{"id":18910,"date":"2024-01-10T18:55:26","date_gmt":"2024-01-10T17:55:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=18910"},"modified":"2024-01-10T20:55:53","modified_gmt":"2024-01-10T19:55:53","slug":"maestri-e-allievi-a-padova-la-scuola-di-luigi-sartori-e-di-aldo-natale-terrin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/maestri-e-allievi-a-padova-la-scuola-di-luigi-sartori-e-di-aldo-natale-terrin\/","title":{"rendered":"Maestri e allievi a Padova: la scuola di Luigi Sartori e di Aldo Natale Terrin"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/encrypted-tbn0.gstatic.com\/images?q=tbn:ANd9GcT3-0ZWLQgSSozUjEg2i44PU5K9Sh7YmEYINA&amp;usqp=CAU\" alt=\"L'universit\u00e0 di Urbino piange la scomparsa del prof Terrin | il Ducato\" \/><\/p>\n<p>La notizia della morte di Don Aldo Natale Terrin, che ci ha lasciato ieri sera, 9 gennaio 2024, mi ha riportato, quasi all&#8217;istante, alla morte di Don Luigi Sartori, a Padova, quasi 20 anni fa. Allora pensai la stessa cosa che penso oggi: questi due uomini, legati tra loro da un vincolo di discepolato e di cordiale amicizia,\u00a0 hanno dato a pensare alla teologia italiana per pi\u00f9 di 60 anni, e questa \u00e8 stata la fecondit\u00e0 della loro scuola. Sartori aveva generato, tra gli anni 60 e gli anni 2000, una grande schiera di allievi, che erano stati educati, edificati e nutriti dalla sua parola potente. Sartori parlava davanti a piccoli schemi, che gli permettevano grandi discorsi, in cui il passaggio tra l&#8217;incanto mistico e la battura irresistibile, tra la vetta sistematica e la barzelletta esilarante e scattante avveniva in un lampo, sempre nuovo e sempre sorprendente. Tra i tanti e diversissimi allievi di Don Luigi ci fu Don Aldo. Diversissimo da lui per metodo, per interessi e per retorica. Quanto il primo era uomo del testo annunciato e proclamato, il secondo era uomo che rifiniva con cura estrema il testo scritto, pulito e levigato, pronto per essere letto e pubblicato, da stampare. La retorica travolgente del primo corrispondeva al tono pacato, quasi dimesso, sempre riflessivo, sempre un poco titubante del secondo. Ma questo procedeva per enunziazione di tesi, contesti ampi di confronto bibliografico, dialettiche sottili di argomentazioni, mentre il primo assumeva tutto il sapere sistematico in una sintesi personale, ad un tempo originale e classica, teologica e nutrita di filosofia.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.settimananews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/luigi_sartori.jpg\" alt=\"Luigi Sartori: \u201cNon dimenticatevi del mio pensiero\u201d - SettimanaNews\" \/><\/p>\n<p>La vocazione al dialogo col mondo, aperto, spregiudicato, libero e curioso era la medesima impronta, che Aldo aveva tratto e conservato gelosamente da Luigi. La custodiva nel profondo del suo pensiero, e la rivelava in tutti i suoi testi, nelle sue pagine rifinite e perfette, sempre in equilibrio anche quando le sue tesi erano forti, sempre con un leggero tratto di ironia e di <em>understatement.\u00a0<\/em>Ma se Luigi era essenzialmente un teologo, per Aldo il cuore batteva in campo fenomenologico e antropologico. E tuttavia dal teologo Sartori trovavi mille stimoli a rileggere la cultura, e dal fenomenologo Terrin altri mille per interrogare la teologia. L&#8217;intreccio non mancava mai, anche quando il primo voleva essere &#8220;puro teologo&#8221; e il secondo &#8220;puro antropologo&#8221;.<\/p>\n<p>Una ingente genealogia di studiosi nel campo della teologia e della antropologia ha imparato da loro l&#8217;essenziale: dalla alleanza segreta e anche molto manifesta tra questi due &#8220;padovani&#8221; ha tratto uno stile di libert\u00e0 che altrimenti sarebbe stato quasi impensabile e impraticabile. Essere teologi rispettando davvero le logiche intransitive del rito non \u00e8 affatto semplice. Come non lo \u00e8 essere antropologi senza escludere, per principio, la seriet\u00e0 non solo della religione, ma della confessione religiosa. Il miracolo di una &#8220;scuola padovana&#8221; &#8211; che ha segnato in modo diverso il Seminario, la Facolt\u00e0 teologica e l&#8217;Istituto di Liturgia Pastorale &#8211; \u00e8 stato possibile grazie alla seriet\u00e0 con cui il teologo si \u00e8 aperto alla antropologia e l&#8217;antropologo ha rispettato la irriducibilit\u00e0 del dato rispetto alla interpretazione teologica. Questa correlazione non \u00e8 stata facile allora e non lo \u00e8 neanche oggi. Non \u00e8 stata semplice neppure nel rapporto cavalleresco tra Luigi e Aldo, che si sono confrontati con una grande seriet\u00e0 professionale, sempre venata dalla ironia e dallo scherzo, ma cogliendo fino in fondo il rischio di chiusura reciproca di ognuna delle discipline, in quello splendido isolamento che garantisce la impermeabilit\u00e0 dei saperi, con la caduta in una pericolosissima autoreferenzialit\u00e0. Navigavano entrambi in mare aperto, alzando alte le vele e cercando il vento anche molto lontano da riva. Questo era il bello e l&#8217;appassionante delle loro lezioni e delle loro conferenze. Partivi sempre per un viaggio che non ti garantiva un approdo sicuro e un &#8220;happy end&#8221; tranquillizzante. Era questo che ti formava e noi tutti, che li abbiamo ascoltati e seguiti per larghi tratti di strada, ci portiamo dentro, tornando ai loro scritti e sentendo ancora quel loro tono di voce, quel particolare stacco ironico e quell&#8217;intesit\u00e0 di parola e di silenzio, che caratterizzava sempre il loro discorso e che forse potrebbe anche essere la cosa migliore che abbiamo scoperto come una possibilit\u00e0 anche nostra, riconoscendo subito di averla imparata proprio l\u00ec, proprio alla loro scuola.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La notizia della morte di Don Aldo Natale Terrin, che ci ha lasciato ieri sera, 9 gennaio 2024, mi ha riportato, quasi all&#8217;istante, alla morte di Don Luigi Sartori, a Padova, quasi 20 anni fa&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18910"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18910"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18910\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18914,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18910\/revisions\/18914"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18910"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18910"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18910"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}