{"id":19077,"date":"2024-03-18T15:00:04","date_gmt":"2024-03-18T14:00:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=19077"},"modified":"2024-03-15T21:32:07","modified_gmt":"2024-03-15T20:32:07","slug":"architettura-e-liturgia-la-chiesa-parrocchiale-dei-ss-giovanni-battista-e-paolo-in-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/architettura-e-liturgia-la-chiesa-parrocchiale-dei-ss-giovanni-battista-e-paolo-in-milano\/","title":{"rendered":"Architettura e liturgia &#8211; La chiesa parrocchiale dei SS. Giovanni Battista e Paolo, in Milano"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/2-ch.ss_.giovanni-battista-e-paolo.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-19078\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/2-ch.ss_.giovanni-battista-e-paolo-300x268.jpg\" alt=\"\" width=\"286\" height=\"255\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/2-ch.ss_.giovanni-battista-e-paolo-300x268.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/2-ch.ss_.giovanni-battista-e-paolo-1024x915.jpg 1024w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/2-ch.ss_.giovanni-battista-e-paolo-768x686.jpg 768w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/2-ch.ss_.giovanni-battista-e-paolo.jpg 1464w\" sizes=\"(max-width: 286px) 100vw, 286px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong><em>Una chiesa parrocchiale cuore di una cittadella nella grande citt\u00e0 di Milano<\/em><\/strong><\/p>\n<p>La chiesa, con il complesso parrocchiale in cui \u00e8 inserita, \u00e8 a mio parere uno dei luoghi pi\u00f9 suggestivi della Milano periferica del XX secolo. Costruita tra 1964 e 1968 e consacrata nel 1977, essa \u00e8 stata dedicata all\u2019arcivescovo Giovanni Battista Montini come indica il richiamo al suo primo nome originario unito a quello assunto divenendo papa.<\/p>\n<p>Dall\u2019esterno l\u2019insieme di chiesa, oratorio, uffici e residenza parrocchiale appare come un consistente volume unico, reso complesso dall\u2019insistita articolazione per piani distinti ma anche fortemente compaginato dall\u2019uso del mattone di rivestimento della struttura in calcestruzzo armato. L\u2019unitario e suggestivo blocco edilizio suggerisce l\u2019idea di un castello o di un robusto maniero monastico che protegge una vita preziosa, varia e di grande respiro, ricca di silenzi e di momenti di festa, distinta ma non ostile a quella che scorre nel movimentato quartiere circostante.<\/p>\n<p>Ritagliato nello spessore delle murature si ripete insistente, e a scale diverse, il disegno di una croce greca, leitmotiv che richiama l\u2019impianto planimetrico della chiesa. Il rito del passaggio dall\u2019esterno all\u2019interno di questa, cuore dei locali parrocchiali, avviene tramite due portici: il primo trasversale aperto su via Patti, in secondo successivo e ortogonale al precedente. L\u2019effetto di penombra in essi percepito prepara alla luminosit\u00e0 sapientemente diffusa all\u2019interno della chiesa, tramite lucernari a soffitto, in calcestruzzo armato a vista come i pilastri, che contrasta delicatamente con il rustico rivestimento bianco delle pareti, del caldo legno degli arredi, delle doghe in legno color catrame che rivestono il soffitto.<\/p>\n<p>Anche se non se le conoscono le regole, si percepisce un\u2019armonia di dimensioni geometriche in orizzontale e in verticale che ben si proporziona con quelle del corpo di chi si muove in questo spazio. Ne sono autori, capaci di evocare un avvolgente, quasi affettuoso senso del sacro, gli architetti progettisti, Luigi Figini (1903-1984) e Gino Pollini (1903-1991), tra i pi\u00f9 celebri interpreti del razionalismo internazionale, il primo grande movimento dell\u2019architettura del XX secolo. In esso ambedue hanno vissuto una lunga militanza, iniziata quando ancora erano studenti universitari con gli amici con i quali fondarono un celebre \u2018Gruppo 7\u2019, passato alla storia.<\/p>\n<p>Lasciando alle spalle, a sinistra, la cappella feriale e altri spazi e, a destra, il Battistero segnato dal ritmo sonoro dell\u2019acqua che cade a gocce nella vasca, si \u00e8 fortemente attratti verso il presbiterio-sacrario sovrastato dal pi\u00f9 grande dei lucernari. Vi si accede tramite un insieme di gradini in marmo bianco. L\u2019altare, un blocco di marmo rosso di Verona bocciardato, domina al centro. Sulla parete di fondo un taglio di luce a tutta altezza, generato dallo scarto murario, investe la custodia eucaristica, opera insieme a tutte le altre componenti liturgiche dell\u2019artista francescano padre Costantino Ruggeri (1925-2007).<\/p>\n<p>Prima di questa, i due architetti avevano progettato una chiesa dedicata alla Madonna dei Poveri a Baggio, in un\u2019altra zona periferica milanese, rimasta incompiuta, anch\u2019essa subito celebrata come capolavoro in campo internazionale. Avevano inoltre lavorato a lungo per un\u2019altra chiesa, non realizzata, per un quartiere popolare nella citt\u00e0 di Bergamo. Il complesso con la chiesa dei SS. Giovanni Battista e Paolo pu\u00f2 dunque essere ritenuto approdo di una lunga ricerca segnata da profonda religiosit\u00e0 e da sapienza progettuale e costruttiva. \u00c9 inevitabile avvertire un senso profondo di gratitudine: poter godere di una bella chiesa, partecipare in essa ai riti o ritrovarsi occasionalmente a pregare in solitudine \u00e8 un dono che occorre riconoscere, apprezzare, custodire e condividere.<\/p>\n<p>Quando Guardini ha affermato che l\u2019architettura \u00e8 \u2018mondo umano\u2019 ha ricordato che abitare la terra, costruirvi le proprie dimore e le proprie chiese \u00e8 innanzi tutto comprendere s\u00e9 stessi nella propria umanit\u00e0, dando evidenza ad una sintonia, tra mondo creato da Dio e spazio di vita predisposto dagli uomini, che porta in evidenza, e pertanto consolida in solidariet\u00e0, il bene che accomuna gli uomini. Dunque: l\u2019architettura in tutte le scale, dalla citt\u00e0 alla pi\u00f9 piccola dimora, \u00e8 un bene comune. Meglio: pu\u00f2 essere tale, se ci si impegna con generosit\u00e0 e intelligenza, con devozione e sensibilit\u00e0 religiosa a costruirla per questo scopo.<\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Maria Antonietta Crippa<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/1709544766600_M4_height.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-19079\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/1709544766600_M4_height-300x178.jpg\" alt=\"\" width=\"297\" height=\"176\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/1709544766600_M4_height-300x178.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/1709544766600_M4_height-768x456.jpg 768w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/1709544766600_M4_height.jpg 826w\" sizes=\"(max-width: 297px) 100vw, 297px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Santi_Giovanni_e_Paolo_presbiterio.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-19080\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Santi_Giovanni_e_Paolo_presbiterio-300x231.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"231\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Santi_Giovanni_e_Paolo_presbiterio-300x231.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Santi_Giovanni_e_Paolo_presbiterio-768x593.jpg 768w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Santi_Giovanni_e_Paolo_presbiterio.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong><em>Un luogo sacro, del \u2018totalmente Altro\u2019 eppure \u2018domestico\u2019<\/em><\/strong><\/p>\n<p>L\u2019architetto, che progetta una chiesa, ricerca \u201cforme\u201d, che poi lo aiuteranno a pensare quelle dell\u2019edificio che sta progettando: pu\u00f2 ricercare nella storia dell\u2019architettura, pu\u00f2 guardare alla contemporaneit\u00e0, ma sulla base di cosa immagina una forma piuttosto che un&#8217;altra?<\/p>\n<p>La capacit\u00e0 di valutare tra le forme possibili deve essere fondata su un discernimento pi\u00f9 profondo, uno scavo nell\u2019umano religioso, e in modo particolare nell\u2019umano rituale-cristiano.<\/p>\n<p>Non \u00e8 questione soltanto di ragionamento, n\u00e9 soltanto di preparazione intellettuale, in realt\u00e0 \u00e8 in gioco il \u201cvissuto\u201d liturgico, l\u2019esperienza liturgica.<\/p>\n<p>A tal proposito, Romano Guardini nel 1964 scriveva: \u00abIn questo atto [<em>liturgico<\/em>] \u2026 sta non solo l\u2019interiorit\u00e0 spirituale, ma l\u2019uomo come totalit\u00e0, spirito e corpo. Quindi l\u2019agire stesso \u00e8 \u201cpreghiera\u201d, atto religioso; i tempi, i luoghi, le cose coinvolte non sono decorazioni estrinseche, bens\u00ec elementi dell\u2019atto complessivo e dovrebbero essere realizzati come tali, e via dicendo\u00bb<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>.<\/p>\n<p>La ricerca dell\u2019architetto dovrebbe essere, dunque, orientata alle <em>forme<\/em> spaziali quali elementi propri dell\u2019<em>atto<\/em> liturgico stesso.<\/p>\n<p>La chiesa dei SS. Giovanni Battista e Paolo, progettata dagli architetti Figini e Pollini, manifesta una grande attenzione a questo tipo di ricerca.<\/p>\n<p>Innanzitutto, \u00e8 evidente un\u2019attenzione alla dimensione del sacro, operata con una ricerca sulle forme della spazialit\u00e0 che lo esprima. Ci\u00f2 che ne risulta \u00e8 uno spazio che permette l\u2019esperienza del sacro in una forma squisitamente cristiana; infatti, si offre un\u2019esperienza del sacro \u201cdomestico\u201d \u2013 non di un sacro \u201caddomesticato\u201d (che sarebbe un travisamento e un tradimento del sacro) \u2013, ovvero l\u2019esperienza rituale di quel \u201cVerbo che si \u00e8 fatto carne, che \u00e8 venuto ad abitare in mezzo a noi\u201d (cf. Gv 1,14), che si \u00e8 fatto, appunto, \u201cdomestico\u201d.<\/p>\n<p>Il sacro, cos\u00ec, \u00e8 testimoniato come vivibile, sperimentabile, tangibile, seppure resti distinto dal mondano, \u201ctotalmente altro\u201d.<\/p>\n<p>La domesticit\u00e0 manifesta, inoltre, un aspetto nativo della Chiesa, che si d\u00e0 in esperienza nella forma delle chiese. La forma originaria della chiesa \u00e8 la comunit\u00e0 cristiana, i corpi dei cristiani che celebrano insieme. Questo organismo di corpi \u00e8 anche il luogo originario della presenza di Dio. Questo organismo ecclesiale \u201ccelebrante\u201d \u00e8 forma dell\u2019edificio-chiesa.<\/p>\n<p>La Chiesa \u00e8 comunit\u00e0, la cui \u201ccasa\u201d abituale \u00e8 la chiesa-edificio: la <em>domus ecclesiae<\/em>, dunque, \u00e8 non soltanto la forma originaria, ma la forma perenne di ogni chiesa. Una chiesa-edificio che non permetta di fare esperienza di \u201cdomesticit\u00e0\u201d non \u00e8 una chiesa adeguata alla liturgia cristiana. Quali elementi architettonici di questa chiesa esaltano in modo particolare l\u2019esperienza della dimensione del \u201csacro domestico\u201d?<\/p>\n<p>Innanzitutto, il modo in cui \u00e8 resa l\u2019evidenza del \u201csantuario\u201d.<\/p>\n<p>Prima che venisse interpretato come presbiterio (spazio destinato ai presbiteri, ai ministri ordinati), lo spazio in cui era collocato l\u2019altare era chiamato \u201csantuario\u201d: non era, come nel tempio di Gerusalemme il <em>Sancta Sanctorum<\/em>, ossi il luogo pi\u00f9 sacro della chiesa; era, pi\u00f9 semplicemente, il luogo in cui si trovava l\u2019altare e in cui veniva proclamata la preghiera eucaristica.<\/p>\n<p>In questa chiesa, non c\u2019\u00e8 un presbiterio, c\u2019\u00e8 un santuario. E il santuario non \u00e8 un luogo a s\u00e9 stante, ma costituisce il fuoco di una polarit\u00e0; l\u2019altro fuoco \u00e8 la navata, il luogo dell\u2019assemblea. Si tratta, non di due parti accostate, ma di una polarit\u00e0, perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 separazione, bens\u00ec una correlazione, la quale struttura uno \u201cscambio\u201d: l\u2019altare esalta l\u2019identit\u00e0 l\u2019assemblea e, nello stesso tempo, l\u2019assemblea esalta l\u2019identit\u00e0 dell\u2019altare.<\/p>\n<p>L\u2019altare \u00e8 simbolo permanente di Cristo (e il finestrone cruciforme, che lo sovrasta, lo rende evidente) e l\u2019assemblea \u00e8 il corpo di Cristo; cos\u00ec l\u2019atto compiuto all\u2019altare corrisponde (eucaristia) a ci\u00f2 che nello stesso momento accade all\u2019assemblea: come il pane e il vino sull\u2019altare, l\u2019assemblea diviene corpo di Cristo.<\/p>\n<p>Che questa polarit\u00e0 santuario-navata sia fondamentale nella liturgia \u00e8 reso evidente nei riti di offertorio: le orazioni sui doni ne sono forma verbale \u2013 esse contengono sempre un riferimento all\u2019unit\u00e0 simbolica di altare e assemblea \u2013 e nel rito della processione offertoriale che, nella dinamica di congiunzione tra assemblea e altare, esalta lo scambio simbolico tra divino e umano. Il santuario, pertanto, \u00e8 evidenza del carattere sacro dell\u2019assemblea e la navata \u00e8 evidenza della domesticit\u00e0 del sacro cristiano.<\/p>\n<p>Pur nella distinzione di santuario e navata, la loro profonda unit\u00e0, poi, \u00e8 resa in modo efficacissimo dalla luce: la stessa luce del santuario investe l\u2019assemblea; e cos\u00ec, in questa dinamica operata dalla luce, anche la tensione all\u2019esperienza dello Spirito Santo sembra evidentissima e pregnantissima.<\/p>\n<p>In questa chiesa, infine, la navata ha una forma \u201caperta\u201d. A differenza della forma basilicale, in cui la navata \u00e8 costituita da un unico grande vano, in questa chiesa la navata \u00e8 pi\u00f9 frastagliata. Questa articolazione \u00e8 resa molto evidente dai volumi degli ambienti tenuti ben visibili anche dall\u2019esterno. Ed \u00e8 indizio di una nuova sensibilit\u00e0 ecclesiale oltre che di una nuova sensibilit\u00e0 ministeriale. La Chiesa \u201ctutta ministeriale\u201d richiede un\u2019articolazione degli spazi in grado di permettere agibilit\u00e0 e visibilit\u00e0 della ministerialit\u00e0 di tutti i fedeli: \u00e8 un\u2019articolazione che non divide n\u00e9 separa, pur evidenziando i carismi e i compiti di ciascuno. A questa forte sensibilit\u00e0 ecclesiale \u00e8 correlata la scelta di produrre un battistero monumentale con \u201cacqua viva\u201d, richiamando i battisteri paleocristiani. E richiamando ancor pi\u00f9 in profondit\u00e0 il fondamento battesimale di tutto il corpo ecclesiale.<\/p>\n<p>Questa chiesa offre una forma nuova di \u201caula liturgica\u201d, capace di tenere armonicamente tutte le polarit\u00e0 simbolico-rituali ed ecclesiali: \u00abCome infatti il corpo \u00e8 uno solo e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, cos\u00ec anche il Cristo. Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti siamo stati dissetati da un solo Spirito\u00bb (1Cor 12, 12-13).\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>Girolamo Pugliesi<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> R. Guardini, <em>L\u2019atto di culto e il compito attuale della formazione liturgica. Una lettera<\/em>, in Id., <em>Formazione liturgica<\/em>, Morcelliana, Brescia 2008, pp. 28-29.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una chiesa parrocchiale cuore di una cittadella nella grande citt\u00e0 di Milano La chiesa, con il complesso parrocchiale in cui \u00e8 inserita, \u00e8 a mio parere uno dei luoghi pi\u00f9 suggestivi della Milano periferica del&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":15,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[215],"tags":[741,745,746,747,744,748],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19077"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/15"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19077"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19077\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19083,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19077\/revisions\/19083"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19077"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19077"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19077"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}