{"id":19015,"date":"2024-02-27T16:49:49","date_gmt":"2024-02-27T15:49:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=19015"},"modified":"2024-02-27T16:49:49","modified_gmt":"2024-02-27T15:49:49","slug":"le-analogie-imperfette-e-le-analogie-apparenti-sui-precedenti-di-fiducia-supplicans","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/le-analogie-imperfette-e-le-analogie-apparenti-sui-precedenti-di-fiducia-supplicans\/","title":{"rendered":"Le analogie imperfette e le analogie apparenti: sui &#8220;precedenti&#8221; di &#8220;Fiducia Supplicans&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Congregation_for_the_Doctrine_of_the_Faith.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-12997\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Congregation_for_the_Doctrine_of_the_Faith-300x241.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"241\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Congregation_for_the_Doctrine_of_the_Faith-300x241.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Congregation_for_the_Doctrine_of_the_Faith-1024x825.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il pensiero teologico procede molto spesso per analogia. Per analogia possiamo approssimarci alla verit\u00e0 del mistero trinitario e per analogia comunicano le parabole sul Regno di Dio raccontate da Ges\u00f9. Ma la teologia deve sempre ricordare che le analogie sono costruite &#8220;secundum quid&#8221;: occorre verificare se la somiglianza che si pretende di dimostrare analogicamente sia veramente fondata e se sia veramente rilevante. Papa Francesco ha messo in guardia, al n. 73 di<em> Amoris Laetitia, <\/em>dall&#8217;utilizzo troppo disinvolto della analogia tra la relazione Cristo-Chiesa e la relazione marito-moglie, chiamandola, appunto &#8220;analogia imperfetta&#8221;.<\/p>\n<p>Questa premessa \u00e8 utile per valutare con tutta la necessaria chiarezza la interessante analogia che Andrea Tornielli ha rilevato oggi (<a href=\"https:\/\/www.vaticannews.va\/it\/vaticano\/news\/2024-02\/fiducia-supplicans-andrea-tornielli-benedizioni-non-liturgiche.html\">qui<\/a>) tra un documento dell&#8217;anno 2000, la &#8220;Istruzione sulle preghiere per ottenere da Dio la guarigione&#8221;, e il documento della medesima Congregazione (oggi Dicastero), del 2023, &#8220;Fiducia supplicans&#8221;. La analogia permetterebbe di configurare nel documento del 2000 un &#8220;precedente&#8221; del\u00a0 \u00a0documento del 2023.<\/p>\n<p>La mia impressione, tuttavia, \u00e8 che la analogia sia troppo debole, e basata su un equivoco. Se \u00e8 vero, infatti, che le &#8220;preghiere di guarigione&#8221; previste dal documento del 2000 possono essere liturgiche e non liturgiche, e la differenza consiste precisamente nel fatto di essere le prime previste dai libri ufficiali, mentre le seconde non sono ufficialmente approvate, la analogia si ferma a questo elemento formale, che non \u00e8 decisivo per la discussione che riguarda &#8220;Fiducia supplicans&#8221;. Visto che la benedizione prevista dal documento del 2023 non ha alcune &#8220;versione liturgica&#8221;, ma sarebbe integralmente pensata al di fuori di ogni ufficialit\u00e0 ecclesiale, la analogia appare troppo debole e poco rilevante per risolvere le questioni che sono state sollevate intorno al documento. Se per le preghiere di guarigione, la preghiera non liturgica pu\u00f2 avere, come fonte analogica, la preghiera liturgica ufficiale, invece per le &#8220;benedizioni di coppie irregolari&#8221; non vi \u00e8 alcun modello ufficiale liturgico cui riferirsi.<\/p>\n<p>Tuttavia vi \u00e8 un secondo e pi\u00f9 importante elemento che impedisce di sostenere pienamente la analogia. Va precisato, infatti, che il documento del 2000 appare motivato da questioni che riguardano lo &#8220;stile ecclesiale&#8221; con cui veniva proposta la preghiera di guarigione. Nessuno, n\u00e9 allora n\u00e9 oggi, metteva o mette in questione che sul malato si potesse e si possa pregare: la domanda riguardava &#8220;come&#8221; farlo, e in questa domanda veniva elaborata una ragionevole distinzione tra forme &#8220;approvate&#8221; e forme &#8220;libere&#8221; di preghiera.<\/p>\n<p>Molto diverso \u00e8 il caso affrontato da &#8220;Fiducia Supplicans&#8221;: qui la discussione non riguarda anzitutto la modalit\u00e0 ecclesiale della benedizione, quanto i soggetti che domandano la benedizione. Una coppia eterosessuale che convive senza legame matrimoniale o una coppia omosessuale fondata su una unione civile possono essere benedette? Alla domanda non c&#8217;\u00e8 una risposta liturgica accanto ad una risposta non liturgica, ma solo, secondo la Dichiarazione, una possibile risposta &#8220;pastorale&#8221;, rigorosamente non liturgica e non rituale, ma perci\u00f2 priva di &#8220;modelli analogici&#8221;, perch\u00e9 inesistenti o ritenuti impossibili o sconvenienti o contraddittori.<\/p>\n<p>Il terzo ostacolo che si frappone alla possibilit\u00e0 di considerare il documento del 2000 come un precedente del documento del 2023 riguarda la differenza tra &#8220;condizione di malattia&#8221; e &#8220;condizione di peccato&#8221;. Se, e finch\u00e9, avremo categorie teologiche e culturali che riferiscono la preghiera di guarigione alla condizione di &#8220;malattia&#8221; e la benedizione di conviventi etero- o omo-sessuali come forme destinate a chi viene ritenuto vivere &#8220;vizi della castit\u00e0&#8221; (pi\u00f9 o meno gravi), non potremo risolvere la questione semplicemente proponendo una analogia tra condizioni che pensiamo come del tutto diverse. Fino a quando la benedizione di coppie irregolari non avr\u00e0 un modello liturgico di riferimento, sar\u00e0 costretta a costruire &#8211; senza analogia &#8211; un modello impossibile di benedizione non liturgica, a causa della condizione di peccato nella quale viene pensata la vita di coloro che domandano la benedizione. Nel documento del 2000 ufficialit\u00e0 e non ufficialit\u00e0 intervengono di fronte ad una malattia. Nel 2023 la possibile benedizione di coppie irregolari pretende oggi un lavoro magisteriale e teologico sulla concezione della &#8220;irregolarit\u00e0&#8221; (e sul suo eventuale superamento) che non pu\u00f2 essere risolta semplicemente mediante analogie con il passato. La questione \u00e8 nuova e richiede sia sul piano dottrinale, sia sul piano disciplinare, nuove categorie e nuove prospettive. Altrimenti mettiamo pezze vecchie su vestiti nuovi, senza affrontare chiaramente le questioni pi\u00f9 vitali. Non si dica che ad essere benedetti sono solo i singoli, perch\u00e9 per dire questo non era necessaria &#8220;Fiducia supplicans&#8221;, ma bastava il &#8220;Responsum&#8221; del 2021. La relazione cosiddetta irregolare, se esprime dei beni per i soggetti implicati, \u00e8 importante che possa essere benedetta, senza che per questo si debba scendere nelle catacombe.\u00a0 Su questa carenza rituale, spaziale e temporale della &#8220;benedizione pastorale&#8221; non si pu\u00f2 richiamare la analogia con una condizione del tutto diversa, che non manca da secoli di forme rituali acquisite e riconosciute.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il pensiero teologico procede molto spesso per analogia. Per analogia possiamo approssimarci alla verit\u00e0 del mistero trinitario e per analogia comunicano le parabole sul Regno di Dio raccontate da Ges\u00f9. 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