{"id":18952,"date":"2024-01-28T09:07:50","date_gmt":"2024-01-28T08:07:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=18952"},"modified":"2024-01-28T09:10:20","modified_gmt":"2024-01-28T08:10:20","slug":"in-aeternum-cantabo-un-tentativo-di-sciogliere-qualche-nodo-aliturgico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/in-aeternum-cantabo-un-tentativo-di-sciogliere-qualche-nodo-aliturgico\/","title":{"rendered":"In aeternum cantabo.  Un tentativo di sciogliere qualche nodo (a)liturgico"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Wim-EviClerckx.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-18869\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Wim-EviClerckx-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Wim-EviClerckx-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Wim-EviClerckx-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Wim-EviClerckx-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Wim-EviClerckx-1024x1536.jpg 1024w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Wim-EviClerckx-1365x2048.jpg 1365w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Wim-EviClerckx.jpg 1700w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Questa amplia riflessione di Wim de Moor, che ringrazio, osserva le possibilit\u00e0 del canto liturgico, in una storia e in una geografia pensata &#8220;da Nord&#8221;. Pu\u00f2 essere un buon punto di confronto per punti di vista mediterranei&#8230; (ag)<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\"><b>In aeternum cantabo<\/b>.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #000000\">Un tentativo di sciogliere qualche nodo (a)liturgico<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">di Wim de Moor<\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #000000\"><i>1. punto di partenza: Gand<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">Parto da una constatazione: da tre anni organizziamo mensilmente un vespro cantato nella chiesa di San Nicola a Gand; come direttore del coro, sono responsabile della scelta dei canti, il che non risulta facile. Desiderando offrire un&#8217;atmosfera di quiete, mi pare che siano pi\u00f9 adatti i canti modali e non metrici. In gran parte, questo corrisponde a ci\u00f2 che mi si propone in parrocchia nella messa domenicale, almeno nelle Fiandre. Volendo scoprire qualcosa del tutto diverso, per\u00f2, non devo guardare lontano: le volte che partecipo ad una celebrazione in Vallonia, sento piuttosto dei canti tonali e metrici. Sorge la domanda: cosa significa? Esiste un solo modo \u201cgiusto\u201d di fare le cose? O forse tutto questo non ha tanta importanza, e non ha senso osservare i vicini?<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">Voglio subito dire che sono musicista professionista. Per tre decenni ho insegnato violino e musica da camera alla LUCA-School of Arts, Campus Lemmens, Lovanio. Dal 2016 al 2019, una volta alla settimana, nella cappella della scuola organizzavo un&#8217;ora sesta. Come l&#8217;insegnamento, anche questo mi \u00e8 sembrato un&#8217;estensione di ci\u00f2 che, vivendo in una piccola comunit\u00e0, sperimentiamo a casa: imparare ad essere ricettivi, ovvero ad accogliere ci\u00f2 e chi la vita ora ci offre.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">Appena l&#8217;emerito-docente di musica che sono entra in dialogo con il monaco che mi sento, alla base della mia richiesta di sostegno si lasciano scoprire molteplici livelli. Per me \u00e8 importante <i>cosa<\/i> si canta nella liturgia, ma anche il <i>come<\/i> e non di meno il <i>perch\u00e9<\/i>. Pensando poi alla Chiesa cattolica romana, mi chiedo quale sia, nelle Fiandre ma non solo, la strada da percorrere: in che modo la Chiesa pu\u00f2 posizionarsi il pi\u00f9 apertamente possibile nei confronti dei tanti appelli che, di solito silenziosi ma a volte anche urlati, risuonano dal mondo di oggi?<\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #000000\">\u2013<\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #000000\"><i>2. breve schizzo storico<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">Partiamo dal canto. Fa parte dei linguaggi non verbali. Come in ogni ambito espressivo, questo vale anche nella liturgia.<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote1sym\" name=\"sdendnote1anc\"><sup>i<\/sup><\/a> Per questo, la scienza liturgica d\u00e0 tanta importanza a ci\u00f2 che \u00e8 pre-verbale: determina l&#8217;esperienza! Pi\u00f9 nel profondo che attraverso le parole, i riti entrano nel nostro mondo esperienziale attraverso le azioni. Pi\u00f9 specificamente, i rituali liturgici agiscono su di noi attraverso azioni basilari quale nutrirsi, lavarsi, profumarsi&#8230;<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote2sym\" name=\"sdendnote2anc\"><sup>ii<\/sup><\/a> Qual \u00e8, allora, all&#8217;interno della liturgia, il ruolo della musica?<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote3sym\" name=\"sdendnote3anc\"><sup>iii<\/sup><\/a><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">a) il Gregoriano medievale<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">Sant&#8217;Agostino l&#8217;avevo capito bene: chi si sente per cos\u00ec dire sommerso da un evento di rinascita, o da una liberazione per via di un&#8217;unione incondizionatamente donatasi&#8230; canta. Canta perch\u00e9 non pu\u00f2 farne a meno! Questo canto, Agostino lo chiama \u201c<i>Jubilus<\/i>\u201d. Nella consapevolezza che l&#8217;uomo abbia bisogno di trasformare tale evento in un&#8217; esperienza, egli colloca questo canto liturgicamente: trova posto dentro ad una narrativa verbale, presentata all&#8217;interno di una comunit\u00e0 quanto proclamazione vincolante di una confessione condivisa.<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote4sym\" name=\"sdendnote4anc\"><sup>iv<\/sup><\/a><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">Nel tempo in cui Agostino fu vescovo, dal 395 al 430, il cristianesimo aveva superata l&#8217;infanzia. Per quanto riguarda la preghiera, non aveva reciso le radici ebraiche, ma abbastanza presto aveva dovuto piantarle nel terreno culturale medio-platonico, cio\u00e8 ellenico. Per quanto riguarda la struttura organizzativa, l&#8217;aveva adottata dalla societ\u00e0 romana della quale era diventata religione di Stato. Le teorie greche sull&#8217;effetto psichico di fare musica in particolari <i>modi<\/i> \u2013 un <i>modus<\/i> \u00e8 un sistema di ordinare i toni in una serie \u2013,<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote5sym\" name=\"sdendnote5anc\"><sup>v<\/sup><\/a> furono accettate senza resistenza. Per tanti cristiani, per\u00f2, l&#8217;inserimento nella \u201cnormalit\u00e0\u201d amministrativa suscitava repulsione: la vera testimonianza cristiana non fu forse quella dei martiri? Emerse la <i>fuga mundi<\/i>, prima individuale ed estremamente eroica, ben presto raggruppata attorno ad una figura paterna, <i>l&#8217;abbas<\/i>. Insieme a questa forma alternativa di vita cristiana, emerse un modo alternativo di pregare, solidificato in una cosiddetta forma cattedrale da un lato e un <i>ordo<\/i> monastico dall&#8217;altro.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">Non \u00e9 negli intenti di quest&#8217;articolo, soffermarsi sull&#8217;influenza monacale sulla politica ecclesiastica o sul canto (ad una sola voce). Indichiamo soltanto che ci\u00f2 che oggi chiamiamo \u201ccanto gregoriano\u201d era originariamente un canto romano, che poi fu trasferito e adattato dai Franchi in Gallia, e da l\u00ec nuovamente esportata a Roma. Divenne il canto dei monasteri, depositari medievali per eccellenza della cultura antica. Dal XVI secolo in poi, il repertorio gregoriano si fece strada attraverso ci\u00f2 che la Controriforma ne aveva selezionato e consolidato. Dopo un periodo di buio<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote6sym\" name=\"sdendnote6anc\"><sup>vi<\/sup><\/a>, fu riportato alla luce nel XIX secolo, pi\u00f9 specificamente nelle abbazie di Solesmes e di Beuron.<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote7sym\" name=\"sdendnote7anc\"><sup>vii<\/sup><\/a> Solesmes, in particolare, esercit\u00f2 una forte influenza, da molti subita fino ad oggi, sublimando tante emozioni in un canto un po&#8217; femminile, e offrendo un&#8217;immagine di Chiesa come un vero \u201ccollettivo\u201d, ossia come un gregge guidato da un pastore. Coscientemente, il canto gregoriano fu strumentalizzato per forgiare un&#8217;identit\u00e0 di Chiesa, avvertita come necessaria dopo la Rivoluzione Francese e il dominio della cultura moderna percepita come ostile. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">b) il dominio moderno dell&#8217;organo <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">La Chiesa, tuttavia, non conosceva che il canto monastico ad una sola voce. A partire dal XIII secolo, nelle cattedrali francesi si svilupp\u00f2 la polifonia contrappuntistica, ossia un dialogo musicale tra voci ugualmente valide. Questa ebbe sia una evoluzione splendida (i \u201cPolifonisti Fiamminghi\u201d) sia un deragliamento nell&#8217; uso, come <i>cantus firmus<\/i>, di veri canti di strada. Trento reag\u00ec con la decisione di promuovere, accanto al canto gregoriano, la polifonia sobria di Palestrina ad unica musica ufficiale della Chiesa cattolica romana. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">In parallelo a tutto questo, continua a svilupparsi la cultura popolare: la gente canta, gioca, balla&#8230; Certe danze sono stilizzate ed elaborate presso le corti. Essendo queste corti sia secolari che ecclesiastiche, tante danze di corte, in analogia alla storia del canto romano, trovano posto nella musica di Chiesa, soprattutto nel periodo barocco. Riguarda al canto e al gioco, accanto alla liturgia in Latino che per tanta gente risulta incomprensibile, si nota un&#8217;evoluzione dalle <i>laude<\/i> popolari ai <i>misteri<\/i>, precursori delle Passioni della Riformazione. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">Alla fine del XVIII secolo, in piena Rivoluzione Industriale, e con forza nel XIX secolo liberale, si fa avanti, ora in un ambito puramente secolare, una nuova forma di \u201cclericalizzazione\u201d: la musica diventa \u201carte assoluta\u201d, presentata dall&#8217;artista\/sommo sacerdote, e assaporata da chi ne sia iniziato. Anche questo sistema trova la strada nella direzione delle chiese: arriva la cosiddetta \u201cMessa Alta\u201d, con composizioni solenni, scritte per complessi con formazione professionale.<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote8sym\" name=\"sdendnote8anc\"><sup>viii<\/sup><\/a> Alla fine, mentre la voce umana trova il suo posto nella cultura corale ormai diffusa<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote9sym\" name=\"sdendnote9anc\"><sup>ix<\/sup><\/a>, la cultura musicale della Chiesa culmina in quello che viene adottato come icona del potere di riunire le forze: l&#8217;organo. Dal lavoro di geni come l&#8217;organaro Cavaill\u00e9-Coll e l&#8217;organista C\u00e9sar Franck<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote10sym\" name=\"sdendnote10anc\"><sup>x<\/sup><\/a>, si pu\u00f2 notare fino a che punto, in un&#8217;epoca in cui la messa, incomprensibile per i fedeli, si svolgeva all&#8217;altare, la forza per eccellenza di sostegno e di guida del rito usciva dalle canne dell&#8217;organo.<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote11sym\" name=\"sdendnote11anc\"><sup>xi<\/sup><\/a><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">c) la partecipazione postconciliare<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">Viviamo nel 2024, ossia circa 60 anni dopo la conclusione del Concilio Vaticano Secondo, e 61\/62 anni dopo la promulgazione di <i>Sacrosanctum Concilium<\/i>, la Costituzione Dogmatica sulla Liturgia. Tale costituzione testimonia una svolta inequivocabile e per tutti immediatamente percepibile, tanto nella partecipazione di tutti i fedeli alla celebrazione dell&#8217;Eucaristia in lingua volgare, quanto nella presidenza rivolta verso il popolo. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">Questa svolta non arriv\u00f2 all&#8217;improvviso. In molto centri di studio, tra cui le abbazie gi\u00e0 citate ma anche in Germania, in Belgio, in Italia&#8230; era sorto il \u201cMovimento Liturgico\u201d.<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote12sym\" name=\"sdendnote12anc\"><sup>xii<\/sup><\/a> La restaurazione dovette cedere il passo al \u201c<i>retour aux sources<\/i>\u201d: in primo luogo, la liturgia fu capita come un atto di culto dell&#8217;intero popolo di Dio; di conseguenza i laici, in precedenza presenti solo passivamente, furono incoraggiati a parteciparci in un modo attivo. I testi liturgici furono tradotti in volgare. Inizi\u00f2 la creazione di un repertorio canoro considerato adeguato.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">Arriv\u00f2 \u201cmaggio &#8217;68\u201d. Il mondo politico e quello culturale si trovarono di fronte alla rivolta degli studenti. Tanto nella Chiesa quanto altrove, ci\u00f2 che era considerato elitario dovette cedere il passo a ci\u00f2 che era considerato democratico. Fu un&#8217;epoca di sperimentazione. Comparvero le chitarre<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote13sym\" name=\"sdendnote13anc\"><sup>xiii<\/sup><\/a> e divenne la norma l&#8217;amplificazione col microfono.<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote14sym\" name=\"sdendnote14anc\"><sup>xiv<\/sup><\/a> Il repertorio comprendeva anche le musiche pop e jazz. In certe chiese si propagava, a volte persino durante le celebrazioni eucaristiche, la lettura del giornale come se fosse il vangelo aggiornato.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">Divenne un&#8217;epoca di \u201cadattamento esistenziale\u201d. In Olanda emerse, attraverso una nuova traduzione dei salmi adottata anche nelle Fiandre, una nuova lettura dei valori etici propri della vita cristiana. A fare da apripista fu la poesia di Huub Oosterhuis, musicata soprattutto in stretta collaborazione con Bernard Huijbers.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">La comunit\u00e0 belga di lingua francese opt\u00f2 per dei canti metrici e tonali, in uno stile pi\u00f9 informale e facili da cantare<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote15sym\" name=\"sdendnote15anc\"><sup>xv<\/sup><\/a>, agli occhi di certi fiamminghi a volte fin troppo popolare. (<i>En passant<\/i>: un fattore potrebbe essere stato il fatto che la societ\u00e0 vallona, a differenza di quella fiamminga, non ebbe mai conosciuto n\u00e9 il predominio cattolico degli anni &#8217;50, n\u00e9 la forte preponderanza numerica (70% nelle Fiandre) delle scuole secondarie cattoliche. Il funzionamento parrocchiale partendo da una diversa base sociale, l&#8217;enfasi sulla pastorale giovanile fu evidente.)<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">Allo stesso tempo, \u201cmaggio &#8217;68\u201d suscit\u00f2 reazioni, anche da parte dei musicisti di chiesa, soprattutto nelle Fiandre. Ci si attacc\u00f2 all&#8217;esempio della C\u00e4cili\u00ebn-Verein, legata a Beuron, sempre basato sul concetto che, ora attraverso il canto corale, il cristiano abbia da imparare a far parte di un collettivo con una chiara leadership. Nuovamente, il tono fu in gran parte modellato sugli esempi del canto gregoriano e di Palestrina, il che vuol dire che era modale e ieratico.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">e) <i>hodie<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">La storia non si \u00e8 fermata, nemmeno fra i cristiani.<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote16sym\" name=\"sdendnote16anc\"><sup>xvi<\/sup><\/a> Gli anni &#8217;60 portarono con s\u00e9 una coscienza politica di \u201csinistra\u201d. La prassi ebbe la precedenza sul dogma. Un decennio pi\u00f9 tardi, si vide una (ri)scoperta della \u201cspiritualit\u00e0\u201d in cui, ispirata dall&#8217;\u201dOriente\u201d, si associarono preghiera e allenamento corporeo. Inizi\u00f2 anche la ricerca di un \u201cmaestro\u201d, o guru. Seguirono gli anni &#8217;80, un periodo di rinascita dei movimenti carismatici. Dalla fine del XX secolo fino ad oggi, fiorisce il nichilismo, incluso la lotta tragica con la domanda su cosa, in tempi di incertezza socio-economica e di scarsa opportunit\u00e0 di espansione, possa dare un senso alla vita.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">Dove, ci chiediamo ancora una volta, si collocano gli appelli? Di che cosa la gente soffre, oggi? Dove trovare sostegno e conforto, soprattutto quando si \u00e8 giovani? Essendo chiaro che ci vuole discernimento: come pu\u00f2 e deve la Chiesa rispondere pastoralmente, oggi?<\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #000000\">\u2013<\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #000000\"><i>3. escursione oltre il confine linguistico<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">Ho parlato di una notevole differenza concernente le scelte liturgiche delle Fiandre e della Vallonia. Per illustrare, ecco una breve escursione illustrativa. Supponiamo di andare da Sint-Joris-Weert a Nethen, due villaggi del Brabante, uno situato nelle Fiandre e l&#8217;altro in Vallonia, a circa 5 chilometri di distanza l&#8217;uno all&#8217;altro, su entrambi i lati del confine linguistico. Gi\u00e0 per strada si nota quanto siano diverse le usanze: quando ci si saluto ci si bacia, anche tra uomini; si gesticola di pi\u00f9 e si parla anche con le mani. Completamente diversi appaiono anche i banchi dei salumieri e delle panetterie. Il <i>plat du jour<\/i> costa sensibilmente meno. Sembra che mentre da un lato la vita si svolga un po&#8217; pi\u00f9 \u201c<i>\u00e0 l&#8217;aise<\/i>\u201d, da un altro sia pi\u00f9 emotiva ed intensa&#8230; Per molti \u201ctedeschi\u201d, tra i quali mi trovo anch&#8217;io, la prima sensazione \u00e8 quella di una liberazione.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">Parla da s\u00e9 che tutto questo d\u00e0 luogo a ricerche scientifiche politiche, economiche, storiche, antropologico-culturali, linguistiche&#8230; che richiedono competenze che non ho. Non so nemmeno in che modo fiamminghi e valloni abbiano imparato a dare forma al loro cristianesimo, n\u00e9 sino a che punto sia corretta la mia impressione che in altre nazioni \u201cromaniche\u201d come la Francia, l&#8217;Italia a la Spagna, si siano fatte scelte musicali ecclesiastiche pi\u00f9 \u201cpopolari\u201d rispetto a quelle \u201cgermaniche\u201d dei Paesi Bassi e della Germania&#8230;<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">Tralasciamo il problema dell&#8217;estrapolazione. Certo \u00e8 che, con queste differenze, la Commissione Inter-diocesana Belga per la Liturgia non ha mai avuto alcun problema. Si trattava di scelte pastorali considerate potenzialmente feconde. Oggi, per\u00f2, in ambedue le parti del paese, le chiese sono quasi vuote. Giovani e bambini si contano su una o al massimo su due mani. Invece della fioritura attesa, constatiamo l&#8217;aridit\u00e0. C&#8217;\u00e8, forse, qualcosa che ci sfugge?<\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #000000\"><i>4. energia<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">Mi limito innanzitutto ad una situazione con la quale sono familiare: l&#8217;Eucaristia nelle Fiandre. Che cosa incontra chi, casualmente o meno, entra in una chiesa dove i cristiani stanno \u201ccelebrando\u201d? Questo verbo \u00e8 degno del suo nome? La gioia di cui si parla \u00e8 percepibile?<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">Come musicista, per me \u00e8 ovvio: nelle chiese, la questione da porsi non \u00e9 soltanto <i>che cosa<\/i> si canta ma anche <i>come <\/i>si canta. Di nuovo, qui mi ritrovo con ci\u00f2 che si presenta pre-reflessivamente, ovvero con la corporeit\u00e0 e la sensorialit\u00e0. Oppure, e lo ricordiamo dalla svolta \u201corientale\u201d: i rituali siano prima di tutto corporei o&#8230; non funzionano proprio!<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote17sym\" name=\"sdendnote17anc\"><sup>xvii<\/sup><\/a><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">Sono convinto: i cristiani fiamminghi hanno urgentemente bisogno di imparare a cantare.<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote18sym\" name=\"sdendnote18anc\"><sup>xviii<\/sup><\/a> Questo non significa che debbano dedicarsi al bel canto. Si tratta di imparare a lasciar fluire l&#8217;energia, per poi canalizzarla. In concreto, sarebbe bello se chi viene a messa imparasse a risuonare, con la voce impostata \u2013 per gli occidentali, in termini tecnici: \u201cnella maschera\u201d<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote19sym\" name=\"sdendnote19anc\"><sup>xix<\/sup><\/a> &#8211; e a sentire il ritmo dal centro di gravit\u00e0 pi\u00f9 basso possibile.<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote20sym\" name=\"sdendnote20anc\"><sup>xx<\/sup><\/a> Sarebbe anche bello se, cantando insieme o assieme all&#8217;organo, si riuscisse a sentire come risuona fisicamente un intervallo \u201cgiusto\u201d come ad esempio le quarte e le quinte. Bello, infine, se chi canta imparasse a \u201cproiettare\u201d sguardo e voce verso l&#8217;altare e gli altri&#8230; e quindi imparasse ad \u201cabitare\u201d fisicamente lo spazio di preghiera.<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote21sym\" name=\"sdendnote21anc\"><sup>xxi<\/sup><\/a><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">Pian&#8217; piano, si stanno allargando di nuovo le acque in cui stiamo navigando. Va sottolineato, infatti, che la situazione di apprendimento \u00e8 pi\u00f9 bella perch\u00e9 pi\u00f9 feconda, quando le persone imparano tutte queste cose in un modo pre-riflessivo, cio\u00e8 nell&#8217;infanzia. Tuttavia: dove ancora si canta in casa? Ovunque, inoltre, l&#8217;uso dell&#8217;Internet fa s\u00ec che le associazioni stanno attraversando momenti difficili: i gruppi esistenti si stanno visibilmente invecchiando, il contatto intergenerazionale diminuisce. Dove trovare la fonte vitale da cui trarre forza, anche per la celebrazione ecclesiale?<\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #000000\">\u2013<\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #000000\"><i>5. il compito<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">Anche di questo sono convinto: o le chiese offrono una comunit\u00e0&#8230; o offrono una mera finzione. Questo \u00e8 vero nelle Fiandre, \u00e8 vero ovunque. Tuttavia, \u00e8 vero che se le chiese vogliono offrire una comunit\u00e0 credibile, devono intraprendere un duplice percorso di dialogo e di autocritica. Oggi si dice: devono diventare \u201csinodali\u201d.<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote22sym\" name=\"sdendnote22anc\"><sup>xxii<\/sup><\/a><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">Il dialogo sembra ovvio ma \u00e9 essenzialmente nuovo, soprattutto per la Chiesa cattolica romana.<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote23sym\" name=\"sdendnote23anc\"><sup>xxiii<\/sup><\/a> Per secoli, essa si \u00e8 forgiata una identit\u00e0 coltivando le immagini nemiche: la Chiesa \u201csanta\u201d si oppone al mondo \u201ccattivo\u201d. Anche all&#8217;interno le cose erano chiare: l&#8217;autorit\u00e0 dettando la legge, ogni deliberazione \u00e8 inopportuna. Quest&#8217;atteggiamento autoreferenziale si \u00e8 rivelato un vicolo cieco, anche agli occhi della stesso magistero tra cui per primo papa Francesco.<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote24sym\" name=\"sdendnote24anc\"><sup>xxiv<\/sup><\/a><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">Oggi, e qui seguo i sociologi Chiara Giaccardi e Mauro Magatti, sia la Chiesa che il mondo hanno bisogno di rispetto reciproco.<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote25sym\" name=\"sdendnote25anc\"><sup>xxv<\/sup><\/a> Il sogno moderno, cos\u00ec dicono, \u00e8 radicato proprio nel cristianesimo. Quest&#8217;ultimo confessava un Dio onnipotente, una salvezza personale e universale, offerta a tutti gli uomini. I moderni hanno sostituito tutto questo rispettivamente con la tecno-scienza, la soluzione terapeutica dei problemi personali, ed una evidente esportazione delle conquiste dell&#8217;Occidente, anche in culture con un&#8217;etica tanto diversa da quella occidentale. La Chiesa dovrebbe rispondere con un monito: per quanto sia positiva la ricerca del benessere e della felicit\u00e0, un umanesimo che si aspetta tutto dall&#8217;uomo e dalle sue realizzazioni, diventa al contrario subumano.<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote26sym\" name=\"sdendnote26anc\"><sup>xxvi<\/sup><\/a> Da questo non si deduca che essere cattolici coincida con la rassegnazione dalla parte dei <i>loser<\/i> nei confronti di chi si espande!<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote27sym\" name=\"sdendnote27anc\"><sup>xxvii<\/sup><\/a> Anche la Chiesa professa che, per sperimentare la felicit\u00e0, bisogna che la persona si permetta di vivere e di svilupparsi, ma altrettanto, se non di pi\u00f9, che quella stessa persona, donandosi in piena libert\u00e0 e per amore, accetti che venga spogliata dagli idoli di onnipotenza e di narcisismo, come anche dall&#8217;illusione di essere arrivata ad un livello di evoluzione insuperabile. Nota: il donarsi cristiano non \u00e8 un&#8217;astrazione. La solidariet\u00e0 non si limiti alla donazione di denaro a qualche ente di ridistribuzione; inizia a casa, in famiglia, nel quartiere&#8230; ovunque delle persone, anche non legate da qualche scopo esterno, si ritrovano insieme. Essa trae la sua credibilit\u00e0 anzitutto dal rapporto concreto che mantengo con le persone che mi stanno accanto.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">Allo stesso tempo, le chiese devono guardarsi nel proprio cuore: ci\u00f2 che offrono risponde davvero alle domande e alla disperazione e la solitudine sperimentate, oggi, da tante persone? Il rispetto e la tolleranza, entrambi valori moderni, sono un punto di partenza necessario. Nelle nostre chiese vive pure la reciprocit\u00e0 basata sulla fiducia, qualunque sia la purificazione che quella pu\u00f2 richiedere? Dove un credente pu\u00f2 invitare un compagno e dirgli: \u201cVieni a vedere\u201d?<\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #000000\">\u2013<\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #000000\"><i>6. perch\u00e9 cantare?<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">Sono arrivato al punto cruciale della mia argomentazione: il <i>Jubilus<\/i> di cui parla Agostino non nasce per necessit\u00e0 mia, ma nostra. Il <i>quid<\/i> e il <i>quomodo<\/i> del canto hanno quindi tutto a che fare con il <i>terminus a quo<\/i> e il <i>terminus ad quem<\/i>. Tutto ruota intorno all&#8217;imparare ad aprirsi all&#8217;essere connessi, quale donazione continua ed incondizionata.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">Tento un minimo di teologia. La Costituzione Dogmatica <i>Sacrosanctum Concilium<\/i> dice: la liturgia \u00e8 C<i>ulmen et Fons <\/i>della vita cristiana. Non dice, quindi, che vita cristiana e celebrazioni liturgiche coincidono. La liturgia nutre la vita cristiana e la innalza non in un modo magico, ovvero non senza che questa stessa vita si apra al dono gratuito di Dio. Anche cos\u00ec si lascia leggere l&#8217;\u201c<i>Ora et labora\u201d<\/i> di San Benedetto: bisogna che i cristiani imparino ad implorare, ringraziare e lodare Dio attraverso tutte le loro azioni. Viviamo, con un&#8217;espressione teologica, \u201cin Cristo\u201d: lo Spirito assume la nostra vita nella lode extra-temporale resa dal Figlio risorto al Padre. Di questa lode, l&#8217;unica vera Liturgia, la nostra liturgia \u00e8 un momento di solidificazione. Dio sa che gli uomini ne hanno bisogno: \u00e8 un dono da parte Sua a noi.<span style=\"font-size: small\"><a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote28sym\" name=\"sdendnote28anc\"><sup>xxviii<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">Sia chiaro: i cristiani celebrano in comunit\u00e0!<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote29sym\" name=\"sdendnote29anc\"><sup>xxix<\/sup><\/a> Cristo si rende presente tra coloro che pregano. Da qui l&#8217;immagine della Chiesa come Suo corpo. La <i>Sponsa Christi<\/i> non \u00e8, come \u00e8 stato proposto per secoli, la singola \u201canima\u201d. \u00c8 il radunarsi di coloro che credono che la vita pi\u00f9 autenticamente umana stia nell&#8217;essere inclusi nell&#8217;energia della risurrezione di Chi, in piena libert\u00e0 e per amore, si \u00e8 persino lasciato crocifiggere.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">Di conseguenza, se oggi le chiese hanno il compito di offrire una comunit\u00e0, non sar\u00e0 innanzitutto volendo <i>formare<\/i> comunit\u00e0, ma piuttosto imparando a <i>scoprir<\/i>la. Perch\u00e9 anche se come uomini non possiamo fare a meno di separarci e di rifiutare la comunione, siamo essenzialmente connessi, tra di noi come con tutto ci\u00f2 che \u00e8. Ecco l&#8217;esperienza dalla quale il nostro canto nasce, ecco l&#8217;esperienza alla quale il nostro canto ci porta. <\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #000000\">\u2013<\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #000000\"><i>7. gli occhi aperti<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">Le chiese si trovano davanti ad un compito difficile: devono convertirsi. \u00c8 il compito di sempre. Come chiese Papa Giovanni XXIII nel 1963, la Chiesa presti il suo orecchio ai \u201csegni dei tempi\u201d. Cosa significa, concretamente, oggi?<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">\u00c8 ora, forse, che la Chiesa spolveri alcuni dei tesori a Lei affidate.<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote30sym\" name=\"sdendnote30anc\"><sup>xxx<\/sup><\/a> Per primo penso al <i>silenzio<\/i>,<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote31sym\" name=\"sdendnote31anc\"><sup>xxxi<\/sup><\/a> e quello condiviso. Altro che un mero strumento che permetta all&#8217;individuo di reggersi in piedi in un mondo impazzito, il silenzio condiviso invita all&#8217;affidamento ed a una fiducia altrettanto condivisi. Allo stesso tempo, la Chiesa deve riscoprire la bellezza della <i>materia<\/i>:<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote32sym\" name=\"sdendnote32anc\"><sup>xxxii<\/sup><\/a> la materia \u00e8 la Creazione affidatami, per cui \u00e8 Parola di Dio tanto quanto lo possano essere le parole; di conseguenza non pu\u00f2 essere ridotta ad una mera cosa che mi permette la creativit\u00e0 o l&#8217;auto-espressione. Urgente \u00e8 anche il ritorno al <i>corpo<\/i>: il corpo \u00e8 un tempio da scoprire, pulire, nutrire, curare&#8230; in un modo permanente. Nella misura in cui lo lasciamo abitare dallo Spirito, \u00e9 in armonia con il cosmo. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">Allo stesso tempo, la Chiesa deve superare diverse paure.<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote33sym\" name=\"sdendnote33anc\"><sup>xxxiii<\/sup><\/a> In termini di liturgia, deve liberarsi dalle \u201cvertigini\u201d che portano a schermarsi da ci\u00f2 che \u00e8 considerato elitario: siamo diversi e dotati in misura diversa; il problema non sono le \u00e9lite, ma piuttosto i privilegi che spesso le \u00e9lite rivendicano. (O, per dirla in termini musicali: suonare o ascoltare Beethoven non mi rende affatto avverso a ci\u00f2 che musicalmente \u00e8 meno stratificato e complesso; proprio il suo genio mi permette di scoprire bellezza in tutto ci\u00f2 che certi \u201ccompositori\u201d provano.) Per quanto riguarda il tessuto sociale, c&#8217;\u00e8 da abbandonare la \u201cpaura della profondit\u00e0\u201d: in ogni essere umano, di qualsiasi classe sociale, ci sono antri oscuri; il punto \u00e8 di esserci presente senza condannare la persona, affinch\u00e9 possa crescere la fiducia da cui pu\u00f2 emergere, in un modo del tutto naturale, l&#8217;ascolto reciproco. Infine, bisogna liberarsi dalla \u201cpaura della piazza\u201d, ossia della paura di posizionarsi, non in primo luogo in termini di dottrina, ma proprio in termini di umanit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">In sintesi, la Chiesa ha bisogno di riscoprire e valorizzare l&#8217;<i>Eros<\/i>: diventare silenziosi per ascoltare; scoprire la bellezza, perfino nelle molte forme di morire; insegnarci come diventare ogni giorno pi\u00f9 sensibili, affettuosi, toccabili&#8230; In ogni essere umano, anche se a volte rimasta nascosta in un angolo recondito del cuore, c&#8217;\u00e8 una sensibilit\u00e0 al silenzio, alla bellezza, alla condivisione&#8230; come anche un desiderio di sicurezza incondizionata.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">Per questa esperienza, il Vangelo ci offre un&#8217;immagine di uno splendore unico: <i>Tabor<\/i>.<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote34sym\" name=\"sdendnote34anc\"><sup>xxxiv<\/sup><\/a> Essere Chiesa significa diventare sempre pi\u00f9 aperti alla trasfigurazione, ossia ad una prefigurazione della Pasqua. Significa continuare a sperare, con occhi e cuore aperti verso ci\u00f2 che \u00e8 vero e bello, soprattutto dove non me lo aspetto.<\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #000000\">\u2013<\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #000000\"><i>8. ritorno a Gand<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">Il mio pensiero prese spunto dal desiderio di sostenere la mia scelta di canti per i vespri di Gand. Termin\u00f2 in un confronto con la pluralit\u00e0: in me convivono un monaco ed un musicista; il mio Paese ospita culture diverse; nel nostro tempo si confessano filosofie diverse. In una situazione del genere, mentre \u00e8 gi\u00e0 bella la pacifica coesistenza, spero si arrivi ad una fecondazione reciproca. Capisco che ogni cosa ha una storia, ed \u00e8 la mia indole cercare di incorporarla e di impararne. Oggi, mi sembra, questo atteggiamento si traduce in una pazienza fiduciosa.<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote35sym\" name=\"sdendnote35anc\"><sup>xxxv<\/sup><\/a> <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">Cosa dice tutto questo di Gand? Cosa oserei programmare? Contribuir\u00e0 a far s\u00ec che durante i vespri ci sia \u201cqualcosa da vedere e da sperimentare\u201d, anche per chi passa per caso?<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\"><span lang=\"it-IT\">Il vespro segue la struttura della <\/span><span lang=\"it-IT\"><i>Liturgia Horarum:<\/i><\/span><span lang=\"it-IT\"> un inno, tre salmi, lettura e intercessioni&#8230; ecc. Siccome per me \u00e8 fondamentale che il canto non sia un trucco liturgico ma una forza portante, e memore del motto di Marcel P\u00e9r\u00e8s \u201cLes catholiques chantent dans la messe, les orthodoxes chantent la messe\u201d<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote36sym\" name=\"sdendnote36anc\"><sup>xxxvi<\/sup><\/a>, cantiamo tutto! <\/span>\u00c8 anche importante, per\u00f2, sapere <i>dove<\/i> cantiamo: si tratta di una chiesa nel centro di una citt\u00e0 di media grandezza. I<span lang=\"it-IT\">n un contesto del genere, a<\/span>ltro, forse, che in un&#8217;abbazia, mi <span lang=\"it-IT\">sembra anacronistico <\/span>adoperare <span lang=\"it-IT\">un <\/span><span lang=\"it-IT\"><i>ordo<\/i><\/span><span lang=\"it-IT\"> liturgico maturato e conclusivo tipo il canto gregoriano. Nemmeno cantiamo in una cattedrale, dove, offrendo della musica adatta come quella di, solo per nominare alcuni nomi famosi, Olivier Messiaen, Arvo P\u00e4rt, John Tavener&#8230; si devono accogliere anche dei fedeli anonimi come ad esempio i turisti. Anche una liturgia di questo genere pu\u00f2 invitare ad una partecipazione &#8216;attiva&#8217;<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote37sym\" name=\"sdendnote37anc\"><sup>xxxvii<\/sup><\/a>, ma nel nostro vespro quest&#8217;invito si manifesta proprio nel fatto che chi desidera cantare, pu\u00f2 farlo. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\"><span lang=\"it-IT\">Sul <\/span><span lang=\"it-IT\"><i>come<\/i><\/span><span lang=\"it-IT\"> cantare, posso essere breve: apprendere a cantare e a cantare assieme \u00e8 una pura necessit\u00e0, sicuramente dalle nostre parti, anche se, sicuramente nel contesto attuale<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote38sym\" name=\"sdendnote38anc\"><sup>xxxviii<\/sup><\/a>, richieder\u00e0 uno sforzo. Trattandosi di uno sforzo condiviso, per\u00f2, esso potr\u00e0 contribuire a solidificare i rapporti reciproci, Qualcosa di massima importanza. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\"><span lang=\"it-IT\">Riguardo al repertorio, infine, a volte il canto sar\u00e0 musicalmente un po&#8217; ibrido: sia modale che tonale; sia ritmicamente fluttuante che metrico. Al posto del canto d&#8217;ingresso in fiammingo, infatti, a volte cantiamo un brano gregoriano un po&#8217; \u201cpopolare\u201d ma da diverse persone conosciuto come ad esempio il <\/span><span lang=\"it-IT\"><i>Rorate Caeli<\/i><\/span><span lang=\"it-IT\">. In quanto lo permette il budget, poi, per il <\/span><span lang=\"it-IT\"><i>Jubilus<\/i><\/span><span lang=\"it-IT\"> vesperale per eccellenza, il Magnificat, do una commissione compositoria. Ogni canto porter\u00e0 con s\u00e9 qualcosa che proviene dai diversi contesti socio-culturali in cui \u00e8 nato. Per questo, e anche per non frustrare il mio desiderio di offrire un&#8217;atmosfera di quiete, sto attento a che, intuitivamente, ci\u00f2 che cantiamo mi sembri nato dal silenzio, dalla sobriet\u00e0, da una purificazione vissuti&#8230; Tutto questo nella speranza che pregando insieme, tanto inseriti in ci\u00f2 da cui proveniamo quanto protesi verso ci\u00f2 che verr\u00e0, siamo inseriti, proprio a partire da ci\u00f2 che esploriamo localmente a Gand, in un cammino di tutta la Chiesa verso una sintesi nuova.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">Proprio riguardo a questa speranza, termino con una confidenza: dopo il vespro, invito a casa il piccolo gruppo di musicisti. Condividiamo la cena. Per me, infatti, cantare e mangiare assieme formano un dittico! Cos\u00ec facendo, in un modo davvero piccolo piccolo, professo un vero mio <i>credo<\/i>: il canto non sostituisce mai il perch\u00e9 e il percome di un&#8217;esposizione e di una cura reciproche. Solo attraverso di esse possiamo dare addio alla decrepita gerarchia tra liturgia e comunit\u00e0, affinch\u00e9, di nuovo, liturgia e comunit\u00e0 si fecondino a vicenda. Diventare cristiani significa: avere il coraggio di amarsi, di continuare ad amarsi&#8230; e di mostrarlo. Non solo a Dio \u2013 Colui in cui, coscienti della nostra impotenza di amarci fino in fondo, possiamo confidare nel pi\u00f9 profondo<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote39sym\" name=\"sdendnote39anc\"><sup>xxxix<\/sup><\/a> &#8211; ma anche e innanzitutto tra di noi. <\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #000000\">\u2013<\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #000000\">\u2013<\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #000000\">\u2013<\/span><\/p>\n<div id=\"sdendnote1\">\n<p class=\"sdendnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote1anc\" name=\"sdendnote1sym\">i<\/a>Joris Geldhof, &#8216;Getijden van het leven&#8217;, in: <i>Over liturgie en bidden<\/i>, red. Joris Geldhof &amp; Thomas Quartier o.S.B., Halewijn, Antwerpen 2016.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote2\">\n<p class=\"sdendnote\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote2anc\" name=\"sdendnote2sym\">ii<\/a>Andrea Grillo, <i>Iniziazione<\/i>, Una categoria vitale per i giovani e la fede, Gabrielli, S. Pietro in Cariano (Verona) 2017.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote3\">\n<p class=\"sdendnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote3anc\" name=\"sdendnote3sym\">iii<\/a>Seguiamo Pierangelo Sequeri, <i>La risonanza del sublime<\/i>, L&#8217;idea della musica in Occidente, Studium, Roma 2010; soprattutto i capitoli I, II, III e IV.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote4\">\n<p class=\"sdendnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote4anc\" name=\"sdendnote4sym\">iv<\/a>Per la psicologia dell&#8217;elaborazione di un evento forte, vedi: Giuliano Zanchi, La forma dell&#8217;evento cristiano: Ges\u00f9, il divino, la religione, in: <i>Parlare di Dio, credere in Ges\u00f9<\/i>, Corso di teologia per principanti en perplessi, Vita e Pensiero, Milano 2022. pag. 33-80<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote5\">\n<p class=\"sdendnote\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote5anc\" name=\"sdendnote5sym\">v<\/a>In questo campo, i filosofi pi\u00f9 noti sono Pitagora e Platone.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote6\">\n<p class=\"sdendnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote6anc\" name=\"sdendnote6sym\">vi<\/a>Helen Nolthenius, &#8216;Liturgie en de benadering van liturgische muziek&#8217;, in: <i>Muziek tussen hemel en aarde<\/i>, De wereld van het Gregoriaans, Vantilt, Nijmegen 2009 (1981), pag. 119-124.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote7\">\n<p class=\"sdendnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote7anc\" name=\"sdendnote7sym\">vii<\/a>Martin Hoondert, <i>Gregoriaans in de steigers<\/i>, Restauratie en verspreiding aan het begin van de twintigste eeuw, Gooi &amp; Sticht, Kampen 2003.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote8\">\n<p class=\"sdendnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote8anc\" name=\"sdendnote8sym\">viii<\/a>Vedi: Rainer Bayreuther, &#8216;Die Professionalisierung der Kirchenmusik in 19. und fr\u00fchen 20. Jahrhundert&#8217;, in: <i>Der Gottesdienst und seine Musik<\/i>, herausgegeben von A. Gerhards &amp; M. Schnieder, Leber-Verlag, Laaber 2014, Band II: Liturgik, pag. 297-316.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote9\">\n<p class=\"sdendnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote9anc\" name=\"sdendnote9sym\">ix<\/a>Vedi: Christian Finke, &#8216;Singen im 20. Jahrhundert&#8217;, in: <i>Der Gottesdienst und seine Musik<\/i>, herausgegeben von A. Gerhards &amp; M. Schnieder,, Leber-Verlag, Laaber 2014, Band I: Grundlegung der Hymnologie, pag. 302-307.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote10\">\n<p class=\"sdendnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote10anc\" name=\"sdendnote10sym\">x<\/a>\u00c8 ovvio che qui mi viene alla mente una lista quasi infinita di compositori: Charles-Marie Widor e, pi\u00f9 tardi, Maurice Durufl\u00e9; Anton Bruckner e Max Reger&#8230; In Belgio: Jacques-Nicolas Lemmens e Edgard Tinel&#8230;<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote11\">\n<p class=\"sdendnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote11anc\" name=\"sdendnote11sym\">xi<\/a> Vedi: Harald Schroeter-Wittke, &#8216;Kirchenmusik in einem s\u00e4kularen Umfold&#8217;, in:<i>Der Gottesdienst und seine Musik<\/i>, herausgegeben von A. Gerhards &amp; M. Schnieder, Leber-Verlag, Laaber 2014, Band II: Liturgik, pag. 308.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote12\">\n<p class=\"sdendnote\" align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote12anc\" name=\"sdendnote12sym\">xii<\/a>Per il panorama degli autori e delle diverse fasi, vedi: Paul De Clerck, &#8216;Actieve deelname: liturgisch overzicht van Pius X tot Vaticanum II&#8217;, in: Jozef Lamberts (red.); <i>De actieve deelname aan de liturgie herbekeken<\/i>, Honderd jaar na Pius X en veertig jaar na het Concilie, Acco, Leuven 2004; Andrea Grillo, &#8216;I movimenti del <i>ressourcement<\/i>&#8216;, in: <i>Il genere del sacramento<\/i>, Introduzione alla teologia sacramentaria generale, San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano) 2022, pag. 92-93. Per la teologia sottostante: J\u00fcrgen Mettepenningen &amp; Karim Schelkens, &#8216;<i>Nouvelle th\u00e9ologie<\/i>&#8216;, in: <i>Van Concilie tot Concilie<\/i>, Hoofdlijnen en fragmenten van Kerk en theologie van Vaticanum I tot Vaticanum II, Halewijn, Antwerpen 2010, pag. 108-121.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote13\">\n<p class=\"sdendnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote13anc\" name=\"sdendnote13sym\">xiii<\/a> Dries Bosschaert &amp; Thomas Valgaeren, &#8216;Populaire muziekgenres, hun verhouding tot religie en de studie ervan&#8217;, in: <i>Goddeloze muziek?<\/i>, Populaire muziekgenres en hun verhouding tot religie, Leuvense cahiers voor Praktische Teologie 2021.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote14\">\n<p class=\"sdendnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote14anc\" name=\"sdendnote14sym\">xiv<\/a>Gianpiero Gamalieri, &#8216;La liturgia e il microfono&#8217;, in: <i>La Chiesa secondo McLuhan<\/i>, Il volto sconosciuto del profeta dei media, Verso il Concilio Vaticano III, Armando, Roma 2023, pag. 41-51.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote15\">\n<p class=\"sdendnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote15anc\" name=\"sdendnote15sym\">xv<\/a>Assieme al metro regolare della danza, la &#8216;tonalit\u00e0&#8217;, con la sua imprescindibile tensione armonica e melodica tra dominante e tonica, forma la base delle costruzioni musicali dalle quali, da piccolo, ogni uomo occidentale \u00e8 condizionato. Sta alla base della musica classica come anche della musica Pop.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote16\">\n<p class=\"sdendnote\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote16anc\" name=\"sdendnote16sym\">xvi<\/a>Seghiamo Enzo Bianchi, <i>Waarom bidden, hoe bidden?<\/i>, Lannoo, Tienen 2010, pag. 11-23.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote17\">\n<p class=\"sdendnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote17anc\" name=\"sdendnote17sym\">xvii<\/a> Vedi: Roberto Fassi, Ignazio Cuturello, Davide Magni, Francesco Tomatis, \u00ee, la Via del T&#8217;ai Chi Ch&#8217;\u00fcan, Citt\u00e0 Nuova, Roma 2012.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote18\">\n<p class=\"sdendnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote18anc\" name=\"sdendnote18sym\">xviii<\/a> Non dimentichiamo Sacrosanctum Concilium 30: <i>Ad actuosam participationem promovendam&#8230; cantica, necnon actiones seu gestes et corporis habitus foveantur.<\/i><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote19\">\n<p class=\"sdendnote\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote19anc\" name=\"sdendnote19sym\">xix<\/a> Vedi il <i>site<\/i> ufficiale del cantore Allessandro Brustenghi ofm, frate minore della Provincia Serafica, Umbria.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote20\">\n<p class=\"sdendnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote20anc\" name=\"sdendnote20sym\">xx<\/a> Si tratta di sviluppare l&#8217;energia sentita nel \u201dcentro energetico\u201d che si trova alcuni centimetri sotto l&#8217;ombelico. In giapponese questo centro si chiama <i>Hara<\/i>, in cinese <i>Tan Tien<\/i>. <span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\">Si veda: Karl Graf von Durckheim, <\/span><\/span><span style=\"color: #202122\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Hara: The Vital Center of Man<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #202122\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\">,<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #202122\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\"> Inner Traditions. 2004.\u00a0<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote21\">\n<p class=\"sdendnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote21anc\" name=\"sdendnote21sym\">xxi<\/a> Vedi Aude Viot Coster, &#8216;Vers l&#8217;oeuvre: \u00e9preuve spatiale de l&#8217;exp\u00e9rience esth\u00e9tique&#8217;, in: <i>Art et Liturgie<\/i>, La gr\u00e2ce d&#8217;une alliance, Mame, Paris 2023, pag. 67-68.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote22\">\n<p class=\"sdendnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote22anc\" name=\"sdendnote22sym\">xxii<\/a> Andrea Grillo e Paolo Ricca, &#8216;\u00c8 possibile condividere la cena del Signore?&#8217;, <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=g7hlqcelU0E\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=g7hlqcelU0E<\/a><span style=\"color: #000000\">, ascoltato nel mese di gennaio 2024.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote23\">\n<p class=\"sdendnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote23anc\" name=\"sdendnote23sym\">xxiii<\/a> Marinella Perroni e Andrea Grillo, \u201cUn sinodo per cambiare\u201d, <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=qmJ2DFcF7dU\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=qmJ2DFcF7dU<\/a>; Andrea Grillo, \u201cCose nuove e cose antiche: la Chiesa alla prova della sinodalit\u00e0 \u2013 incontro con Andrea Grillo\u201d, <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=zffyJ5hU3Fs\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=zffyJ5hU3Fs<\/a>, <span style=\"color: #000000\">ascoltato nel mese di gennaio 2024.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote24\">\n<p class=\"sdendnote\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote24anc\" name=\"sdendnote24sym\">xxiv<\/a> Cfr. <i>Amoris Laetitia<\/i> 304.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote25\">\n<p class=\"sdendnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote25anc\" name=\"sdendnote25sym\">xxv<\/a> Per questo paragrafo mi sono lasciato ispirare da Chiara Giaccardi e Mauro Magatti, <i>La scommessa cattolica<\/i>, C&#8217;\u00e8 ancora un nesso tra il destino delle nostre societ\u00e0 e le vicende del cristianesimo?, il Mulino, Bologna 2019.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote26\">\n<p class=\"sdendnote\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote26anc\" name=\"sdendnote26sym\">xxvi<\/a> Su questa evoluzione, l&#8217; interpretazione pi\u00f9 profonda che abbia mai letta \u00e8 quella di quella di Martin Heidegger, <i>Brief<\/i><span style=\"color: #000000\"><i> \u00fcber den Humanismus<\/i><\/span><span style=\"color: #000000\">, 1947.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote27\">\n<p class=\"sdendnote\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote27anc\" name=\"sdendnote27sym\">xxvii<\/a> Come si sa, \u00e8 questa la critica sul cristianesimo elaborata da Nietzsche.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote28\">\n<p class=\"sdendnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote28anc\" name=\"sdendnote28sym\">xxviii<\/a> <span style=\"font-size: small\">Robert F. Taft, &#8216;Che cosa fa la liturgia?&#8217; Verso una soteriologia della celebrazione liturgica, in: <\/span><span style=\"font-size: small\"><i>Oltre l\u2019Oriente e l\u2019Occidente<\/i><\/span><span style=\"font-size: small\">, Per una Tradizione liturgica viva, Lipa, Roma, 1999, pag. 259-281.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote29\">\n<p class=\"sdendnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote29anc\" name=\"sdendnote29sym\">xxix<\/a> Per ci\u00f2 che segue, sia sulla necessit\u00e0 di celebrare in comunit\u00e0 che sul legame tra liturgia e vita, mi sono lasciato ispirare da Leo Di Simone, <i>Liturgia secondo Ges\u00f9<\/i>, Originalit\u00e0 e specificit\u00e0 del culto cristiano, Per il ritorno ad una liturgia pi\u00f9 evangelica, Reefrai, Comunit\u00e0 di San Leolino, 2003.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote30\">\n<p class=\"sdendnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote30anc\" name=\"sdendnote30sym\">xxx<\/a> Alla base di questo paragrafo sta un pensiero di Simone Weil, <i>Attesa di Dio<\/i>, Adelphi 1978, citato e commentato in: Bernardo Gianni, <i>La Citt\u00e0 dagli Ardenti Desideri<\/i>, Per sguardi e gesti pasquali nella vita del mondo, Libreria Editrice Vaticana\/San Paolo, Citt\u00e0 del Vaticano\/Roma 2019, pag. 53-54.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote31\">\n<p class=\"sdendnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote31anc\" name=\"sdendnote31sym\">xxxi<\/a> Thomas Eicker, &#8216;Katholischer Ansatz einer Theologie der Kirchenmusik&#8217;, in: <i>Der Gottesdienst und seine Musik<\/i>, herausgegeben von A. Gerhards &amp; M. Schnieder, Leber-Verlag, Laaber 2014, Band II: Liturgik, pag. 119.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote32\">\n<p class=\"sdendnote\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote32anc\" name=\"sdendnote32sym\">xxxii<\/a> <i>Desiderio Desideravi<\/i> 46.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote33\">\n<p class=\"sdendnote\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote33anc\" name=\"sdendnote33sym\">xxxiii<\/a> Cfr. Leo Di Simone o.c., pag. 333-387.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote34\">\n<p class=\"sdendnote\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote34anc\" name=\"sdendnote34sym\">xxxiv<\/a> Cfr. Leo di Simone o.c., pag. 387-395; Bernardo Gianni o.c. Pag. 87-105; <i>Desiderio Desideravi<\/i> 24-26.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote35\">\n<p class=\"sdendnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote35anc\" name=\"sdendnote35sym\">xxxv<\/a> Arrivato a questo punto, n<span style=\"color: #000000\">on so resistere al desiderio di citare un testo che mi sta tanto al cuore&#8230; <\/span><span style=\"color: #000000\">&#8216;Demnach liegt die Gelassenheit, falls man hier von einem Liegen sprechen darf, ausserhalb der Unterscheidung von Aktivit\u00e4t und Passivit\u00e4t&#8230;&#8217;<\/span><span style=\"color: #000000\">, Heidegger, <\/span><span style=\"color: #000000\"><i>Zur Er\u00f6rterung der Gelassenheit<\/i><\/span><span style=\"color: #000000\">, Neske, Pfullingen1992 (1959), pag. 33.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote36\">\n<p class=\"sdendnote\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote36anc\" name=\"sdendnote36sym\">xxxvi<\/a> Marcel P\u00e9r\u00e8s, Jacques Cheyronnaud, <i>Les voix du plain-chant<\/i>, Descl\u00e9e De Brouwer, Paris 2001.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote37\">\n<p class=\"sdendnote\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote37anc\" name=\"sdendnote37sym\">xxxvii<\/a> Per una profondissima riflessione sulla possibilit\u00e0 di una <i>actuosa participatio<\/i>, anche a partire dal solo essere presenti senza dover &#8216;fare qualcosa&#8217; n\u00e9 capire le parole del canto: <span style=\"color: #000000\">Thomas Pott, &#8216;Een spirituele en mystagogische herbezinning op de actieve deelname&#8217;, in: Jozef Lamberts o.c., pag. 81-94. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote38\">\n<p class=\"sdendnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote38anc\" name=\"sdendnote38sym\">xxxviii<\/a> Davanti agli occhi ho le conseguenze della digitalizzazione, ma anche un&#8217;\u201dinfantilizzazione\u201d, introdotta con le migliori intenzioni nei cori di bambini. Sembra che sia obbligatorio che tutto quello che si fa sia \u201cdivertente\u201d, con poca attenzione all&#8217;impostazione della voce o al <i>metrum<\/i>. Agli occhi di un musicista, quest&#8217;atteggiamento sembra, capito in un modo negativo, anti-pedagogico.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote39\">\n<p class=\"sdendnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote39anc\" name=\"sdendnote39sym\">xxxix<\/a><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\"> \u00c8 ci\u00f2 che dice Giuliano Zanchi: nell&#8217;eucaristia si vede che quello che facciamo ci trascende; si tratta di noi&#8230; come anche di pi\u00f9 di noi. Cfr.<\/span><\/span><\/span><u> <\/u><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Q9vrrrxV-g0\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Q9vrrrxV-g0<\/a><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\">, ascoltato nel mese di gennaio 2024.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa amplia riflessione di Wim de Moor, che ringrazio, osserva le possibilit\u00e0 del canto liturgico, in una storia e in una geografia pensata &#8220;da Nord&#8221;. Pu\u00f2 essere un buon punto di confronto per punti di&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18952"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18952"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18952\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18955,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18952\/revisions\/18955"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18952"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18952"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18952"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}