{"id":18991,"date":"2024-02-01T12:35:25","date_gmt":"2024-02-01T11:35:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=18991"},"modified":"2024-02-03T14:54:34","modified_gmt":"2024-02-03T13:54:34","slug":"il-coraggio-della-parresia-per-smaschilizzare-la-chiesa-un-evento-che-diventa-un-libro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/il-coraggio-della-parresia-per-smaschilizzare-la-chiesa-un-evento-che-diventa-un-libro\/","title":{"rendered":"Il coraggio della parres\u00eca per \u201csmaschilizzare\u201d la Chiesa.  Un evento che diventa un libro"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/smaschi-foto.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-18992\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/smaschi-foto-188x300.jpg\" alt=\"\" width=\"188\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/smaschi-foto-188x300.jpg 188w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/smaschi-foto.jpg 364w\" sizes=\"(max-width: 188px) 100vw, 188px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Perch\u00e9 mai parlare di un \u201cevento\u201d che diventa \u201clibro\u201d? Perch\u00e9 a me pare che il piccolo volumetto che \u00e8 appena uscito dalle edizioni Paoline (L. Vantini \u2013 L. Castiglioni \u2013 L. Pocher, <i>\u201cSmaschilizzare la Chiesa\u201d? Confronto critico sui \u201cprincipi\u201d di H.U. von Balthasar, <\/i>2024) sia la registrazione pubblica e oggettiva di un evento ecclesiale, avvenuto il 4 dicembre 2023, quando, su invito di papa Francesco due teologhe e un teologo sono stati invitati ad offrire una riflessione, al Papa e al suo Consiglio di Cardinali, intorno alla presenza e al ruolo delle donne nella Chiesa. Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9: la domanda venuta dal papa non mirava ad un generico approfondimento, ma a tematizzare esplicitamente (e criticamente) la teoria del \u201cprincipio mariano\u201d di H. U. von Balthasar, di cui il magistero degli ultimi decenni ha fatto un uso piuttosto intenso e piuttosto acritico. I tre invitati hanno fatto il loro mestiere e hanno mostrato, in modo differenziato, quanto critico debba essere il confronto.<\/p>\n<p>Nel libro il papa ha scritto anche due pagine di Prefazione, che mostrano bene due priorit\u00e0: l\u2019esigenza di \u201cascoltarsi reciprocamente\u201d, per \u201csmaschilizzare la Chiesa\u201d (il titolo del libro riprende precisamente questo tipico neologismo del papa); l\u2019esigenza di comprendere la differenza tra uomini e donne, lasciando il punto di arrivo \u201cnelle mani di Dio\u201d.<\/p>\n<p>Ora, mentre i due interventi di Castiglioni e di Pocher si concentrano soprattutto su una analisi della identit\u00e0 presbiterale in una nuova comprensione e su una rilettura rinnovata dalla figura di Maria in alcuni passi della Scrittura, vorrei qui esaminare soltanto il primo testo, quello di Lucia Vantini, che, per cos\u00ec dire, \u201cprende il toro per le corna\u201d e mostra la fragilit\u00e0 teoretica e pratica della dialettica tra \u201cprincipio mariano\u201d e \u201cprincipio petrino\u201d, cos\u00ec come concepita da H.U. von Balthasar e come poi utilizzata da parte del magistero ecclesiale.<\/p>\n<p>Va detto che nel suo testo Vantini segnala di proporre una riflessione che si appoggia su un lavoro ormai ventennale, in cui molte teologhe italiane e straniere hanno mostrato, con finezza argomentativa, la fragilit\u00e0 carica di pregiudizi con cui la teoria dei \u201cprincipi\u201d \u00e8 stata prima concepita e poi utilizzata. Anche su questo blog Marinella Perroni ha gi\u00e0 presentato, sinteticamente, il cuore delle profonde riserve sul piano esegetico e sistematico rispetto a questa teoria ( il testo si pu\u00f2 leggere <a href=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/sulla-formula-principio-marianoprincipio-petrino-m-perroni\/\">qui<\/a>).<\/p>\n<p>Ma esaminiamo meglio i tre passi fondamentali che Lucia Vantini ha compiuto davanti al Consiglio dei Cardinali.<\/p>\n<p>a) <i>Il principio, le sofferenze e le insofferenze<\/i><\/p>\n<p>Il principio mariano-petrino, per chi lavora in una ricerca di genere, provoca <i>sofferenze<\/i> e <i>insofferenze.<\/i> Questo evidentemente vale anzitutto per le teologhe, che sentono, sul loro corpo, la sofferenza e la insofferenza verso un modo di impostare la comprensione della differenza che mortifica una parte. Dice Vantini, rivolgendosi a Papa e Cardinali:<\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-size: small\">Il mio desiderio \u00e8 quello di creare un passaggio tra noi affinch\u00e9, come uomini che hanno un ruolo ministeriale ordinato, possiate accedere a quel mondo femminile che si trova a disagio con questo principio di Balthasar, un mondo femminile tanto esaltato quanto incompreso, misconosciuto, inascoltato, sottovalutato, deriso e demonizzato\u201d (15).<\/span><\/p>\n<p>Dopo aver citato due interventi pubblici di papa Francesco, nei quali invitava appunto ad esprimere le <i>sofferenze<\/i> e a manifestare le <i>insofferenze, <\/i>Vantini precisa come il \u201cconflitto di interpretazioni\u201d non sia da intendersi come quello di schieramenti contrapposti, ma come ricostruzione, dialogica, di una complessit\u00e0 non riducibile, rispettosa, non escludente, in vista di una crescita di tutti e per conseguire un livello pi\u00f9 alto di esperienza comune.<\/p>\n<p>b) <i>Una mistica <\/i><i>dello stereotipo e <\/i><i>della sottrazione<\/i><\/p>\n<p>Molto opportuno e singolarmente efficace \u00e8 l\u2019attacco del secondo paragrafo, dove Vantini inizia da una utile definizione del \u201cprincipio\u201d, sulla scia degli studi di M. Perroni:<\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-size: small\">Il principio mariano-petrino [\u2026] funziona perch\u00e9 promette di semplificare quella complessit\u00e0 che ci terrorizza, di riportare le differenze all\u2019unit\u00e0 voluta dal soggetto pi\u00f9 forte e di ordinarle con precise polarit\u00e0 gerarchizzate, perch\u00e9 consente a qualche nostalgico di riproporre in modo elegante quell\u2019orizzonte patriarcale e fratriarcale entrato oggi in crisi, ma non del tutto estinto n\u00e9 sostituito da un sistema simbolico alternativo\u201d (18)<\/span><\/p>\n<p>La teologia \u201cdi genere\u201d ha smascherato il \u201cgioco truccato\u201d che si nasconde dietro il tono sommosacerdotale di von Balthasar<\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-size: small\">il principio mariano-petrino cancella o neutralizza le donne attraverso definizioni buone e immagini esaltanti\u201d (18)<\/span><\/p>\n<p>E qui, di nuovo, \u00e8 molto fine il rimando tra la \u201ccondizione femminile\u201d e la \u201ccondizione papale\u201d: Vantini ricorda la affermazione di una delle prime interviste di papa Francesco (\u201cSigmund Freud diceva, se non sbaglio, che in ogni idealizzazione c\u2019\u00e8 una aggressione\u201d). Come il papa temeva, in quella intervista, che la \u201cidealizzazione del papa\u201d fosse sotto sotto una forma di violenza esercitata sulla sua libert\u00e0 storica, analogicamente questo vale per le donne di fronte al principio mariano:<\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-size: small\">Francesco us\u00f2 una logica simile a quella delle donne stanche di essere descritte alla luce del modello mariano o del <i>genio femminile<\/i>, sentendosi forse come loro, inchiodato in uno spazio di perfezione che paralizza e condanna all\u2019impossibilit\u00e0 di essere ci\u00f2 che si \u00e8, con i pregi e i limiti della propria singolarit\u00e0\u201d (19)<\/span><\/p>\n<p>Qui mi pare molto ispirata e sorprendente la sovrapposizione tra due diverse idealizzazioni, che esercitano violenza sulle donne e sul papato: forse proprio qui vale la complessit\u00e0 delle figure bibliche, in cui Maria \u00e8 anche emblema dell\u2019essere \u201csotto la legge\u201d e in cui Pietro \u00e8 anche ferito dalla sua debolezza e sa piangere amaramente.<\/p>\n<p>c) <i>Forzature del femminile e del maschile<\/i><\/p>\n<p>Siamo di fronte ad una \u201cformula vuota con tristi e ingiusti effetti collaterali\u201d (19). Ci\u00f2 che le donne, con il loro studio hanno mostrato, pu\u00f2 essere cos\u00ec sintetizzato:<\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-size: small\">La promessa veicolata sembra positiva: un mondo in cui donne e uomini possono avere il giusto spazio senza entrare in competizione o pestarsi i piedi, e vivano in una buona alleanza per la cura del mondo. Il dispositivo, per\u00f2, \u00e8 strutturalmente fragile, perch\u00e9 mira a ottenere tutto questo integrando il femminile come \u2018forza di ispirazione\u2019 di un mondo che resta maschile. <i>Noi donne non siamo nella Chiesa come Beatrice per Dante<\/i>\u201d (19-20).<\/span><\/p>\n<p>Questo smascheramento del dispositivo idealizzante che scatta nell\u2019uso del duplice principio permette di leggere con nuova lungimiranza sia la Chiesa-sposa, come metafora da applicarsi ad ogni vita credente e da non chiudere in un automatismo di ruoli che la stravolge. La \u201cricettivit\u00e0\u201d alla grazia \u00e8 trasversale, \u00e8 di tutta la chiesa, di tutti i \u201cnati da donna\u201d, uomini e donne. Per questo la problematicit\u00e0 dei due principi investe non solo il femminile, ma anche il maschile:<\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-size: small\">Il principio di Balthasar \u00e8 problematico non solo perch\u00e9 interpreta l\u2019elemento mariano-femminile come affettivo e carismatico, ma anche perch\u00e9 interpreta quello petrino-mascile come esclusivvamente ministeriale-istituzionale, avvalorando una strana cornice che confina il primo nel mondo soggettivo e il secondo nel mondo oggettivo\u201d (25) <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-size: medium\">Un effetto non controllato (ma forse voluto inconsciamente) \u00e8 quello di avvalorare<\/span> <\/span><\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-size: small\">un immaginario della differenza che confina le donne in retroscena e gli uomini a gestire, da soli, o al massimo con una moderazione femminile implicita, il governo delle cose\u201d (28).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">Le ragioni delle differenza non sono gerarchiche: qui sta il punto decisivo per impostare correttamente la \u201cpartecipazione femminile\u201d alla vita della Chiesa e per rimuovere gli impedimenti teorici e pratici di tutti quelli che si paralizzano solo a sentirne parlare.<\/span><\/p>\n<p>d) <i>Dal complesso al costretto: <\/i><i>andata e ritorno<\/i><\/p>\n<p>\u201cPericulum latet in generalibus\u201d. Come bene sottolinea anche Castiglioni, nel secondo testo, e Pocher, nel terzo, una trattazione della \u201cdonna\u201d o di \u201cMaria\u201d che avvenga \u201cin generale\u201d, che trasformi la donna e Maria in un \u201cprincipio\u201d, passa facilmente dalla complessit\u00e0 delle donne e delle attestazioni su Maria, ad una idealizzazione che genera una \u201ccostrizione\u201d e una \u201cchiusura\u201d.<\/p>\n<p>Cos\u00ec si deve precisare lo scopo di questa \u201ccritica dei principi\u201d:<\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-size: small\">Decostruire il principio mariano-petrino non conduce alla negazione della differenza sessuale come tratto di parzialit\u00e0 e finitezza che segna ogni vita. Il gesto, piuttosto, la rende libera di significare senza cadere in formule gerarchiche antievangeliche\u201d (28)<\/span><\/p>\n<p>Si dischiude cos\u00ec l\u2019orizzonte paolino di Gal 3,28, in cui le differenze etniche, sociali e sessuali non possono essere motivo di vanto o di umiliazione delle vite: questo richiamo prepara una conclusione sul piano della coscienza storica e della custodia della complessit\u00e0, in cui differenza ed eguaglianza trovino il loro equilibrio, tra dignit\u00e0 e onore. E giustamente, in chiusura, Vantini ricorda una frase profetica di Carlo Molari:<\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-size: small\">Ci sono qualit\u00e0 umane che secoli fa non erano necessarie, o erano impossibili da sviluppare o erano addirittura vietate\u201d (citato a p.31)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-size: medium\">Uscire dalla idealizzazione mistica del femminile, per scoprire le donne reali, \u00e8 un modo, forse l\u2019unico modo, per accettare <\/span><span style=\"font-size: medium\">e valorizzare<\/span><span style=\"font-size: medium\"> quell\u2019evento che Giovanni XXIII ha riconosciuto limpidamente nella sua ultima Enciclica, <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>Pacem in terris: <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">l\u2019entrata nello spazio pubblico della donna. <\/span><span style=\"font-size: medium\">Questo evento culturale e sociale \u00e8 un evento spirituale che non solo non \u00e8 estraneo alla vita ecclesiale, ma che viene oggi riconosciuto come uno dei terreni su cui \u00e8 pi\u00f9 urgente per la chiesa uscire da s\u00e9: verso una chiesa in uscita anzitutto dai propri pregiudizi.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-size: medium\">Aver potuto e saputo dire tutto questo davanti al Papa e al Consiglio dei Cardinali \u00e8 un segno dei tempi: della limpida maturit\u00e0 di una teologia di genere e della parres\u00eca di cui sente l\u2019urgenza non solo chi ha il coraggio di esercitare la critica <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>apertis verbis<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">, ma anche chi ha il coraggio di subirla, di accoglierla e di meditarla. Questo dialogo tra donne coraggiose nel parlare e uomini coraggiosi nell&#8217;ascoltare fa bene al cuore. <\/span> <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perch\u00e9 mai parlare di un \u201cevento\u201d che diventa \u201clibro\u201d? Perch\u00e9 a me pare che il piccolo volumetto che \u00e8 appena uscito dalle edizioni Paoline (L. Vantini \u2013 L. Castiglioni \u2013 L. 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