{"id":19094,"date":"2024-03-27T11:28:22","date_gmt":"2024-03-27T10:28:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=19094"},"modified":"2024-03-27T12:26:25","modified_gmt":"2024-03-27T11:26:25","slug":"passione-morte-e-risurrezione-rituale-sui-riti-del-triduo-pasquale-senza-fine-e-senza-inizio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/passione-morte-e-risurrezione-rituale-sui-riti-del-triduo-pasquale-senza-fine-e-senza-inizio\/","title":{"rendered":"Passione, morte e risurrezione rituale.  Sui riti del Triduo Pasquale, senza fine e senza inizio"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/crocecavalca-1-scaled.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-19095\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/crocecavalca-1-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/crocecavalca-1-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/crocecavalca-1-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/crocecavalca-1-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/crocecavalca-1-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/crocecavalca-1-2048x1536.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La sequenza rituale che inizier\u00e0 dopo il tramonto del Gioved\u00ec santo (quindi all\u2019inizio del Venerd\u00ec, secondo il conteggio dei giorni che considera come soglia significativa e visibile non la \u201cmezzanotte\u201d, ma il \u201ctramonto\u201d) \u00e8 caratterizzata da alcuni elementi di \u201cstranezza\u201d che gli antichi avevano gi\u00e0 notato. Nel suo \u201cDe divinis officiis\u201d, Ruperto di Deutz, nel XI secolo, fa alcune annotazioni interessanti. Parla di \u201ctre veglie\u201d che caratterizzano in modo totalmente diverso dal resto dell\u2019anno questi tre giorni (e sicuramente si tratta delle due veglie del gioved\u00ec e del venerd\u00ec, insieme alla grande veglia del sabato) in cui i toni del cordoglio, e della mestizia si risolvono nella gioia della terza veglia. Ma una seconda osservazione ci colpisce ancora di pi\u00f9: nel cap XXV del libro V Ruperto intitola un breve paragrafo: \u201cPerch\u00e9 non abbiamo gli inizi e le fini?\u201d. Si chiede, infatti, perch\u00e9 nei tre giorni del Triduo i grandi riti della <i>Messa in coena Domini<\/i>, della <i>Memoria della Passione<\/i> e della <i>Veglia Pasquale<\/i> risultino come \u201csospesi\u201d, \u201cincompiuti\u201d, \u201cindeterminati\u201d, quasi \u201cimprovvisati\u201d. La sua risposta \u00e8 questa: se il Signore \u00e8 l\u2019alpha e l\u2019omega, il principio e la fine, nel momento in cui Ges\u00f9 muore, la Chiesa resta senza principio e senza fine, anche nei suoi riti.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un linguaggio rituale della Pasqua, che possiamo leggere in modo efficace, se consideriamo come la \u201cnormalit\u00e0 ecclesiale\u201d riposi sulla evidenza del rapporto con il Risorto. Iniziare ogni messa con \u201cIl Signore sia con voi\u201d non \u00e8 un fatto banale, ma \u00e8 la iniziale confessione di fede che la assemblea stessa, appena radunata, \u00e8 il Corpo di Cristo risorto, che vive nella storia. Questa \u00e8 la evidenza che la Pasqua produce. Ma una volta l\u2019anno, nel ritornare al centro del mistero pasquale, la Chiesa \u00e8 come se sospendesse questa evidenza e tornasse ai \u201ctre giorni\u201d di elaborazione originaria di quella evidenza. Cos\u00ec l\u2019ultima messa, sulla soglia del primo giorno, non si conclude, ma resta in sospeso, passando attraverso una impressionante spogliazione dell\u2019altare. Si entra cos\u00ec in un tempo di \u201cdigiuno rituale\u201d, che non prevede celebrazioni eucaristiche, fino all\u2019inizio del \u201cterzo giorno\u201d. Questa fine mancata corrisponde all\u2019inizio mancato della Veglia Pasquale, che arriva ad una celebrazione eucaristica dopo riti del fuoco e i riti della Parola straordinariamente estesi e ricchi, che arrivano al \u201csepolcro vuoto\u201d come principio di dono dello Spirito, al Signore, per il Signore e con il Signore, e alla sua Chiesa. Una grande pausa, una sospensione, un ritorno alle priorit\u00e0 originarie, tutto questo avviene in forma rituale, perch\u00e9 si risvegli alla evidenza esistenziale.<\/p>\n<p>La sequenza del Triduo sospende anche l\u2019uso ordinario del calendario. Per tre giorni entriamo in un altro modo di \u201ccontare il tempo\u201d. I giorni cominciano e finiscono al tramonto: il <b>primo giorno<\/b>, ossia il venerd\u00ec (che inizia al tramonto del gioved\u00ec) \u00e8 ricchissimo di riti di congedo: Ges\u00f9 si congeda dai suoi nella cena pasquale, nel dono del pane e calice condiviso e nella lavanda dei piedi; ma Ges\u00f9 si congeda dai suoi nel tradimento e cattura, nel processo, nella morte in croce, che \u00e8 anche glorificazione. Tutti i riti del primo giorno sono \u201cstrani\u201d, senza fine e senza inizio. Tutto accade nello stesso primo giorno. Il <b>secondo giorno<\/b> (dal tramonto del venerd\u00ec al tramonto del sabato) \u00e8 privo di riti, investito e colmo del silenzio e della comunione del Signore con tutti i defunti. E\u2019 il giorno del sepolcro pieno e della afasia ecclesiale. Ma \u00e8 anche il giorno della attesa e della tensione al compimento sulla base del \u201ctutto \u00e8 compiuto\u201d ascoltato il giorno prima. Il <b>terzo giorno<\/b> (dal tramonto del sabato al tramonto della domenica) inizia in modo originalissimo, con la Veglia Pasquale, che \u00e8 costituita di 4 parti (lucernario e benedizione del fuoco, una sterminata liturgia della Parola, la liturgia battesimale e la liturgia eucaristica) in cui alla Pasqua di Cristo corrisponde la Pasqua della Chiesa, che poi pu\u00f2 riprendere il ritmo celebrativo ordinario, con la celebrazione eucaristica \u201cdel giorno\u201d, che caratterizza la prima domenica del tempo pasquale, la Domenica di Risurrezione. L\u2019ultimo giorno del Triduo \u00e8 anche il primo giorno del tempo pasquale, che si distende per 50 giorni, fino alla domenica di Pentecoste. In questo modo i 40 giorni della Quaresima, i tre giorni del Triduo e i 50 giorni del tempo pasquale strutturano una esperienza di relazione tra la chiesa e il mistero pasquale che struttura la identit\u00e0 spirituale e storica dei cristiani cattolici. Al suo centro, nei tre giorni del Triduo, una serie di \u201cinfrazioni\u201d alla normalit\u00e0 rituale segnalano la indisponibilit\u00e0 originaria del dono di grazia e la comunione che assimila il Signore alla sua Chiesa, nel passaggio dalla morte alla vita. In ogni rito degli altri 362 giorni, che inizia e finisce in modo esatto e preciso, dovremo sempre fare memoria di questo tempo in cui l\u2019inizio e la fine non sono a disposizione della Chiesa, ma sgorgano sempre nuovi dal costato ferito del Signore crocifisso, che \u00e8 risorto e vive per sempre.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sequenza rituale che inizier\u00e0 dopo il tramonto del Gioved\u00ec santo (quindi all\u2019inizio del Venerd\u00ec, secondo il conteggio dei giorni che considera come soglia significativa e visibile non la \u201cmezzanotte\u201d, ma il \u201ctramonto\u201d) \u00e8 caratterizzata&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19094"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19094"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19094\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19097,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19094\/revisions\/19097"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19094"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19094"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19094"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}