{"id":18888,"date":"2023-12-18T20:59:43","date_gmt":"2023-12-18T19:59:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=18888"},"modified":"2023-12-18T20:59:43","modified_gmt":"2023-12-18T19:59:43","slug":"un-altro-tametsi-1563-2023-a-proposito-della-dichiarazione-fiducia-supplicans","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/un-altro-tametsi-1563-2023-a-proposito-della-dichiarazione-fiducia-supplicans\/","title":{"rendered":"Un altro \u201ctametsi\u201d: 1563-2023  A proposito della Dichiarazione Fiducia supplicans"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Congregation_for_the_Doctrine_of_the_Faith.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-12997\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Congregation_for_the_Doctrine_of_the_Faith-300x241.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"241\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Congregation_for_the_Doctrine_of_the_Faith-300x241.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Congregation_for_the_Doctrine_of_the_Faith-1024x825.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>A distanza di 460 anni, da Roma arriva un documento il cui impianto riposa su una \u201cconcessiva\u201d, non cos\u00ec esplicita e dirompente come quella del 1500, ma altrettanto chiara.<\/p>\n<p>Allora si trattava di porre un controllo formale su ogni matrimonio tra battezzati, \u201cbench\u00e9 i matrimoni clandestini fossero sempre stati ritenuti validi\u201d; oggi si tratta di poter benedire ogni unione sessuale \u201cbench\u00e9 la dottrina del matrimonio venga riaffermata\u201d. Vediamo meglio come si esprime nelle prime righe il testo della Dichiarazione, con il suo \u201ctuttavia\u201d:<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">\u201c<span style=\"font-size: medium\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\">la presente Dichiarazione resta ferma sulla dottrina tradizionale della Chiesa circa il matrimonio, non ammettendo nessun tipo di rito liturgico o benedizioni simili a un rito liturgico che possano creare confusione. Il valore di questo documento, <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><b>tuttavia<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\">, \u00e8 quello di offrire un contributo specifico e innovativo\u00a0<\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><i>al significato pastorale delle benedizioni<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\">, che permette di ampliarne e arricchirne la comprensione classica strettamente legata a una prospettiva liturgica.\u201d <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">Un esame accurato di questo passaggio permette di coglierne appieno il senso e i limiti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">a) Si riafferma la \u201cdottrina tradizionale della Chiesa circa il matrimonio\u201d e nel farlo non si ammette \u201cnessun tipi di rito liturgico o benedizioni simili ad un rito liturgico, che possano creare confusione\u201d. Questo, sembra dire il testo, si pone in continuit\u00e0 con quella comprensione che il Decreto Tametsi ha inaugurato, attribuendo al \u201crito liturgico ecclesiale\u201d il carattere costitutivo della sacramentalit\u00e0 matrimoniale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">Questo, va detto, nel 1563, appariva scandaloso. Introduceva infatti una \u201ccompetenza nuova\u201d, che superava in un colpo la lunga esperienza di libert\u00e0 rituale, che aveva segnato la tradizione lungo quasi 1500 anni di vita. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">b) <i>Tametsi<\/i> (bench\u00e9) resti valido ci\u00f2 che \u00e8 stato appena affermato, il testo procede ad \u201ccontributo specifico e innovativo\u201d: esso riguarda una considerazione pastorale e liturgica della benedizione, che apre un\u2019altra considerazione dei fatti esistenziali e dei compiti ecclesiali;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">c) Questo implica a sua volta un ampliamento e un arricchimento della esperienza del \u201cbenedire ecclesiale\u201d, che costituisce una netta \u201cinversione di marcia\u201d rispetto alla decisione tridentina. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">Vorrei soffermarmi brevemente sul senso di questo contributo innovativo. Per comprenderlo dovremmo anzitutto notare come venga cambiato il punto di osservazione rispetto al <i>Responsum <\/i> di soli 2 anni fa. In quella risposta negativa il cuore della argomentazione riguardava il fatto che la \u201cbenedizione\u201d di una coppia omosessuale avrebbe non solo creato confusione, ma avrebbe applicato la benedizione ad una condizione che \u201cnon pu\u00f2 essere benedetta\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">Al doppio argomento la Dichiarazione risponde con una prima precisazione: \u201cbenedire si dice in molti modi\u201d. La prospettiva con cui \u00e8 stata impostata la risposta del 2021 \u00e8 troppo stretta, miope. Potremmo dire \u201cmeschina\u201d, citando la espressione di <i>Amoris Laetitia<\/i> 303.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">Di qui scaturisce la nuova possibilit\u00e0, che nasce da un uso del \u201cbenedire\u201d che non \u00e8 interno alla logica formale del sacramento, ma che si muove tra il cuore e il margine pi\u00f9 esterno della vita ecclesiale. Il benedire \u00e8 la capacit\u00e0 di \u201criconoscere il bene che c\u2019\u00e8\u201d e che deve essere attivato proprio nelle condizioni in cui i margini di riconoscimento sociale e personale sono pi\u00f9 precari. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">Questa apertura libera energie ecclesiali almeno in 3 grandi direzioni:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">&#8211; restituisce alla \u201cparola profetica\u201d una dignit\u00e0 pastorale, che in ambito matrimoniale rischia di restare schiacciata sotto il registro regale della validit\u00e0 e della legittimit\u00e0. La benedizione dice il bene dove \u00e8, secondo le regole, senza le regole e perfino nonostante le regole;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">&#8211; permette di articolare in modo meno rigido il linguaggio della Chiesa, restituendole l\u2019eqilibrio tra registro sacerdotale, registro regale e registro profetico;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">&#8211; proprio il \u201criconoscimento dei fatti\u201d costituisce un ampliamento di prospettive della teologia matrimoniale, evitando il cortocircuito tra sacramento e contratto, che spesso costringe profeti e sacerdoti a parlare e a ragionare anzitutto come burocrati.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">Il Decreto \u201ctametsi\u201d, 460 anni fa, ha inaugurato alla Chiesa un ruolo ufficiale che nei secoli \u00e8 diventato allo stesso tempo troppo e troppo poco. La Dichiarazione <i>Fiducia supplicans<\/i>, con un nuovo \u201cbench\u00e9\u201d, ridimensiona l\u2019assolutismo della forma canonica e riapre lo spazio per una Chiesa profetica anche in ambito matrimoniale e sessuale. E\u2019 un inizio e un cambio di paradigma da non trascurare. <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A distanza di 460 anni, da Roma arriva un documento il cui impianto riposa su una \u201cconcessiva\u201d, non cos\u00ec esplicita e dirompente come quella del 1500, ma altrettanto chiara. Allora si trattava di porre un&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18888"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18888"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18888\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18889,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18888\/revisions\/18889"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18888"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18888"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18888"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}