{"id":18940,"date":"2024-01-20T17:40:03","date_gmt":"2024-01-20T16:40:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=18940"},"modified":"2024-01-20T17:40:03","modified_gmt":"2024-01-20T16:40:03","slug":"gli-atti-del-penitente-azioni-o-autocertificazioni-una-questione-dimenticata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/gli-atti-del-penitente-azioni-o-autocertificazioni-una-questione-dimenticata\/","title":{"rendered":"Gli atti del penitente: azioni o \u201cautocertificazioni\u201d? Una questione dimenticata"},"content":{"rendered":"<p class=\"western\" align=\"left\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Confessione-donna-stampa-Ottocento.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-10336\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Confessione-donna-stampa-Ottocento-194x300.jpg\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Confessione-donna-stampa-Ottocento-194x300.jpg 194w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Confessione-donna-stampa-Ottocento.jpg 220w\" sizes=\"(max-width: 194px) 100vw, 194px\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">La tradizione della penitenza ecclesiale \u00e8 una esperienza a diversi strati. La \u201cmetanoia\u201d greca (che i latini traducono per lo pi\u00f9 come \u201cpoenitentia\u201d, \u00e8 un contenuto originario della esperienza battesimale. Il \u201cfare penitenza\u201d sta all\u2019origine della fede. Per questo la tradizione ne ha parlato anzitutto come di una \u201cvirt\u00f9\u201d. Una virt\u00f9 come dono di grazia battesimale nel vivere le \u201cazioni\u201d e le \u201cpassioni\u201d di una vita che cambia. Perch\u00e9 gli antichi sanno che la vita cambia di per s\u00e9, nel nostro agire e nel nostro patire. Di questo cambiamento la virt\u00f9 battesimale della penitenza diventa sapienza maturata in rapporto alla Parola, al Sacramento, nella fede, nella speranza e nella carit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Quando si \u00e8 iniziato a configurare il significato di penitenza come di un \u201csacramento\u201d diverso dal battesimo, questo \u00e8 nato in relazione a quei battezzati che avevano perduto la possibilit\u00e0 di vivere il perdono di Dio (e di perdonare il prossimo) a causa di una colpa grave. La \u201cseconda tavola\u201d \u00e8, appunto, seconda rispetto al primato della esperienza del perdono nel battesimo e cresima che si ripetono nella vita eucaristica ogni domenica e \/o ogni giorno.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Quando \u00e8 nata l\u2019esigenza di dare figura a questo \u201cquarto sacramento\u201d si sapeva bene che esso doveva da un lato rinnovare la esperienza del perdono di Dio, ma dall\u2019altro recuperare la \u201cvirt\u00f9 di penitenza\u201d \u2013 che di nuovo diventava possibile al peccatore perdonato. Ma questo recupero era centrale, dato che, come sacramento, l\u2019azione ecclesiale non ha soltanto un ministro (il presbitero o il vescovo), ma due (anche il penitente) al quale si riferiscono \u201ctre atti\u201d come condizioni del sacramento.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">La elaborazione dei \u201ctre atti\u201d \u00e8 stata lunga e complessa e deriva da una sintesi molto tarda, che troviamo a partire dal XII secolo. Ognuno dei tre atti \u2013 dovremmo sempre ricordarlo \u2013 \u00e8 stato il \u201ctutto \u201c del sacramento. Nei primi secoli, almeno fino al VII secolo, il sacramento era il \u201cfare penitenza\u201d e poteva durare mesi o anni. Per altri secoli \u00e8 diventata decisiva la \u201cconfessione\u201d, ma senza il confessionale. Infine, proprio a partire dalla scolastica, il valore del \u201cdolore per il peccato\u201d \u00e8 divenuto centrale. Le sintesi scolastiche e la teologia moderna mettono insieme questi tre \u201catti\u201d e li raffigurano plasticamente in questo modo: la penitenza avviene \u201cin corde, in ore, in opere\u201d. Il penitente \u201ccambia vita\u201d se il suo cuore prova dolore e cambia sentimenti, se la sua bocca cambia parole e riconosce il peccato, se il suo corpo cambia le azioni e ripara il male compiuto.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Dei tre atti che la tradizione contempla, solo uno \u00e8 un \u201catto verbale\u201d: ossia la confessione. Nella confessione si tratta di \u201cparlare\u201d, anche se si dovrebbe parlare a partire dalla Parola di Dio, dalla confessione di fede e di lode, e non semplicemente del peccato. Gli altri atti sono \u201cnon verbali\u201d, perch\u00e9 hanno a che fare con sentimenti, emozioni, desideri, volizioni e con azioni, progetti, disposizioni.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">E\u2019 certo che il fatto che noi siamo stati capaci di ridurre sia \u201cil lavoro sul corpo\u201d (ossia il fare penitenza) sia il \u201clavoro sul cuore\u201d (ossia la contrizione) a \u201cformule di preghiera o di attestazione di dolore\u201d questo \u00e8 un contributo poderosissimo alla formalizzazione del sacramento e alla sua riduzione di un \u201csacramento in cui il soggetto resta meramente passivo\u201d. E abbiamo capito che questo non \u00e8 affatto \u201ctradizionale\u201d (come dicono anche siti ecclesiali non secondari): \u00e8 una legittima, ma limitata invenzione del XX secolo. Nel rito \u00e8 una invenzione del 1973.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">La lunga tradizione che ha studiato l\u2019atto di contrizione (chiamandolo anche atto di dolore) non ha mai pensato di poter ridurre la \u201ccontrizione\u201d ad una \u201cautocertificazione\u201d. Cos\u00ec come nessuno mai nella storia ha potuto concepire la \u201cpenitenza\u201d come una sequenza standardizzata di preghiere, che il soggetto \u00e8 obbligato a \u201crecitare\u201d prima di comunicarsi.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Lo scandalo per la presenza nell\u2019\u201datto di dolore\u201d di una formulazione distorta e meschina (\u201cperch\u00e9 peccando ho meritato i tuoi castighi\u201d) non deve distogliere dalla questione maggiore: il sacramento della penitenza non fa degli \u201catti del penitente\u201d una sorta di \u201cdocumenti richiesti\u201d perch\u00e9 il sacramento venga celebrato validamente. Il sacramento della penitenza non consiste nella sola assoluzione, ma nella relazione tra il rinnovarsi della parola di perdono (che \u00e8 quella battesimale) in rapporto ad un soggetto che alla luce della grazia inizia a lavorare su di s\u00e9. Il sacramento della penitenza non \u00e8 un \u201cnuovo battesimo\u201d, ogni volta rinnovato: gli antichi, i medievali e i moderni sapevano bene che la differenza tra la (relativa) immediatezza del battesimo (soprattutto del pedobattesimo) e la lenta mediazione della penitenza \u00e8 l\u2019unica giustificazione del IV sacramento. Per questo il Concilio di Trento ha chiamato questo sacramento \u201cbattesimo laborioso\u201d: questo aggettivo non si lascia maneggiare con \u201cformule\u201d, che sostituiscano, formalisticamente, il lavoro sul cuore, il lavoro sulla bocca e il lavoro sul corpo. Solo il prete ha per s\u00e9 una formula. Il penitente ha da compiere \u201catti\u201d che in nessun modo si possono comprendere con la categoria dell\u2019autocertificazione. Le ragioni di B. Pascal, contro la riduzione della teologia della penitenza del suo tempo, non erano poi cos\u00ec campate per aria e suonano oggi come una profezia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La tradizione della penitenza ecclesiale \u00e8 una esperienza a diversi strati. La \u201cmetanoia\u201d greca (che i latini traducono per lo pi\u00f9 come \u201cpoenitentia\u201d, \u00e8 un contenuto originario della esperienza battesimale. 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