{"id":18862,"date":"2023-11-30T08:04:24","date_gmt":"2023-11-30T07:04:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=18862"},"modified":"2023-11-30T08:04:26","modified_gmt":"2023-11-30T07:04:26","slug":"una-rilettura-di-mediator-dei-dallabuso-alluso-un-bel-libro-di-daniele-premoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/una-rilettura-di-mediator-dei-dallabuso-alluso-un-bel-libro-di-daniele-premoli\/","title":{"rendered":"Una rilettura di Mediator Dei: dall&#8217;abuso all&#8217;uso. Un bel libro di Daniele Premoli"},"content":{"rendered":"\n<p>E&#8217; appena uscito il volume: D. Premoli, <em>La redazione di &#8216;Mediator Dei&#8217;. Una rilettura dell&#8217;enciclica a partire dai documenti del Sant&#8217;Uffizio<\/em>, Roma, Archivum, 2023. Pubblico uno stralcio dalla Prefazione<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/PremoliMD.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"354\" height=\"500\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/PremoliMD.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-18863\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/PremoliMD.jpg 354w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/PremoliMD-212x300.jpg 212w\" sizes=\"(max-width: 354px) 100vw, 354px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Prefazione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>La genealogia di un testo e la nascita di una nuova coscienza ecclesiale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl movimento sia in gran parte soppresso\u201d: questa \u00e8 la netta risposta del Card. Gasparri, verbalizzata durante la prima delle questioni formulate nell\u2019ordine del giorno della prima riunione (1943) del percorso istituzionale romano, che avrebbe portato, 4 anni dopo, alla pubblicazione della Enciclica<em> Mediator Dei.<\/em> La passione con cui questo volume di Daniele Premoli ricostruisce nel dettaglio la genesi redazionale del documento sorprende il lettore, che entra con sicurezza e con rigore dentro un percorso di maturazione non solo di un testo autorevole, ma con esso della stessa coscienza ecclesiale cattolica. La guerra, che si stava combattendo duramente in tutto il mondo, non impediva la riflessione, l\u2019approfondimento, la scoperta delle novit\u00e0. In quegli stessi anni il dibattito sulla \u201cforma fondamentale\u201d dell\u2019eucaristia o sulla origine del sacramento della penitenza si stava sviluppando con altrettanta ricchezza. Cos\u00ec, nella ricostruzione storica di un percorso di \u201cscrittura del testo\u201d, condotto con un accuratissimo lavoro di indagine negli archivi vaticani del S. Uffizio, noi apprendiamo, con grande sorpresa e ammirazione, quanto stava cambiando, sia pure a piccoli passi, la comprensione storica e sistematica della azione liturgica in ambito cattolico. Il volume, con grande equilibrio, propone sia nella ricostruzione storica, sia nella sintesi teologica, una divisione ragionevole e che corrisponde all\u2019esito raggiunto dal testo: ossia quella tra una <em>pars positiva<\/em> e una <em>pars negativa<\/em> del testo. Vorrei brevemente soffermarmi anzitutto sul criterio della distinzione (\u00a7.1) e poi su ciascuna delle due parti (\u00a7\u00a72-3) per concludere infine sul contributo ad una concezione della storia della teologia davvero illuminante (\u00a7.4).<\/p>\n\n\n\n<p><em>1. Dalla condanna dell\u2019abuso alla riscoperta dell\u2019uso<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Tutto inizia da un abuso, da una deviazione, da un errore da reprimere: l\u2019intero movimento liturgico ha corso il rischio di essere interpretato, ufficialmente, come una minaccia da cui difendersi. E\u2019 la sua novit\u00e0, spirituale ed ecclesiale, a turbare gli animi e a sconvolgere le discipline. Questo dato \u00e8 attestato dalle stesse competenze messe in gioco, cos\u00ec come emergono in modo limpido dalla ricostruzione documentata di questa ricerca. Il passaggio delle competenze dalla Congregazione dei Riti al Sant\u2019Ufficio, avvenuto tra il \u201843 e il \u201844, con il manifestarsi del progetto di scrivere una Istruzione contro il falso liturgismo, dimostra presto una rapida metamorfosi dell\u2019intento, che passa dalla denuncia di pericolosi abusi alla indagine sui presupposti dogmatici e dottrinali di tali abusi. Nell\u2019orizzonte che nel 1944 si va costruendo, come ambito di riflessione, ci sono abusi e ci sono errori, che forse la guerra e il nazismo ha reso pi\u00f9 estremi e meno tollerabili. Ma dalla elaborazione successiva emerge chiaramente una istanza nuova e diversa: al posto del primato della difesa dall\u2019abuso nasce la urgenza della riscoperta dell\u2019uso. Ad una impostazione che vede liturgicamente il pericolo di abusi e teologicamente la minaccia degli errori, subentra, gradualmente, la urgenza di una ricostruzione complessiva dell\u2019\u201duso liturgico\u201d, capace di rileggere l\u2019 esperienza rituale nella sua dimensione teologica, cosa che costituiva, di fatto, un \u201cnuovo genere\u201d di discorso magisteriale. Potremmo dire, proprio confortati dall\u2019accurato esame dell\u2019evoluzione redazionale del progetto, che stava nascendo, con il testo della Enciclica, una nuova prospettiva di lettura della tradizione, una nuova forma di autocoscienza ecclesiale e di elaborazione spirituale e pastorale. La sequenza dei documenti inediti, che si susseguono con grande frutto nell\u2019ampia appendice che troviamo in fondo al volume, permette di toccare con mano come il progetto originario si sia profondamente trasformato e con esso sia cambiata la percezione del fenomeno liturgico, che nel giro di 16 anni avrebbe assunto la forma solenne della Costituzione Conciliare <em>Sacrosanctum Concilium<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>[\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p><em>4. Una storia della teologia \u201cche precede col lume\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La ricostruzione della redazione di<em> Mediator Dei<\/em> approda al testo nella sua ultima versione, divenuta poi ufficiale. Ma non ci si pu\u00f2 astenere da una valutazione che riguarda anche ci\u00f2 che \u00e8 segu\u00ecto al testo, come preparazione diretta agli sviluppi di quegli <em>altiora principia<\/em> che prima il Concilio Vaticano II e poi la Riforma Liturgica avrebbero sviluppato. Se da un lato, infatti, ci\u00f2 che accadr\u00e0 dopo questa enciclica \u2013 anche nello stesso magistero di Pio XII \u2013 sta oltre il testo qui esaminato, non si pu\u00f2 negare che in questo \u201cprocesso redazionale\u201d, finalmente accessibile, si sono poste le basi per quanto \u00e8 accaduto dopo. Senza questo \u201csblocco\u201d, qui ora reso disponibile attraverso la pubblicazione di documenti inediti, nulla avrebbe potuto accadere di veramente nuovo. Anche le idee ritenute meno opportune, o addirittura pericolose, sono entrate in una nuova visione, che ha potuto generare pratiche e teorie pi\u00f9 ampie e pi\u00f9 comprensive. Questo risvolto chiarisce, ultimamente, la preziosit\u00e0 di una ricerca come questa, che affronta sul piano della \u201cstoria della teologia\u201d uno sviluppo determinato e particolare \u2013 ossia la ri-costruzione graduale di un testo ufficiale \u2013 per rischiarare un campo del sapere e della prassi cattolica che avrebbe subito, esattamente a partire da quel testo, una accelerazione ingente sia sul piano pastorale, sia in ambito spirituale, sia sul piano teologico e accademico. Non dobbiamo dimenticare che la \u201cliturgia\u201d, come materia di insegnamento autonomo e di riflessione teologica e pastorale \u201csui iuris\u201d, nasce precisamente intorno e a valle rispetto a questo testo, come una delle sue conseguenze forse impreviste. Per questo \u00e8 cos\u00ec importante ricostruire con meticolosa precisione come sia emerso il \u201cnovum\u201d dal \u201cvetus\u201d. Una adeguata contaminazione di prospettive &#8211; tra storia e sistematica \u2013 \u00e8 stata necessaria per questo, cos\u00ec come l\u2019autore di queste pagine dimostra di aver saputo fare. Solo cos\u00ec la ricostruzione storica pu\u00f2 diventare feconda ed efficace. Ed anche quando pensassimo a buon diritto che la teologia sistematica debba conservare il ruolo di guida, e che la scienza storica debba limitarsi al ruolo ancillare di servizio, dovremmo sempre tenere a mente la bella sentenza di Immanuel Kant che ci avverte: \u201cin questo caso rimane ancor sempre aperto il problema di sapere se quest\u2019ultima (scienza ancillare storica e filosofica) <em>precede col lume<\/em> la sua gentile signora, o<em> la segue, reggendole lo strascico<\/em>\u201d (I. Kant, <em>Il conflitto delle facolt\u00e0<\/em>, ed. D. Venturelli, Brescia, Morcelliana, 1994, 83). Ad una \u201cstoria della teologia\u201d non solo <em>retro oculata<\/em>, ma anche <em>ante oculata<\/em>, che sappia non solo reggere lo strascico dietro alla sintesi teologica, ma voglia servirla sapendola precedere con la candela accesa, questo volume offre un contributo degno di nota, istruttivo per lo storico come per il teologo, ricco di sapiente documentazione e scritto in uno stile di singolare equilibrio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; appena uscito il volume: D. Premoli, La redazione di &#8216;Mediator Dei&#8217;. Una rilettura dell&#8217;enciclica a partire dai documenti del Sant&#8217;Uffizio, Roma, Archivum, 2023. 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