{"id":18926,"date":"2024-01-16T11:14:17","date_gmt":"2024-01-16T10:14:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=18926"},"modified":"2024-01-16T11:26:19","modified_gmt":"2024-01-16T10:26:19","slug":"i-profeti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/i-profeti\/","title":{"rendered":"I profeti"},"content":{"rendered":"<p><code><\/code><code><\/code><code><\/code>Servi-padroni di una sempre pi\u00f9 invasiva informatizzazione, dal padre dell\u2019intelligenza artificiale e Nobel per l\u2019economia Herbert A. Simon sappiamo che \u00abla matematica \u2013 questa specie di pensiero non verbale \u2013 \u00e8 il linguaggio della scoperta. \u00c8 lo strumento che utilizzo per arrivare a nuove idee. Questo tipo di matematica \u00e8 relativamente poco rigoroso, dispersivo, euristico. L\u2019esattezza delle soluzioni raggiunte col suo aiuto deve essere verificata\u00bb. Per altri \u00abla matematica era un linguaggio di verifica. La salvaguardia per garantire che le conclusioni erano esatte e che a esse si poteva arrivare in modo rigoroso\u00bb. \u00abNon sono mai riuscito a persuaderli che bisogna arrivare alle idee prima di poter garantire la loro esattezza, e che la logica della scoperta \u00e8 ben diversa dalla logica della verifica\u00bb. \u00abNaturalmente \u00e8 questo punto di vista che oggi prevale in economia e secondo me \u00e8 un vero peccato per l\u2019economia e il mondo che sia cos\u00ec\u00bb [<em>Modelli per la mia vita<\/em>, trad.it. Rizzoli 1992, p. 165, ed.or. 1991]. Verifica \u00e8 \u00abcontrollo\u00bb, scoperta invece \u00abacquisizione alla conoscenza e all\u2019esperienza umana di luoghi, nozioni, fatti, oggetti, o anche di leggi, propriet\u00e0 scientifiche, e sim., prima ignorati\u00bb [Treccani, online]. Di controllo e non di scoperta, la globalizzazione neoliberista \u00e8 fallita.<br \/>\nNel 1932-1936, al culmine della Grande Depressione, Simon tent\u00f2 col padre di allevare bestiame con erba, terreno e tecnica ad hoc. \u00abIl nostro fallimento fu la chiara dimostrazione, che non ho mai pi\u00f9 dimenticata, di come le teorie, non importa quanto plausibili ed \u201cevidentemente\u201d valide, possano andare in pezzi di fronte alla dura realt\u00e0 di questo mondo\u00bb. Il bestiame non mangiava quell\u2019erba. \u00abNon c\u2019\u00e8 dubbio che il profondo scetticismo che avrei dimostrato nella vita di fronte all\u2019apriorismo dell\u2019economia in generale traesse origine da questa esperienza\u00bb [p. 73].<br \/>\nPi\u00f9 realista e \u00abdemocratico del New Deal, probabilmente condizionato dal discorso inaugurale di Franklin Delano Roosevelt\u00bb, nel 1937 fond\u00f2 con altri all\u2019universit\u00e0 di Chicago il Progressive Club, inviso alla rivista del campus: \u00abQuel che pi\u00f9 si avvicina a un punto di vista comunistoide lo troviamo nel patrocinio di \u201cUna legislazione per proteggere il consumatore, aiutare il diseredato, promuovere la stabilit\u00e0 economica, fornire un pi\u00f9 adeguato sostegno all\u2019istruzione, operare una pi\u00f9 equa ripartizione della ricchezza e ridurre il dominio di coloro che godono di privilegi politici ed economici sulla vita economica della nazione\u201d. Pi\u00f9 significativi dei loro pro sono i contro dei Progressisti: opposizione a qualsiasi forma di fascismo o comunismo, azioni intese a minare il processo democratico, uso della coercizione e della violenza; istigazione alla lotta di classe; fomentazione del malanimo in vista di una sollevazione rivoluzionaria\u201d\u00bb [p. 182]. I genocidi di Armeni turchi e Ebrei europei in due guerre mondiali sempre pi\u00f9 tecnologiche hanno avvalorato questo programma.<br \/>\nNei primi anni 1970, ricorda poi Simon, invitato a cena, \u00aball\u2019ora del cocktail, tanto per ravvivare la conversazione, dissi: \u201cImmaginiamo che la tecnica dei computer si sia sviluppata a tal punto da poterli allevare come bambini e che sia loro possibile acquisire una cultura umana, e che l\u2019unica differenza tra bambini computer e bambini in carne e ossa sia che i primi sono meno sensibili dei secondi alle malattie fisiche e mentali. A quel punto si tiene un referendum per decidere se le future generazioni dovranno essere di bambini computer o di bambini in carne e ossa. Come votereste?\u201d Nella stanza cadde improvvisamente un gelido silenzio. Marianne, la moglie di Jascha, la pi\u00f9 cordiale e affettuosa di tutti gli esseri umani, era chiaramente irritata. Pensai che mi avrebbero cacciato senza cena. Gli scherzi che mettono alla prova i valori fondamentali dell\u2019umanit\u00e0 non sono divertenti, specialmente se sfiorano troppo da vicino i valori umani respinti dal nazismo, coi suoi esperimenti medici e il suo rozzo disprezzo per la vita umana. Con la mia domanda io non avevo inteso sfidare quei valori, ma solo offrire un\u2019occasione per  spiegarli. Ma evidentemente avevo toccato un tasto molto sensibile che agiva su qualche corda in profondit\u00e0. Mi affrettai a fare marcia indietro e cos\u00ec ebbi la mia cena\u00bb [p. 163].<br \/>\nNon parlandone, quei valori sono tuttora negati e interi popoli sono privati della cena e spesso della vita, anche con la guerra in Europa e Medio Oriente, stragi di innocenti incluse.  Nel Mediterraneo ridivenuto un cimitero,  il laboratorio Italia vagheggia il ritorno alla lira, zattera di salvataggio di una economia al traino, logica aziendalistica di governo nel mondo in cui gi\u00e0 nel 1878 Charles Sanders Peirce, dipendente di U.S. Coast and Geodelic Survey, cap\u00ec che il governo \u00e8 \u00abaddomesticamento del caso, cio\u00e8 il modo in cui eventi apparentemente casuali o irregolari sono stati riportati sotto il controllo di leggi naturali o sociali. Il mondo non \u00e8 diventato per questo pi\u00f9 incerto, al contrario\u00bb [Ian Acking, <em>Il caso domato<\/em>, tr.it. il Saggiatore, 1994, p. 12].<br \/>\n\u00abQuello che voglio sapere \u00e8 quanto \u00e8 affidabile la mia prossima inferenza, non che il mio metodo di inferenza porta a conclusioni vere il pi\u00f9 delle volte. \u201cUn\u2019inferenza particolare deve essere vera o falsa, senza coinvolgere delle probabilit\u00e0; quindi, se considerata in riferimento a un singolo caso preso isolatamente, la probabilit\u00e0 pu\u00f2 non avere alcun significato. Eppure, se una persona dovesse scegliere tra l\u2019estrazione di una carta da un mazzo di venticinque carte rosse e una nera, o da un mazzo di venticinque carte nere e una rossa, e se l\u2019estrazione di una carta rossa contemplasse per lui la felicit\u00e0 eterna e quella di una carta nera eterno dolore, sarebbe una follia negare che dovrebbe preferire il mazzo con pi\u00f9 carte rosse, anche se per la natura del rischio non potesse ripeterlo. Non \u00e8 facile riconciliare questo fatto con la nostra analisi del caso\u201d. La risposta data da Peirce \u00e8 degna di nota. \u201cL\u2019inevitabile conclusione mi sembra essere che la logicit\u00e0 richiede inesorabilmente che i nostri interessi non siano limitati. Non devono fermarsi al nostro destino personale, ma comprendere l\u2019intera comunit\u00e0. Questa comunit\u00e0 non deve a sua volta essere limitata, ma comprendere tutte le razze e gli esseri con cui possiamo entrare in relazione intellettuale mediata o immediata\u2026 Niente ci impedisce nei fatti di nutrire la speranza, o il pacato e benevolo augurio, che la comunit\u00e0 possa durare oltre qualunque limite prefissato\u201d\u00bb. Ben prima della globalizzazione, \u00abun uomo solitario e burbero come Peirce sosteneva che il \u201cragionamento presuppone un sentimento sociale\u201d. Nella sua prima serie importante di saggi leggiamo che \u201cquesta concezione comporta essenzialmente la nozione di una COMUNIT\u00c0, senza limiti definiti e capace di un aumento indefinito nella conoscenza\u201d\u00bb [p. 318].<br \/>\n\u00c8 la promessa tradita della globalizzazione neoliberista.<br \/>\n\u00abSolo i rendiconti bancari e i registri dei crediti sono esatti, diceva Peirce, non le costanti della natura. Smettiamola di cercare di modellare il mondo, come abbiamo fatto fin dai tempi di Descartes, come se fossimo dei bottegai. Le \u201ccostanti\u201d sono solo delle variabili soggette al caso che si sono stabilizzate nel corso dell\u2019evoluzione delle leggi\u00bb. \u00abLa nostra capacit\u00e0 di compiere ricerche di natura astratta \u00e8 frutto dell\u2019evoluzione, ma il suo valore \u00e8 irrilevante per la sopravvivenza. Dovremmo piuttosto pensare che le capacit\u00e0 mentali si evolvano parallelamente all\u2019evoluzione delle leggi dell\u2019universo. Queste ultime possono essere scoperte perch\u00e9 le nostre menti si sono evolute allo stesso modo. Peirce chiamava tutto questo \u201camore evolutivo\u201d\u00bb [pp. 321-2].<br \/>\nSiamo \u00abentrati in una nuova fase della storia umana; non la fine dei tempi, ma la fine di un tempo. Se dovessi fermare sull\u2019orologio l\u2019istante del passaggio, direi: Hiroshima, 1945\u00bb [Jean Guitton, <em>Il mio secolo la mia vita<\/em>, tr.it. Rusconi 1990, p. 8]. Oggi dobbiamo aggiungere: cambiamento climatico. Peirce fu profeta della globalizzazione. I profeti sono necessari, anzi utili.<br \/>\n<em><strong>I profeti<\/strong><\/em> fu pubblicato nel 1917 dal biblista e storico delle religioni Herman Gunkel, professore a Giessen [tr.it. Sansoni 1967]. \u00abLa divina missione del profeta sar\u00e0 riconosciuta dal compimento delle sue parole\u00bb [p. 120] ed \u00e8 \u00abnecessario, innanzi tutto, determinare esattamente quali siano stati gli avvenimenti dell\u2019immediato futuro che egli ha annunciato\u00bb [p. 121]. \u00abSfera peculiare dell\u2019attivit\u00e0 dei profeti \u00e8 stata, infatti, la politica\u00bb [p. 153]. Con Amos \u00abla cosa essenziale \u00e8 che Dio vuole la giustizia\u00bb [p. 174]. \u00abCome Amos, cos\u00ec anche il suo pi\u00f9 giovane contemporaneo, Osea, predice la fine del popolo e della casa regnante\u00bb. \u00abAnche per Osea, la vera ragione di questa terribile profezia sono i peccati d\u2019Israele. Ma, mentre Amos si scaglia con tutta la sua rabbia contro le ingiustizie sociali della vita del popolo, Osea, con uno sguardo ancora pi\u00f9 profondo, comprende che la vera malattia d\u2019Israele consiste nel fatto che, pur nominando cos\u00ec spesso il nome di Yahveh, in realt\u00e0, esso serve Ba\u2019al!\u00bb [p. 175].<br \/>\nBa\u2019al \u00e8, \u00abpresso i Semiti, nome o epiteto della divinit\u00e0 concepita come proprietaria o protettrice di un luogo o altrimenti caratterizzata\u00bb  [Treccani, online]. Malata \u00e8 la cieca difesa dell\u2019ordine esistente. Docente di economia alla New York School for Social Research, New York, Clara Mattei la individua nella austerit\u00e0 instaurata nel primo dopoguerra. \u00abNel 1920, Pantaleoni dichiar\u00f2 apertamente che il processo decisionale politico non poteva essere allo stesso tempo popolare e capace di portare a risultati economicamente auspicabili. Il problema della democrazia politica era che la gente non capiva quale fosse il suo vero interesse, dunque doveva essere tenuta lontana dalle decisioni economiche per il suo stesso bene. A tutt\u2019oggi, le politiche di austerit\u00e0 rimangono legate alla volont\u00e0 di proteggere la governance economica dall\u2019opinione popolare, di impedire all\u2019economia di diventare politica\u00bb [tr.it. <em>Operazione austerit\u00e0. Come gli economisti hanno aperto la strada al fascismo<\/em>, Einaudi 2022, p. 187]. Oggi il laboratorio Italia sta coi produttori di ricchezza \u2013 solo ascensore sociale il merito \u2013 e Banca d\u2019Italia e BCE ci informano che il 5% delle famiglie detiene il 46% della ricchezza netta totale [Marco Merlini, \u00abLa Repubblica delle diseguaglianze\u00bb, <em>Collettiva<\/em>, online, 12\/01\/24].<br \/>\nNel 2022 Mattei previde che \u00abl\u2019aumento dei deficit pubblici dovuto al Covid richieder\u00e0 nel prossimo futuro una nuova austerit\u00e0. Nel febbraio 2021 l\u2019economista di Harvard Summers parlando a Princeton dei rischi inflazionistici della proposta dell\u2019amministrazione Biden di destinare uno stimolo in contanti alla popolazione degli Stati Uniti, dichiar\u00f2 pubblicamente che di tali stimoli \u201cnon vi [era] alcun motivo economico\u201d (intervista a &#8220;Bloomberg Wall Street Week\u201d, 5 marzo 2021, minuto 55). Se i governi dovessero offrire alle famiglie \u201cpi\u00f9 di quanto necessitano\u201d, le spese di quelle famiglie turberebbero il delicato equilibrio dell\u2019economia: \u201c[L]a propensione [delle famiglie della classe media] a spendere sarebbe molto superiore alla propensione a spendere che solitamente gli economisti stimano derivante dalla ricchezza che \u00e8 alimentata dalle fluttuazioni del mercato azionario\u201d. Le spese di gente che non dovrebbe spendere, avverte in altre parole Summers, provocherebbero un danno inflazionistico all\u2019economia dei ricchi\u00bb. \u00abNon si tratta di idee sbagliate o irrazionali di per s\u00e9. Sono semplicemente l\u2019espressione di una visione del mondo chiarissima, il cui primato \u00e8 preservato attraverso un progetto di austerit\u00e0 economica ormai secolare. Si tratta di una visione del mondo che \u00e8 solidamente fondata sulle teorie pi\u00f9 tristi della scienza triste, quelle che tengono le persone intrappolate all\u2019interno dello statu quo\u00bb [p. 293].<br \/>\nLo statu quo \u00e8 che \u00abautodistruzione nucleare, progressivo degrado dell\u2019ambiente a livello planetario, terrorismo internazionale oppure mercato unico mondiale, diffusione dei diritti umani, incontri tra civilt\u00e0 diverse non rappresentano scenari obbligati, ma la discussione su queste prospettive riguarda potenzialmente tutti gli esseri umani, dovunque si trovino e comunque vivano. Per la prima volta, l\u2019umanit\u00e0 ha o potrebbe avere un destino unico: da qui viene forse la sfida pi\u00f9 grande per la storia, la sfida a saldare frammentariet\u00e0 e globalit\u00e0\u00bb [Agostino Giovagnoli, <em>Storia e globalizzazione<\/em>, Laterza 2017, p. 241]. Sul sentiero etico tracciato dai profeti, scientificamente disegnato da Charles Sanders Pierce e politicamente aggiornato da Agostino Giovagnoli, l\u2019agenda \u00e8 quella indicata sessanta anni fa dallo storico Carlo M. Cipolla: \u00ab\u201cistruire un selvaggio nell\u2019uso di tecniche pi\u00f9 avanzate non lo trasforma in una persona civilizzata, ma ne fa solo un selvaggio pi\u00f9 efficiente\u201d. Il progresso etico deve accompagnarsi allo sviluppo tecnico ed economico. Mentre insegniamo le tecniche, dobbiamo insegnare anche il rispetto per la dignit\u00e0 e il valore e il carattere sacro della personalit\u00e0 umana. Se non vogliamo che la fine sia peggiore dell\u2019inizio \u00e8 necessario intraprendere un\u2019azione urgente\u00bb [<em>Uomini, tecniche, economie<\/em>, tr.it. Feltrinelli 1966, p. 142].<br \/>\nSovrastatale e sovranazionale ma non imperiale come Federazione Russa, Cina, USA, eredi della politica di potenza nata in Europa, l\u2019UE trae forza dal libero consenso di noi elettori europei, chiamati il prossimo giugno a decidere se rafforzare la democrazia o lasciarla scadere a lobby interstatuale di servizio agli interessi dominanti. Mattei cita [p. 8] un illuminante passo di John Maynard Keynes [da \u201cReconstruction in Europe\u201d, <em>Manchester Guardian Commercial<\/em>, 8\/5\/1922]: \u00abAnche se gli economisti e i tecnici conoscessero il rimedio segreto, non potrebbero applicarlo prima di aver persuaso i politici; e i politici, che hanno orecchie ma non occhi, non si lasceranno persuadere fino a quando tale persuasione non corrisponder\u00e0 a un riverbero del grande pubblico\u00bb. \u00c8 il nostro caso.<br \/>\nL\u2019Europa si conferma madre delle rivoluzioni, vocazione faticosa ma appassionante, e positiva.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Servi-padroni di una sempre pi\u00f9 invasiva informatizzazione, dal padre dell\u2019intelligenza artificiale e Nobel per l\u2019economia Herbert A. 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