{"id":18896,"date":"2024-01-03T08:58:27","date_gmt":"2024-01-03T07:58:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=18896"},"modified":"2024-01-03T08:58:27","modified_gmt":"2024-01-03T07:58:27","slug":"fedelta-omoaffettiva-su-un-libro-di-g-geraci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/fedelta-omoaffettiva-su-un-libro-di-g-geraci\/","title":{"rendered":"Fedelt\u00e0 omoaffettiva: su un libro di G. Geraci"},"content":{"rendered":"<p align=\"left\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.gionata.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/cop_nella_buone_e_nella-_cattiva_sorte.png\" \/><\/p>\n<p align=\"left\"><em>Nel suo libro &#8220;Nella buona e nella cattiva sorte. Gli omosessuali cristiani e la scommessa di costruire una relazione &#8216;per sempre'&#8221;, G. Geraci offre un quadro molto dettagliato dei sentimenti e dei pensieri che accompagnano una stabile relazione di amore tra persone dello stesso sesso. Alcune riflessioni suscitate dal libro sul piano teologico permettono un avanzamento non piccolo nel corpo della Chiesa, presa ancora dalla tentazione di confondere ordinamento ecclesiale ed ordinamento civile. La Prefazione, di cui qui pubblico solo la parte iniziale, pu\u00f2 essere letta nella sua integralit\u00e0 scaricando il volume, che \u00e8 disponibile gratuitamente <a href=\"https:\/\/www.gionata.org\/nella-buona-e-nella-cattiva-sorte-2\/\">qui<\/a>)<\/em><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Prefazione<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><b>Amore e relazione omoaffettiva: un uso nuovo di parole antiche<\/b><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">di Andrea Grillo<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Nel piccolo volume scritto da G. Geraci leggo il riflesso di una ricerca che attraversa l\u2019intero campo della riflessione teologica del cattolicesimo dell\u2019ultimo secolo. Il quale si interroga, da prospettive molto diverse, sulla medesima questione: come possiamo offrire qualche chiarimento al nuovo uso della parola \u201camore\u201d, cercando di salvarne il \u201cfenomeno\u201d? Quello che J.-L. Marion ha chiamato \u201cfenomeno erotico\u201d chiede chiarimenti nuovi, rispetto a quelli che la tradizione ci ha offerto. In questi nuovi chiarimenti dobbiamo integrare tre accezioni diverse della parola amore. Una accezione \u201cmistica\u201d, una accezione \u201cmorale\u201d e una accezione \u201csentimentale\u201d. Amore \u00e8, allo stesso tempo, il nome pi\u00f9 bello del Dio fatto uomo, il compito pi\u00f9 alto dell\u2019uomo creato e salvato e la passione pi\u00f9 forte del corpo di carne e di spirito. Amare implica il corpo di Dio, il corpo dell\u2019altro e il corpo proprio. Per questo amare \u00e8 anzitutto questione di \u201ctatto\u201d, di \u201cvolont\u00e0\u201d e di \u201ccomandamento\u201d.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Anche la teologia ha scoperto di aver confuso i piani e di aver parlato dell\u2019amore ma non molto in rapporto al matrimonio. E di aver parlato del matrimonio, ma non molto in rapporto all\u2019amore. Cos\u00ec \u00e8 stato facile, per la teologia cattolica, restare letteralmente scandalizzata dalla pretesa di fare dell\u2019amore presente nel matrimonio una \u201cesperienza comune\u201d a tutti gli uomini e le donne. Questo sviluppo tardo-moderno, che ha personalizzato l\u2019istituzione matrimoniale, ha reso permeabile il matrimonio al sentimento dell\u2019amore e all\u2019amore come passione. Questo sviluppo allo stesso tempo ha arricchito e ha complicato il quadro istituzionale e normativo. Se \u201cconsenso\u201d e \u201cesercizio del diritto sul corpo dell\u2019altro\u201d sono ora mediati dal sentimento, dalla emozione, dalla passione, la loro relazione non pu\u00f2 essere gestita soltanto sul piano dei contratti e dei contatti: il cuore appassionato e la dipendenza dall\u2019altro diventano elementi insuperabili di ogni legame che prende il nome di \u201cmatrimonio\u201d: la forma dell\u2019amore segna il modo con cui gli uomini e le donne si legano, si prendono cura dell\u2019altro, generano e rendono presente il mistero di Dio.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">L\u2019automatismo che fa di ogni \u201cmatrimonio tra battezzati\u201d un sacramento \u00e8 un principio che semplifica la burocrazia, rassicura la legge oggettiva, ma complica le esperienze personali e le coscienze ecclesiali. Su questa linea di confine, sottile ma decisiva, si colloca oggi anche la riflessione sull\u2019\u201damore coniugale\u201d come possibilit\u00e0 riferibile non solo alla relazione tra uomo e donna, ma anche alla relazione omoaffettiva. Il nome di Dio che \u00e8 amore, diventa principio di un compito di amore, e si illumina di emozione, di passione e di sentimento, per tutti coloro che amano in modo stabile, fedele, resistente, in modo quasi ostinato. Ebbene s\u00ec: la persistenza ostinata e forte nella relazione di amore riguarda anche la relazione omoaffettiva. Per questo diventa rilevante e significativa anche per la teologia cristiana.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><i>La ricomprensione della relazione omoaffettiva<\/i><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">La possibilit\u00e0 di estendere l\u2019amore coniugale anche alla relazione omoaffettiva implica la disponibilit\u00e0 ad entrare, con il cuore e con l\u2019intelletto, nella forma concreta di questa relazione. Una lunga tradizione teologica si \u00e8 tenuta ben lontana da questa possibilit\u00e0, squalificando anzitutto moralmente tale relazione, definendola a priori \u201ccontro natura\u201d e \u201cdisordinata\u201d. La dimensione \u201ccontro natura\u201d e il \u201cdisordine\u201d derivavano, essenzialmente, da una connotazione che non abilitava la relazione omoaffettiva alla generazione. Essendo stato, per lungo tempo, proprio questo \u201cbonum\u201d del generare figli il criterio primario di giustificazione di ogni esercizio della sessualit\u00e0 eterosessuale, la possibilit\u00e0 di concepire come legittima una relazione tra due uomini (o tra due donne) era sentita come una contraddizione con la realt\u00e0 naturale e con la dimensione istituzionale, in quanto percepite come normative. Fino a che la \u201csociet\u00e0 dell\u2019onore\u201d ha posto questa visione come regola inaggirabile di rispetto sociale, non si dava alcune possibilit\u00e0 di immaginare un \u201cconiugio legittimo\u201d che escludesse, per principio, ogni generazione di prole.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">In questo volume G. Geraci procede ad una dimostrazione \u201cper esperienza\u201d \u2013 diremmo dal basso e a posteriori, scritta con l\u2019intelletto e con il cuore \u2013 di questa possibilit\u00e0 tradizionalmente esclusa per principio (o, meglio, per pregiudizio). Se in teoria possiamo sempre dimostrare come possibile una realt\u00e0, pu\u00f2 accadere per\u00f2 che di fatto la realt\u00e0 anticipi la teoria e mostri in anticipo tale verifica. Cos\u00ec se qualcosa sar\u00e0 stato vissuto come reale, risulter\u00e0 vano e quasi comico dimostrare la sua impossibilit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">La posizione che il magistero cattolico ha assunto sul tema ha ribadito in molti casi questo \u201cprincipio indimostrato\u201d (ma ritenuto del tutto convincente): ogni relazione omosessuale sarebbe \u201cdi per s\u00e9\u201d incapace di vera alterit\u00e0 e perci\u00f2 si ridurrebbe ad \u201cautocompiacimento\u201d. In altri termini, sarebbe solo sentimento, emozione, passione, senza alcuna dimensione di compito, di responsabilit\u00e0 e di testimonianza.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Se \u00e8 vero che la relazione eterosessuale e la relazione omosessuale non sono uguali, \u00e8 altrettanto vero che le differenze non impediscono di scoprire numerose analogie e profonde somiglianze. Soprattutto non si pu\u00f2 affatto escludere che una relazione omoaffettiva possa essere esperienza di alterit\u00e0, messa alla prova del carattere, esercizio delle virt\u00f9, attestazione della fedelt\u00e0, compito di una relazione \u201cindividua\u201d e \u201cper sempre\u201d. Nel testo di Geraci, che non si nutre solo di esperienza diretta, troviamo una lunga citazione di un testo di Albino Luciani, scritto prima che diventasse papa Giovanni Paolo I, in cui vengono ricordate alcune sagge parole di S. Francesco di Sales a proposito della relazione di amore coniugale. Quel testo, che \u00e8 degli anni 70 e che \u00e8 stato scritto esclusivamente in rapporto alle relazioni eterosessuali fedeli e indissolubili, pu\u00f2 essere applicato oggi, senza difficolt\u00e0, anche alle relazioni omosessuali. Questo fatto, nella sua realt\u00e0, ha gi\u00e0 superato l\u2019esame della possibilit\u00e0. La Chiesa non deve dichiarare impossibile ci\u00f2 che \u00e8 reale, ma \u00e8 chiamata a chiedersi perch\u00e9 mai le sue categorie non riescono ad onorare la realt\u00e0 e preferiscono difendersi da essa, non riconoscendone la qualit\u00e0. Un concetto di \u201cnatura\u201d troppo rigido e cieco impedisce alla dottrina di vedere la realt\u00e0. La realt\u00e0 di un \u201cconiugio\u201d diverso dal \u201cmatrimonio\u201d potrebbe essere ridotta ad una costruzione ideologica contemporanea, ma forse potrebbe essere soltanto una categoria classica \u2013 ben presente lungo la storia \u2013 oggi capace di leggere la relazione coniugale non solo in termini di generazione, ma anche in termini di fedelt\u00e0 e di stabilit\u00e0<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\">1<\/a><\/sup>. Potremmo forse pensare che sia anche la Chiesa, e non solo molti stati moderni, a considerare come un \u201cbene da tutelare\u201d la esperienza di amore fedele e indissolubile tra persone dello stesso sesso? Potrebbe forse capitare che la lotta contro la istituzionalizzazione della relazione omoaffettiva diventi auspicio e suggerimento di un riconoscimento istituzionale ed ecclesiale?<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><i>Il compito di una teologia non solo \u201cretro oculata\u201d<\/i><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Una teologia che non guardi solo indietro, ma anche avanti \u2013 poich\u00e9 il Signore che \u00e8 gi\u00e0 venuto, deve per\u00f2 ancora venire \u2013 pu\u00f2 aiutare il magistero della Chiesa a riconoscere questi fatti come portatori di \u201cbeni\u201d e a custodire la sostanza della antica dottrina del <i>depositum fidei<\/i> non solo accettando, ma anzi promuovendo la sua urgente \u201criformulazione\u201d. Ogni battezzato, in Cristo, entra in una vita casta, ossia in una vita di sequela del Signore, nelle forme di esistenza che si aprono davanti al cammino di ciascuno. La castit\u00e0 \u00e8 minacciata dalla mancanza di fede, di speranza e di carit\u00e0. La castit\u00e0 \u00e8 minacciata dalla mancanza di giustizia, di prudenza, di temperanza e di coraggio. La castit\u00e0 \u00e8 minacciata dalla superbia, dall\u2019invidia e dall\u2019ira. I \u201cvizi della castit\u00e0\u201d sono molto pi\u00f9 ampi del secco elenco con cui il catechismo li elenca, in una sequenza che oggi appare poco meditata, ispirata pi\u00f9 dal divieto di \u201catto impuro\u201d che dalla sete di \u201cvita santa dei discepoli del Signore\u201d. In questo elenco, come riproposto rozzamente dal Compendio del Catechismo della Chiesa cattolica, si legge:<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">\u201c<span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Sono peccati gravemente contrari alla castit\u00e0, ognuno secondo la natura del proprio oggetto: l&#8217;adulterio, la masturbazione, la fornicazione, la pornografia, la prostituzione, lo stupro, gli atti omosessuali.<\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: Liberation Serif, Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"> \u201c (Compendio CCC, 492)<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">\n<p class=\"western\" align=\"left\">Quanta rozzezza nella sequenza, costruita per affastellamento, senza vero discernimento. Quanta finezza rileggiamo, invece, nei maggiori autori medievali. Pietro Lombardo ha, in proposito, una frase elegantissima:<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">\u201cMelior est virginitas mentis quam carnis\u201d. (<i>Sententiae<\/i>, D. 33)<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Una delle cose belle, che la nostra epoca \u00e8 capace di farci gustare, \u00e8 il fatto di tornare alla grande tradizione, passando per le esperienze che emergono nel cuore della \u201csociet\u00e0 della dignit\u00e0\u201d, ben oltre le forme civili ed ecclesiali della societ\u00e0 dell\u2019onore. La societ\u00e0 della eguaglianza, con tutti i suoi limiti, ci mostra gli abissi di ingiustizia della societ\u00e0 della differenza e della preferenza. Il richiamo che la tradizione fa alla \u201cvita casta\u201d riguarda tutte gli stati di vita. C\u2019\u00e8 una castit\u00e0 celibataria e c\u2019\u00e8 una castit\u00e0 coniugale. Tra castit\u00e0 e continenza vi sono analogie e differenze, che non si possono mai ridurre n\u00e9 ad identit\u00e0 n\u00e9 ad opposizione. Questo vale per l\u2019orientamento eterosessuale come per quello omosessuale. La pagine che Geraci scrive a proposito della \u201ccastit\u00e0\u201d sono esemplari e aprono possibilit\u00e0 di interpretazione nuova, motivata dalla dignit\u00e0 della eguaglianza, piuttosto che dalla discriminazione della differenza. (- continua)<\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p class=\"sdfootnote-western\" align=\"left\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a>Mi pare che in questa direzione si muova C. Scordato, nel suo contributo <i>Chiesa cattolica e \u201cconiugio omosessuale\u201d: realt\u00e0 e possibilit\u00e0<\/i>, in A. Grillo \u2013 C. Scordato, <i>Pu\u00f2 una madre non benedire i propri figli? Unioni omoaffettive e fede cattolica<\/i>, Cittadella, Assisi, 2021, pp. 57-84.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel suo libro &#8220;Nella buona e nella cattiva sorte. Gli omosessuali cristiani e la scommessa di costruire una relazione &#8216;per sempre&#8217;&#8221;, G. 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