia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/e-se-le-indulgenze-sono-senza-materia\/","title":{"rendered":"E se le indulgenze sono senza materia?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Confessione-donna-stampa-Ottocento1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-13940\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Confessione-donna-stampa-Ottocento1-194x300.jpg\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Confessione-donna-stampa-Ottocento1-194x300.jpg 194w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Confessione-donna-stampa-Ottocento1.jpg 220w\" sizes=\"(max-width: 194px) 100vw, 194px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Quando si avvicina un Giubileo, scattano le abitudini, quelle buone e quelle meno buone. Tra di esse c&#8217;\u00e8 il recupero dall&#8217;armadio dello scheletro delle indulgenze. Dico lo scheletro a ragion veduta. Perch\u00e9 la pratica festiva della indulgenza ha un duplice presupposto feriale, che oggi \u00e8 difficile trovare nei cuori, nelle parole e nei corpi di cattolici contemporanei. Non credo che sia giusto presentare la indulgenza come &#8220;un grande regalo&#8221; che riceviamo nel Giubileo. Non \u00e8 cos\u00ec. Perch\u00e9 il regalo, per esistere, non dipende solo dalla fede, ma da alcuni elementi della cultura e della affettivit\u00e0 del soggetto, che non si possono inventare se non ci sono: non li crea &#8220;ex nihilo&#8221; n\u00e9 il papa n\u00e9 i santi, pur con tutta la loro forza.<\/p>\n<p>Per non dire cose troppo imprecise, iniziamo dalla definizione classica: la indulgenza \u00e8 la &#8220;remissione della pena temporale&#8221;. Che cosa significa? Non si pu\u00f2 ridurre questa dimensione ad una sorta di persistenza del &#8220;male&#8221; nel nostro cuore. Non \u00e8 cos\u00ec. Piuttosto si tratta di distinguere accuratamente, cosa oggi tutt&#8217;altro che facile, tra &#8220;colpa-peccato&#8221; e &#8220;pena-punizione&#8221;. La indulgenza non agisce sulla colpa o sul peccato, ma sulla pena\/punizione.<\/p>\n<p>Una volta chiarito questo primo punto, scatta subito un seconda domanda: ma che cosa \u00e8 questa pena-punizione? Non siamo forse &#8220;assolti&#8221;? Come possiamo ricevere e aver bisogno di una pena? La tradizione risponde cos\u00ec: con il sacramento della penitenza si riceve un perdono che &#8220;cancella la pena eterna&#8221;, ma la pena temporale &#8211; che discende dall&#8217;aver peccato, non semplicemente dalla determinazione del confessore &#8211;\u00a0 non viene superata dalla assoluzione. Anche dopo la assoluzione resta la &#8220;pena temporale&#8221;. Ma di che cosa si tratta? Qui noi entriamo in crisi, perch\u00e9 in larga parte, per tante diverse ragioni, non sappiamo pi\u00f9 che esiste una &#8220;pena temporale&#8221;. Questo dipende dal fatto che la confessione non termina pi\u00f9, in generale da alcuni secoli, con una puntuale indicazione della &#8220;pena temporale&#8221; da svolgere da parte del peccatore perdonato. Al &#8220;male che persiste&#8221; non si risponde anzitutto con le indulgenze, ma con il &#8220;fare penitenza&#8221;. Ecco un esempio famoso di &#8220;pena penitenziale&#8221;.<\/p>\n<p>Nei Promessi Sposi di A. Manzoni, la &#8220;pena temporale&#8221; dell&#8217;Innominato, ad esempio, consisteva anzitutto nella urgenza di liberare Lucia. Poi nella esigenza di cambiare vita, nella fatica di comunicare ai suoi collaboratori che era finita la mafia di prima, che doveva congedarli e che non lo avrebbero pi\u00f9 servito. Pena temporale \u00e8 &#8220;vita di penitenza&#8221;, fatica e lacrime per rimediare al male commesso e impostare una vita nuova.<\/p>\n<p>Il carico di una &#8220;vita di penitenza&#8221; pu\u00f2 essere anche molto pesante: in occasione di feste importanti, di visite a luoghi significativi o di anniversari solenni, la indulgenza &#8220;rimette la pena temporale&#8221;, in toto o in parte. Questo \u00e8 ragionevole ed \u00e8 stato, lungo la storia, una via penitenziale autentica, al di l\u00e0 del suo traadursi in &#8220;commercio&#8221;. Il commercio poteva restare, allora, anche &#8220;admirabile&#8221;.<\/p>\n<p>Ma, proprio per le ragioni addotte fin qui, la indulgenza non \u00e8 un &#8220;regalo&#8221;, ma il &#8220;condono di un debito&#8221;. Nessuno pu\u00f2 vedere il regalo che riceve, se non sa di avere un debito. E la fede non basta da sola. Occorre la coscienza che la penitenza non si fa n\u00e9 solo n\u00e9 anzitutto nel confessionale. Ed \u00e8 questo che oggi manca quasi del tutto.<\/p>\n<p>Una serena rilettura della tradizione pu\u00f2 farci comprendere che non si tratta di considerare &#8220;troppo mercantile&#8221; la visione rifiutata da Lutero per salvare una prassi del XIV secolo. Si tratta invece, non contro\u00a0 Lutero, ma anche con il suo aiuto, di riscoprire che cosa significa &#8220;fare penitenza&#8221;. Per questa esperienza la ferialit\u00e0 penitenziale corrisponde alla festivit\u00e0 della eucaristia, non della indulgenza. Sostituire la indulgenza alla comunione eucaristica potrebbe essere una delle sviste maggiori,\u00a0 che non abbiamo evitato n\u00e9 in occasione delle indulgenze per il Covid-19, n\u00e9 per l&#8217;Anno di S. Giuseppe, n\u00e9, viste le premesse, eviteremo per il Giubileo del 2025. Nel quale sarebbe molto pi\u00f9 utile riscoprire il dono del feriale &#8220;fare penitenza&#8221;, piuttosto che sostituirlo con la somma deficitaria di una confessione senza pena, e di una remissione della pena priva della materia circa quam.\u00a0 Premurarsi di assicurare l&#8217;indulgenza ecclesiale nelle sue forme non burocratiche viene prima che organizzare burocraticamente indulgenze in cui non c&#8217;\u00e8 nulla da rimettere. Che un Giubileo possa riscoprire le vere priorit\u00e0 della Chiesa non mi sembra una prospettiva cos\u00ec strana. O no?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando si avvicina un Giubileo, scattano le abitudini, quelle buone e quelle meno buone. Tra di esse c&#8217;\u00e8 il recupero dall&#8217;armadio dello scheletro delle indulgenze. Dico lo scheletro a ragion veduta. 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