{"id":19192,"date":"2024-05-02T18:54:00","date_gmt":"2024-05-02T16:54:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=19192"},"modified":"2024-05-02T18:54:00","modified_gmt":"2024-05-02T16:54:00","slug":"architettura-e-liturgia-itinerario-2023-la-basilica-e-chiesa-parrocchiale-di-san-giorgio-al-palazzo-in-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/architettura-e-liturgia-itinerario-2023-la-basilica-e-chiesa-parrocchiale-di-san-giorgio-al-palazzo-in-milano\/","title":{"rendered":"Architettura e liturgia (itinerario 2023) &#8211; La basilica e chiesa parrocchiale di San Giorgio al Palazzo, in Milano"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/canti-san-giorgio-al-palazzo.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-large wp-image-19193\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/canti-san-giorgio-al-palazzo-1024x637.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"637\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/canti-san-giorgio-al-palazzo-1024x637.jpg 1024w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/canti-san-giorgio-al-palazzo-300x187.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/canti-san-giorgio-al-palazzo-768x478.jpg 768w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/canti-san-giorgio-al-palazzo-1536x955.jpg 1536w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/canti-san-giorgio-al-palazzo.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Per conoscere la storia e la vita attuale di una chiesa nella grande Chiesa universale e sentirsene eredi<\/strong><\/p>\n<p>Il nostro itinerario in chiese milanesi non risponde a logiche da visita guidata; \u00e8 cammino per tappe che pone al centro la celebrazione della messa, arricchita dal canto del coro e dall\u2019omelia, in luoghi per il culto cattolico, antichi o contemporanei, di viva presenza cristiana in Milano. Siamo interessati a cogliere i tratti di questa presenza, a condividerli, a situarci nella concretezza della sua storia, a entrare in sintonia con i suoi fattori di stabilit\u00e0 e di cambiamento, cos\u00ec come sono visibili oggi. Pi\u00f9 al fondo, cerchiamo di ravvivare in ogni tappa, con immediatezza di partecipazione corale e persino con curiosit\u00e0 personale, il nostro senso di appartenenza alla grande Chiesa universale, percepito di volta in volta dentro una delle sue innumerevoli chiese incastonate in una delle citt\u00e0, la nostra, che della vitalit\u00e0 nei secoli della grande Chiesa sono testimoni.<\/p>\n<p>Pur nella brevit\u00e0 delle distanze tra i luoghi del nostro itinerario ci facciamo dunque pellegrini, per ritrovare la nostra esistenziale condizione di <em>viatores<\/em> nella vita terrena verso la vita che avr\u00e0 la sua sede definitiva nella Gerusalemme celeste o nella grande, luminosa rosa dei beati e degli angeli attorno a Dio, evocata da Dante nella sua <em>Divina Commedia<\/em>.<\/p>\n<p>Ci \u00e8 di grande aiuto, in questa presa di coscienza del legame tra cielo e terra gi\u00e0 fin d\u2019ora iniziato ma non ancora giunto a pieno compimento, la meditazione sul senso della liturgia, del contenuto proprio del culto pubblico che nella chiesa si celebra con regolarit\u00e0 e che rischiamo sempre di vivere troppo passivamente, senza vera partecipazione. Per questo le nostre tappe sono concepite come occasioni di intrecci tra storia dei luoghi e loro attuale vita liturgica e devozionale. In termini, lo abbiamo verificato nelle visite gi\u00e0 condotte nel 2022, che non si ripetono di volta in volta meccanicamente. Iniziando con questa a San Giorgio a l Palazzo quelle del 2023, portiamo con noi la novit\u00e0 riscoperta dell\u2019essere noi stessi, come comunit\u00e0, chiesa nelle chiese fatte di muri in mattoni, in pietre, in cemento armato.<\/p>\n<div id=\"attachment_19194\" style=\"width: 1032px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Dal_Re_MarcAntonio_1697-1766_-_Vedute_di_Milano_-_28_-_San_Giorgio_in_Palazzo_Collegiata_-_ca._1745.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-19194\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-19194\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Dal_Re_MarcAntonio_1697-1766_-_Vedute_di_Milano_-_28_-_San_Giorgio_in_Palazzo_Collegiata_-_ca._1745.jpg\" alt=\"\" width=\"1022\" height=\"752\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Dal_Re_MarcAntonio_1697-1766_-_Vedute_di_Milano_-_28_-_San_Giorgio_in_Palazzo_Collegiata_-_ca._1745.jpg 1022w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Dal_Re_MarcAntonio_1697-1766_-_Vedute_di_Milano_-_28_-_San_Giorgio_in_Palazzo_Collegiata_-_ca._1745-300x221.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Dal_Re_MarcAntonio_1697-1766_-_Vedute_di_Milano_-_28_-_San_Giorgio_in_Palazzo_Collegiata_-_ca._1745-768x565.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1022px) 100vw, 1022px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-19194\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #993300\">Marcantonio Dal Re, sec. XVIII, Vedute di Milano, San Giorgio al palazzo Collegiata<\/span><\/p><\/div>\n<p>Questa chiesa di San Giorgio al Palazzo prospetta su una piazzetta aperta verso via Torino nel cuore del centro urbano. Presenta una facciata di forme classiche ben identificative per noi della funzione cui risponde. Il prospetto \u00e8 infatti quasi un \u2018manifesto\u2019 dell\u2019identit\u00e0 del luogo. Venne realizzato nel 1774 su progetto di Francesco Croce, ingegnere architetto attivo nella Veneranda Fabbrica del Duomo, trasformando ed esaltando in solenne plasticit\u00e0 chiaroscurale quello precedente, pi\u00f9 sobrio: una liscia parete in mattoni con tre portali rinascimentali, dei quali il centrale sormontato da lunetta decorata.<\/p>\n<div id=\"attachment_19195\" style=\"width: 250px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SC_A_LMD80-00034_IMG-0000197734.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-19195\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-19195\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SC_A_LMD80-00034_IMG-0000197734.jpg\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"331\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SC_A_LMD80-00034_IMG-0000197734.jpg 435w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SC_A_LMD80-00034_IMG-0000197734-218x300.jpg 218w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-19195\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #993300\">Facciata attuale della basilica<\/span><\/p><\/div>\n<p>Appena entrati, percepiamo uno spazio interno denso di storia nella complessa stratificazione muraria; l\u2019ultima modifica fu frutto, tra 1800 e 1821, di un radicale intervento che voleva essere conservativo quanto pi\u00f9 era possibile del precedente assetto barocco e che oggi riconosciamo come libera reinterpretazione stilistica, opera dell\u2019architetto neoclassico Luigi Cagnola, personalit\u00e0 celebre alla quale si deve il milanese Arco della pace. Ai suoi lavori si collegarono, entro il 1899, l\u2019aggiunta di un corto transetto, la conclusione del campanile medievale e la cupola neoclassica estradossata, una rarit\u00e0 in citt\u00e0, su progetto dell\u2019ingegnere Alfonso Parrocchetti.<\/p>\n<div id=\"attachment_19198\" style=\"width: 284px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SC_A_LMD80-00034_IMG-0000197741-1.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-19198\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-19198\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SC_A_LMD80-00034_IMG-0000197741-1.jpg\" alt=\"\" width=\"274\" height=\"459\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SC_A_LMD80-00034_IMG-0000197741-1.jpg 358w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SC_A_LMD80-00034_IMG-0000197741-1-179x300.jpg 179w\" sizes=\"(max-width: 274px) 100vw, 274px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-19198\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #993300\">Interno della basilica, visto dall&#8217;ingresso<br \/><\/span><\/p><\/div>\n<p>Lo spazio interno, nella pianta a croce latina con tre navate, transetto poco sporgente e profonda abside, ci risulta per\u00f2 familiare, persino un poco scontato ad un primo impatto come per un <em>d\u00e9j\u00e0 vu<\/em>, perch\u00e9 caratterizzato da spazialit\u00e0 e linguaggio dai tratti stilistici utilizzati dei nostri predecessori fino alla prima met\u00e0 del secolo XX. Eppure, bench\u00e9 non altisonante per qualit\u00e0, esso ci attrae per la sua intensit\u00e0 di storia e per una discreta armonia complessiva del lungo volume, intervallato dalla cupola neoclassica a cassettoni, con le figure dei Quattro Evangelisti nei pennacchi, e concluso nell\u2019abside con lanterna che ospita il presbiterio con il pregevole altar maggiore barocco in marmi policromi. Interessato intorno al 2000 da opere strutturali per suo adeguamento ai canoni conciliari, esso \u00e8 preceduto, davanti alla balaustra di delimitazione, da una pedana rivestita in marmo che ospita, al centro, la nuova mensa.<\/p>\n<p>In un luogo di tanta complessit\u00e0 storica e formale \u00e8 essenziale soffermarsi in un ascolto di s\u00e9 stessi, delle nostre vibrazioni percettive sia stando seduti che muovendosi liberamente, osservando ogni particolare, visitando le opere d\u2019arte nelle cappelle, soprattutto soffermandosi davanti al ciclo di affreschi cinquecenteschi con le <em>Storie della Passione<\/em> di Bernardino Luini, nella Cappella Corpus Domini. Partecipare alle celebrazioni liturgiche o pregare da soli, dopo che ci si \u00e8 immersi in questa esperienza personale, ha un\u2019intensit\u00e0 e una ricchezza di umanit\u00e0 altrimenti impensabile: perch\u00e9 la celebrazione liturgica e la preghiera si inscrivono nella dignit\u00e0 e nella bellezza di una dimora cristiana comunitaria, luogo di comunione di Dio con gli uomini aperto a tutti. Ci rendiamo conto di essere eredi di una straordinaria storia di cui siamo chiamati ad essere responsabili continuatori.<\/p>\n<p>Ci \u00e8 pi\u00f9 facile allora comprendere anche la necessit\u00e0 di cura per questi luoghi, non come problema solo artistico e tecnico ma anche di fede. Qui, in San Giorgio, nel 2014 si \u00e8 rinnovato l&#8217;adeguamento tecnologico dell&#8217;impianto di illuminazione; nel 2016 sono state avviate opere di consolidamento e restauro conservativo del campanile. \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>Maria Antonietta Crippa<\/em><\/p>\n<div id=\"attachment_19199\" style=\"width: 176px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SC_A_LMD80-00034_IMG-0000197740.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-19199\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-19200\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SC_A_LMD80-00034_IMG-0000197740.jpg\" alt=\"\" width=\"166\" height=\"245\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SC_A_LMD80-00034_IMG-0000197740.jpg 406w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SC_A_LMD80-00034_IMG-0000197740-203x300.jpg 203w\" sizes=\"(max-width: 166px) 100vw, 166px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-19199\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #993300\">Dipinto del Luini, sec. XVI, particolare<\/span><\/p><\/div>\n<p><strong>Le stratificazioni liturgiche nella basilica di San Giorgio al Palazzo<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>\u201cStratificazioni\u201d \u00e8 il tema guida del percorso di lettura delle prossime tre chiese in questo 2023. Il suo approccio non vuole essere \u201cfilologico\u201d ma \u201cliturgico\u201d. Ovvero, non si guarder\u00e0 agli aspetti e alle componenti della stratificazione delle chiese con sguardo esclusivamente storico, ma si cercher\u00e0 di comprendere se e come uno spazio, concepito in un tempo passato, riesca ancora oggi a parlarci, possa essere compreso da noi e agire nel nostro attuale vissuto liturgico, nonostante che, col passare del tempo, il senso originario di alcuni suoi aspetti non sia pi\u00f9 evidente per noi.<\/p>\n<p>Occorre aver presente che non vi sono chiese che non abbiano subito questo processo, dal momento che il fenomeno dell\u2019adattamento liturgico \u00e8 un\u2019esigenza che la Chiesa ha sempre avvertito e a cui ha sempre cercato di dare adeguate risposte. Nello stesso tempo, ogni determinato ambiente liturgico, progettato e costruito in preciso momento storico, mantiene comunque una \u201cimpronta\u201d del tutto propria, una sua \u201cspecificit\u00e0\u201d che ne connota il vissuto liturgico in ogni tempo. Le successive stratificazioni, fin quando una chiesa viene abitata dalla comunit\u00e0 cristiana non risultano tracce inerti del passato, bens\u00ec stimoli attivi. Anche in modo sommesso, esse agiscono, talvolta interferiscono con l\u2019esperienza attuale dello spazio continuamente connotando il vissuto liturgico e cos\u00ec riuscendo ad essere fonte di sensibilit\u00e0 spirituali antiche e nuove insieme.<\/p>\n<p>Le chiese infatti sono state \u2013 e sono ancora adesso \u2013 luoghi in cui il vissuto liturgico genera e rigenera la vita della Chiesa, luoghi in cui la catechesi trova la sua fonte e espressione, in cui le sensibilit\u00e0 spirituali di ogni epoca si trasmettono nella loro origine e nel loro compimento. Si potrebbe arrivare a dire che il tesoro della Tradizione ha un proprio luogo eletto proprio nelle chiese, nelle loro molteplici e variegate stratificazioni.<\/p>\n<p>In virt\u00f9 della sua lunga storia, la basilica di San Giorgio Palazzo raccoglie in s\u00e9 molte stratificazioni; ne sono segni evidenti gli elementi architettonici antichi che gli ultimi restauri evidenziano esattamente in modo \u201cstratigrafico\u201d, facendoli emergere, grazie allo \u201cscavo\u201d di alcune pareti. Le sue molte stratificazioni ci permettono di riflettere sul tema dell\u2019adeguamento il quale, ogni volta, dipende da \u201criforme liturgiche\u201d. Ma queste non individuano semplicemente una decisione dall\u2019alto di modifica degli usi, manifestano invece anche un cambiamento in atto concretamente ratificato dalle stesse.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 una lunga catena di \u201criforme\u201d nella storia della Chiesa. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, esse sono iniziate agli albori del Cristianesimo: nel I secolo d.C. la prima comunit\u00e0 cristiana scelse di passare da un assetto \u201cebraico\u201d di liturgia, probabilmente in lingua aramaica e comunque legato strettamente alla preghiera ebraica, ad uno che abbracciava lingua e stile della <em>koin\u00e9 <\/em>greca. I vangeli testimoniano in modo evidente questo passaggio: dopo una prima testimonianza apostolica di matrice e di lingua semitica, la comunit\u00e0 cristiana scelse infatti il greco per favorire la traducibilit\u00e0 del messaggio evangelico nel contesto culturale dell\u2019epoca.<\/p>\n<p>Successivamente si produsse un seguito di \u201criforme\u201d: in Occidente, per esempio, nel IV secolo con papa Damaso si pass\u00f2 dal greco al latino e si scelse una forma rituale rispondente alle esigenze del al contesto romano; in seguito ci si avvicin\u00f2 alla cultura dei popoli cosiddetti \u201cbarbari\u201d, poi a quella carolingia e cos\u00ec via nel corso di quasi due millenni fino ad arrivare all\u2019ultimo passo: la riforma liturgica del Concilio Vaticano II del 1962-1963.<\/p>\n<p>Si \u00e8 per\u00f2 gi\u00e0 fin d\u2019ora aperto il problema di adeguamenti liturgici successivi al Vaticano II; si tratta anzi di una questione molto sentita anche perch\u00e9, si dice, spesso quelli collegati all\u2019ultimo concilio non sono riusciti: risultano sciatti, non rispettosi dell\u2019esistente, \u2018brutti\u2019\u2026 Si accusa la stessa riforma del Vaticano II di esserne causa; sempre pi\u00f9 spesso, specialmente negli ultimi tempi, si crede di poter risolvere il problema ad esempio tornando a celebrare \u201cvoltando le spalle\u201d al popolo dei fedeli &#8230;<\/p>\n<p>Al contrario, io credo non solo possibile ma anche doveroso sia accogliere la sfida che essa ha proposto sia affrontare un conseguente e coerente adeguamento, perch\u00e9 ritengo che alla radice delle incomprensioni e degli errori vi sia una mancata consapevolezza dei diversi \u201clivelli\u201d del tema. Innanzitutto la riforma liturgica e l\u2019adeguamento che ne discende non sono, si potrebbe dire, che a met\u00e0 del loro svolgimento per una motivazione molto evidente. Nota giustamente Paul de Clerck: \u201cla liturgia \u00e8 fondamentalmente un fatto corporeo: ora il corpo \u00e8 molto pi\u00f9 conservatore dello spirito\u201d<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>. Come \u00e8 inevitabile infatti, i gesti del rito tridentino, tramandati dalle generazioni precedenti, sono stati assunti inconsapevolmente da noi.<\/p>\n<p>Nonostante la positiva affermazione della riforma dei testi e dei riti, essi influiscono tuttora molto sul vissuto liturgico postconciliare. Si deve pertanto acquisire consapevolezza che, perch\u00e9 un adeguamento sia \u201cliturgico\u201d come indica l\u2019etimologia, occorre innanzitutto adeguare l\u2019\u201c<em>ergon<\/em>\u201d, l\u2019azione, la qualit\u00e0 cio\u00e8 degli atti. Pi\u00f9 precisamente, celebrare, dopo il Vaticano II, richiede maggior profondit\u00e0 di coscienza nelle azioni rituali, occorre non solo ritenere fondamentale il significato teologico dei gesti, ma anche considerare teologale l\u2019azione liturgica stessa in quanto esperienza di Dio.<\/p>\n<p>Per questo motivo si dovrebbe prestare attenzione in primo luogo, come scrisse Guardini, alla \u201cformazione liturgica\u201d. Egli afferm\u00f2 negli anni sessanta del secolo scorso: \u201cIl Concilio ha posto le basi per il futuro &#8211; e come questo evento si sia verificato e abbia comunicato verit\u00e0 rimarr\u00e0 per sempre un esempio tipico dell&#8217;operare dello Spirito Santo nella Chiesa-; ora per\u00f2 si pone la questione del punto in cui debba prendere avvio il lavoro, affinch\u00e9 la verit\u00e0 conosciuta divenga la realt\u00e0. Naturalmente assume urgenza una coppia di questioni, rituali e testuali [\u2026]. Ma di che cosa si tratti soprattutto, mi sembra sia qualcosa d&#8217;altro, vale a dire la questione dell&#8217;atto di culto- in termini pi\u00f9 esatti, dell&#8217;atto liturgico. Se vedo bene, l&#8217;uomo tipico del diciannovesimo secolo non era pi\u00f9 capace di quest&#8217;atto, anzi non ne ha pi\u00f9 avuto cognizione. [\u2026] Se deve essere attuata l&#8217;intenzione del Concilio, allora \u00e8 necessaria una giusta istruzione ma anche un\u2019autentica educazione, esercizio, mediante il quale l&#8217;atto \u00e8 appreso\u201d<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>.<\/p>\n<p>Da questo dipende direttamente, ritengo, la riforma rituale e l\u2019adeguamento liturgico degli spazi. Lo stesso parlarne dovrebbe essere sempre essere correlato a una riflessione sulla natura e sulla qualit\u00e0 degli atti liturgici. In concreto, il Movimento Liturgico ha sperimentato \u201cadeguamenti\u201d entro il contesto di un rito precedente ad essi ma dando grande attenzione alla natura del vissuto liturgico; \u00e8 questo il modo con il quale ha aperto la strada alla riforma del Vaticano II (caso emblematico al riguardo pu\u00f2 essere ritenuto l\u2019adeguamento della cappella nel castello di Rothenfels, luogo molto importante per Guardini e per l\u2019intero Movimento Liturgico tedesco).<\/p>\n<p>Oggi, invece, siamo spesso tentati di capovolgere, in un certo senso, la situazione: puntiamo a partecipare a celebrazioni col nuovo rito ma con \u201cri-adeguamenti\u201d che in sostanza guardano ancora al suo assetto precedente. Questo accade perch\u00e9 ci accontentiamo di modifiche estrinseche alla nostra coscienza del senso del rito e della chiesa. Ma non basta per adeguare collocare nella chiesa un nuovo altare-mensa, cos\u00ec come non basta eliminarlo per tornare a celebrare sull\u2019altare a dossale quando si deve risolvere un problema difficile. Se non si comprende che l\u2019adeguamento liturgico degli spazi deve tenere insieme tutti i livelli (rituale, estetico, ecclesiale, storico) in modo armonico, esso risulter\u00e0 sempre inadeguato.<\/p>\n<p>Nella maggior parte dei casi un adeguamento buono \u00e8 possibile. Qualora, in casi estremi, ci si rendesse conto che una chiesa non pu\u00f2 essere adeguata in modo soddisfacente, \u00e8 meglio persino non celebrarvi pi\u00f9 o valutare cosa sia possibile ancora celebrarvi. Non bisogna forzare un luogo ad accogliere qualcosa di nuovo, cos\u00ec come non bisogna costringersi al passato rinunciando a partecipare a ci\u00f2 che oggi vive. Gli spazi custodi insieme <em>del sacro e dell\u2019umano,<\/em> come sono le chiese, possiedono una vitalit\u00e0 che va protetta e coltivata con la frequentazione. Perch\u00e9 sono <em>Chiese vive<\/em>, appunto<em>.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Girolamo Pugliesi<\/em><\/p>\n<div id=\"attachment_19199\" style=\"width: 258px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SC_A_LMD80-00034_IMG-0000197742.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-19199\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-19199\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SC_A_LMD80-00034_IMG-0000197742.jpg\" alt=\"\" width=\"248\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SC_A_LMD80-00034_IMG-0000197742.jpg 600w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SC_A_LMD80-00034_IMG-0000197742-300x204.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 248px) 100vw, 248px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-19199\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #993300\">Veduta dall&#8217;alto della basilica<\/span><\/p><\/div>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> P. De Clerck, <em>Principali acquisizioni del convegno e nuove prospettive<\/em>, in AA.VV., <em>Spaio liturgico e orientamento<\/em>, Qiqajon, Magnano 2007, p. 245.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> R. Guardini, <em>L\u2019atto di culto e il compito e il compito attuale della formazione liturgica<\/em> [lettera scritta da Guardini nel 1964, in occasione del III Congresso Liturgico di Magonza], in Id., Formazione Liturgica, Morcelliana, Brescia 2008, pp. 27-28.33.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per conoscere la storia e la vita attuale di una chiesa nella grande Chiesa universale e sentirsene eredi Il nostro itinerario in chiese milanesi non risponde a logiche da visita guidata; \u00e8 cammino per tappe&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":15,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[215],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19192"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/15"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19192"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19192\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19208,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19192\/revisions\/19208"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19192"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19192"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19192"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}